Babbling With Vera

Modern Family 4x01 - Bringing Up Baby

18:10

E rieccoci qua con la comedy series più premiata degli ultimi tempi.
Non vedevo l'ora che ricominciasse, considerato come era finita la terza stagione: Gloria che annuncia di essere incinta.
Prima di lanciarmi nel parlarvi della nuova puntata però voglio spiegarvi perché io ADORO questa serie. Because is fucking hilarious, punto. Io rido fino al mal di pancia quando la guardo.
Ok, anche perché in realtà ha sempre un fondo di insegnamento, di morale, mai banale o paternalistico. Ma soprattutto perché rido fino alle lacrime.
Bene, allons-y con le perle del nuovo episodio!
L'episodio segue due storie: la prima ruota attorno al fatto che Gloria non ha ancora comunicato a Jay che è incinta, mentre la seconda è incentrata su Cameron e Mitchell che, non essendo riusciti ad avere in adozione il secondo bambino, si trovano ad affrontare la cosa nel classico modo demenziale che contraddistingue Modern Family.
La prima perla dell'episodio viene da quel genio di Phil, a mio parere un capolavoro di personaggio, che decide di rapire Jay per il suo compleanno e portarlo a pescare. Naturalmente il piano si rivela un mezzo disastro e, per la mia gioia, Phil ne combina una dietro l'altra; riuscendo però alla fine a portare Jay fuori a pesca.
Mitchell e Cameron sono alle prese con la piccola Lily che, una volta scoperto che non avrà il fratellino, inizia a utilizzare il fatto come una scusa per qualsiasi desiderio le venga in mente.
Intanto Gloria rivela a Claire di essere incinta e qui ho rischiato di cadere dalla sedia e mi sono rovesciata addosso mezza tazza di the:

Dopo aver fatto cadere Jay in acqua da un motoscafo in corsa finalmente Phil lo riporta a casa, giusto in tempo per l'annuncio all'intera famiglia, Jay incluso, della gravidanza di Gloria. E qui ho dovuto poggiare la tazza del the, prima che facesse una brutta fine.


Phil Dunphy for the win! Mi era mancato! Finalmente sono tornati lui e tutti gli altri: la mia dose di risate del giovedì è tornata!
Modern Family is back e non delude!
Off I go.

Babbling With Vera

Babbling with Vera: From Milan to Rome.

17:04

(With not so much love...)

È passato poco più di un anno da quando dalla mia camera con le sue scritte sui muri e i libri infilati in ogni angolo mi sono trasferita.
Finito il liceo, raggiunta la maggiore età, passato il test d'ingresso per l'università: direzione Milano. Ho fatto le valigie e messo le ali ai piedi, ormai mi andava stretta casa, avevo bisogno di cambiare aria; e l'ho fatto.
Mi sono trovata un altro rifugio, un bel nido in una mansarda minuscola ma con un abbaino che mi faceva guardare su tutta Milano. Una mansarda vuota e spoglia, ma con una finestra che mi faceva guardare lontano.



Pian piano l'ho riempita quella mansarda, di foto, di libri, di musica, di amici e di risate. 
E poi ho dovuto salutarla: una borsa di studio mi ci ha portata lontano, non tanto, ma quanto basta per farmela mancare.
Roma, nuova città, nuove persone e nuovi posti.
Dire che a primo impatto l'ho odiata a morte è dire poco. Ma la cosa sta migliorando, la sto girando, poco a poco e sto imparando a volerle bene a questa Roma. Così diversa dalla mia adottiva Milano, ma comunque meravigliosa.
Obiettivo dell'anno e mezzo che passerò qui: imparare a conoscere questa città.

 

Perché una città con posti come Roma è un delitto non imparare a conoscerla.

Off I go.

Pilot

alcuni Pilot che ho visto #2

20:34

Seconda parta dei commenti sui pilot, per la prossima e ultima parte bisognerà aspettare il finesettimana del 13/14 Ottobre.

Animal Practice


Di cosa parla?
Dorothy eredita dalla zia la clinica veterinaria a capo della quale lavora un suo ex il Dottor Coleman. Il Dottor Coleman è un veterinario eccellente, con gli animali è indubbiamente il migliore, peccato abbia solo un problema: è tremendo con i proprietari. Capita che li faccia aspettare il sala d'attesa per ore, a volte giorni, li tratta male, risponde con arroganza e non si fa problemi a insultare i clienti. Insomma un disastro.
Dorothy decide che è il caso di prendere in mano la situazione e a seguito del comportamento inappropriato di Justin Kirk decide di licenziarlo. Ma ecco che il prode dottore opera un cane contro il volere del padrone, riuscendo anche a fars pagare.
Ah beh, se è così bravo allora riassumiamolo.

Il telefilm in sé non è malvagio, nel senso che l'idea è anche divertente, il problema è uno solo: è irreale. Arriva a sfiorare livelli di irrealtà assolutamente ridicoli, la doctor scimmia che gira in macchina per l'ambulatorio? Poi i pazienti sono animali improbabili, mentre i proprietari sono psicotici (anche se qui in quanto padrona di cane mi sento in dovere di confermare, i padroni di animali sono tutti psicotici, brutta razza) e quindi il dottore si sente in dovere di trattarli male.
Insomma si tratta di una sorta di House degli animali, ma con un tono molto più scanzonato e meno serio, e per quanto mi riguarda questo è sufficiente per non guardare la serie.
Ammetto che non si tratta di veri e propri difetti nel senso che sono comunque venti minuti piacevoli, però sinceramente cerco altro. Anche perché se voglio farmi due risate sulle psicosi di veterinari o padroni di animali vado al parco.
Diciamo così, se amate particolarmente tutte le razze di animali e non vi interessa che la serie sia ridicola e priva di qualsiasi credibilità o se amate Justin Kirk allora potrebbe anche piacervi.
Altrimenti vi consiglio di passare meglio il vostro tempo.
Vegas


Di cosa parla?
E' il 1960 e Las Vegas è una città in fermento, compaiono i primi Casinò, i primi alberghi di lusso. La città si ricopre di luci al neon, turisti, e affascinanti fanciulle poco affezze agli usi di una comunità di cowboy. Con il progresso arrivano le prime piste di atterraggio, gli aeroplani che con il loro frastuono spaventano e disperdono le mandrie dei proprietari dei ranches vicini al centro abitato.
E' così che si apre Vegas, con il boss della mafia Savino (Michael Chiklis, ve lo ricorderete sicuramente per No ordinary Family e per aver interpretato La Cosa nei Fantastici Quattro) che scende da un aereo per venire a gestire di persona personalmente il suo casinò e con Ralph Lamb (Dennis Quaid, un nome una garanzia per quanto mi riguarda) che va dal direttore dell'aeroporto a lamentarsi perché il suo bestione volante fa fuggire le vacche. Scazzottata. Cambio di scena.
Viene ritrovata una ragazza morta nel deserto, peccato che la fanciulla in questione sia la nipote del senatore, ergo il caso va risolto subito. E qui sorge il primo ma: ma lo sceriffo è scomparso. Ottimo, cosa fa allora il Sindaco? Chiama Lamb, che era stato suo commilitone in guerra e che aveva fatto parte di un'unità speciale non ben definita, insomma uno con le palle, che può risolvere il caso e prendere le redini della situazione. Per quanto il procuratore non sia d'accordo (keep an eye on this guy) il suo vice lo è eccome, conosce Ralph da anni e i loro Ranch sono proprio uno di fianco all'altro. Ed è proprio nel ruolo di Katherine O'Connell, vice procuratore distrettuale, che compare finalmente Trinity, Carrie-Ann Mosse.
Insomma il buon vecchio Dennis Quaid lavora al caso insieme al fratello e al figlio, dimostrando non solo di avere polso e iniziativa, ma anche di essere davvero bravo in quello che fa. Non ha paura di mettersi contro a Savino, non ha paura di frugare nel suo casinò e di entrarvi armato alla ricerca del sospettato principale. Risolto il caso, ecco che viene ritrovato lo sceriffo: è morto.
Ralph Lamb è ora il nuovo sceriffo di Las Vegas e dovrà darsi davvero da fare se vuole mantenere l'ordine in città.

Dennis Quaid è il protagonista. Ok, ok, accantoniamo per sei secondi questa informazione e partiamo con qualcosa di più profondo.
BEST SEASON PILOT! Seriamente questo pilot è una bomba.
La struttura narrativa è coerente e credibile, i personaggi sono ben analizzati e ci vengono presentati in modo tale da renderci subito chiare quali sono le dinamiche di gruppo.
Dennis Quaid è spettacolare, è perfetto per rappresentare un cowboy ex militare che vorrebbe solo gestire il suo ranch. La sua espressività, la sua dinamicità rendono il suo personaggio estremamente accattivante e simpatico, si capisce subito che genere di uomo si Ralph Lamb, e contrariamente a quanto sembra dal nome è tutto il contrario di una pecora.
Altro personaggio indiscutibilmente affascinante è quello di Vincent Savino, interpretato magistralmente da Chiklis. Prima lo abbiamo visto come buono, padre di famiglia con i super poteri, ora è il cattivo di turno a capo di un gruppo mafioso che gestisce il più grande casinò di Las Vegas.
La recitazione formidabile di questi due personaggi che si fronteggiano sulle tracce della vera storia di Ralph Lamb, sceriffo della contea di Clarck dal 1961 al 1979, porta il telefilm a piazzarsi un gradino sopra tutti i pilot visti fino a questo momento, non solo per il contenuto, la strenua e apparentemente vana battaglia di un singolo uomo contro il crimine organizzato in una città in pieno sviluppo economico, ma anche per come viene gestito ogni singolo personaggio: da Dennis Quaid il cowboy che non voleva essere sceriffo, al procuratore distrettuale impantanato in loschi rapporti con la mafia, fino alla bella Katherine i cui rapporti col vedovo Ralph Lamb sono piuttosto ambigui.
Vegas ci regala quaranta minuti di pura goduria, scenari spettacolari e una sequenza di scene indimenticabili: Lamb sulla pista di decollo con il suo fucile che spara alla Cadillac dell'assassino che gli arriva incontro; l'inseguimento con relativo accerchiamento del gruppo di motociclisti; l'aereo che plana supra la mandria al pascolo.
Insomma, se vi perdete questo per vedere una merdata come Revolution allora non avete capito proprio niente!

The neighbors


Di cosa parla?
Marty e Debbie Weaver si trasferiscono insieme alla loro famiglia in un tranquillo quartiere di periferia in cui Marty ha comprato una nuova casa senza consultare nessuno.
I due coniugi non si trovano a dover affrontare solo i loro tre figli piuttosto seccati per il trasloco, ma anche ad avere a che fare con una comunità di strani vicini... alieni!
L'intera comunità è infatti composta da alieni Zabroviani verdi, che vivono sotto forma umana assumendo il nome sportivi famosi e che sono bloccati sulla terra da ben dieci anni.
Insomma un trasferimento assai movimentato...

Alieni. In una commedy. Alieni verdi in una commedy.
Seriamente questa cosa è geniale. E' forse la migliore commedia che ho visto fino ad ora. Si distingue per il tono scanzonato e divertente, si vede da subito che si prende poco sul serio e non pretende certo di essere Modern Family, ma ci introduce in una realtà completamente diversa e assolutamente ridicola. Gli alieni che non sono abituati alle usanze umane risultano divertenti senza però essere ridicoli, così vederli muoversi in gruppo comparendo dal nulla, vederli la mattina curare giardino, casa e lama (?) con un sottofondo di Goodmorning to you, o vederli portare una torta a testa ai nuovi vicini non può non strappare una una risata.
Nella sua improbabilità le reazioni dei personaggi sono credibili, così quando i Weaver scoprono che i loro vicini sono alieni la loro prima reazione è quella di scappare e si rifugiano tutti a letto sconvolti non sapendo se chiamare Obama, scappare o cos'altro.
Insomma, per come la vedo io è un pilot che o si ama o si odia, la scena degli alieni verdi può far storcere il naso a molti, me ne rendo conto, ma sono lo stesso dell'idea che rimanga una delle idee più originali avute negli ultimi tempi.

Ben and Kate



Di cosa parla?
Kate è una giovane madre single che ha da poco ricominciato ad uscire con i ragazzi e Ben è suo fratello maggiore, un adulto non molto intelligente, ma con un cuore enorme, sognatore e decisamente combina guai. Dopo un po' che non si fa vedere Ben torna nella vita di Kate e di sua nipote Maddie stravolgendole e portando con sé una ventata di aria fresca e vedendo le difficoltà che si trovano ad affrontare loro due da sole decide di rimanere con loro per un po'.

Non voglio raccontare cosa succede nel pilot perché non penso sia così importante (lei esce con un tizio che però vede un'altra e Ben vorrebbe fermare il matrimonio della sua ex ragazza, ma non ci va per salvare Kate dal tizio che la prende in giro), quello che davvero colpisce di questa serie sono le dinamiche tra i membri della famiglia.
Raramente ho visto qualcosa di così dolce e tenero, i personaggi sono sì parte di commedy quindi sono buffi, si perdono in gag a volte troppo lunghe e alcuni personaggi secondari è bene restino secondari, ma sono umani, sono estremamente legati tra loro, farebbe qualsiasi cosa l'uno per l'altra e la delicatezza di alcune scene non fa che acuire questa sensazione di famiglia che viene trasmessa dall'episodio per venti minuti.
Dal punto di vista del divertimento la scena delle prove per l'interruzione del matrimonio o quella di Ben in macchina o ancora quella della riunione di famiglia sotto il tavolo sono estremamente carine e ben pensate.
Sinceramente non so cosa dire né a favore né a sfavore di questa serie, perché mi rendo perfettamente conto di quanto sia banalotta, nel senso guardo già Up all night che come serie famigliare è anche meglio, però questo Ben and Kate è dolcissimo e non me la sento di scartarlo a priori.

Elementary

 

Di cosa parla?
Sherlock Holmes a New York, Joan Watson che è una donna. A New York. Procedural americano con Johnny Lee Miller che interpreta Sherlock e Lucy Liu che interpreta Watson.

Nel 2012 decidere di fare una serie su Sherlock Holmes significa una sola cosa: flame.
Fin dall'annuncio della sua creazione questa serie è stata bollata come abominio, come osavano gli americano creare una serie su Sherlock e spostarlo a NY? TUTTI sanno che Sherlock e Londra sono sinonimi e devono rimanere tali. L'altra spinosissima questione era poi quella del salto temporale, Sherlock Holmes ai nostri giorni? Esiste già, miei cari, si chiama Sherlock ed è made in BBC, ha un'orda di fangirl alle spalle, un tale di nome Moffat a guidarlo e per concludere in bellezza un cast che farebbe girare la testa anche all'ultimo dei miscredenti.
So what?
Per come la vedo io è tanto rumore per nulla.
Partiamo dal presupposto che gli americani l'hanno sempre fatto, copiare serie di altri paesi e farne la loro versione; lo hanno fatto con Being Human, con Wilfred, con The Killing e tantissime altre perché siete tutti così stupiti che venga fatto con Sherlock?! Era solo questione di tempo e in parte ritengo che siamo davvero fortunati che non sia stato fatto con Doctor Who, ma sono sicura che i fan avrebbero provveduto al meritato linciaggio in quel caso.
Elementary non è niente di più né niente di meno di quello che si prospettava un procedural con tizio di nome Sherlock Holmes all'interno e una tizia di nome Joan Watson.
Partiamo dal presupposto che non sia davvero niente di eccezionale, ma nemmeno una serie da buttare via. Miller è bravo e l'Holmes che ci viene proposto non rischia sicuramente di essere confuso con quello della BBC e questo è veramente un bene perché un personaggio troppo simile avrebbe decisamente attirato l'attenzione in negativo. Si tratta di un Sherlock più umano e meno distaccato, che ha avuto i suoi problemi e ne sta uscendo; tatuato, ex drogato, viveva a Londra, ma si è trasferito. Insomma per come la vedo io è un personaggio accettabile e lo stesso vale per Joan.
A parte il fatto che a me Lucy Liu piace a prescindere e credo anche che far diventare Watson una donna non sia un'idea così insensata: il fandom ha ciò che il fandom vuole (dallo show sbagliato). Questa Watson è molto intelligente, tanto da riuscire ad accorgersi dell'indizio mancante che porta alla cattura dell'omicida e devo dire che Miller e la Liu lavorano bene insieme, mi dispiace solo per tutto il casino che si sono sentiti tirare dietro per via del fatto che sono i protagonisti di questa serie.
La nota veramente positiva in tutto questo è la colonna sonora che personalmente ho trovato eccezionale, adattissima ad ogni situazione coinvolge lo spettatore e si sposa perfettamente con ogni scena, la musica non è mai più alta dei dialoghi, ma riesce ad accompagnarli in modo magistrale, segue le scene in una sequenza perfetta alternando toni bassi a toni alti a seconda della situazione.
In definitiva no, Elementary non è e non sarà mai un capolavoro, e non c'è da stupirsi visto che dall'altra parte dell'oceano il suo rivale è lo Sherlock di Moffat, ma non è nemmeno una schifezza e secondo me superato il pregiudizio iniziale può rivelarsi un buon procedural poliziesco con cui passare una serata.
E poi una chance va data a tutti, no?

Last Resort



Di cosa parla?
From wiki: Protagonista della serie è l'equipaggio di un sottomarino della Classe Ohio i cui uomini, dopo aver rifiutato di lanciare un attacco missilistico nucleare contro il Pakistan, vengono attaccati dalle stesse navi statunitensi; creduti morti riescono a rifugiarsi su un'isola chiamata "Sainte Marina", per poi proclamarsi nazione sovrana dotata di armamento nucleare. Considerati nemici degli Stati Uniti d'America i loro unici scopi sono ora la sopravvivenza e riuscire a trovare delle prove che li scagionino dall'accusa di diserzione e che facciano capire che l'ordine datogli dal Comando era illegale, così da riabilitarsi e poter tornare alle proprie case.

Siamo a bordo della USS Colorado e al suo interno si sviluppano le classiche dinamiche di gruppo, un gruppo costretto a vivere a stretto contatto per un lungo periodo di tempo.
Da un certo punto di vista questo pilot sembra irreale, seriamente chi sparerebbe al proprio sottomarino solo perché si rifiuta di eseguire l'ordine trasmesso via canali secondari e non principali? Però anche se molte cose non convincono come dovrebbero il pilot funziona, scorre veloce e riesce a coinvolgere. Il merito in questo non è solo dei personaggi che sono ben strutturati e per un pilot di soli quaranta minuti anche analizzati fin troppo bene, i rapporti che ci vengono presentati, i loro problemi, i loro dubbi li rendono molto vicini al nostro concetto di umano ed è per questo che il loro gesto di ribellione, il diventare una vera e propria nazione indipendente per salvarsi le chiappe, viene accettato da subito dal pubblico che non sta troppo a pensare: ok questo non succederà mai per questo e quest'altro motivo.
Insomma, per una volta chissene frega dell'essere precisi e vediamo di far funzionare questa serie come si deve. Non ci sono grandi misteri qui quindi se quello che cercate è un telefilm alla Lost, beh non è questo, questo è un military drama che punta al mettere in discussione le decisioni governative e l'intero apparato militare statiunitense. E' un drama alla what if? Cosa succederebbe se un sottomarino con una tale potenza di fuoco si ribellasse davvero? Verrebbe distrutto per prevenire una ribellione o sarebbero semplicemente giustiziati i membri del suo equipaggio?
Indubbiamente qualche mistero di fondo c'è, uno dei navy seal che sono stati salvati nel mezzo dell'oceano asserisce che è colpa sua se è scoppiata la guerra col Pakistan, di conseguenza sorge spontanea la domanda, che cosa è successo?
Personalmente ho trovato questo pilot uno dei migliori della stagione, ben costruito, coinvolgente e piacevole.



Nel prossimo post parlerò di:
666 Park Avenue ; Nashville ; Arrow ; Beauty And The Beast

Lils racconta

Praga, città magica

13:10

Vista del complesso del Castello di Praga, sulla collina dell'Hradčany.
Il ponte sulla destra è il Ponte Carlo.
Forse direte che il titolo è la cosa più scontata del mondo, perché l'aggettivo Magica è quello che più spesso si sente associato a questa città; ma è vero: lasciando da parte la città irlandesi, scozzesi, gallesi, con quella loro aria magica dovuta a miti e leggende, tralasciando anche il fascino orientale di Istanbul, è Praga l'unica tra le capitali dell'Europa continentale a meritarsi l'epiteto di Magica.

Città mitteleuropea per eccellenza, Praga è un crocevia di culture e tradizioni tra le più diverse: a prima vista, sembra di stare a Vienna tanto è imponente e lussuosa come città, tanto i suoi palazzi sono barocchi, ricercati ed eleganti, c'è da domandarsi dove sia l'Asburgo di turno con il suo non indifferente carico di beghe familiari. Invece no, conoscendo e vistando Praga si respira un'aria diversa, qualcosa di molto più cordiale e amichevole che a Vienna o nelle altre grandi città europee. É una città enorme, strana, con un centro storico fatto di vicoli e viuzze che sembrano essere rimasti sospesi nel tempo, ma bisogna visitarla per poter capire cosa sto cercando di dirvi...

Quindi, orsù! PRIMA PARTE di questa breve guida alla città, giusto nel caso qualcuno di voi voglia fare un weekend oppure ricordare posti già visitati. É una parte estremamente culturale, quindi aspettatevi musei, castelli, palazzi e via discorrendo.
Cominciamo!

[Nota di apertura: se siete studenti, PORTATE IL BADGE UNIVERSITARIO. I prezzi che vi segnalo sono solo per gli studenti ed i bambini, quasi tutti i musei fanno lo sconto. E anche il negozio dell'università, caso mai vogliate tornarvene a casa con la maglietta della Univerzita Karlova: hanno dei bei colori, nulla da dire!]

Per raggiungere il Castello di Praga, prima tappa di questo giro culturale a Praga, dovete attraversare il PONTE CARLO, a meno che voi non abbiate l'albergo nei quartieri di Malá Strana o Smíchov. Il ponte fu voluto nel 1357 dal re Carlo IV e l'architetto fu lo stesso che edificò il Castello di Praga e la Cattedrale di San Vito. Il ponte è enorme, molto lungo e molto largo e corre sopra la Moldova, che fa veramente impressione per la sua grandezza: ci si sente molto piccoli, sopra quel ponte.
Lungo i parapetti del ponte sono state erette innumerevoli statue dei santi importanti per questa nazione, santi patroni o comunque legati alla storia ceca. 
La cosa più bella del Ponte Carlo è la successione di bancarelle che troverete: che vendano ritratti, caricature, braccialetti o gioielli fatti a mano, quadri della città e le immancabili cartoline del Ponte Carlo a tutte le ore del giorno e della notte, i negozianti sono tutti molto disponibili ed è un buon posto per comprare un souvenir tipico della capitale.
Tornate spesso sul Ponte Carlo, se potete: attraversarlo di giorno, al tramonte e di sera è diverso, ma sempre molto bello.

Il CASTELLO DI PRAGA, al di là del Ponte Carlo e sopra la collina dell'Hradčany (e ve lo posso assicurare, è bella ripida, ma vale!), è uno spettacolo: con 175 corone ceche, più o meno 7 euro, si può comprare un biglietto cumulativo per visitare:

  • il Palazzo Vecchio;
  • il suo museo, che racconta le varie fasi della costruzione del complesso dell'Hradčany; 
  • la Basilica di San Giorgio (cripta in restauro, puzza di cadavere che è un piacere, sul serio); 
  • la Viuzza d'Oro (pittoresca, patrimonio dell'UNESCO, bei negozietti artigianali); 
  • la Pinacoteca
  • il Palazzo di Rosenberg;
  • la Cattedrale di San Vito, che solo per le sue vetrate vale tutto il biglietto.

Sempre al castello, ma esclusi dal biglietto, con 150 corone (6 euro) è possibile visitare il Tesoro di San Vito e e ammirare i fini lavori di gioielleria - anche italiana. 
Con altre 150 corone, si può salire sulla Torre della cattedrale: la vista è strepitosa, tutta Praga sarà ai vostri piedi, ma per quello che offre è abbastanza cara e sono 287 gradini all'andata e altrettanti al ritorno, bei gradini medievali piccolissimi e scivolosissimi. Your choice!

Una volta completato il vostro tour per il complesso del Castello, potete concedervi un pomeriggio per passeggiare per il parco di Malá Strana; è un parco immenso sul lato della collina, e se avete abbastanza fiato e gambe, neppure vi accorgerete di aver camminato così tanto, potreste ritrovarvi a Smíchov senza sapere come! Per esperienza personale, fidatevi, vi troverete dall'altra parte di Praga senza sapere come e vi renderete conto di quanto lontani siate dal centro.
Ma andiamo avanti!

Tornando nel centro storico di Praga, sulla riva ovest della Moldava, nella piazza principale (Staroměstské náměstí) c'è uno strepitoso MUSEO DI SALVADOR DALÍ e ALPHONSE MUCHA; 150 corone e si visitano entrambe le mostre: non è un museo grandissimo, ma è sviluppato con una certa logica su due livelli, al primo piano Dalì e al secondo Mucha. Se siete appassionati di arte, e di questi due artisti in particolare, vale la pena visitarlo: di Salvador Dalì ci sono dei quadri che non si vedono neppure in terra spagnola, mentre Mucha è una sorta di monumento nazionale ceco, quindi troverete quasi tutto. Quello che non trovate qui, lo potete vedere al MUCHOVO MUZEUM, in Panská 7, vicino a Piazza San Venceslao [http://www.mucha.cz].
Cosa vi avevo detto? Monumento nazionale, Mucha is everywhere.

Se volete farti una risata "storica", a prescindere dal vostro colore politico, visitate il MUSEO DEL COMUNISMO [Na Prikope 10 - http://www.muzeumkomunismu.cz/]! Talmente serio che sta dentro al Casinò, di fianco a McDonalds e Adidas. Esilarante... ma ha belle cartoline, molto ironiche, un negozio ben fornito di libri anche in inglese e una buona ricostruzione di come si viveva a Praga durante la Guerra Fredda. Sul serio, siete di centro-sinistra, sinistra, estrema sinistra? Non lo siete? Fatevi un giro al museo, soprattutto perché in città non vedrete null'altro dell'epoca comunista.
Tanto per dirvi, questo è uno dei cartelloni pubblicitari del museo del Comunismo. Quanto meno è carino.


Poco più avanti c'è PIAZZA SAN VENCESLAO, con la targa dedicata a Jan Palach e a Jan Zajíc, unica traccia rimasta del comunismo a Praga: è un luogo storico della città, in stridente contrasto con il quartiere di lusso che si è sviluppato attorno; ci sono sempre fiori e candele a ricordare il loro gesto.

In cima alla piazza (mannaggia, è in salita!) c'è il MUSEO NAZIONALE CECO, ma è chiuso per restauro almeno fino al 2018: guardando sulla destra c'è la futura sede, ma non ne vale la pena, dentro c'è ancora molto poco. Piuttosto, è carino, ma non spettacolare, il MUSEO DI CULTURA AMERICANA, AFRICANA, ASIATICA, in Betlémské náměstí. Premessa: l'esposizione dei reperti in questo museo non ha senso logico alcuno e i cartellini illustrativi raramente sono in inglese. Siete archeologi? Amici miei, vi tocca visitarlo e inventarvi traduttori ceco-italiano/italiano-ceco. A volte capita, dai.
Di fronte al museo c'è la CAPPELLA DI BETLEMME, carina, nulla di che, dalla forma molto strana e con un pozzo particolare all'interno: se avete 30 corone, un saltino lo si può anche fare, già che siete lì!


A nord del centro storico, nel quartiere Josefov, c'è il GHETTO EBRAICO: anche qui biglietto cumulativo, per tre sinagoghe, un museo, il cimitero ebraico (cercate-il-Golem!) e il Palazzo delle Cerimonie, ad ora chiuso per restauro. Personalmente, è più un "dovere morale" che altro fare una visita completa: potete tranquillamente visitare solo il cimitero e una sinagoga, sono tutte uguali, alla fin fine; se dovete sceglierne una, consiglio o la Sinagoga Vecchia-Nuova o la Sinagoga Spagnola
Le opzioni per farsi i biglietti sono differenziate a seconda di quello che vi interessa.
Consigli utili per il ghetto ebraico:

  • se visitate il cimitero, gli uomini devono prendere una kippah, il classico zucchetto ebraico simile a quelli dei cardinali cattolici. Costa 5 corone, senza non potete entrare ed è un segno di rispetto;
  • sempre al cimitero, a prescindere che abbiate la guida o meno, dovete seguire un percorso predefinito: fino a qualche tempo fa, si poteva camminare liberamente, il che era un disastro perché ogni due per tre si inciampava in una radice. Mentre seguite il percorso, è tradizione appoggiare un sassolino sulle lapidi: non ci sono fiori, solo pile di sassolini.
  • con il biglietto del cimitero ebraico, si accede anche al museo. Attenzione: spezza il cuore, e non è una frase fatta da buttare lì perché stiamo visitando il ghetto; il piano terra ha tutte le pareti coperte dai nome dei morti nei campi nazisti e al piano di sopra ci sono i disegni dei bimbi morti nei lager.


Proseguiamo.
Alla fine del Ponte Carlo, per morire di invidia, letteralmente, tanto per farvi vedere quanto organizzate sono le università straniere, visitate il KLEMENTINUM, in Křižovnická: attuale sede (una delle tante) dell'Università Karolina di Praga, ha una biblioteca gesuita da 20.000 e più volumi, che vedrete da dietro un vetro, dannati, e una Torre Astronomica molto bella  Ah, vi ricordi il discorso dei 287 gradini medievali? Pure qua, ma buona parte sono in legno e al buio. ENJOY!

Se avete animo cinematografico, alla fine della via Celetnà, l'arteria pedonale che conduce in Staromestské namestì, c'è una torre nera squadrata: all'interno c'è un MUSEO DI ARMI E ARMATURE, molte delle quali utilizzate in film/serie tv fantasy. Games of Thrones, Van Helsing, The Chronicles of Narnia vi dicono niente? Non è male.
Ricordate: ogni torre a Praga è un museo e/o è visitabile per poche corone.

Appena passate sotto questa torre, tenendovi la Staromestské namestì alle spalle, sulla destra c'è un palazzo barocco che è la fine del mondo: è la CASA DELLA CITTÁ (non il Comune, quello è nella piazza principale e ci arriviamo dopo), affrescato da Alphonse "Monumento Nazionale" Mucha; non ci sono stata, ad essere sincera, ma deve valere la pena; fanno anche dei concerti/balletti ogni sera, a prezzo abbordabile.

Last but not the least, l'OROLOGIO ASTRONOMICO del Comune in Staromestské namestì: è la grande torre solitaria in mezzo alla piazza, non potete non vederla. Sempre per un centinaio di corone, si visitano il comune, la grotte sotto (con guida simpatica che parla in English) e la torre stessa (qui c'è l'ascensore se volete, yuuuhuuuuuuu! Se invece siete ormai entrati nella Stairs_mode, le scale sono confortevoli e con i gradini larghi, un bel miglioramento!). Ogni giorno alle 17.00, il carillon della torre mostra una processione di 12 statue lignee degli Apostoli. Fate in modo di essere fuori col naso per aria per vederli!


Visita BONUS:
Il VYSEHRAD, il più antico castello della città, è a sud, assai lontano da raggiungere a piedi (fidatevi, fidatevi, fidatevi!) e lo potete fare come ultima cosa, se vi restano soldi, fiato e gambe: il castello-armeria in sè è andato a fuoco nel 1920 circa, ma le guide non lo dicono, quindi alla fine si tratta solo di un grande parco a picco sul fiume con una vista mozzafiato. 
30 corone per visitare la cripta, con un paio di sarcofagi e la storia del castello, 10 corone per la visita della Basilica di Pietro e Paolo all'interno del parco, vale tutta solo per i mosaici stile Ravenna. Fa molto Apollinare in classe, in effetti. Leggenda vuole che qui fosse sepolto Longino, il centurione che infilzò Cristo in croce, magari da qualche parte c'è anche la sua Lancia (ignorate quelle a Vienna e a Parigi): difficile spacciarla per bagaglio a mano in aereo, ma sarete invincibili, dov'è il problema? 
Il parco è dedicato alla principessa Libuše, capostipite del popolo ceco e della dinastia dei Přemyslidi: secondo la leggenda ebbe una visione di una città con torri tanto alte da toccare il cielo e chiese quindi al padre di fondare in questo luogo detta città, la nostra bella Praga. Era anche una personcina per bene, gettava gli amanti nel fiume quando si stancava di loro dal cosiddetto Bagno di Libuše, una casupola ora diroccata sul lato della collina. Simpatica!
Cimitero vicino gratis, ma ci sono di quelle sculture che WOW, tra cui il Pantheon dedicato ai grandi artisti cechi: indovinate chi c'è? Proprio lui, il nostro amico Alphonse.

Vedete quel piccolo castello là in fondo? Appena accennato nella foschia mattutina, con due torri visibili?
Ecco, quello è il complesso dell'Hradčany.
Tanto per farvi capire quanta strada avete fatto per visitare il parco del Vysehrad.

Visite BONUS per chi ha la macchina/tempo/soldi/voglia di provare il trasporto pubblico extra-cittadino ceco senza garanzia alcuna:

A- Český Krumlov è un delizioso paese della Boemia meridionale, parecchio lontano dalla capitale, ma è uno di quei posti da visitare una volta nella vita. Adagiato su un'ampia ansa della Moldava, il paese è veramente un piccolo gioiello architettonico e offre anche molti svaghi vacanzieri, come i corsi di vela e di canoa sul fiume o le escursioni in zona.
Visita d'obbligo se andate al paese è il castello di Český Krumlov: è di rara bellezza e conserva intatto un teatro barocco perfettamente funzionante, soprattutto nel periodo estivo. Una volta visitato il minuscolo centro storico ed il castello, non vi stupirete che Český Krumlov sia patrimonio dell'Umanità.
Ragazzi, parliamone. É un posto davvero incantevole, ci si possono perdere dei bei pomeriggi solo passeggiando per le viuzze del centro storico!


B- Holašovice, sempre in Boemia meridionale è più grande del precedente, ma altrettanto pittoresco e particolare. Patrimonio dell'Umanità per la sua piazza principale, con le piccole case tutte color pastello e in stile barocco, merita una visita fosse solo per il modo egregio in cui si mangia nella stessa piazza principale.



C - I castelli della Repubblica Ceca. Sono meravigliosi e sono tantissimi e non hanno nulla da invidiare ai più famosi fratelli della Loira, italiani o tedeschi: la cosa migliore, tempo, soldi e mezzi di trasporto permettendo, è prendere una cartina in loco che vi mostri tutti i castelli, sceglierne un paio e visitarli con cura. Il castello dei von Schwarzenberg, a Hluboká nad Vltavou, nei pressi di České Budějovice, ispirato al Gotico e al castello di Windsor e, per me, il più bello di tutti. 

E poi tira aria di casa, fa moltissimo, moltissimo Miramare a Trieste, sono anche contemporanei.



E qui finisce la prima parte del nostro viaggio nella bella capitale ceca. 
Prossima tappa sarà dove e come mangiare, dove e cosa comprare e come spostarsi in città (A PIEDI!).

That's all, Folks! Alla prossima!
- Ricordate, nel prossimo episodio: come, dove e a quanto mangiare a Praga! -



Pilot

alcuni Pilot che ho visto #1

00:42

Anno nuovo serie nuove.
In realtà è sempre il 2012, ma siccome ricomincia l'università e ricomincia il palinsesto autunnale possiamo tranquillamente fare iniziare l'anno a settembre.
Come dicevo, serie nuove. Ebbene sì anche quest'anno ci sono stati proposti e continuano a venirci propinati nuovi pilot, personalmente cerco sempre di vederne il più possibile, perché non si sa mai quale serie inaspettata può essere quella di cui ci si innamora perdutamente.

Ma quali sono queste serie nuove? Cosa ci viene proposto?
Per quanto riguarda la CW, il canale del trash, abbiamo: Arrow, Beauty and the Beast, Emily Owens M.D. e le mid-season The Carrie Diaries e Cult.
La CBS invece propone: Partners, Vegas, Made in Jersey ed Elementary, da metà stagione poi partiranno Friend Me e Golden Boy.
L'ABC invece ha deciso che proporre meno di dieci pilot sarebbe stato troppo poco cool, quindi arriva con la carriola: 666 Park Avenue, Last Resort, Nashville, The Neighbors, mentre in midseason avremo Mistresses, Red Widow, Zero Hour, How To Live WithYour Parents For The Rest Of Your Life, Malibu Country e The Family Tools.
La Fox invece propone due commedy, The Mindy Project e Ben and Kate, e un drama, The Mob Doctor, per settembre e una commedy e un drama The Following, e The Goodwin Games.
Anche la NBC in quanto a nuovi pilot non scherza e ci propone Go On, The New Normal, Animal Practice, Guys with Kids, Revolution, Chicago Fire, e nel midseason Save Me, 1600 Penn, Next Caller, Do No Harm, Hannibal e Infamous.

Personalmente seguirò o proverò a seguire queste serie:
11 Settembre - Go On ; The new normal
17 Settembre - Revolution; The mob doctor
25 Settembre - Ben & Kate ; Vegas
26 Settembre 2012 - Animal Practice ; The Neighbors
27 Settembre 2012 - Last Resort ; Elementary
30 Settembre 2012 - 666 Park Avenue
10 Ottobre 2012 - Nashville ; Arrow
11 Ottobre 2012 - Beauty And The Beast
Per quanto riguarda il Mid-Season darò una chance a:
Cult ; Do No Harm ; Hannibal ; 1600Penn, The Following ; The Goodwin Games ; Zero Hour ; Red Widow ; How To Live With Your Parents For The Rest Of Your Life ; Golden Boy ; Mistresses

Ma parliamo ora di alcuni Pilot che ho visto...
ATTENZIONE DI SEGUONO SPOILER SU: Copper, The New Normal, Go On, Revolution, The mob Doctor.

Copper



Di cosa parla?
Kevin Corcoran è un immigrato irlandese che, diventato poliziotto nella New York del 1860, cerca di garantire la sicurezza e la giustizia nel quartiere di Five Points. Nel frattempo indaga sulla misteriosa sparizione della moglie e sulla morte della figlia avvenute poco prima che tornasse dalla guerra.

La prima cosa che si nota di questo telefilm è la sigla, accompagnate da una musica stupenda, ci viene presentata una sequenza di immagini che rende benissimo sia l'ambientazione che il genere di telefilm che ci troviamo di fronte: pezzi di giornali, fotografie in bianco e nero, immagini di una civiltà in piena crescita, effetti di dissolvenza e sfumatura, immagini che bruciano per lasciare il posto ad altre, gocce di sange fresco che scivolano lungo lo schermo, tutto very cool. Ricorda un po' le sigle di altri tempi e tra quelle recenti trova un'affinità particolare con la sigla di Whitechapel della BBC britannica.
Giusto per gradire la serie si apre con una sparatoria, sangue un po' ovunque e un bellissimo colpo in testa che fa saltare l'occhio di un tizio lasciando al suo posto un buco nero, al seguito della quale ci viene spiegato che il protagonista e i suoi compari sono poliziotti.
Di seguito si apre il caso della settimana, Kevin e i suoi indagano sull'omicidio di una ragazzina; Copper si rivela un procedural in costume che riesce a offrire spunti di riflessione interessanti: analizza l'America post guerra di secessione, il divario tra le classi sociali in un quartiere di New York dove i problemi non sono certo pochi, cerca di affrontare la problematica del razzismo perché nonostante i neri non siano più schiavi di sicuro non sono considerati al pari dei bianchi.
Notevoli a questo proposito sono alcune scene come quella in cui si alternano il medico nero amico di Corcoran che prova sul calco di un cranio diverse tipologie di armi per vedere a quale di esse corrisponde un determinato tipo di frattura e Corcoran stesso che interroga brutalmente quello che pensa essere l'assassino.
I personaggi non sono affatto male, già nei primi episodi ci vengono presentati tutti i personaggi principali, che si dimostrano essere figure piuttosto valide. Dalla moglie del ricco facoltoso che conscia della sua intelligente cerca di darsi da fare per non rimanere una donna emarginata e non fare solamente la moglie da esposizione, ma dimostrando anzi di avere due palle al cubo. Emancipazione femminile is da way! Passando dalla giovane Annie che pur essendo poco più di una bambina emette una carica sessuale non indifferente e che ritroviamo sempre ad ammiccare e a provarci con Corky. Fino al medico nero che non è né sarà mai considerato al pari dei bianchi semplicemente per il colore della sua pelle e non importa a nessuno che sia il più bravo.
Oltre a distinguersi come procedural alternativo, Copper ci propone anche una trama orizzontale che prosegue per tutti e cinque gli episodi fino ad ora usciti, si tratta della ricerca della moglie apparentemente scomparsa e dell'indagine sull'omicidio della figlia di Kevin.
In ogni caso questo telefilm andrebbe visto anche solo per il modo di parlare, per l'accento irlandese, per sentir dire “Sciut up” dal braccio destro di Kevin. E alcune uscite sono davvero fenomenali: you can talk or you can pray, altro che mandato di perquisizione!

Go on

Di cosa parla?
Matthew Perry è radio cronista sportivo a cui è recentemente morta la moglie in un incidente automobilistico, e per la cronaca in questo caso era lei il pirata della strada di conseguenza il buon vecchio Matthew, Ryan King, non ha nemmeno la consolazione di saperla una vittima.
A seguito del suo lutto il suo capo e amico Steven decide di spedirlo in un gruppo di supporto per chi ha subito gravi perdite in modo tale che uno psicologo o comunque una figura competente lo aiuti a riprendersi dal trauma subito. Il gruppo di rehab non fa però per Ryan che trasforma la sessione tutta chiacchiere consolatorie e abbracci di gruppo in una gara a chi ha subito il lutto più grande.

Personalmente trovo questa commedy adorabile. I personaggi che ci vengono presentati, ognuno con le sue mani e le sue paure, rispecchiano una serie di figure possibili, dall'avvocata lesbica di successo che ha perso la partner, alla giovane single un po' schizzata a cui è morto il gatto, passando per il giovane ragazzo nero il cui fratello è in coma a causa di un incidente sportivo, fino alla madre messicana che ha perso sia il padre che il fratello in una volta sola.
Il problema della perdita, della paura di rimanere soli vengono indagati con molta delicatezza e sono intervallati da momenti comici molto originali, anche gli stereotipi vengono trattati con una certa dolcezza che riesce a dare a problematiche normalmente disprezzate un'analisi psicologica che le supporti e porti ad essere poi risolte.
Per molti aspetti questo telefilm può ricordare Community, si tratta pur sempre di un gruppo eterogeneo di persone che si trova a passare del tempo a stresso contatto parlando di argomenti molto intimi, di conseguenza i legami che si creano non possono essere poi tanto diversi. Ma rassicuratevi perché Ryan King non è Jeff Winger e nessuno dei personaggi ha particolari affinità con il resto dello study group di Community, o per lo meno io non la vedo.
In definitiva Go On è un ottimo prodotto, un ottimo modo per trascorrere venti minuti tra una risata e un sorriso.


The New Normal


Di cosa parla?
Goldie, giovanissima madre single, scappa a Los Angeles con la figlia, sta fuggendo da una vita che non le va più bene, un marito fedifrago che la tradisce e una nonna oppressiva e razzista che non fa altro che criticare tutte le sue scelte di vita.
David e Bryan sono una coppia gay, felicemente convivente a L.A., hanno tutto quello che potrebbero desiderare, si amano, hanno due lavori proficui e appaganti, una bella casa, un cane... gli manca solo una cosa, una famiglia. Ebbene sì, vorrebbero tanto avere un bambino, ma come fare? La soluzione è molto semplice, cercano una madre surrogato.
La ricerca lunga e apparentemente difficile si risolve felicemente quando ai due viene presentata Goldie che per realizzare tutti i suoi sogni e dare alla figlia il futuro che merita ha deciso di affittare l'utero. Peccato solo che la cara vecchia nonna omofoba e razzista Jane non sia proprio disposta a farsi da parte, quindi arriva di gran corsa a L.A. Per infilarsi nella nuova famiglia allargata.

La serie è CHIARAMENTE di Ryan Murphy. Lo urla in ogni sua parte, dal primo momento in cui appare la coppia gay, fino al momento in cui ci viene mostrato che è il diverso ad essere normale al giorno d'oggi, ed è chi rientra negli standard ad essere “strano”. Gli attori dimostrano una bravura eccezionale nell'interpretare ruoli che non sono così semplici come potrebbero apparire ad uno spettatore superficiale. In particolare trovo spettacolare Justin Bartha (Riley de Il tesoro dei templari, anyone?) e non lo dico solo perché amo follemente questo attore, ma anche perché trovo che il suo personaggio sia l'unico non stereotipato. E' un medico molto bravo, non ha paura di ammettere la sua omosessualità, vive molto bene il suo rapporto di coppia e dimostra pienamente che l'omosessualità NON E' tutta sfrivolezze e shopping, gridolini e vestiti orrendi. Dico questo perché gli altri personaggi della serie sono tipici stereotipi alla Murphy, Bryan è un Kurt adulto e sinceramente non vedo la necessità di alimentare così tanto la parte effemminata della sua personalità, essere omosessuali non significa essere cretini, non significa essere superficiali e persi dietro a icone femminili che si cerca di imitare, certo è anche quello, ma solo per una percentuale molto bassa. Per come la vedo io questo eccessivo difendere il diverso fino a stereotipizzarlo di Murphy rischia di diventare una cosa negativa perché come sempre lui si spinge all'eccesso portando quasi a situazioni irreale. Detto questo bisogna dire che non siamo ancora a quel livello, Bryan e David sono una coppia assolutamente normale, con una vita regolare, che si ama, e lo stereotipo non è ancora così marcato, anche se è sicuramente qualcosa a cui si dovrà prestare attenzione.
The new normal porta una ventata di aria fresca nel panorama telefilmico, portando sullo schermo una realtà che è quella dei giorni nostri e che è giusto venga accettata da tutti, per farlo riesce ad affrontare una problematica piuttosto spinosa in modo estremamente delicato ed educativo. E' un telefilm che secondo me andrebbe visto a priori e non solo perché è oggettivamente bello, ma anche e soprattutto perché c'è Justin Bartha perché secondo me rappresenta il futuro della realtà televisima e “reale”.
Diciamocelo, quando anche in un film Disney ci verrà proposta una coppia omosessuale potremmo dirci arrivati!

The mob doctor
 
Di cosa parla?
E qui cito da itasub perché sinceramente di mettermi anche a fare il sunto di questo pilot mi va venire voglia di tagliarmi le vene in lungo:
La protagonista della serie è un la dottoressa Grace Devling, cardiochirurgo, interpretata da Jordana Spiro, “My Boys”, specializzanda al Roosevelt Medical Center di Chicago che per saldare un debito contratto con la mafia dal fratello stringe un patto ed accetta di collaborare con uomini che disprezza. La vita di Grace è quindi divisa in due: da una parte brillante medico ospedaliero a contatto con casi importanti, dall’altra medico prezzolato della mafia che opera per togliere pallottole e mascherare prove compromettenti.

Sarò veramente breve. Fa schifo. BORING. BORING. BORING.
A parte il fatto che la protagonista è psicopatica, è insensibile con i pazienti mafiosi, ma emotiva con quelli dell'ospedale; è fredda, ma si fa coinvolgere troppo dai casi che si trova ad affrontare; è pacata, ma arrogante; giusta, ma insensibile... ha rotto le palle dopo due minuti.
Oltre a sembrarmi completamente rincoglionita io con questa attrice ho un altro problema, non mi trasmette niente. La trovo piatta, mono espressiva e con un tono di voce assolutamente insopportabile, piatto e senza modulazioni.
Insomma io l'ho bocciato alla grande e ho già deciso che non ne vedrò nemmeno un altro episodio, nemmeno sei secondi del pilot per cambiare idea. Che poi, cazzo, non si poteva fare un bel telefilm dove la chirurga è una vera bitch e lavora volontariamente per la mafia per soldi? Maledetta etica!

Revolution




Di cosa parla?
L'elettricità, l'elettronica, la tecnologia sono le nostre migliori amiche, le nostre compagne di vita. Non esiste che al giorno d'oggi, 2012, noi si riesca ad adattarci ad una vita senza di esse, una vita basta sul contatto personale più che su quello virtuale, sugli incontri fisici più che telefonici, sui viaggi su cavallo più che per aereoplano; insomma sarebbe davvero terribile, sconvolgente e difficile se ci trovassimo, improvvisamente, senza aspettarcelo, da un giorno con l'altro, in una situazione simile.
Eppure le premesse di Revolution sono queste, improvvisamente l'elettricate scompare. In seguito a un black out di dimensioni mondiali nulla di tecnologico funziona più. L'unico che a quanto pare ne sa qualcosa, anche se si guarda bene dal dire cosa, è Ben Matheson, che ci appare fin dai primi minuti della serie e che ci preannuncia il disastro con un criptico “Ci serve più acqua, non abbiamo molto tempo” a cui la moglie risponde con un “Sta per cominciare”. Insomma è chiaro che protagonista di questa serie è la famiglia Matheson.
Quindici anni dopo l'umanità si è adattata a uno stile di vita rurale, agricoltura, allevamento, caccia, e via andare. Riuniti in villaggi cercano di vivere come possono e di non farsi schiacciare da un'associazione militare detta Militia. Questa associazione a quanto pare sta cercando Ben e suo fratello Miles che pensano essere a conoscenza delle cause del black out. Arrivati al villaggio in cui Ben vive con la figlia Charlie, il figlio Danny e la compagna (a quanto pare la moglie Rachel è morta passeggiando nei boschi) Maggie, in seguito a una lotta uccidono Matheson e gli rapiscono il figlio per portarlo al capo della milizia Sebastian Monroe ex collega di Miles Matheson.
Charlie, seguendo le ultime volontà del padre, va a piedi fino a Chicago insieme a Maggie e ad Aaron Pittman, amico di famiglia al quale il padre ha affidato, a insaputa di tutti, una chiavetta usb (questo tizio era un programmatore di google prima del bo), per trovare suo zio. Durante il tragitto si unisce a loro un certo Nate, che si scopre poi essere un miliziano.
Insomma, menate e non menate, inizia il viaggio di Charlie, Miles, e chi con loro per andare a liberare Danny dalla militia.

Che gran casino.
Revolution può davvero essere una serie con i controcazzi e per accorgersene basta pensare a quali nomi è legata come serie: J.J. Abrams, Eric Kripke, John Favreau, insomma mica pizza e fichi!
Ammetto che quanto ho visto il trailer ho pensato: questo telefilm sarà una bomba. Poi guardando il preair mi sono un po' smontata perché mi aspettavo di più, ci sono molte cose che non mi convincono e su cui bisogna lavorare, anche se questo non toglie che sia veramente una promessa come serie.
Ma partiamo dall'inizio. La prima cosa che stona sono i personaggi, la protagonista è insipida, hanno preso un'attrice carina, ma senza grandi doti recitative, l'hanno piazzata in uno scenario apocalittico con una balestra in mano e le hanno detto di fare la dura. Insomma per una ragazzina che è cresciuta per la maggior parte della sua vita in un mondo fatto di duro lavoro e di privazioni la sua arroganza è a dir poco ingiustificata. Charlie è arrogante, spericolata, sciocca e non sa pensare; si getta a capofitto nelle situazioni senza pensare alle conseguenze, si fida del primo belloccio che passa solo perché lo becca a lavarsi con gli addominali al vento, mette il muso al padre perché si è rifatto una vita dopo la morte della madre (sì, vabbé ci crediamo proprio che è morta, mò). Personalmente sono stufa di protagoniste belle, ma cretine, penso che per mandare avanti una serie di questo genere ci voglia qualcuno che il cervello usa, non solo per tenere gonfia la testa. Voi anche dire due paroline su Danny, il fratello di Charlie... non ho MAI, MAI, MAI visto un ragazzo più scemo. Arrivano i miliziani e li minaccia con una balestra facendo ammazzare il padre, è asmatico e si mette a fare parcour sulle roulotte con la sorella, è asmatico è beve acqua piovana sporca da un barile, accetta da una sconosciuta un inalatore... sono passati quindici anni, cazzo, sarà anche scaduto no? svita a mani nude una vite di ferro da un carro spellandosi tutto e sanguinando come un vitello, scappa dai miliziani senza nemmeno sapere dove si trova e in tutto questo non gli viene in mente nemmeno una volta di lasciare una traccia.
Poi ok che sono passati quindici anni e nulla funziona, ma perché nel senso, nessuno in tutto il mondo è in grado di provare a costruire una lampadina? Un telegrafo? Una bicicletta? Una cazzo di pila?! No, sono tutti ingegneri pluri-laureati, ma nessuno ha idea di come si crei niente. Però i vestiti li hanno, tutti, carini, dopo quindici anni nessuno ha dei vestiti nuovi fatti in casa perché a quanto pare le fabbriche sono tutte ferme tranne quelle tessili.
Poi, non si capisce perché, la gente ha sentito il bisogno di abbandonare le proprie case che in soli quindici anni sono state prese in ostaggio dalle piante (nessuno ha mai visto questo programma? Life after people) e distrutte; io studio archeologia e vi assicuro che per far cadere le colonne in quel modo ci vuole ben più che uno stato di abbandono, poi parliamo di quindici anni non tre secoli. Francamente è un po' esagerato.
Altra cosa che mi irrita moltissimo solo le armi e le modalità di combattimento. Miles sembra un ninjia, un campione di karate, ninjutsu, kendo, sumo e chi più ne ha più ne metta. Sconfigge un manipolo di soldati da solo e questi, come farebbe sicuramente anche nella realtà, lo attaccano uno alla volta... seriamente?! Poi mi dovete spiegare perché la militia è l'unica ad avere i fucili e perché ha quei fucili, se è tutto così decadente perché le pallottole moderne sono ancora in produzione? E quante scorte hanno per non averle finite in quindici anni? Soprattutto immaginando il periodo di caos che deve essere seguito al black out, periodo in cui immagino ci siano state lotte interne, violente lotte civili, razziatori, avvoltoi, eccetera, e, cazzo, sono caduti governi, ma non sono finite le pallottole?
E poi detesto il cliche della ragazza carina che si innamora del primo che passa che però è cattivo, ma non cattivo cattivo perché alla fine le salva la vita? Ma stiamo scherzando?! Io pretendo una cosa seria! E se posso già predirre la storia di amore odio che ci sarà tra Charlie e Nate allora no, non mi sta bene. Come minimo Nate deve essere una spia di qualcuno, un finto miliziano o deve essere un vero stronzo che NON si innamorerà di Barbie balestra!

Diciamo che questi sono i punti negativi o meglio le cose che mi hanno deluso, ma che si possono migliorare, passiamo alle cose che già vanno bene e che mi hanno piacevolmente colpita.
Tanto per cominciare trovo che l'idea sia a dir poco brillante, quello che trovo estremamente interessante non è solo capire il perché ci sia stato il black out, ma anche vedere una società progredita come la nostra mentre cerca di destreggiarsi in attività che non le sono congeniali. Ci si ritrova a dover essere in grado di fare tutto, costruire case, mobili, intagliare, cucinare su un fuoco invece che sui fornelli, allevare bestiame, arare i campi. Insomma a parte le gravissime incongruenze che ci vengono presentate si potrebbe fare un bellissimo lavoro. Poi ho apprezzato moltissimo il fatto che no, l'elettricità non è del tutto scomparsa, la chiavetta che vediamo dare ad Aaron a quanto pare permette di attivare una sorta di computer e ci sono più persone che ne sono a conoscenza. Inoltre è interessante il fatto che Miles e il capo della militia fossero amici e colleghi prima del blackout.
In realtà tutta la storia della famiglia Matheson è interessante, per esempio, che fine ha fatto la madre di Charlie? E Miles cosa fa davvero nella vita? Chi scrive in chat con la sciura gina?
E cercando altri aspetti positivi beh, posso dire: Kripke, Kripke, Kripke.
Anche perché sinceramente non mi viene in mente altro.


Pilot che ho visto, post 1 di 3.
Nel prossimo post parlerò di:
Animal Practice, Vegas, The neighbours, Ben and Kate, Last Resort, Elementary

Film

about BRAVE

14:51



Ieri sera, finalmente, dopo un sacco di tempo che mi ripromettevo di vederlo, sono finalmente andata a vedere Brave.
Già dal trailer si capiva che la Disney/Pixar voleva presentare un prodotto nuovo, una storia sì con una principessa come protagonista, ma che non presenta nessuna figura maschile che l'accompagni.


Attenzione, spoiler sulla trama.
Brave è la storia di Merida, figlia primogenita del re Fregus e della regina Elinor. La madre vorrebbe fare di lei una principessa perfetta, ligia alle tradizioni, educata, colta, esperta nelle arti della musica e del ricamo, in grado di gestire una casa e un regno, ma la giovane protagonista ha altre ambizioni, vorrebbe essere padrona del proprio destino e così, quando la madre organizza un torneo tra i figli dei tre capiclan per decidere quale di loro otterrà la sua mano, Merida prende in mano la situazione e partecipa al torneo gareggiando per ottenere la sua stessa mano e distinguendosi come migliore durante la gara di tiro con l'arco. Quello che ne segue, oltre all'ira dei capiclan, e un fuorioso litigio con la madre a seguito del quale Merida non solo squarcia l'arazzo famigliare, ma fugge nei boschi dove, guidata dai fuochi fatui, incontra una strega da cui compra un incantesimo per cambiare sua madre.
Tuttavia qualcosa va storto e sua madre diventa un orso, così Merida si trova a dover salvare la madre dalle conseguenze di dell'incantesimo e dall'ira del padre che crede che l'orso in cui Elinor si è trasformata abbia ucciso la moglie, scambiandolo per Morg'un l'orso che anni prima lo aveva privato di una gamba.


Ultimamente la Pixar non fa che sfornare cartoni di notevole bellezza sia dal punto di vista visivo che dal punto di vista dei contenuti, basta pensare ad Up, Wall E, Toy Story 3, tutti cartoni animati che erano destinati non solo ad un pubblico di bambini, ma anche a uno più adulto che fosse in grado di cogliere tutte quelle sfumature che un bambino non è in grado di vedere.
Brave è uno di questi lungometraggi.
Possiamo dire che si il primo vero cartone Disney la cui principessa è completamente emancipata e indipendente, Merida è una ragazza adolescente e sicuramente non è ancora davvero matura, è un po' egoista e non pensa alle conseguenze delle sue azioni, ma fa tutto da sola. Nella sua vita non c'è un uomo, non lo cerca, non la aiuta, non arriva sul suo cavallo a salvarla, Merida è indipendente, rompe la tradizione, scappa, sbaglia, si rialza e rimedia ai suoi errori.
E' la prima principessa Disney che alla fine del film è ancora da sola, senza un compagno, ma con dei legami famigliari più forti e una maturazione interiore notevole.



Brave è un film sulla famiglia, sulla comunicazione, sul coraggio, sull'importanza di scegliere da soli la propria strada e affrontare le conseguenze che questo comporta.
Merida ed Elinor hanno un rapporto molto complicato e conflittuale, si parlano, ma non si ascoltano, hanno la possibilità di comunicare, ma non ci riescono e questo porta il loro rapporto a lacerarsi. E' estremamente significativo che il loro dialogo inizi solo quando l'incantesimo tramuta la regina in un orso, non è più possibile parlare a voce a quel punto, però ci sono i gesti, gli sguardi, c'è la conoscenza della persona che ci si trova di fronte, ed è a quel punto che inizia il confronto. L'una inizia a capire il mondo dell'altra, il suo ruolo, le sue ambizioni, i suoi desideri e viceversa. La relazione tra madre e figlia è spesso simile a quella che ci viene proposta, conflittuale, piena di incompensioni e di ostacoli che vengono superati con il tempo e con l'impegno e il rapporto che ci viene presentato in Brave è profondo ed emozionante per questo, perché è attuale, realistico e perché si risolve con la comprensione e al perdono reciproco che tutti vorremmo.
Brave è un film sul coraggio di uscire dagli schemi, rompere le tradizioni per seguire il proprio cuore, i propri desideri, il coraggio di affrontare le conseguenze delle nostre azioni, buone o cattive che siano, il coraggio di chiedere aiuto quando non si riesce ad uscire da una situazione da soli, di capire, di perdonare, di ammettere di avere sbagliato.
La cosa che mi ha dato immensamente fastidio è stata appunto la traduzione del titolo in italiano: Ribelle. Cosa c'è di "ribelle" in tutto questo? Ci troviamo di fronte a un percorso di crescita e decidiamo di dargli un'accezione negativa scegliendo come titolo "Ribelle", qualcuno che va contro le regole per il gusto di farlo. Merida non è ribelle, è coraggiosa. Non distrugge un mondo di tradizioni, ne crea di nuovi. Non lacera i legami famigliari, li rende più forti.
Insomma, per come la vedo io Brave è un film che tutti dovrebbero vedere, a prescindere dall'età.

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