alcuni Pilot che ho visto #2

20:34

Seconda parta dei commenti sui pilot, per la prossima e ultima parte bisognerà aspettare il finesettimana del 13/14 Ottobre.

Animal Practice


Di cosa parla?
Dorothy eredita dalla zia la clinica veterinaria a capo della quale lavora un suo ex il Dottor Coleman. Il Dottor Coleman è un veterinario eccellente, con gli animali è indubbiamente il migliore, peccato abbia solo un problema: è tremendo con i proprietari. Capita che li faccia aspettare il sala d'attesa per ore, a volte giorni, li tratta male, risponde con arroganza e non si fa problemi a insultare i clienti. Insomma un disastro.
Dorothy decide che è il caso di prendere in mano la situazione e a seguito del comportamento inappropriato di Justin Kirk decide di licenziarlo. Ma ecco che il prode dottore opera un cane contro il volere del padrone, riuscendo anche a fars pagare.
Ah beh, se è così bravo allora riassumiamolo.

Il telefilm in sé non è malvagio, nel senso che l'idea è anche divertente, il problema è uno solo: è irreale. Arriva a sfiorare livelli di irrealtà assolutamente ridicoli, la doctor scimmia che gira in macchina per l'ambulatorio? Poi i pazienti sono animali improbabili, mentre i proprietari sono psicotici (anche se qui in quanto padrona di cane mi sento in dovere di confermare, i padroni di animali sono tutti psicotici, brutta razza) e quindi il dottore si sente in dovere di trattarli male.
Insomma si tratta di una sorta di House degli animali, ma con un tono molto più scanzonato e meno serio, e per quanto mi riguarda questo è sufficiente per non guardare la serie.
Ammetto che non si tratta di veri e propri difetti nel senso che sono comunque venti minuti piacevoli, però sinceramente cerco altro. Anche perché se voglio farmi due risate sulle psicosi di veterinari o padroni di animali vado al parco.
Diciamo così, se amate particolarmente tutte le razze di animali e non vi interessa che la serie sia ridicola e priva di qualsiasi credibilità o se amate Justin Kirk allora potrebbe anche piacervi.
Altrimenti vi consiglio di passare meglio il vostro tempo.
Vegas


Di cosa parla?
E' il 1960 e Las Vegas è una città in fermento, compaiono i primi Casinò, i primi alberghi di lusso. La città si ricopre di luci al neon, turisti, e affascinanti fanciulle poco affezze agli usi di una comunità di cowboy. Con il progresso arrivano le prime piste di atterraggio, gli aeroplani che con il loro frastuono spaventano e disperdono le mandrie dei proprietari dei ranches vicini al centro abitato.
E' così che si apre Vegas, con il boss della mafia Savino (Michael Chiklis, ve lo ricorderete sicuramente per No ordinary Family e per aver interpretato La Cosa nei Fantastici Quattro) che scende da un aereo per venire a gestire di persona personalmente il suo casinò e con Ralph Lamb (Dennis Quaid, un nome una garanzia per quanto mi riguarda) che va dal direttore dell'aeroporto a lamentarsi perché il suo bestione volante fa fuggire le vacche. Scazzottata. Cambio di scena.
Viene ritrovata una ragazza morta nel deserto, peccato che la fanciulla in questione sia la nipote del senatore, ergo il caso va risolto subito. E qui sorge il primo ma: ma lo sceriffo è scomparso. Ottimo, cosa fa allora il Sindaco? Chiama Lamb, che era stato suo commilitone in guerra e che aveva fatto parte di un'unità speciale non ben definita, insomma uno con le palle, che può risolvere il caso e prendere le redini della situazione. Per quanto il procuratore non sia d'accordo (keep an eye on this guy) il suo vice lo è eccome, conosce Ralph da anni e i loro Ranch sono proprio uno di fianco all'altro. Ed è proprio nel ruolo di Katherine O'Connell, vice procuratore distrettuale, che compare finalmente Trinity, Carrie-Ann Mosse.
Insomma il buon vecchio Dennis Quaid lavora al caso insieme al fratello e al figlio, dimostrando non solo di avere polso e iniziativa, ma anche di essere davvero bravo in quello che fa. Non ha paura di mettersi contro a Savino, non ha paura di frugare nel suo casinò e di entrarvi armato alla ricerca del sospettato principale. Risolto il caso, ecco che viene ritrovato lo sceriffo: è morto.
Ralph Lamb è ora il nuovo sceriffo di Las Vegas e dovrà darsi davvero da fare se vuole mantenere l'ordine in città.

Dennis Quaid è il protagonista. Ok, ok, accantoniamo per sei secondi questa informazione e partiamo con qualcosa di più profondo.
BEST SEASON PILOT! Seriamente questo pilot è una bomba.
La struttura narrativa è coerente e credibile, i personaggi sono ben analizzati e ci vengono presentati in modo tale da renderci subito chiare quali sono le dinamiche di gruppo.
Dennis Quaid è spettacolare, è perfetto per rappresentare un cowboy ex militare che vorrebbe solo gestire il suo ranch. La sua espressività, la sua dinamicità rendono il suo personaggio estremamente accattivante e simpatico, si capisce subito che genere di uomo si Ralph Lamb, e contrariamente a quanto sembra dal nome è tutto il contrario di una pecora.
Altro personaggio indiscutibilmente affascinante è quello di Vincent Savino, interpretato magistralmente da Chiklis. Prima lo abbiamo visto come buono, padre di famiglia con i super poteri, ora è il cattivo di turno a capo di un gruppo mafioso che gestisce il più grande casinò di Las Vegas.
La recitazione formidabile di questi due personaggi che si fronteggiano sulle tracce della vera storia di Ralph Lamb, sceriffo della contea di Clarck dal 1961 al 1979, porta il telefilm a piazzarsi un gradino sopra tutti i pilot visti fino a questo momento, non solo per il contenuto, la strenua e apparentemente vana battaglia di un singolo uomo contro il crimine organizzato in una città in pieno sviluppo economico, ma anche per come viene gestito ogni singolo personaggio: da Dennis Quaid il cowboy che non voleva essere sceriffo, al procuratore distrettuale impantanato in loschi rapporti con la mafia, fino alla bella Katherine i cui rapporti col vedovo Ralph Lamb sono piuttosto ambigui.
Vegas ci regala quaranta minuti di pura goduria, scenari spettacolari e una sequenza di scene indimenticabili: Lamb sulla pista di decollo con il suo fucile che spara alla Cadillac dell'assassino che gli arriva incontro; l'inseguimento con relativo accerchiamento del gruppo di motociclisti; l'aereo che plana supra la mandria al pascolo.
Insomma, se vi perdete questo per vedere una merdata come Revolution allora non avete capito proprio niente!

The neighbors


Di cosa parla?
Marty e Debbie Weaver si trasferiscono insieme alla loro famiglia in un tranquillo quartiere di periferia in cui Marty ha comprato una nuova casa senza consultare nessuno.
I due coniugi non si trovano a dover affrontare solo i loro tre figli piuttosto seccati per il trasloco, ma anche ad avere a che fare con una comunità di strani vicini... alieni!
L'intera comunità è infatti composta da alieni Zabroviani verdi, che vivono sotto forma umana assumendo il nome sportivi famosi e che sono bloccati sulla terra da ben dieci anni.
Insomma un trasferimento assai movimentato...

Alieni. In una commedy. Alieni verdi in una commedy.
Seriamente questa cosa è geniale. E' forse la migliore commedia che ho visto fino ad ora. Si distingue per il tono scanzonato e divertente, si vede da subito che si prende poco sul serio e non pretende certo di essere Modern Family, ma ci introduce in una realtà completamente diversa e assolutamente ridicola. Gli alieni che non sono abituati alle usanze umane risultano divertenti senza però essere ridicoli, così vederli muoversi in gruppo comparendo dal nulla, vederli la mattina curare giardino, casa e lama (?) con un sottofondo di Goodmorning to you, o vederli portare una torta a testa ai nuovi vicini non può non strappare una una risata.
Nella sua improbabilità le reazioni dei personaggi sono credibili, così quando i Weaver scoprono che i loro vicini sono alieni la loro prima reazione è quella di scappare e si rifugiano tutti a letto sconvolti non sapendo se chiamare Obama, scappare o cos'altro.
Insomma, per come la vedo io è un pilot che o si ama o si odia, la scena degli alieni verdi può far storcere il naso a molti, me ne rendo conto, ma sono lo stesso dell'idea che rimanga una delle idee più originali avute negli ultimi tempi.

Ben and Kate



Di cosa parla?
Kate è una giovane madre single che ha da poco ricominciato ad uscire con i ragazzi e Ben è suo fratello maggiore, un adulto non molto intelligente, ma con un cuore enorme, sognatore e decisamente combina guai. Dopo un po' che non si fa vedere Ben torna nella vita di Kate e di sua nipote Maddie stravolgendole e portando con sé una ventata di aria fresca e vedendo le difficoltà che si trovano ad affrontare loro due da sole decide di rimanere con loro per un po'.

Non voglio raccontare cosa succede nel pilot perché non penso sia così importante (lei esce con un tizio che però vede un'altra e Ben vorrebbe fermare il matrimonio della sua ex ragazza, ma non ci va per salvare Kate dal tizio che la prende in giro), quello che davvero colpisce di questa serie sono le dinamiche tra i membri della famiglia.
Raramente ho visto qualcosa di così dolce e tenero, i personaggi sono sì parte di commedy quindi sono buffi, si perdono in gag a volte troppo lunghe e alcuni personaggi secondari è bene restino secondari, ma sono umani, sono estremamente legati tra loro, farebbe qualsiasi cosa l'uno per l'altra e la delicatezza di alcune scene non fa che acuire questa sensazione di famiglia che viene trasmessa dall'episodio per venti minuti.
Dal punto di vista del divertimento la scena delle prove per l'interruzione del matrimonio o quella di Ben in macchina o ancora quella della riunione di famiglia sotto il tavolo sono estremamente carine e ben pensate.
Sinceramente non so cosa dire né a favore né a sfavore di questa serie, perché mi rendo perfettamente conto di quanto sia banalotta, nel senso guardo già Up all night che come serie famigliare è anche meglio, però questo Ben and Kate è dolcissimo e non me la sento di scartarlo a priori.

Elementary

 

Di cosa parla?
Sherlock Holmes a New York, Joan Watson che è una donna. A New York. Procedural americano con Johnny Lee Miller che interpreta Sherlock e Lucy Liu che interpreta Watson.

Nel 2012 decidere di fare una serie su Sherlock Holmes significa una sola cosa: flame.
Fin dall'annuncio della sua creazione questa serie è stata bollata come abominio, come osavano gli americano creare una serie su Sherlock e spostarlo a NY? TUTTI sanno che Sherlock e Londra sono sinonimi e devono rimanere tali. L'altra spinosissima questione era poi quella del salto temporale, Sherlock Holmes ai nostri giorni? Esiste già, miei cari, si chiama Sherlock ed è made in BBC, ha un'orda di fangirl alle spalle, un tale di nome Moffat a guidarlo e per concludere in bellezza un cast che farebbe girare la testa anche all'ultimo dei miscredenti.
So what?
Per come la vedo io è tanto rumore per nulla.
Partiamo dal presupposto che gli americani l'hanno sempre fatto, copiare serie di altri paesi e farne la loro versione; lo hanno fatto con Being Human, con Wilfred, con The Killing e tantissime altre perché siete tutti così stupiti che venga fatto con Sherlock?! Era solo questione di tempo e in parte ritengo che siamo davvero fortunati che non sia stato fatto con Doctor Who, ma sono sicura che i fan avrebbero provveduto al meritato linciaggio in quel caso.
Elementary non è niente di più né niente di meno di quello che si prospettava un procedural con tizio di nome Sherlock Holmes all'interno e una tizia di nome Joan Watson.
Partiamo dal presupposto che non sia davvero niente di eccezionale, ma nemmeno una serie da buttare via. Miller è bravo e l'Holmes che ci viene proposto non rischia sicuramente di essere confuso con quello della BBC e questo è veramente un bene perché un personaggio troppo simile avrebbe decisamente attirato l'attenzione in negativo. Si tratta di un Sherlock più umano e meno distaccato, che ha avuto i suoi problemi e ne sta uscendo; tatuato, ex drogato, viveva a Londra, ma si è trasferito. Insomma per come la vedo io è un personaggio accettabile e lo stesso vale per Joan.
A parte il fatto che a me Lucy Liu piace a prescindere e credo anche che far diventare Watson una donna non sia un'idea così insensata: il fandom ha ciò che il fandom vuole (dallo show sbagliato). Questa Watson è molto intelligente, tanto da riuscire ad accorgersi dell'indizio mancante che porta alla cattura dell'omicida e devo dire che Miller e la Liu lavorano bene insieme, mi dispiace solo per tutto il casino che si sono sentiti tirare dietro per via del fatto che sono i protagonisti di questa serie.
La nota veramente positiva in tutto questo è la colonna sonora che personalmente ho trovato eccezionale, adattissima ad ogni situazione coinvolge lo spettatore e si sposa perfettamente con ogni scena, la musica non è mai più alta dei dialoghi, ma riesce ad accompagnarli in modo magistrale, segue le scene in una sequenza perfetta alternando toni bassi a toni alti a seconda della situazione.
In definitiva no, Elementary non è e non sarà mai un capolavoro, e non c'è da stupirsi visto che dall'altra parte dell'oceano il suo rivale è lo Sherlock di Moffat, ma non è nemmeno una schifezza e secondo me superato il pregiudizio iniziale può rivelarsi un buon procedural poliziesco con cui passare una serata.
E poi una chance va data a tutti, no?

Last Resort



Di cosa parla?
From wiki: Protagonista della serie è l'equipaggio di un sottomarino della Classe Ohio i cui uomini, dopo aver rifiutato di lanciare un attacco missilistico nucleare contro il Pakistan, vengono attaccati dalle stesse navi statunitensi; creduti morti riescono a rifugiarsi su un'isola chiamata "Sainte Marina", per poi proclamarsi nazione sovrana dotata di armamento nucleare. Considerati nemici degli Stati Uniti d'America i loro unici scopi sono ora la sopravvivenza e riuscire a trovare delle prove che li scagionino dall'accusa di diserzione e che facciano capire che l'ordine datogli dal Comando era illegale, così da riabilitarsi e poter tornare alle proprie case.

Siamo a bordo della USS Colorado e al suo interno si sviluppano le classiche dinamiche di gruppo, un gruppo costretto a vivere a stretto contatto per un lungo periodo di tempo.
Da un certo punto di vista questo pilot sembra irreale, seriamente chi sparerebbe al proprio sottomarino solo perché si rifiuta di eseguire l'ordine trasmesso via canali secondari e non principali? Però anche se molte cose non convincono come dovrebbero il pilot funziona, scorre veloce e riesce a coinvolgere. Il merito in questo non è solo dei personaggi che sono ben strutturati e per un pilot di soli quaranta minuti anche analizzati fin troppo bene, i rapporti che ci vengono presentati, i loro problemi, i loro dubbi li rendono molto vicini al nostro concetto di umano ed è per questo che il loro gesto di ribellione, il diventare una vera e propria nazione indipendente per salvarsi le chiappe, viene accettato da subito dal pubblico che non sta troppo a pensare: ok questo non succederà mai per questo e quest'altro motivo.
Insomma, per una volta chissene frega dell'essere precisi e vediamo di far funzionare questa serie come si deve. Non ci sono grandi misteri qui quindi se quello che cercate è un telefilm alla Lost, beh non è questo, questo è un military drama che punta al mettere in discussione le decisioni governative e l'intero apparato militare statiunitense. E' un drama alla what if? Cosa succederebbe se un sottomarino con una tale potenza di fuoco si ribellasse davvero? Verrebbe distrutto per prevenire una ribellione o sarebbero semplicemente giustiziati i membri del suo equipaggio?
Indubbiamente qualche mistero di fondo c'è, uno dei navy seal che sono stati salvati nel mezzo dell'oceano asserisce che è colpa sua se è scoppiata la guerra col Pakistan, di conseguenza sorge spontanea la domanda, che cosa è successo?
Personalmente ho trovato questo pilot uno dei migliori della stagione, ben costruito, coinvolgente e piacevole.



Nel prossimo post parlerò di:
666 Park Avenue ; Nashville ; Arrow ; Beauty And The Beast

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