Robert Doisneau: Paris en liberté.

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E per la serie "Cronache Romane" ecco a voi un altro episodio!
Oggi, vincendo la mia leggendaria pigrizia ho deciso di mettere il naso fuori casa, lasciare libri e film sulla scrivania e avventurarmi nel mondo civilizzato; il tutto per un buon motivo: andare a vedere con un'amica la mostra Robert Doisneau. Paris en liberté. al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Partendo dal presupposto che Le Baiser de l'Hotel de Ville è sempre stato uno dei miei baci preferiti (assieme a V-J Day in Times Square e The Kiss) e che quindi sarei andata a vedere la mostra anche solo per vedere quello, devo ammettere che sono stata molto piacevolmente sorpresa.
Sfortunatamente non posso allegarvi le foto della mostra perché non era concesso scattarne, per questo credo di aver guardato male l'assistente di sala per una buona mezz'ora, ma posso consigliarvi di andare assolutamente vederla.
Le fotografie mi hanno trasmesso l'immagine di un uomo estremamente intelligente, ma anche estremamente canzoniero. Un Doisneau che si divertiva a fotografare la reazione delle persone che si trovavano ad osservare un nudo esposto nella vetrina di Romi (1,2,3,4,5,6,7) un Doisneau innamorato di Parigi, della Parigi degli angoli nascosti e della Parigi della Tour Eiffel e dell'Arco di Trionfo. Un Doisneau che ha immortalato Orson Welles, Picasso e Chanel, ma anche un gruppo di monelli nel momento in cui suonano il campanello di un palazzo e scappano via.
Insomma, un Doisneau da amare. Non solo nelle sue fotografie, ma anche nelle sue parole:
Chance is the one thing you can't buy. You have to pay for it and you have to pay for it with your life, spending a lot of time, you pay for it with time, not the wasting of time but the spending of time.
Robert Doisneau

Off I go.

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