Anna Karenina

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Anna Karenina

Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo





Anna Karenina è un masterpiece della letteratura. Uno di quei mattonazziche ti trovi davanti e pensi che non sarai mai in grado di finirlo; è anche uno di quei libri talmente pregni di significati, disposti su più livelli, dietro ogni angolo e ogni parola, che quando li leggi non possono non segnarti, non lasciarti qualcosa dentro.
Quando ho saputo che Joe Wright voleva farne un film sono rimasta un po' perplessa. Per prima cosa è un romanzo molto lungo e quindi era ovvio che avrebbe operato dei tagli, seconda cosa mi disturbava la scelta del cast, troppo inglese, terza e ultima cosa mi turbava come fosse possibile girare un film così RUSSO in teatro senza nemmeno riprendere i grandi paesaggi Pietroburghesi e Moscoviti, ma concentrando quasi del tutto l'ambientazione in teatro.
Questo era quello che pensavo prima di vederlo...

Due parole sul film...
Joe Wright ha fatto un lavoro magistrale. C'è poco da dire, la sua idea, a dir poco brillante, di girare l'intero film come se stesse riprendendo un immenso palcoscenico riesce a rendere in modo perfetto sia la concezione dell'alta società russa dell'epoca - fatta di lingue straniere (si parlava francese in società), di apparenze, balli e pose - sia i repentini cambi di scena. Così passiamo dall'ufficio delle poste dove lavora Oblonskij al luccinante Caffé moscovita in cui Levin e Stiva si ritrovano a parlare d'amore. Passiamo dal treno che corre coperto di neve lungo le rotaie al salotto di casa Karenin. La scenografia si gira ed eccoci in un luogo completamente diverso.
Purtroppo questo comporta uno svantaggio, quando la camera gira troppo velocemente lo spettatore prova un leggero senso di nausea, questo è dovuto al fatto che girando la camera sfoca lo sfondo e gli oggetti e chi guarda non riesce a mettere a fuoco. Se avessero avuto i fondi per girarlo in HFR ho il sospetto che avrebbe reso tipo mille volte di più e sarebbe stato epico!

Pro:
Il cast è stato davvero brillante, anzi spettacolare oserei dire. In particolare trovo che i due che hanno regalato la performance migliore siano stati Matthew McFayden e Domhnall Gleeson (sì, il tizio che faceva Bill Weasley). Matthew la maggior parte di noi lo ricorda per la famosissima interpretazione di Mr. Darcy, personaggio che per modo di fare, per etica morale e per senso del dovere è ai completi antipodi di Stiva; Domhnall invece interpreta Levin ed è una delle prime volte in cui gli viene dato così ampio spazio sul grande schermo. Entrambi secondo me sono stati bravissimi, estremamente intensi, le loro espressioni facciali giungevano allo spettatore come fossero stati lì accanto. Con questo va detto che anche Jude Law ha fatto un grandissimo lavoro e una vera sorpresa, per quanto mi riguarda, si è rivelato Aaron Johnson per cui mi aspettavo in realtà un fail. Insomma gli attori hanno davvero dato il meglio, soprattutto gli inaspettati!
Particolarmente belle da vedere sono state alcune scene di riunione tra di loro, per esempio alla banchina del treno Anna e il fratello quando si incontrano esplodono di gioia e si abbracciano. Keira e Matt sono stati spettacolari, forse mi sarò fatta io un mega trip, ma ho visto l'abbraccio affettuoso di due amici che non lavoravano insieme da praticamente sette anni.
Particolarmente belle ho trovato alcune scene:
  • i primi piani "teatrali" con il faro acceso sul personaggio parlante e le luci che si spengono pian piano attorno a lui. Nella fattispecie mi viene in mente la scena di Karenin seduto da solo in mezzo al teatro che chiede Anna cos'abbia fatto lui di male per meritarsi tutto questo
  • La scena del ballo tra Anna e Vronsky è particolarmente spettacolare. Wright sceglie con cognizione di causa di riprendere un motivo già usato in P&P e quindi tutti gli altri ballerini si immobilizzano e scompaiono, riprendono vita solo quando Anna e Vronsky passano loro accanto. Allo stesso modo il contrasto tra il loro ballo passionale e fremente, dimentichi di chi sta loro intorno, e il modo di ballare ansioso e quasi spaventato di Kitty che vede dissolversi i suoi sogni di fronte ai suoi occhi. Ed è grazie a lei che continua a cambiare accompagnatore che ci accorgiamo quanto a lungo abbiano danzato assieme A. e V.
  • La scena del teatro, quando Anna si presenta cercando di ignorare i pettecolezzi e ne viene schiacciata, è particolarmente bella e incisiva. Viene evidenziata la sua figura su tutte le altre.
  • Durante la corsa dei cavalli particolarmente impressive è la scena di Vronsky che cade rotolando non solo fuori pista, ma proprio giù dal palco, preludio della sua cadutà dalla società. La scena si divide in due diversi tipi di disperazione, anzi tre: la disperazione di Alexiei costretto ad uccidere la sua amata cavalla FrouFrou, la disperazione di Anna terrorizzata che sia potuto accadere qualcosa al suo amato, la disperazione di Karenin consapevole per la prima volta dei sentimenti della moglie non più rivolti verso di lui.
Contro:
Keira Knightley. Io amo questa attrice, amo tutti i suoi film, la adoro e la trovo meravigliosa. Amo il suo modo di fare, di parlare, di alzare le sopracciglia e di piegare gli angoli della bocca, amo la sua mimica facciale, la sua capacità di calarsi in qualsiasi ruolo. Insomma amo lei.
Eppure... eppure l'ho trovata così pessima. L'ho trovata profondamente inadatta a rappresentare il personaggio di Anna, trovo che sia stata in grado di rappresentare abbastanza bene il personaggio nei suoi attimi di felicità, ma che non sia stata quasi per nulla in grado di riportarne la disperazione interiore. Anna è un personaggio complessissimo, divisa tra ciò che è giusto e ciò che la renderebbe felice; è una donna disperata, sull'orlo della follia, respinta dal suo primo marito per i suoi gesti d'amore nei confronti di un altro si aggrappa disperatamente a Vronsky, soffrendo però tantissimo per la differenza di età, vivendo nel terrore che un giorno questi la lascierà per una donna più giovane e più bella, più affascinante di lei. L'Anna che ci viene presentata qui è una pazza, sembra una donna isterica e lo spettatore non riesce a comprenderne le ragioni, ci viene proposta una donna che beve, che non riesce ad apprezzare ciò che ha e che soffre di un bipolarismo improvviso e ingiustificato. Eppure non è così.
Nel libro Karenin non è così "santo" e Vronsky non è così innamorato. Anna non si suicida perché è una donna debole, si suicida perché è una donna finita, senza più futuro: suo marito la ripudia, dice al figlio che è morta e non gli consente di vederla, Vronsky la lascia perché Anna lo stressa e perché è un uomo volubile e stufo e Anna, esclusa dalla società, senza denaro, senza più nulla, decide di togliersi la vita. Ma in questo suo gesto c'è tutta la disperazione di chi ha vissuto, amato e perso ogni cosa, è l'ultimo gesto che compie obnubilata dal dolore e che si pente di avere compiuto appena poggia piede sui binari.
Insomma trovo che Keira non sia riuscita a rendere appieno il personaggio, tanté che nell'ultima mezz'ora si fa davvero fatica a seguire senza trovarla un po' noiosa a livello proprio umano.
Altra cosa che ho apprezzato zero sono i dialoghi esasperati fino al ridicolo di Anna e Vronsky in alcune scene, prima tra tutte la scena di sesso, se non avessero parlato sarebbe stata davvero bella, purtroppo trovo che così sia stata rovinata: tanto per cominciare nessuno parla a quel modo quando tromba, e poi per continuare era veramente poco appropriato il tono della voce. Non so se la colpa sia del doppiaggio italiano, ma per gran parte del film io mi sono vista Elizabeth Benneth che trombando diceva "Mio adorato" e mi sono venuti i brividi. Quindi no al doppiaggio e no anche alla doppiatrice, penso che per una volta avrebbero dovuto cambiare, proprio per l'immensa differenza tra i personaggi.

Raffinatezze:
Trovo che Wright sia stato particolarmente attento ai dettagli, cosa che ha contribuito a rendere il film magistrale.
La prima cosa che ho notato è come i vestiti di Anna cambino assieme a lei.
Quando è insieme a Vronsky, Anna è quasi sempre vestita di bianco, questo perché rappresenta l'amore puro, la purezza dei suoi sentimenti, l'essere tornata a sentirsi giovane e innocente come una volta; quando va a teatro è sempre vestita di bianco perché lei vede il suo rapporto con Vronsky come qualcosa di pure e di perfetto e di conseguenza l'abito bianco, puro, candido e pieno di speranza rispecchia quello che è il suo modo di pensare in quel momento. Quando invece si suicida è vestita completamente di rosso, questo perché non solo il colore è un'analogia con il sangue, ma anche perché rappresenta oramai il suo rapporto che è diventato per lei un peso, un peccato: Anna è consapevole di avere sbagliato. Quando è col marito, invece, l'80% delle volte è vestita di nero e io l'ho interpretato un po' come la morte dell'amore o in generale la morte interiore di Anna e dei suoi sentimenti vero Karenin.
Altra scena stupenda: quando Levin se ne va, oltraggiato dal rifiuto di Kitty, l'usciere gli porge il cappello, ma non un cappello qualsiasi il cappello che tiene in testa. Questo perché Levin rappresenta l'uomo, ma non un uomo solo, tutti gli uomini. E' l'emblema della positività e dell'integrità dell'uomo, nonché la rappresentazione mentale di Tolstoj stesso.

Anna Karenina è un film sull'amore, sui sentimenti, sulla famiglia. E' una storia che racconta storie, ci propone tanti tipi di amore diverso, tanti tipi di umanità differenti, indicandoci infine come modello Kitty e Levin che sono i due personaggi che più maturano e cambiano nel corso della storia arrivando infine a trovarsi dopo essersi solo sfiorati.

Personalmente ho trovato questo film davvero bello e lo consiglio a tutti, sappiate però che:
Vi piacerà se, avete letto il libro, vi piacciono i mattonazzi, i film in costume, le scenografie e regie particolari.
Non vi piacerà se, non vi piacciono i film lunghi, i polpettoni noiosi e non amate il genere in costume, non amate il romanzo russo e non vi piace leggere, se poi amate le cose semplice andate a vedere altro.



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