Divergent

21:00

Divergent di Veronica Roth


Titolo: Divergent
Autore: Veronica Roth
Editore: De Agostini
Collana: Le gemme
Prezzo: 9,90 euro
Prima Edizione: 2011  
Prima Edizione Italiana: 2012  
Lingua Originale: Inglese
ISBN: 978-8841885673
Generi: Young Adult, Distopico, Sci-fi 

La cosa divertente è che, mentre mi accingo a scrivere la recensione di questo libro, non riesco a pensare ad altro che "Ecco, uno dei figli di Hunger Games", perché è divertente? Molto semplicemente perché io il romanzo della Collins non l'ho ancora letto. Questo è indicativo di quanto la saga distopica con protagonista Katniss sia riuscita ad influenzare gran parte dei libri di genere che sono seguiti. Diciamo quindi che questo romanzo è assai simile ad Hunger Games, principalmente per una serie di scelte di fondo, ma se ne discosta notevolmente per la storia generale. 
Di cosa parla Divergent? Attenzione qualche spoiler.
Ci troviamo a Chicago in un futuro non meglio precisato, l'umanità, al fine di convivere in pace e di riuscire ad organizzarsi al meglio,  si è divisa in cinque fazioni ognuna delle quali svolge un compito preciso all'interno della società:
- gli abneganti, votati all'altruismo, occupano cariche di governo
- gli intrepidi, forti e coraggiosi hanno il compito di proteggere gli altri
- gli eruditi, colti e amanti del sapere sono insegnanti, ricercatori e in generale depositari della cultura
- i candidi, che non mentono mai, amministrano la legge
- i pacifici, che vogliono ad ogni costo mantenere la pace, principalmente assistenti sociali o consulenti
ed infine quelli che sono stati rigettati da tutte le fazioni e vivono come barboni, gli esclusi. 
Giunta ai 16 anni, durante il test attitudinale che deciderà a quale delle fazioni è destinata, Beatrice Prior, abnegante fino a quel momento, scopre di essere una divergente, ovvero una persona senza un'inclinazione precisa verso una sola fazione. Decidendo spontaneamente Beatrice passa agli Intrepidi, mantenendo nascosta la sua natura di divergente perché a quanto pare se qualcuno lo scoprisse la sua vita sarebbe in pericolo. Tris, inizia quindi il suo addestramento fisico e mentale per diventare una vera Intrepida, conosce nuove persone come Christina, Will, il suo istruttore Quattro (che in realtà si chiama Tobias, ma siccome il suo nome è osceno si fa chiamare in modo più brillante) di cui pian, piano si innamora, e inizia una nuova vita. Superata anche l'ultima prova Tris scopre che a tutti gli Intrepidi è stato iniettato un siero al fine di controllarli e fare di loro l'esercito perfetto: gli Eruditi vogliono utilizzare infatti dei combattenti addestrati per distruggere la fazione degli Abneganti e prendere in mano il potere politico.
Cosa succederà? Leggetevi il libro.

Cosa ne penso?
Divergent è un libro con un potenziale altissimo.
È vero che la divisione in fazioni ricorda vagamente la divisione in distretti di Hunger Games, ma la sottigliezza con cui la Roth ne descrive le dinamiche politiche è molto diversa. In Hunger Games abbiamo una società governata da una città centrale, Capitol City, ricca, prospera e benestante, che si fa mantenere da 12 distretti minori la cui sottomissione è totale. Abbiamo insomma un divario netto tra ricchi e poveri, tra alta e bassa società, un ambiente in cui l'alta società fa ciò che più le pare e che per via di questi spadroneggiamenti amorali si arriva alla rivolta da parte di Katniss. Divergent è diverso. Abbiamo qui cinque tipologie di persone divise in fazioni a seconda dell'inclinazione primaria del loro carattere, che si sono organizzate per creare una società potenzialmente perfetta che mira al benessere di tutti.
All'interno di questa organizzazione perfetta ci sono due falle: gli esclusi e il tempo. 
Gli esclusi sono la prova evidente di come per funzionare questa società sia portata a lasciare indietro qualcuno, ovvero quelle persone il cui carattere non sposa perfettamente nessuna delle fazioni principali; il tempo invece è la causa principale della crisi che vive Tris e questo perché quando le fazioni erano state create si aveva la volontà di dividersi i compiti e collaborare, ma ora che è passato del tempo questa volontà è venuta meno perché i membri di quelle fazioni che svolgono lavori di minor valore sono portati ad invidiare le altre, chi ha il potere finisce spesso col volerne sempre di più e questo porta quindi alla rivolta degli Eruditi.
Certo, ci sono domande che non hanno risposta: questa società si estende solo lungo l'area di Chicago o è distribuita su un territorio più grande? Quanto è esteso il potere di questa civiltà distopica? Cosa c'è fuori dai confini protetti dagli Intrepidi?
Perché questo libro ha potenziale? Seriamente, il sistema politico pensato dalla Roth è geniale, così come ho apprezzato tantissimo alcune delle scelte che ha operato nel corso del romanzo: le prove che devono affrontare gli Intrepidi, dove non sono le prove fisiche a contare di più, ma quelle mentali, in cui gli iniziati si trovano ad affrontare le loro paure. È bella e ragionata la scelta di far morire alcune persone piuttosto che altre così come la scelta di far alleare Tris con gli individui più impensabili. 
Insomma, la Roth ha le capacità, ma si perde.
Si perde, prima di tutto, perché sceglie di imitare la Collins ed utilizzare la prima persona. Ora, io so che in molti dicono che sia molto più difficile scrivere in terza persona piuttosto che in prima, ma è una cazzata. Scrivere in prima persona sembra facile perché spesso quello che ne esce è un linguaggio semplice e diretto, il problema è che per scrivere un bel romanzo la prima persona non è adatta, perché, non prendiamoci in giro, non tutti la sanno usare. La verità è che la Roth vorrebbe scrivere un bel libro, ma finisce con lo scrivere male un libro potenzialmente bello. Insomma va bene essere diretti, ma così semplicisti no, lo stile deve esserci, dove si nota sennò la personalità di un autore? Credete forse che la Rowling si sia distinta solo per i contenuti? Certo che no!
Va bene che è un young adult, ma i ragazzi non sono tutti cretini, sanno leggere! Io a sedici anni ho letto ben altri libri e mi sarei ritenuta offesa nel sapere che questo è lo stile pensato apposta per gli adolescenti. 
Dico solo che mio padre ha provato a leggere un capitolo random e dopo avermi guardato malissimo ha esordito dicendo: "Va bene che hai finito gli esami, ma pensavo che i dodici anni li avessi superati". Il fatto che un libro sia scritto per un pubblico giovane non significa che non possa essere apprezzato anche da lettori più adulti, questo perché una persona che scrive bene, scrive bene a prescindere dall'argomento che sta trattando, in questo i miei genitori sono sempre stati portatori sani, sono avidi lettori e non hanno mai disdegnato né i libri per ragazzi né i libri per bambini purché di un certo livello, hanno letto la Rowling, la Collins, Moers(autore bistrattato, ma eccezionale).
Capiamoci, io non penso che sia un brutto libro, penso solo che sia scritto male. E mi dispiace, perché ne vedo tutte le potenzialità; forse posso salvare le scene d'azione, ma quelle "romantiche" sono assolutamente penose.
Detto ciò, vi prego, passiamo ai personaggi, che sono un punto di forza del libro. Non so come ci sia riuscita, ma la Roth è stata in grado di creare un romanzo in cui sia la protagonista femminile sia quello maschile mi sono simpatici. 
Signori e signore, evento epocale: uno young adult che analizza i personaggi.
Applausi alla Roth.
Davvero mi congratulo perché l'autrice si è ricordata che i personaggi non solo non devono per forza essere bellissimi e arrapati, ma possono anche essere bruttini e profondi, si è ricordata che le persone crescono, maturano e si evolvono e sebbene io non abbia condiviso alcune scelte di Tris non mi è mai venuta voglia di prenderla a schiaffi (cosa che di solito succede spesso); inoltre abbiamo una bellissima analisi anche dei personaggi secondari, persino di personaggi terziari come Tori o Uriah o Caleb. L'autrice in questo è stata brava. 
E io mi sono stupita di avere trovato così tanti aspetti postivi in un libro da cui non aspettavo niente.
Non voglio dire che sia un libro perfetto, perché non lo è, ha delle pecche tra le quali la più evidente è quella stilistica, ma indubbiamente si pone un gradino sopra la media. L'autrice si sforza di rispondere a tutte le domande che il lettore si potrebbe porre durante la lettura, cerca di rendere le reazioni dei personaggi credibili e non calca mai troppo la mano rischiando di risultare ridicola.

In definitiva, vi consiglio di leggerlo? Sì, non aspettatevi che lo stile sia all'altezza di "veri" libri di fantascienza, non aspettatevi un capolavoro della letteratura, perché non lo è, ma posso dire che a livello di trama Divergent fa la sua figura. In fondo non pretende di essere il libro della vita, vuole intrattenere e ci riesce molto bene. Bisogna sempre tenere conto del genere di libro che si ha davanti quando si valuta un qualcosa e nel suo genere Divergent non è male.
Leggerò Insurgent? Sicuramente. 

Quanto è bello? È carino,
ma non eccezionale.
Quanto è brutto?
Poteva andare peggio!

MJ



You Might Also Like

1 commenti

  1. Ho appena finito di leggere Divergent e mi è piaciuto più di quanto mi aspettassi. Non sarà mai il mio libri preferito, ovvio, e nemmeno il mio YA preferito, però non mi aspettavo gran che e invece.
    Condivido appieno il tuo parere, la recensione dice tutto.
    Credo, temo che la narrazione in prima persona vada tanto di moda, non mi spiego altrimenti il suo dilagare. Non me ne intendo molto di YA a dire la verità, ma tutti quelli che ho letto toh, erano in prima persona. E questa è una cosa che un po' mi irrita, perché è un tipo di narrazione che di suo non mi entusiasma, se poi viene usata per scrivere questo genere di libri, so già come va a finire. Che ha fatto di male la terza persona? Non dico che sia sempre migliore, ma spesso più semplice sì, almeno ti evita di scadere in certe banalità.
    In ogni caso Tris e Quattro (meglio Quattro di Tobias, ma nomi più belli non c'erano?) mi sono insolitamente piaciuti. Oddio, il protagonista maschile mi piace novantanove volte su cento, mentre è quello femminile che mi irrita sempre. In questo caso Beatrice non lo ha fatto e guadagna un sacco di punti.
    In realtà non sto che ripetendo quello che hai già detto tu, quindi passo e chiudo.
    L'unica cosa è che mi sono spoilerata il terzo libro e ora sono troppo codarda per andare incontro all'angst, ma vi prego, non siate come me e leggetelo.

    RispondiElimina

E tu che ne pensi?

Follow the yellow brick road

Like us on Facebook

Flickr Images