La Leggenda degli Annegati

15:30

Io ci provo, davvero, a recensire libri easy, che siano di piacevole lettura, da portare in spiaggia sotto l'ombrellone o da imboscare sotto il banco a lezione di Economia Politica quando le cose si fanno davvero dure.

Ma non ci riesco. 

É più forte di me.
Quindi beccatevi un'altra recensione di un libro decisamente forte - e non nel senso di "wow, figo, non potevo vivere senza questo libro gioioso!"


Titolo: La Leggenda degli Annegati
Titolo originale: We, the Drowned
Autore: Carsten Jensen
Casa Editrice: Rizzoli
Collana: La Scala
Pagine: 716
ISBN: 978-88-17-01768-8
Prezzo: 22,00 euro
Trama: "Marstal è oggi una piccola cittadina della Danimarca meridionale, adagiata sulla costa dell'isola di Ærø e lontana dalle rotte turistiche e commerciali. Ma vi fu un tempo in cui la città possedeva una grande flotta mercantile, seconda in Danimarca solo a quella di Copenaghen, e i suoi marinai erano famosi e richiesti in tutto il mondo per la loro perizia e il loro coraggio. Carsten Jensen prende spunto dalla storia di Marstal per dare vita a un romanzo dal fascino travolgente: quattro generazioni di marinai si inseguono dai mari della Scandinavia all'Atlantico Settentrionale, dal Pacifico all'Islanda, attraversando guerre e tempeste, amori e morte, con l'audacia e l'ostinazione di personaggi mitici. Mentre le loro esistenze si intrecciano fra realtà e leggenda, le navi a vela si arrendono a quelle a vapore e un'intera epoca si dissolve. Il piccolo villaggio danese, immerso in un'atmosfera magica, diventa il fulcro di una grandiosa e suggestiva epopea che porta con sé gli inconfondibili echi della grande letteratura marinara, da Herman Melville a Joseph Conrad."


A costo di ripetermi, questo non è un libro facile. E come buona parte dei libri non facili, è un libro meraviglioso.
É un libro che parla di una cittadina portuale della Danimarca, del suo lento declino a causa delle innovazioni tecnologiche, ma è anche un libro che parla di famiglia, amore, tradimenti, redenzioni. Non è una grande saga familiare, è una grande saga cittadina. Non ha un solo protagonista, ne ha tanti, certo alcuni più importanti degli altri, alcuni minori, altri che comprendi solo alla fine del libro, dopo averli ritenuti delle semplici, mere comparse - nessuno è una comparsa, in questo libro, tutti hanno qualcosa da dire, da insegnare, da perdere, da guadagnare, da amare.

É un libro che si muove a 360°, senza darti il tempo di prendere fiato, un libro che racconta tante storie, forse troppe storie, forse troppo poche, che si incrociano per le strade di Marstal compiendo importanti salti temporali avanti ed indietro nel tempo, cambiando repentinamente soggetto e addirittura punto di vista, aprendosi in lunghi flashback, scoprendo nuove realtà e nuove verità nei rapporti tra gli abitanti del villaggio.
Al tempo stesso riesce a rimanere legato alla realtà della cittadine e ad esplorare e descrivere luoghi lontani ed esotici, grazie ai frequenti viaggi attorno al globo dei marinai di Marstal - parliamone, ad un certo punto il protagonista di turno (Knud Erik, N.d.A.) incontra persino James Cook! Quel James Cook! E ***spoiler*** anche la testa essiccata di Cook, dopo la sua morte nella Hawaii. Povero Cook...

Lasciate che vi dia un assaggio delle emozioni che questo libro vi causerà:
  • Vi affezionerete ad un villaggio sperduto in Danimarca, soffrirete, esulterete, diventerete loro concittadini; soffrirete con Klara, viaggerete con Knud Erik, diventerete uomini importanti ma soli con Albert. Capirete l'importanza dei gabbiani nell'educazione dei bambini e capirete come un'improvvisa inondazione può plasmare una persona;
  • La guerra! Vivrete la Grande Guerra da veri abitanti abitanti di Marstal, vedrete con gli occhi dei marinai le bombe cadere dal cielo, le prime, grandi navi da guerra.
  • Ma non solo: sarete in coperta con loro durante i grandi tifoni e le mareggiate, soffrirete la bonaccia nei mari equatoriali, vedrete le coste del Sud America e le sue città vivaci e profumate;
  • Vi innamorerete di luoghi esotici e lontani, oramai perduti per come sono descritti in questo libro - un motivo in più per leggerlo e vedere cosa vi siete persi, no?

Una solo controindicazione seria, sarò sincera: il libro non è scorrevole, è complesso, articolato, si avvita su se stesso allo stremo, specie nella prima parte, quando deve introdurre Marstal, i suoi abitanti, le sue caratteristiche peculiari. Serve del tempo per abituarsi al modo di scrivere di Cartsen Jensen, a come cambia POV e tempo verbale da un capitolo all'altro, ai suoi repentini passaggi dalla prima alla terza persona, sia singolare che plurale, durante la narrazione - davvero, ha messo in crisi anche me, sebbene fossi ben intenzionata a leggerlo fino in fondo e a godermelo (che poi io ci abbia messo degli anni a finirlo - anni - dopo la morte crudelmente ironica del mio personaggi preferito, è un altro discorso).

Ma non lasciatevi scoraggiare! Una volta scardinato la complicata scrittura di Jensen avrete in mano una perla letteraria di raro splendore. Coraggio!



Quattro dinosauri felici, e solo perché a due terzi del libro sono scoppiata a piangere.



Leggerlo sì: perché da quando avete finito "Moby Dick" vi sentite orfani di qualcosa. Perché avreste voluto stringere la mano a Conrad e Salgari per come facevano rivivere sulla semplice carta paesaggi lontani e quasi mitici. Perché "La Ballata del Vecchio Marinaio" del buon Coleridge vi ha commossi e scossi al tempo stesso.
Leggerlo no: perché le saghe non vi interessano. Perché non siete appassionati di storia navale. Perché i danesi vi stanno parecchio antipatici e sinceramente non ve la sentite di affrontare settecento-e-rotte pagine dedicate ad un paesino sperso lassù.

Leggerlo sì - bonus: la rilegatura. Oh, quella rilegatura! Rigida, in un bel cartoncino che al tatto sembra quasi gommoso, con il dorso del libro in tessuto nero e le lettere incise nella stoffa. Nulla da dire, la Rizzoli questa volta ha fatto un lavoro superbo, e vedere questo volume nella proprio libreria è uno spettacolo.



P.s. E poi volete mettere quant'è 
bella la copertina inglese?

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4 commenti

  1. Recensione chiara e scorrevole. Complimenti Lils! Mi piace il sistema di valutazione che avete adottato, lo trovo molto simpatico :) Intanto mi sono unita a questo blog...che spero crescerà perché se lo merita :)

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    1. Ti ringrazio tantissimo per l'appoggio e ti ringrazio anche a nome di Lils (che al momento è un po' presa con lo studio!). Grazie per esserti unita a noi, tanti dinosaurini felici per te ♥

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  2. Bella recensione! Mi vien seriamente voglia di leggere anche questo. Per colpa vostra prevedo conti in banca che prosciugano e montagne di libri che si innalzano.

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    1. Salve! *waves*

      Il ritardo è indecente, lo so e chiedo venia - ma magari nel mentre hai letto il libro? magari posso tentarti ancora un pochino?

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