Oscar e la dama in rosa

15:53

Preparate i fazzoletti, ce ne sarà bisogno.
Sì, sono sempre io, quella dei libri allegri e facili.
Ci si potrebbe aprire una rubrica separata...




Titolo: Oscar e la dama in rosa
Titolo originale: Oscar et la dame rose
Autore: Eric-Emmanuel Schmidt
Casa Editrice: BUR - Biblioteca universale Rizzoli
Pagine: 90
ISBN: 978-8817005432
Prezzo: 7,00 euro
Trama: "Oscar è un bambino di dieci anni. È malato, e i medici non riusciranno a salvarlo. In ospedale, riceve le visite di un'anziana signora, Nonna Rosa, che stringe con lui un formidabile legame d'affetto e lo invita a fare un gioco: fingere che ogni giorno duri dieci anni, e scrivere ogni giorno una lettera a Dio in cui raccontare le avventure e le esperienze di dieci anni, così come le fantasie e le paure, i rapporti con i genitori e i medici, l'amore per Peggy Blue, una bambina ricoverata nello stesso ospedale. Questo piccolo libro è composto da dodici lettere, dodici giorni in cui si concentra la vita di Oscar, giorni scapestrati e poetici, pieni di personaggi buffi e commoventi."


In realtà non c'è molto da dire riguardo un libro del genere, perché é talmente semplice e al tempo stesso talmente complesso da non poter essere recensito in maniera appropriata.
É un libro che tratta di argomenti così profondi e toccanti - la malattia terminale di un bambino, il dolore della sua famiglia, l'incapacità di accettare la situazione - che una qualsiasi recensione "impersonale", e quindi una recensione in senso stretto, gli mancherebbe quasi di rispetto, per non parlare del fatto che non gli renderebbe abbastanza giustizia.

Quindi ho deciso che vi parlerò semplicemente di quello che ho provato e proverete. Ignorerò lo stile di scrittura, la composizione, la facilità di lettura o meno, la scorrevolezza del testo… ignoriamo tutti questi aspetti tecnici, e concentriamoci su ciò che questo libro provoca.

Ovviamente è un libro triste, e altrettanto ovviamente vi farà venire l'occhio lucido o versare una lacrimuccia - io piansi, ma proprio male, ma io non faccio testo in questi momenti! 
É un libro che mette una sottile ansia, che vi farà innervosire, che vi farà arrabbiare, che vi indignerà, perché sapete perfettamente cosa succederà alla fine del libro e non volete né potete accettare che un bambino muoia. 
Probabilmente vi farà riflettere su molte cose - probabilmente era questa l'intenzione di Schmidt, che non è nuovo a questo tipo di libri molto impegnati, ma in maniera lieve, delicata, senza retoriche pesanti.
Al tempo stesso è però un libro allegro, perché la malattia è vista attraverso gli occhi del bambino protagonista, Oscar, un bambino che sa che sta per morire, e che per questo vuole vivere al meglio il poco tempo che gli rimane, un bambino infuriato con l'ipocrisia di chi gli sta attorno, un bambino che vuole sapere come stanno davvero le cose, che combatte per ottenere tutto quello che può nel poco tempo che gli rimane. Oscar sta morendo, è vero, ma ci tiene a far sapere che è ancora vivo, che ha ancora una dignità e dei diritti: certo, sono cose che un ragazzino di 10 anni non può capire, lui reagisce così per istinto, ma noi, che siamo ben più grandicelli, capiamo che nella sua "ribellione" contro chi non gli vuole dire come stanno le cose c'è molta più onesta e franchezza che nell'atteggiamento degli adutli che gli stanno attorno. Ancora bambino, nella sua ingenuità Oscar preferisce sapere tutto, affrontare il dolore, e non capisce perché gli adulti soffrano così tanto. Senza saperlo, Oscar è fiero, coraggioso, un piccolo eroe.
Fortunatamente, in questa sua ricerca della vita e di ciò che può fare conterà su una meravigliosa alleata, Nonna Rosa, e su tanti altri piccoli inconsapevoli alleati, gli altri bambini dell'ospedale, che vi apriranno gli occhi sul mondo dei reparti infantili all'ospedale che, nella tragedia, sanno essere anche luoghi colorati, normali, in cui piccoli amori e rivalità si scontrano. 

Qui chiudo, o mi commuovo ex novo.
Una recensione piccolina, per un libro piccolino, ma dal grande messaggio.
Io ve lo lascio qui, sperando che lo troviate in biblioteca o in qualche mercatino - ho fatto una fatica a trovarlo…!


Cinque dinosauri felici e commossi. Leggetelo, ne vale davvero la pena.


Leggerlo sì: perché fa davvero riflettere sul senso della vita - e no, questo non è un semplice cliché.

Leggerlo no: perché fa davvero riflettere sul senso della vita, sottolineando e trattando argomenti che a nessuno fa mai piacere affrontare nella vita reale, figuriamoci in un libro.

Leggerlo bonus: Nonna Rosa. Ucciderei per avere un'infermiera del genere in caso di necessità!

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2 commenti

  1. Solo a pensarci ho gli occhi lucidi! :') spero mi capiti di leggerlo prima o poi!

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  2. io l'ho letto è molto bello

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