The Walking Dead Project - Il fumetto #1

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Il Progetto di recensione al fumetto di The Walking Dead nasce un pomeriggio di giugno, quando parlando con Federica del suo blog - La tana del Bianconiglio - mi sento dire: "Sai sto progettando di recensire una per una le serie di TWD, forse dopo farò anche alcuni dei giochi", io avevo appena comprato il fumetto, i primi 8/9 volumetti e dopo aver scoperto che lei non aveva in progetto di recensirlo ci è venuta l'idea di una collaborazione tra blog.
Federica recensirà sul suo blog tutta la serie televisiva, analizzado stagione per stagione.
Io recensirò i fumetti, procedendo più o meno con le stagioni della serie televisiva.
ATTENZIONE: questa recensione e le altre di questa serie conterranno spoiler, ovvero la descrizione dettagliata dei contenuti dei singoli albi.

La divisione stagioni/fumetti sarà questa:
  • 1° Stagione - Volumi 1 & 2
  • 2° Stagione - Volume 3
  • 3° Stagione - Volumi 4 e seguenti (io li ho fino al 9, ma devo ancora decidere dove fermarmi)

The Walking Dead Project - Il Fumetto #1


Nato dalla mente geniale di Robert
A sinistra Rick Grimes di Tony Moore, a destra Rick Grimes
di Charlie Adlard.
Kirkman The Walking Dead è un fumetto in bianco e nero del 2003 pubblicato negli U.S.A. in singoli albi mensili di poco più di 20 pagine e in Italia da Salda Press a partire dal 2005 in volumi trade paperback (contenenti 6 albi ciascuno); di recente è stato riproposto in formato da edicola, tipico formato bonelliano tanto caro all'Italia, racchiudente 4 albi originali.
Per quanto mi riguarda seguo l'edizione in formato bonelliano, sia perché si intona meglio con gli altri volumi della libreria, sia perché il prezzo di partenza è davvero conveneinte: 2,90 per i volumi da 1 a 8, 3,30 per i successivi.
Gli albi sono illustrati prima da Tony Moore - i primi 6, ovvero fino a metà del secondo volume di cui vi parlo oggi - e dopo da Charlie Adlard, con inchiostrazoni di Cliff Rathburn.
Lo stile di disegno cambia visibilmente, ma non infastidisce lo sguardo. TWD gioca moltissimo sulle sfumature di grigio e sull'uso del contrasto b/n per rendere le emozioni e per dare al lettore un'idea del pathos e della drammaticità della situazione. Trovo lo stile di Moore molto pulito, il suo tratto è deciso e vibrante ed è in grado di rendere i personaggi estremamente espressivi ed umani, persino nelle scene più concitate o affolate è in grado di rendere alla perfezione tutti i soggetti rappresentati. Charlie Adlard ha uno stile forse più realistico, a tratti più grottesco. È in grado di rende molto bene i personaggi in ogni situazione e riesce a evidenziare il dramma e l'orrore che si annida dentro ognuno di noi e a farlo emergere nel momento giusto. Personalmente preferisco Moore, ma non sono così sicura che andando avanti con la storia i suoi disegni avrebbero avuto la stessa incisività di quelli di Adlard.
La storia racconta le vicende di un gruppo di sopravvissuti nel bel mezzo di un'apocalisse zombie, la storia nel dettaglio la vedremo analizzando volumetto per volumetto.

1. Risveglio nella città dei morti

Rick Grimes, rimasto in coma per essere stato colpito in sei secondi durante uno scontro a fuoco, si risveglia in un'ospedale abbandonato. Dopo avere passato dieci minuti a gridare al vuoto ed essersi quasi fatto mangiare da una folla di pazienti zombie dell'ospedale capisce che forse-forse qualcosa non va. Si dirige allora in cerca della sua famiglia, ma arrivato a casa viene steso da una badilata in testa. Autore di tale prodezza è Duane, bambino di colore che insieme al padre, Morgan Jones, si è rifugiato nella casa accanto e che per hobby va in giro a pestare gli zombie che passeggiano in giardino. Dopo essersi accorti che Rick è vivo lo portano in casa, gli spiegano dell'epidemia e lo accompagnano alla stazione di polizia dove Rick svaligia l'armeria dà un fucile a Morgan e presa una macchina parte alla volta di Atlanta dove suppone si trovino Lori e Carl, ovvero moglie e figlio. Rimasto senza benzina rimedia un cavallo (sì, vabbé), ma appena arrivato in città gli zombie se lo mangiano e lui si trova costretto a scappare senza sapere cosa caspita fare. Ecco che arriva il giovane Glenn a salvargli le chiappe e lo porta in un accampamento poco fuori dalla città dove per puro culo trova Lori, Carl e il collega e amico Shane. Baci & Abbracci e finalmente gli viene presentata tutta la tribù: Allen e Donna, con i gemelli Billy e Ben, Dale, con il suo camper, Jim, Carol e la figlia Sophia, le sorelle Amy e Andrea. Abbiamo quindi due scene inutili con le donne che vanno a fare il bucato e vengono aggredite da uno zombie e con Shane e Rick che vanno a caccia e trovano un'altro zombie che sta mangiando la mamma di bambi. Incazzati perché ora Bambi è orfano lo fanno fuori. Rick vuole spostare l'accampamento, ma Shane non è d'accordo, d'altra parte - diciamocelo - Rick è appena arrivato e a malapena sa che per ammazzare questi esseri devi colpirli in testa. Deciso che non ci sono abbastanza armi per tutti Rick e Glenn decidono di fare una capatina in città a depredare un'armeria, si coprono di sangue di zombie, e dopo essere scampati per pochissimo alla morte ritornano verso il campo, qui, nel frattempo, Lori e Shane discutono su qualcosa che è accaduto mentre Rick era in coma, facendoci capire che hanno un trascorso amoroso, che viene dalla donna definito come "uno sbaglio".

2. Uccidere o morire

Rick ha deciso di insegnare a tutti a sparare: Lori è una frana, Donna è bravina, Carl (nonostante le proteste della madre) impara in fretta, ma il vero talento è Andrea che si dimostra da subito una cecchina coi controcazzi. Shane borbotta. La sera si riuniscono intorno al fuoco a parlare di quello che facevano prima, peccato che vengano attaccati da un branco di erranti che morde Amy (staccandole tipo un pezzo di carotide, cose che nemmeno un orso che non mangia da sei mesi farebbe). Iniziano a sparare a casaccio e Carl salva Lori, mentre Andrea per evitare che la sorella ritorni come non morta le spara. In tutto questo l'inutile Jim è stato morso (non sapete chi sia? qualcuno di cui non importa niente a nessuno, infatti tutta la sua famiglia si è fatta mangiare pur di non stare con lui). Shane e Rick litigano. Jim agonizza e si fa mollare nel mezzo del bosco (magari se si trasforma anche lui trova la sua famiglia e possono fare la zombie-famiglia-felice). Shane e Rick litigano ancora, ma Lori si mette in mezzo per difendere il marito, Shane si offende e se ne va piangendo, allora Rick lo segue, non fosse che il suo amico sta avendo un crollo nervoso e dopo avergli praticamente detto "Senti stronzo, prima eri morto e stavo per chiapparmi tua moglie, quindi schiatta, grazie" cerca di ucciderlo, ma arriva il piccolo Carl che gli spara. Morto Shane il gruppo riparte e durante il percorso incontrano Tyreese con la figlia Julie e il di lei moroso Chris. In tutto questo Lori dice a Rick che è incinta, anche se a lui un po' rode perché non sa se il figlio sia suo o di Shane, cosa che Dale non manca di fargli notare. Dopo avere percorso un tratto di strada pallosissimo, pieno di macchine da spostare e con niente da fare, ecco che trovano una città circondata da mura completamente abbandonata. Invece di chiedersi perché è abbandonata decidono di entrare e dopo avere "ripulito" una casa si fermano lì a dormire. Donna che non si fa mai i cazzi suoi nota subito due cose, a) Tyreese e Carol vanno davvero molto d'accordo, b) scopre Dale e Andrea che fanno sesso (e questa immagine orribile mi perseguiterà fino alla fine dei giorni).

Riflessioni a freddo.

The Walking Dead è una serie su Rick Grimes. Il protagonista indiscusso di questo fumetto infatti è lui e non, come si potrebbe erroneamente pensare, l'epidemia che sconvolge il mondo. Gli zombie sono un contorno, un escamotage per mostrare l'evoluzione psicologica di un personaggio particolarmente complesso e sfaccettato. È la storia di un giovane vicesceriffo che si trova a dover sopravvivere in un mondo senza più regole, in cui l'ordine naturale delle cose è stato sovvertito e cambiato brutalmente. Chiaramente non porta questo fardello da solo, ma lo condivide con i suoi compagni di viaggio che a loro modo rispecchiano tipologie diverse di persone, alcuni sono buoni, altri sono cattivi, alcuni sono coraggiosi e altri sono vigliacchi, alcuni sono intelligenti altri stupidi, c'è chi si sopravvaluta e chi non riesce a vedere il suo potenziale. Insomma, la compagnia è davvero eterogenea. Poi ci sono gli zombie. Gli zombie sono un elemento cardine che pur essendo predominante riesce a non distogliere l'attenzione dai personaggi. 
In questo Primo post vorrei parlare in particolare di Rick e Shane.
Rick è un personaggio bellissimo, quando lo vediamo la prima volta cammina insicuro e barcollante su gambe che lo sostengono a malapena, lo vediamo uscire dall'ospedale in preda al terrore e assistiamo a una scena bellissima: Rick incontra uno zombie così decomposto che non riesce nemmeno ad alzarsi da terra, nel vedere quella creatura così disperata, così meschina, spaventosa, ma allo stesso tempo fragile e derelitta, Rick piange. Piange per la disperazione, la paura, ma soprattutto piange per la pietà e per l'empatia che in quel momento prova nei confronti di quell'essere. Parte così, quindi, la sua presentazione, ma il processo di evoluzione è molto rapido e notiamo subito come riesca a prendere in mano le redini e a comportarsi da vero poliziotto nell'aiutare Morgan e Duane, guidandoli e fornendo loro armi e aiuto. Altre scene che secondo me rendono davvero bene la psicologia del personaggio sono due. Alla prima assistiamo quando Rick arriva al campo e ha il tempo di parlare da solo con Lori che si accorge che sta tremando: il nostro vicesceriffo - finalmente al sicuro - ha paura, rilascia la tensione e inizia a rendersi conto della pazzia che li circonda, dell'orrore. E tutto quello che può fare e tenerselo stretto, tenerselo dentro, alzare la testa e dare l'esempio perché quella gente non ha bisogno di qualcuno di spaventato, ma di un capo, di una guida. 
L'ultima scena che mi ha fatto definitivamente amare questo Rick Grimes del fumetto si trova alla fine del primo volumetto, durante la fuga da Atlanta assieme a Glenn, dopo lo sciacallaggio all'armeria. Rick pensa di essere stato morso, appena si allontanano dagli zombie si strappa la giacca ed esplode in un urlo di gioia infinita accorgendosi che in realtà non ha nemmeno un graffio. Ci viene mostrata nuovamente tutta la sua umanità: le sue paure, le sue speranze, la fragilità della sua persona, ma su questo torneremo tra poco. Passiamo a Shane. Shane è molto meno presente nel fumetto di quanto non sia nel telefilm (ma di questo parlerò in un post apposito), ma è anche molto più umano. Il secondo vicesceriffo che ci viene qui presentato è un personaggio fragilissimo, che non è riuscito ad ottenere nulla di ciò che avrebbe voluto: non è riuscito a salvare Rick, non è riuscito a farlo morire, non è riuscito ad avere Lori né a dimenticarla, non è riuscito ad essere un capo e non è riuscito a trovare un posto nel gruppo.
Shane è instabile, ha paura, ma al contrario di Rick non ha nessuno che lo incoraggi e cerca ad ogni costo di trovare conforto nell'idea che l'esercito arriverà, arriverà qualcuno a salvarli tutti, perché il governo lo ha promesso. Quello di cui non riesce a rendersi conto è quanto questo sia impossibile, non vuole aprire gli occhi, non vuole rendersi conto che è impossibile: è ceco perché non vuole vedere la realtà e non perché incapace di comprenderla. Si sente responsabile perché non ha ascoltato Rick quando ha cercato di convincerlo a spostare il campo e di conseguenza pensa - sa - che la morte di Jim ed Amy è in realtà colpa sua e questa cosa lo rode dentro. Si trova caricato di troppo stress, troppe informazioni e troppi pesi tutti assieme e non è in grado di gestirli, quindi dà fuori di matto.

Robert Kirkman, grazie all'aiuto di Tony Moore adesso e di Charlie Adlard dopo, riesce a creare una storia ricca di pathos e di emozioni umane il cui scopo è chiaramente quello di mostrare come cambi il comportamento delle persone in un contesto come questo. Kirkman ci presenta il suo protagonista e ci dice: "Ehi, guardatelo bene, guardate com'è ora questo Rick Grimes, imprimetevelo a fuoco in testa, perché ben presto cambierà, cambierà così tanto che quasi non lo riconoscerete e vi chiederete: ma che diavolo è successo?! Gli è successa la vita, una vita in un mondo alla fine del mondo." Ecco cos'è The Walking Dead il mondo alla fine del mondo, l'uomo in costante lotta per la sopravvivenza. E il buon Robert si cura di farcelo notare in ogni dettaglio, basta osservare le copertine. Nel primo volume, Risveglio nella città dei morti, troviamo Rick di tre quarti colto nell'atto di caricare il fucile a pallettoni. Dietro di lui abbiamo uno scenario di rovina e distruzione e riflessi nelle schegge della vestrina i volti emaciati e spaventosi dei morti viventi. All'interno del negozio giacciono abbandonati manichini antopomorfi, sdraiati come morti rimangono lì, fermi, immobili, dimenticati da tutti e non è forse questa situazione simile a quella degli esseri umani in quel momento? In questo scenario di desolazione e morte spicca la figura di Rick, che si erge viva, colorata, solida, il volto pieno e sano, in pieno contrasto con quelli scavati e putrefatti degli zombie. Il nostro vicesceriffo si erge solitario, come fosse l'ultimo baluardo di umanità, come fosse l'eroe o il salvatore di questo gruppo troppo spaventato per muoversi. Nel secondo volume, Uccidere o morire, abbiamo invece il gruppo colto nell'atto di difendersi dagli zombie. Qui la famiglia è riunita, Shane è vivo, siamo in una situazione intermedia, quasi di stallo. I non morti attaccano e il gruppo reagisce, questa volta però sono insieme, non c'è solo Rick, reagiscono come gruppo compatto e hanno fiducia gli uni negli altri e si preparano ad affrontare la morte che li circonda. Quest'immagine rappresenta tutte quelle sicurezze che andranno mano a mano sfaldandosi col proseguire della storia. Shane sta per morire, Carl da bambino indifeso che si nasconde dietro la gamba del padre sta per diventare un combattente e Lori è in procinto di scoprire la verità che la cambierà per sempre. Rick si erge ancora una volta davanti a tutti, oramai è il capo, è la figura di riferimento in questa notta buia dove la morte avanza, avanza lentamente comparendo dai lati della copertina come a sottolineare il senso di impellente minaccia.



Per ora qui è tutto. 
Il prossimo episodio, sempre legato ai primi due numeri e alla prima stagione della serie tv recensita da Federica uscirà a brevissimo e si intitolerà The Walking Dead Project - differenze tra fumetto e serie #1 vi tratterò le principali modifiche operate tra i primi due volumi e la prima stagione della serie televisiva, focalizzandomi sull'analisi dei personaggi di Lori e Carl.

MJ

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1 commenti

  1. "Personalmente preferisco Moore, ma non sono così sicura che andando avanti con la storia i suoi disegni avrebbero avuto la stessa incisività di quelli di Adlard".
    Io invece ho smesso di leggerli proprio perché infastidito dai disegni di Adlard...

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