Warm Bodies - The New Hunger

21:00



Warm Bodies: da un libro stupendo a un film di schifo.




Titolo: Warm Bodies
Autore: Isaac Marion
Editore: Fazi
Collana: Lain
ISBN: 978-8876251221
Prezzo: 14,50 euro
Ebook: 4,99 euro

Oramai la storia la sappiamo tutti. Da quando ne hanno fatto un film è nota ai più, anche se a grandi linee: "Massì, non è la storia dove c'è lo zombie che si innamora di Kristen Stewart bionda e che quindi torna umano perché impara ad amare?!"
No, beh. Non è proprio così. Anche se indubbiamente Warm Bodies è un libro sugli zombie e anche un libro sull'amore. Ma non è solo quello.
Warm Bodies è prima di tutto una metafora della vita. Un libro sulla perdita dei valori umani e sulla ricerca del proprio io. Voi mi direte probabilmente che sto esagerando, che - in fondo - è solo l'ennesimo libercolo young adult, scritto per vendere, che mi ha abbindolata come una povera sciocca. Vi sbagliate.
Quello che ci troviamo di fronte - per una volta - è davvero un bel libro. Un libro scritto benissimo, con una proprietà di linguaggio e una capacità di uso delle figure retoriche che sono abbastanza rare in un autore inglese contemporaneo, gran parte del merito va sicuramente al traduttore che in questo caso ha fatto un lavoro egregio riuscendo a trasmettere anche in italiano la bellezza e la profondità delle metafore e dei passaggi più introspettivi.
L'autore opera un'analisi approfondita e realistica dei personaggi che vivono in un mondo in rovina, arroccati in uno stadio-fortezza, ultimo baluardo di una civiltà distrutta. Non ci stupisce quindi che l'umanità stessa sia in rovina, le persone sono rotte dentro, sono sporche, accumulano errori, continuano a vedere i loro amici morire, eppure non hanno abbandonato la speranza. È come un sottile alito di vento, li alimenta e li tiene in vita, li sostiene e impedisce loro di perdere completamente il senno, anche se, come ci viene chiaramente mostrato, non con tutti ci riesce. Ma nonostante i caduti e i folli, la maggior parte ci prova, come dice R: Siamo funamboli al buio, ma perlomeno ci muoviamo.
La cosa più interessante che viene presentata nel libro è la "società" degli zombie. Questi zombie sono in qualche modo sezienti: sanno che se si muovono in branco hanno più possibilità di sopravvivere e di cacciare, sanno che ci sono dei posti che per loro sono pericolosi e sono persino in grado di capire che certi esseri appena trasformati sono più deboli ed inesperti. Tra i non morti c'è poi una categoria particolare, quella degli "Ossuti", che io ho trovato particolarmente interessanti: gli ossuti sono i primi zombie, sono oramai solo uno scheletro che cammina e sono coloro che governano la società. Sono in grado di riunirsi e di comunicare tra di loro; istituiscono una vera e propria "scuola" per gli zombie più piccoli, in modo da insegnare loro quali sono le parti più molli e facili da attaccare in un vivo; obbligano gli adulti a sposarsi per prendersi cura di questi bambini trasformati, assicurandosi che possano sopravvivere (il matrimonio è qui una mera presa in giro di quello che avviene tra i vivi ed è volto unicamenta alla salvauardia del debole che può essere meglio attuata in due piuttosto che singolarmente). È una sorta di evoluzione nell'involuzione. Non sono istituzioni volta alla conoscenza o all'amore, ma alla sopravvivenza, l'istinto primario di ogni essere vivente.
E io lo trovo geniale: sono morti, ma hanno l'istinto della vita.
L'altra cosa veramente geniale è come l'autore riesca a fare capire che questi zombie non sono frutto di un virus, nessun CDC potrebbe mai trovare una cura, perché, come dice Rick Grimes in un famoso albo di The Walking Dead, noi siamo i morti viventi. Gli zombie non sono altro che quelle persone che, così prese dalla loro non-vita, dal lavoro, dallo stress, dal ritmo frenetico di una vita apparentemente senza uscita, hanno dimenticato quali sono quelle cose che ci rendono umani differenziandoci dalle bestie: la capacità di amare, di pensare, di discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, la capacità di fare cose non perché sono utili, ma perché sono belle, divertenti, piacevoli.
Di questo abbiamo un esempio lampante nel colonnello Grigio, il padre di Julie, che è così preso dalla sua ossessione di sopravvivere che si trasforma completamente, il suo io si perde e lui diventa un ossuto sotto gli occhi allibiti della figlia. È la metafora più grande del romanzo, che sta urlando: "Non lasciate che un mondo che gira troppo in fretta vi faccia dimenticare chi siete, ciò che amate, che volete, che sognate."
Se ancora non vi ho convinto a leggerlo, vi lascio due citazioni tra le mie preferite, che rendono molto bene lo stile dell'autore e che danno idea della tipologia di zombie che ci troviamo di fronte, più simili ai classici zombie del vudù che ai non morti stile Resident Evil:
«Riesco a sentire l'euforia di ogni atomo della mia carne, colmo di gratitudine per la seconda occasione che mai mi sarei aspettato di avere. L'occasione di ricominciare, di vivere bene, di amare bene, di bruciare in una nuvola infuocata e di non essere mai più seppellito nel fango.»

«Lotteremo contro la maledizione e la sconfiggeremo. Piangeremo e sanguineremo e brameremo e ameremo, e troveremo una cura per la morte. Noi saremo la cura. Perché vogliamo esserlo.»

Tutto quello che ha reso il libro spettacolare nel film si perde.
Ci troviamo di fronte ad una pellicola fatta per un pubblico ignorante, dove per ignorante non intendo "stupido", ma digiuno della lettura del romanzo. Sebbene possa approvare la scelta degli attori di sicuro non posso appoggiare le scelte di trama che vanno ad inficiare tutto il senso del libro rendendo l'adattamento cinematografico una soap per teen ager.
Non dico che sia inguardabile, per carità, ti fa passare un'oretta e mezza di risate, anche perché - fortunatamente - non si prende sul serio, ma non solo è un film vuoto, è anche fatto male. Il trucco degli zombie, per esempio, è qualcosa di inguardabile. Ora, so che non pretende di essere un filmone, e nel suo piccolo soddisfa quello che probabilmente è il suo obiettivo, ovvero intrattenere, ma nonostante questo non giustifico certe scelte nell'adattamento perché hanno trasformato un potenziale bel film, in un filmetto senza trama reale. Perché ci sono gli ossuti? A che servono? Che senso ha questo film? Perché R alla fine si trasforma magicamente in umano circondato da un'aura dorata? WTF!? Lasciano da parte tutta la problematica della società degli zombie, nessuna delle figure principali viene minimamente analizzata - e chi ha letto il libro sa bene quanto problematiche siano le figure di Julie, Nora e Perry che sono tre adolescenti tutt'altro che felici - e il personaggio di John Malkovitch viene riscritto da zero; nel libro il padre di Julie muore diventando un'ossuto perché perde di vista le cose davvero importanti ossessionato com'è dalla morte e dal lavoro, mentre nel film (sole, cuore, amore) diventa il miglior papà dell'anno, quello che ti lascia copulare col fidanzato zombie sotto il balcone di Romeo e Giulietta.
Stendiamo un velo pietoso sul film, vi prego.


The New Hunger - il sequel-prequel che spiega poco, ma analizza molto



A seguito del successo di Warm Bodies il buon Marion pubblica il prequel, The New Hunger, ovvero La nuova fame, che esce solo in formato ebook e che potete trovare tutti su Amazon per la modica cifra di 2,99 euro.
Questo libro è ambientato qualche hanno prima di Warm Bodies: Julie  ha 12 anni ed è in viaggio con suo padre e sua madre alla ricerca dell'ultimo baluardo di civiltà; Nora ne ha quasi 17 e si sposta per Seattle con suo fratello Addis dopo che i genitori li hanno abbandonati perché li consideravano un peso; R. è appena diventato uno zombie e vaga senza meta mentre scopre di essere qualcosa di completamente nuovo né morto, né vivo.
Questo libro getta le basi per quello che accadrà successivamente, presentandoci le figure principali e facendole incontrare tutte, anche se per pochi istanti. È come se Marion ci dicesse che il loro destino era sempre stato quello di incontrarsi, forse se non ci fosse stata l'Apocalisse sarebbero stati tutti amici, chissà.
Il vero peccato è che per quanto carino questo libro non è all'altezza del precedente, vorrebbe dare la risposta a tante domande: come nasce la piaga? perché? qual'è la vera storia dei personaggi? come sono arrivati allo stadio? Ma tutto quello che riesce a fare è dare una spiegazione per l'analisi dei personaggi fatta in Warm Bodies, ci spiega quali sono le motivazioni alle spalle di determinate azioni autodistruttive dei futuri protagonisti, fa presagire la morte della madre di Julie e la progressiva perdita di umanità del colonnelo Grigio.
È una lettura piacevole, che scorre veloce e che velocemente si dimentica, che non vuole dire niente di più di quanto non ci sia scritto.



MJ

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