- ‘Mayday’ - Aka “Un’altra allegra serie inglese per passare l’estate” -

21:49


Perché se pensavate di averla sfangata evitando ‘Broadchurch’, beh, vi sbagliavate. Di brutto.


Avete presente quando vi parte una fissa impressionante per un attore/attrice e non potete fare altro che guardare tutto quello che ha fatto, non avendo la materia prima dei vostri sogni a portata di mano?
Poi magari l’attore/attrice in questione passa dal ruolo di “pazzo psicopatico assassino” in una serie a quello di “morto assassinato - male, per di più” in quella successiva, e il tuo piccolo grumo di feels nei suoi confronti viene immancabilmente distrutto.
Ecco, avete presente in che condizioni mi trovi io right now.

Ciò detto, introduciamo questa mini-serie inglese (trovata nel modo-di-cui-sopra), che sembra confermare l’insana passione tutta British per la campagna. E per i morti. Soprattutto per i morti.


Giusto un titolo allegro ed incoraggiante.
E no, non confondetela con l'omonima serie tv sui disastri aerei.
Anche se, in fatto di gioia, siamo allo stesso livello.

Prendete 'Midsomer Murders', meglio noto nel Bel Paese come 'L’Ispettore Barnaby'.
Campagna meravigliosa, paesini deliziosi, un ispettore un po’ burbero ma sotto sotto simpatico, con una moglie che porta una sfortuna incredibile e una giovane figlia attrice sulla buona strada per diventare come la madre.
Ora togliete l’ispettore, sua moglie e sua figlia.

Poi prendete 'Broadchurch', chicca di ITV di quest’anno. 
L’avete vista? Bravissimi, sono state otto puntate ricche di suspense, avete capito tutto della vita. Non l’avete vista? 
Rimediate, ché è davvero una di quelle serie da vedere e tenere a portata di mano per una notte buia e tempestosa, quando volete giusto quel filino di ansia in più a colorare di grigio depressione la vostra vita.
Da ‘Broadchurch’ prendete la comunità coinvolta nel caso in questione (invariabilmente con segreti oscuri e orribili), ma togliete David Tennant nei panni dell’ispettore. E non sostituiteci nessuno, perché in ‘Mayday’ il detective non c’è. O, meglio, c’è la polizia, ma non è lei la protagonista della serie.

La cosa “diversa” dalle altre mini-serie o serie poliziesche british sta giusto nel fatto che ‘Mayday’ non si concentra sull’indagine in sé, ma piuttosto su come la comunità coinvolta nel caso reagisce alla notizia della scomparsa della ragazza più graziosa e carina del villaggio - e quindi parliamo della sua famiglia (soprattutto della sorella gemella ma opposta come carattere), delle persone con cui aveva avuto motivi di questionare, con un presunto amante, etc. etc. etc.

Parliamone - già qui mette #ansia

Avrete quindi una mini-serie indubbiamente poliziesca, con un caso di persona scomparsa, e nessun detective carismatico ad occuparsi del caso - e, spesso, ad occupare troppo la scena, ma piuttosto una decina di caratteri più o meno coinvolti nel misfatto che si dibattono tra problemi di coscienza, problemi familiari e una sana voglia di farla franca - tanto dalla scomparsa della ragazza, quanto dai loro altarini. Soprattutto dai loro altarini, che sono davvero tanti.


Aggiunte poi, bilanciando bene le proporzioni come solo gli inglesi sanno fare:
  • Un idilliaco paesino nella campagne inglese, tutto casette deliziose, pub, scuola-e-uniformi, chiesa; e il kebabbaro.
  • Una festa tradizionale, che ricorda i riti pagani medievali. E quindi via di costumi, musiche e colori;
  • Una ragazza bionda, bella e gentile, che deve sfilare come “Queen of May”, la reginetta della festa - e zac! che gli inglesi ti piazzano anche la finezza del gioco di parole nel titolo; è lei che scompare, tanto per mettere i puntini sulla ‘i’;
  • Una schiera di vicini ben stimati da tutti, ma che poi invariabilmente scopri essere una banda di schizoidi spostati con passati oscuri e misteriosi;
  • Una gemella problematica e dark, giusto il contrario della scomparsa;
  • Rivalità in paese;
  • Vendette;
  • Rancori;
  • Mogli che dubitano dei mariti;
  • Vicini che odiano altri vicini;
  • Vicini con tresche con i vicini;
  • Il paesino idilliaco di cui sopra che non è poi così idilliaco a quanto pare;
  • Un’opening breve ma che fa accapponare la pelle;
  • E per finire un bosco cupo, creepy che più creepy non si può, evitato persino dalla gente che ci abita. 
So che non è incoraggiante, ma suvvia, un po' di fede!
Guardate, vi lascio anche l'opening così vi convincete che Creepy Is The New Sexy - non volermene, Sherlock. E neanche tu, Irene.


Guardarla: se vi piacciono le mini-serie thriller, come ‘Broadchurch’ o ‘The Ice-Cream Girls’. E se avete voglia di aggiungere questa secchiata di ansia alla vostra vita. E poi non ditemi che non vi avevo avvertito.

Guardarla no: se volete andare in vacanza nella campagna britannica, per evitare di farvi salire un brivido in corpo ogni volta che uscite dal vostro B/B nel Surrey.

Guardarla sì-bonus: se avete voglia di vedere Petyr ‘Littlefinger’ Baelish in una parte ancora più creepy. E ci riesce davvero da Dio.


Nota goliardica: una mia amica mi ha fatto notare che il 'terrible crime' è certo riferito alle calze verdi e alle scarpe rose. 


- (Breve) Scheda tecnica -
Titolo: ‘Mayday’
N° episodi: 5
Durata: 60 minuti ca. cada uno
Genere: Thriller
Anno: 2013
Emittente: BBC One

Gli do quattro dinosauri su cinque. E solo perché mi manca l'ultimo episodio. Sia mai che pasticcino tutto sul finale!


You Might Also Like

0 commenti

E tu che ne pensi?

Follow the yellow brick road

Like us on Facebook

Flickr Images