La bambina che salvava i libri di Markus Zusak

22:23

Titolo: La bambina che salvava i libri
Titolo Originale: The bookthief
Autore: Markus Zusak
Casa Editrice: Sperling e Kupfer
Pagine: 563
Prezzo: 11,50 euro
ISBN: 978-8860613714
Trama: Germania, 1939. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare. Ed è solo l'inizio.
Il giorno del funerale del fratellino, la piccola Liesel raccoglie per strada un libro seminascosto dalla neve, e la sua vita cambia per sempre. Perché, da quel momento, la bambina impara a leggere. Ben presto Liesel inizia a sottrarre i libri dai roghi nazisti, decisa a salvarne uno ogni volta che ne ha l'occasione. Ma sono tempi difficili e il mondo di Liesel non sarà mai più lo stesso. Raccontata dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - un'indimenticabile storia sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito. 

Quando ho iniziato questo libro sospettavo che mi avrebbe straziato il cuore, ma non ne ero del tutto sicura. Ero stata attratta dal titolo (un libro che parla di libri non può che essere meraviglioso) e dalle innumerevoli recensioni che avevo visto su youtube. Insomma si prospettava una gran bella lettura e devo ammettere che non solo non mi ha deluso, ma anzi ha superato le aspettative.
La bambina che salvava i libri, o la ladra di libri (che sarebbe la traduzione più appropriata), è un romanzo che parla di sentimenti, di emozioni, di parole. Immaginatevi di essere di bambini, siete piccoli e il mondo pare remarvi contro, prima vi priva di tutti coloro che amate e poi continua afarlo, ancora e ancora, cosa vi resta a quel punto? Qual è l'unica cosa a cui potete aggrapparvi disperatamente? Per Liesel sono i libri, o meglio ancora le parole contenute in quei libri. Perché è di questo che si tratta: parole.
Ed è bellissimo per questa bambina che vive in un mondo freddo e ostile potersi rifugiare in mondi differenti.
Certo oltre alle parole c'è anche altro, si parla di rinascita, crescita, paura, dolore, ma anche gioia e luce là dove il buio è più profondo. Il romanzo è ambientato durante la seconda guerra mondiale e Liesel si ritrova affidata a una famiglia adottiva, separata dalla madre e dal fratello (morto durante il viaggio). Non si può certo dire che la sua nuova mamma sia la persona più accomodante del mondo, né che il suo nuovo papà sia un gran lavoratore né un buon nazista, tuttavia a Liesel va bene così, perché col tempo imparerà ad amare queste persone così diverse da lei, imparerà ad apprezzare sia i loro pregi che i loro difetti fino ad amarle come solo una figlia sa fare. Per il lettore è bellissimo vedere il percorso di crescita di Liesel, insieme a tutte le persone che l'accompagnano: il suo compagno di giochi Rudy, l'ebreo nascosto in cantina, Max, sua madre Rosa, suo padre Hans, la moglie del sindaco, gli abitanti della città, i ragazzi più grandi. La bambina che rubava i libri, così viene chiamata Liesel e così finisce per chiamarla anche il lettore.
Una delle cose che ho amato di più di questo romanzo è l'ambientazione, certo siamo in Germania e non una bella Germania, questa è la Germania nazista, di Hitler, dei lager e dei campi di concentramento, ma è anche la Germania di una ragazzina di dodici anni che fa un pupazzo di neve in cantina con il suo amico ebreo, che legge un libro ad alta voce ai suoi compaesani rinchiusi nel rifugio antiaereo per distrarli dalla paura, è la Germania di un bambino di neanche dieci anni che corre nel campo di atletica dopo essersi dipinto di nero col carbone perché nella sua testa vuole essere come il campione olimpico Jesse Owens, è la Germania di un uomo che pur non avendo da mangiare accetta di dipingere di nero i tetti dei suoi vicini per evitare che vengano presi di mira dai bombardamenti. 
È una Germania, questa, che scalda il cuore, che mostra in parte anche l'altro lato della medaglia, quello della gente comune, quello delle persone innocenti che in questa guerra ci sono state trascinate, che non hanno chiesto la fame, né la morte, né i bombardamenti; per questo l'ho apprezzato tantissimo.
Altra nota estremamente positiva riguarda lo stile, ho adorato l'escamotage adottato dall'autore che sceglie di scrivere il romanzo come se a parlare fosse la morte; d'altra parte chi meglio di lei può raccontare una storia come quella di Liesel? Che parla sì di vita e di speranza, ma anche di morte, disperazione e solitudine. Il libro è diviso tra capitoli in cui la Morte ci racconta la storia di Liesel, tratta da un piccolo quaderno, un libriccino che la bambina stessa ha scritto durante gli anni che vanno dal '39 al '42, e altri in cui il nostro narratore onniscente ci racconta di com'era il mondo in quel periodo, ci parla del suo "lavoro" e di tutte le anime che è stata costretta a portare con sé. Uno stile, quello di Zusak, a dir poco eccezionale, coinvolgente e mai noioso; scegliendo un narratore il suo correva il rischio di cadere nella banalità o di risultare troppo incredibile, ma è invece riuscito a creare una storia scorrevole e accattivante, che ti fa arrivare in lacrime alla fine e che non ti basta. Non so voi, ma io avrei voluto che questo libro continuasse ancora e ancora, cosa succederà dopo? E dopo ancora? E tra dieci anni?

La bambina che salvava i libri è un romanzo che rimane nel cuore, che ci entra piano, piano, senza spingere, senza far rumore e ci rimane, perché non è possibile non amare Liesel, non desiderare con lei, non amare con lei, non piangere con lei. Soprattutto per noi lettori questo libro è prezioso perché ci ricorda quel tempo in cui ci bastava così poco per essere felici, avere tre libri era già essere ricchi, averne dieci voleva dire essere quasi un pascià. Ci ricorda l'amore per le piccole cose, l'importanza del legame che può venirsi a creare tra un romanzo e chi lo legge e ci ricorda, soprattutto, l'importanza delle parole: che possono plasmare la realtà, che hanno un peso che non va mai dimenticato, che a volte possono salvare una vita.
Per me questo libro si merita un voto pieno, perché in fondo è quello che ha dato a me: il massimo.








Per chi non lo sapesse, l'anno prossimo è prevista l'uscita di un film ispirato a questo romanzo, apparentemente sarà bellissimo, i trailer sono entrambi accattivanti e per quanto mi riguarda estremamente soddisfacenti, staremo a vedere cosa ci aspetta.



MJ





You Might Also Like

6 commenti

  1. Che bella recensione, è da tempo che voglio leggere The book Thief appunto "La ladra di libri" come dici tu, ho sentito sempre recensioni molto positive al riguardo, non sapevo fosse prevista l'uscita del film, allora devo affrettarmi a leggerlo al più presto! (preparando i fazzoletti..)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Leggilo assolutamente è meraviglioso, se i trailer possono aiutarti eccoteli (sono da lasciare senza fiato):
      Uno http://www.youtube.com/watch?v=6dRuGwS1gWU
      e due: http://www.youtube.com/watch?v=92EBSmxinus
      Io mi commuovo e mi esalto anche solo a guardarli!

      Elimina
  2. L'ho comprato da poco e l'imminente uscita del film non mi fa stare nella pelle! Sono troppo curiosa!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Inizialo, inizialo, prometto che non ti deluderà!

      Elimina
    2. Promesso? Se no poi ti vengo a cercare xD

      Elimina
  3. E' un bel po' che voglio leggere questo libro e non riesco mai a decidermi e a comprarlo!
    Bella recensione, comunque! Se non avessi avuto già di mio l'intenzione di prenderlo, mi avresti certamente convinta :)

    RispondiElimina

E tu che ne pensi?

Follow the yellow brick road

Like us on Facebook

Flickr Images