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Trespassers on the Roof of the World

13:44

-- Hopkirk va in vacanza e ci porta in Tibet --

E così ho deciso di recensire ogni singolo libro che leggerò quest'anno, per variate ragioni:
  1. darvi il tormento, essenzialmente;
  2. dare un ordine alla mia vita - e alla mia libreria;
  3. ricordarmi come si scrive in italiano, considerato che vivo in un mondo di libri, appunti e papers in inglese;
  4. mostrare al mondo - cioè a voi, cari e fedeli lettori - i miei bambini preferiti;
  5. ricordarmi che c'è qualcosa oltre l'università e gli esami - e andiamo!

Quindi orsù, iniziamo!
Il primo libro finito quest'anno - dove con finito è da intendersi "L'ho iniziato il primo gennaio e il due alle tre del mattino quasi era finito" - è un'opera dell'immancabile Peter Hopkirk, Mio Unico Maestro, tanto per cominciare l'anno con qualcosa di leggere, poco impegnato e soprattutto fictional. Come no.




Titolo: Alla conquista di Lhasa
Titolo originale: Trespassers on the Roof of the World
Autore: Peter Hopkirk
Casa Editrice: Adelphi
Pagine: 378
ISBN: 9788845923081 
Prezzo: 24,00 euro
Trama: Messi uno vicino all’altro, i titoli di Peter Hopkirk hanno qualcosa di inquietante. Il suo libro più noto, Il Grande Gioco, raccontava come le regioni dell’Asia centrale siano da due secoli la zona strategicamente più calda del pianeta – e lo faceva mentre gli occhi di tutti rimanevano voltati altrove. Quando invece, nel 1982, uscì Alla conquista di Lhasa, molti trovarono a dir poco entusiasmante la rievocazione della corsa, tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, per la conquista di quello che ancora era, nell’immaginazione popolare, il Paradiso Perduto: il Tibet. In effetti le imprese di personaggi come Annie Royle Taylor – che nel 1892 abbandonò l’East End per i sentieri himalayani, arrivando, con la sua carovana, a un passo da Lhasa – o Maurice Wilson – fermato dalle autorità inglesi in India mentre stava per realizzare l’ultima fase del suo piano, cioè schiantarsi con un biplano Gipsy Moth alle falde dell’Everest per poi proseguire fino alla vetta e innalzarvi la bandiera britannica – restano nella memoria. Ma c’è di più: nel racconto di Hopkirk sembra aleggiare la credenza antichissima secondo la quale chi conquista il Tibet conquista, semplicemente, il mondo – e si ha così la strana sensazione che le ossessioni e le avventure di singoli così come le mire di immani Stati (la Cina di oggi, ad esempio) verso quei luoghi abbiano un’origine potente e arcana.

Come il buon Hopkirk ci ha ormai insegnato, questo non è un romanzo, bensì un libro di storia - di più, è un libro di storia relativo a viaggi, esplorazioni, e scoperte, che si discosta dal Grande Gioco per la componente mistica che certi capitoli del libro tendono ad assumere, dovendo trattare di esploratori cristiani che affrontarono il duro Tibet per ragioni evangeliche.

Perché Alla conquista di Lhasa parla anche di loro. Alla conquista di Lhasa parla di tutti quegli uomini e quelle donne - pazzi, geni, coraggiosi, irresponsabili, credenti, atei, soldati, privati cittadini - che decisero di affrontare le montagne più dure del mondo per andare alla scoperta di quell'ultima capitale, l'immortale e misteriosa Lhasa, e per rivelarne i segreti, spesso senza sapere, o ignorando, o sottovalutando, a quali insidie e pericoli andavano incontro.

Ogni capitolo di questo libro è dedicato ad una storia diversa, ad una persona, un uomo, una donna, o ad una coppia, o ad un gruppo di soldati inglesi che, nell'ottica del Grande Gioco tra Impero britannico e Impero russo, dovevano per forza di cose raggiungere Lhasa e aprire i canali diplomatici.
Sono capitoli che vi coinvolgeranno e vi faranno riflettere, pagine che vi porteranno alla scoperta del Tibet nei suoi più reconditi aspetti - e sentirete il gelo del vento himalayano e tratterete il fiato con il pubblico inglese durante le prime scalate all'Everest - e che forse vi faranno venire voglia di visitare questo angolo di mondo ancora relativamente segreto.

L'aspetto più "facile" di questo libro è, indubbiamente, il fatto che negli ultimi capitoli arriva a toccare dei decenni più vicini a noi, senza fermarsi all'inizio del secolo o alla prima guerra mondiale come tendono a fare tutti gli altri libri di Hopkirk: questo volume arriva a trattare fino e oltre l'invasione cinese del 1959, ricollegandosi ad una tematica che ultimamente sole comparire nelle nostre televisioni, cioè la questione tibetana. É un'ottima motivazione per leggere questo libro, fidatevi, poiché vi permetterà di affrontare tutti gli altri temi trattati in un'ottica più moderna e contemporanea rispetto agli altri volumi.

Enjoy, folks!


Tre dinosauretti (e mezzo) perché è sì un gran bel libro, ma, a mio parere,
non il migliore di Hopkirk.
Ciò non toglie che dobbiate leggerlo!

Leggerlo sì: perché la storia del Tibet, della cultura buddista, o, in generale, di viaggi e scoperte vi affascina ed è pane per i vostri denti, anche considerato che ormai certe esplorazioni non si possono più fare - procate a dire a vostra madre che domani partite per il Tibet in cerca di Gloria e Onore, e poi vediamo cosa vi risponde.

Leggerlo no: perché la storia del Tibet, della cultura buddista, o, in generale, di viaggi e scoperte non vi interessa assolutamente, perché Hopkirk lo trovate noioso (blasfemi), perché ad un libro di storia preferiti un bel romanzo giallo o un thriller (avete la vostra parte di ragione, indubbiamente).
O perché di Gloria e Onore vi bastano quelli di Mulan.

Leggerlo sì-bonus: perché sono riuscita a farvi innamorare di Hopkirk e volete lasciarmi una contro-recensione tra i commenti. Ma come siete gentili.

Babbling With Vera

It Gets Better, di come le cose cambiano e cambino in meglio.

21:00

It Gets Better
Le Cose Cambiano
Curato da Dan Savage e Terry Miller
338 pagine
9780452297616
Plume Books
Gennaio 2012
Voto: 5/5
 
It Gets Better (Dan Savage, Terry Miller).

Nel 2010 si tolgono la vita Justin Aaberg e Billy Lucas (ricordare i nomi è importante), decidono di suicidarsi perché omosessuali. Dan Savage, scrittore, ha una rubrica su Internazionale, alla notizia decide di fare qualcosa e chiede aiuto ad un'amica regista per creare un video che riprenda lui e suo marito, Terry Miller, per poi pubblicarlo su YouTube. Il contenuto di questo video?
Il leit-motif è indubbiamente il bullismo generato da discriminazione per l'orientamento sessuale, ma non si ferma a questo: è un messaggio di speranza, diretto ad ogni persona vittima di bullismo, di ogni livello ed intensità. Alle voci di Dan e Terry se ne sono aggiunte migliaia, la risposta del web è stata immediata e, come spesso accade, immensa. Così nasce il It Gets Better Project.
Le Cose Cambiano è il titolo italiano dell'opera, pubblicata dalla meravigliosa ISBN Edizioni, che include alcuni estratti in più rispetto all'originale pubblicato dalla Plume, particolarmente interessante tra questi extra è quello di Vittorio Lingiardi, all'immediato inizio dell'opera. La decisione di pubblicare il libro in Italia riceverà sempre il mio più grande plauso perché, come detto nella nota all'edizione italiana, "essere ragazzi omosessuali e transessuali in Italia non è per niente facile", ed ogni azione aiuta.
L'impatto di questo progetto è stato tale da aver spinto lo stesso presidente degli Stati Uniti, Obama, a unire la sua voce a quelle di tutti gli altri, per dire che le cose cambiano, le cose migliorano.
E non è stato il solo a volerlo fare, a volersi unire a tutti quelli che già stavo urlando che ragazzi non siete soli, siamo qui e stiamo facendo il possibile per tutti voi, resistete, vi preghiamo, resistete: ne vale la pena.
Ho amato tutto di questo libro: l'idea alla base, la realizzazione, l'intensità e soprattutto la disperazione. Il disperato desiderio di aiutare, di far capire che it does get better, le cose cambiano davvero e cambiano per il meglio.  

Questo libro mi ha indubbiamente toccato nel profondo, non solo perché odio i bulli in ogni forma e genere, e non solo perché tocca finalmente il tema del bullismo causato da orientamento sessuale ma perché tocca il tema dell'universalità della vita umana: ogni vita che viene sottratta è una vita, unica e preziosa, e ogni vita è degna di essere salvata.
E' un messaggio che risuona con una me molto più giovane e molto più incasinata, è un messaggio che potrete trovare in ogni letteratura prima o poi. Io l'ho trovato per la prima volta in Per Chi Suona La Campana di Hemingway, o meglio, nella poesia di Donne:
Nessun uomo è un'Isola,
intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del Continente,
una parte della Terra.
Se una Zolla viene portata via dall'onda del Mare,
la Terra ne è diminuita,
come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
o una Magione amica o la tua stessa Casa.
Ogni morte d'uomo mi diminusce,
perchè io partecipo all'Umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana:
Essa suona per te.
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-4783>
e successivamente in Così Parlò Zarathustra di Nietzsche:
Sì, io conosco il tuo pericolo. Ma per il mio amore e per la mia speranza ti scongiuro: non gettar via il tuo amore e la tua speranza.
Trovo questo libro non solo un'ottima opera letteraria e un incredibile aiuto per ogni ragazzo che si trovi ad affrontare situazioni di bullismo, in particolar modo se LGBT, la trovo un'opera che tutti dovremmo leggere perché è vero che li pregherò sempre di resistere, ma non dovrebbero essere messi nella condizione di doverlo fare a prescindere, hanno il diritto di non dover difendere la loro esistenza con le unghie e con i denti e i primi a poter far cambiare le cose siamo noi.


http://www.itgetsbetter.org/

http://lecosecambiano.org/

Off I go.

OCD

OCD Challenge - Progressi di Gennaio.

23:10

Avevo promesso che il post dei progressi sarebbe uscito il 10, e quindi eccolo. Lasciamo però stare l'orario che è incivile. Lo so.


Circa un mese fa ho dato vita a una sfida di lettura con lo scopo di leggere quanti più libri possibili tra quelli già presenti nella mia libreria, l'ho chiamata BOOKS OCD Challenge, qualcuno ha deciso di accompagnarmi nella challenge ed eccoci qua ad un mese di distanza a verificare i nostri progressi. Le iscrizioni sono aperte fino a fine Febbraio e la Challenge dura fino alla fine del 2014: iscriviti qui.
Premetto che non ci sono i progressi di tutti in questo post, perché molto di voi non hanno aggiornato l'elenco con i libri letti, ma non preoccupatevi, vi inserirò nel post di Marzo, voi però ricordatevi di aggiornare l'elenco.

Ecco, dunque a un mese di distanza, come siamo messi:

Raffaella
Libri totali: 106
Progressi: 11
Punteggio: 23

Mel/The Bookshelf
Libri totali: 135
Progressi: 13
Punteggio: 22

Alexiel Mihawk
Libri totali: 161
Progressi: 8
Punteggio: 11


Darkrin:
Libri totali: 96
Progressi: 4
Punteggio: 5

CRAZY GIO
Libri totali: 113
Progressi: 3
Punteggio: 5

Alexluna:
Libri Totali: 102
Progressi: 4
Punteggio: 4

Polly Polando
Libri totali: 51
Progressi: 4
Punteggio: 4

Ulissae 
Libri Totali: 48
Progressi: 1
Punteggio: 1


Se siete partecipanti che non ho inserito e volete comunicarmi nei commenti cosa avete letto, editerò il post aggiungendovi.
Per il resto bravissimi, ci stiamo impegnando un sacco con le letture, prevedo un anno davvero proficuo! 
Buone letture a tutti!


MJ


Top Ten Tuesday

Top Ten Tuesday #5 Top Ten Books I Can't Believe I've Never Read

15:00


Oggi è martedì, è martedì - come oramai sappiamo tutti - è giornata di TopTen. La top di oggi è relativa hai libri che non posso credere di non avere mai letto. Avete presente tutte quelle volte che siete passati di fianco ad un romanzo dicendo: Oh, devo averlo, devo leggerlo assolutamente! Ecco, la classifica di oggi vi presenta i dieci libri con cui lo dico S E M P R E. 


Books I Can't Believe I've Never Read
 
Il grande Gatsby, di Francis Scott Fitzgerlad. Hanno fatto in tempo a fare un film con Di Caprio e sono pure riuscita a non vederlo. Uno dei classici più famosi di sempre. Davvero non so perché ancora non lo abbia letto.
Lolita, di Vladimir Nabokov. Non posso credere di non averlo ancora letto, anche se ammetto che ho sempre paura di iniziarlo perché ho un po' il sospetto che mi potrebbe deludere.
Io, Robot, di Isaac Asimov. Robot, Asimov, fantascienza, cosa voglio di più dalla vita? Davvero. Perché non l'ho ancora letto? Perché? Cosa c'è che non va in me?
Ernest Hemingway. Metto lui direttamemente perché non ho mai letto assolutamente niente di suo, non posso nemmeno dire che non ho suoi libri in casa perché ne ho almeno cinque o sei. Credo di non averlo mai letto perché provo una sorta di irritazione nei suoi confronti, anche se non so bene cosa la provochi.
Il signore delle mosche, di William Golding. Questo è nella lista da un po', soprattutto da quando ho deciso di approfondire il genere distopico. La cosa più divertente è che si trova nella libreria dei miei genitori più o meno da quando sono nata. E non l'ho mai letto. Seriamente.
Un albero cresce a Brooklyn, di Betty Smith. Non ho idea di quale sia la trama di questo libro e non ho idea del perché sia così offesa con me stessa per non averlo mai letto. So che è un classico e che conosco solo gente che lo ha amato. Sono un po' piccata perché vorrei amarlo anche io, ma giustappunto non l'ho ancora letto.
Il rosso e il nero, di Stendhal. Non ho scuse. Sono una becera. Non ho mai nemmeno avuto l'occasione di leggerlo a scuola, eppure ce l'ho a casa.
Il labirinto dei libri sognanti, di Walter Moers.  Qui non commento nemmeno, Moers è uno dei miei autori preferiti E IO NON HO LETTO QUEL LIBRO. Sono ritardata o cosa?!
Inheritance, di Chritopher Paolini. L'ultimo libro del ciclo dell'Eredità, è in casa da una vita e ancora non l'ho preso in mano. E non è nemmeno la mole a spaventarmi, non so perché ancora non lo abbia letto. Dopo anni non ho idea di come finisca la saga. Sono davvero senza speranza.
Cuore d’Inchiostro, di Cornelia Funke. Muoio dalla voglia di leggerlo, mi sto trattenendo perché ancora non ho i libri successivi della serie e ho paura che appena lo avrò finito sentirò il bisogno di correre a comprarli. E ora non posso farlo.

Questa topten fa vergognare profondamente la lettrice e la fangirl che vivono in me. Ma spero di recuperarli quasi tutti quest'anno.




MJ




Carta rubata al camino

Carta rubata al camino 2: La caduta dei tre regni

18:30


«Voglio vedervi morto.»
«Io invece, principessa, voglio vedervi a cena.»

Rieccoci all'attesissimo appuntameto con la rubrica di libri brutti. 
"La rubrica nasce dal profondo del mio cuore che si è rotto dopo avere letto sta roba, si è rotto perché è stato brutalmente accoltellato dai plot hole, dai personaggi insipidi e dalla trama insensata. Come potrete intuire è una rubrica di schifezze, ovvero libri brutti. Ma così brutti che te li sogni di notte, quei libri che vorresti che non avessero mai scritto perché sono terrificanti e pensi che servano a una sola cosa: alimentare il camino nelle gelide serate invernali."
ATTENZIONE. QUESTA RUBRICA CONTIENE UN ALTO TASSO DI SPOILER.



Titolo: La caduta dei tre regni
Autore: Morgan Rhodes
Casa Editrice: Nord
Pagine: 393 pp.
Prezzo: 14,90 euro
ISBN: non ho intenzione di cercarlo
Trama:
In un mondo in decadenza e sul'orlo dell'abisso - flagellato da lunghi periodi di siccità e da inverni interminabili -, tre giovani sono destinati a incontrarsi e ad affrontare insieme epiche battaglie, intrighi di corte e tradimenti. Perché la guerra è alle porte, e il futuro dei tre regni è nelle loro mani. Regno di Auranos. L'erede al trono sta morendo. Sebbene il palazzo reale sia gremito di medici e guaritori giunti da ogni angolo del regno, nessuno è ancora riuscito a sconfiggere il male che l'affligge. Cleo però non vuole arrendersi e, pur di salvare la sorella, parte alla volta di Paelsia in cerca dell'ultima Guardiana, la maga che, secondo la leggenda, possiede delle erbe in grado di curare qualsiasi malattia. E non importa se, per trovarla, Cleo dovrà mettere a rischio la sua stessa vita... Regno di Paelsia. Si è trattato di un incidente: durante una rissa, un nobile di Auranos ha accoltellato un giovane di Paelsia. Ma per Jonas, che ha visto il fratello spirare davanti ai propri occhi, rappresenta l'ennesima umiliazione. Per troppo tempo ha sopportato i soprusi perpetrati contro la sua gente. E giunto il tempo di organizzare una ribellione. E non importa se, per riuscirci, Jonas dovrà stringere un'alleanza col diavolo, il temibile signore di Limeros... Regno di Limeros. Lo chiamano il Re del Sangue. È crudele, inflessibile, manipolatore. Eppure Magnus non credeva che, per ottenere la vittoria contro Auranos, suo padre fosse disposto a sacrificare persino la principessa Lucia.

 Di cosa parla davvero questo libro?
 Cleo è la stupida principessa di Auranos, il suo quasi fidanzato spocchioso, Aron, in Palesia per comprare del vino, ammazza il figlio di un vinaio durante una lite. Il fratello del morto, Jonas, uno sbarellato senza arte ne parte, giura vendetta. Limeros si fa i cazzi suoi. Cleo non vuole sposare lo spocchioso, ma non può dirlo al padre perché Aron conosce il di lei più grande segreto: non è più vergine. Dopo una sbronza fotonica la principessa e lo spocchioso hanno fatto sesso, quindi è meglio che stia zitta e accetti il fidanzamento visto che ha pensato bene di regalarla via. A Limeros il principe Magnus si fa le pare mentali perché è innamorato di sua sorella, gli altri si fanno i cazzi loro. Il capo di Palesia và a Limeros a chiedere un'alleanza contro Auranos, il re accetta e per dimostrare la sua buona volontà ammazza il suo figlio bastardo come sacrificio. Chiaro. Chi non lo farebbe per un completo estraneo le cui forze militari sono talmente irrisorie che non riuscirebbero nemmeno a sfondare una porta dell'Ikea!? Magnus  è preoccupato perché sua sorella Lucia non gliela dà manifesta dei poteri magici. Questa cosa non è normale per una serie di menate che non sto a dirvi qua, concentriamoci sulla trama. Jonas è tutto felice perché ha conosciuto il capo Palesiano e ora sa che stanno per fare la guerra ai puzzoni di Auranos, nel frattempo l'astuta Cleo torna in Palesia (come se non fosse già abbastanza odiata per quello che ha fatto Aron) per cercare dei semi magici che serviranno a guarire sua sorella... Chiaro. Ovvio. Perché non ci ho pensato io? Viene catturata da Jonas, ma la sua guardia del corpo la libera. Si innamorano in mezza pagina. Arriva Magnus, uccide la guardia, arriva un tizio pesta Magnu. Tizio e Cleo tornano ad Auranos. Non fa una grinza... Fatto sta che alla fin della fiera l'esercito unito di Palesia e Limeros attacca Auranos. Durante l'assedio la sorella di Cleo muore per la "malattia", il re cattivo ammazza il capo dei villici dei Palesiani, usa la magia di Lucia per conquistare Auranos e si scopre che Lucia non è davvero sua figlia, ma è stata adottata. Tanto a Magnus non la dà lo stesso. Il libri si chiude con la frase che vedete in cima al post (più o meno).


Il camino protesta perché...  
Prima di tutto parlerò dell'inconsistenza della mitologia di Mytica (oh, sì, il nome del mondo è così originale che quasi ci resto secca). Praticamente, ci sono due divinità che si contengono i regni: Cleiona e Valoria, in realtà due ladrone abusive che hanno rubato il potere alla sorella sfigata. Ora nel Santuario degli osservatorisemidivinitàstapippa sono tutti alla ricerca dei catalizzatori nascosti dal fidanzato della sorella sfigata, che dovrebbero servire a recuperare la magia che le due divinità farlocche hanno in qualche modo sottratto. Seriamente. Questa cosa non ha nessun senso, mi sono anche riletta più volte il passaggio in cui lo spiega e davvero no, non ha senso. Ma non importa, questa è solo la base della storia che importanza volete che abbia? Passiamo a qualcosa di un po' più pregnante.
I personaggi. Vorrei raccontare quanto questi personaggi siamo epici e strafighi e un sacco appassionanti, ma non accadrà nulla di tutto ciò e finirò col parlarvi della shabbiness dei protagonisti e dei comprimari. Insipidi, mal caratterizzati e insopportabili. I protagonisti del romanzo sono tre: la principessa Cleiona di Auranos, il principe Magnus di Limeros e Jonas il villico di Palesia.
Partiamo da Cleo, vi va? Abbreviativo di Cleiona, nonché principale personaggio femminile del romanzo, Cleo è stupida, maleducata, manipolabile, credulona, ingenua, presuntuosa, superficiale ed egoista. Insomma, così "realistica" che vorresti prenderla a ceffoni dal mattino alla sera. Passa tipo otto ore a dirti: Aron mi sta sulle palle, ma lui sa il mio segreto, ma io lo odio, ma sa il mio segreto, ma mi sta sulle pelotas, ma potrebbe dire a qualcuno il mio segreto. GRAZIE. HO CAPITO. ORA DIMMI QUALE CASPITA È QUESTO SEGRETO. 
Cliffhanger.
Cliffhanger.
Cliffhanger.
Non sono vergine. Grazie autrice. Non me lo sarei mai aspettata, questa protagonista non ha lo spessore di un personaggio un po' facile di Gossip Girl, nooo. Possiamo anche parlare della velocità con cui lei e la sua guardia del corpo Theon si innamorano, in tipo dieci pagine. Cose che prima sei lì che leggi di Cleo che fa quello che le pare anche se le dicono di non farlo, e poi ti ritrovi sto pirla che le dichiara amore eterno e poi muore. Guarda le tue doti di scrittrice mi lasciano senza fiato. 
No, davvero.
Soffoco.
Passiamo a shabby Jonas, che vuole vendicare il fratello ma non sa come fare. Prima decide che deve vendicarsi della principessa, perché il di lei moroso ha ucciso il fratello - guarda che anche se è chiaramente rincoglionita non c'è mica da uccidere anche lei, cosa sto leggendo? Spaco botilia, amazo familia?! - poi decide di vendicarsi in modo più subdolo: INVADIAMO AURANOS. Ovviamente. Qualsiasi contadino pezzente morto di fame ci sarebbe arrivato. Forse dovrei mezionare che l'80% delle persone che gli si avvicinano schiattano in malo modo, cambia bandiera ogni otto secondi e ha lo stesso carisma di uno stendipanni. Quasi mi sto innamorando.
Ultimo, ma in realtà unico personaggio decente, ecco Magnus, erede al trono di Limeros. Bel personaggio, affascinante, con una forte personalità e un carattere profondo e stranamente ben analizzato. Per quanto mi riguarda lo amo (e la frase "voglio vedervi a cena" è chiaramente sua), lo adoro e spero che nel seguito la sua evoluzione prosegua positivamente. Ha una sola pecca: è innamorato di sua sorella, Lucia. Lo so che non è davvero sua sorella e va bene, lo so che lei non se lo fila di striscio, ma davvero ad un certo punto è quasi ridicola l'ossessione che descrive l'autrice. Chi si mette a scrivere di incesto secondo me o ha dei problemi o semplicemente ha letto troppi harmony e non avendo né fratelli né sorelle non si rende conto di cosa stia scrivendo. 
Ora passiamo ai comprimari, già abbiamo visto che due su tre protagonisti mancano di una caratterizzazione, vediamo che problemi hanno gli altri.
Lucia, la sorella di Magnus. È lì, ma è come se non ci fosse, fa quello che le dicono gli altri e si limita a stare lì, si scopre che è una super strega, ma fondamentalmente ha lo spesso di una prugna secca. 
Il padre di Cleo, un sovrano giusto e buono, che ama alla follia le sue figlie. Così giusto e buono che tutti i Palesiani lo odiano perché li fa vivere in miseria e se ne stra sbatte della loro povertà, tanto anche se muoiono di fame sono dei plebei. Ama così tanto le sue figlie che non si accorge che la primogenita sta schiattando, né che la seconda preferirebbe tagliarsi le braccia che sposare Aron, anzi la conosce così bene che invece di impedirle di girare la lascia sotto una scora pressoché nulla stupendosi poi che sia scappata. Volevo dargli il premio: genitore dell'anno.
Ma se lo stava litigando con i genitori di Magnus. La regina è l'essere più frigido ed insensibile di sempre, ma il vero vincitore è "il re del sangue".
Adotta Lucia - dopo averne fatto uccidere la madre - perché sa che diventerà in grado di usare la magia, sfregia il figlio aprendogli la faccia e lasciandogli una cicatrice che al confronto Harlock è Miss Mondo 2013, usa l'infatuazione del figlio per la figlia per sfruttarlo a suo piacimento, ammazza il figli bastardo quando un tiziocaio gli chiede un sacrificio per provare la sua fiducia, quasi ammazza la figlia per farle compiere una magia di portata tale che gli permetta di conquistare Auranos. Davvero.
Ha vinto tutto.
Padre dell'anno. ALL THE AWARDS.
Ora che ho sottolineato la bellezza dei personaggi spenderò solo poche parole sulla trama. La cosa più irritante è che praticamente niente di ciò che è scritto nella quarta di copertina è vero, i personaggi si fanno la guerra tra loro e, sebbene si capisca che questo dovrebbe essre un romanzo introduttivo, non riesce ad introdurre il lettore nella storia come dovrebbe. Gli eventi si sussegguono uno dopo l'altro senza logica e senza contesto; l'evoluzione dei personaggi è improvvisa, immotivata e parecchio scontata. Non si capisce perché tutti si innamorino di Cleo alla velocità della luce né come mai i protagonisti siano sogetti a sbalzi di umore ed opinione così repentini.
Ho trovato il tutto parecchio fastidioso, perché va bene scrivere un romazo fantasy per la prima volta, ma questo non ti autorizza a prendere in giro il lettore, che non è stupido e si accorge subito quando i personaggi sono buttati lì.

Sembra quasi che l'autrice avesse fretta di anticipare tutti gli eventi, ha così presentato tutti i personaggi in un colpo solo, senza però saperli gestire; ha sentito il bisogno di accumulare eventi e storie che avrebbero da soli riempito seicendo pagine e non solo quattrocento.
La trama di base era originale ed interessante e ne sarebbe potuta uscire una quadrilogia interessante, ma viste le premesse sono abbastanza sicura che la serie rimarrà da me abbandonata. Non ho intenzione di spendere ulteriore denaro in una delusione simile.


L'unica cosa che posso salvare del romanzo (oltre l'idea di base) è la coppia che non esiste: ovvero l'OTP che la mia mente bacata ha creato: Magnus e Cleo. Non che lei si meriti uno strafigo come lui, ma insomma. Lui è messo maluccio. Poteva farsi qualunque figa ed è rimasto lì come un ebete perché sua sorella non gliela dava. Aiutiamolo a disciularsi con un OTP degno di nota.  
Quindi sappiate che: se siete shipper compulsive e non avete letto molto fantasy per adulti, allora questo libro sarà solo mediocre per voi.
Se invece amate il fantasy o leggete solo libri per adulti, sappiate che ora che è inverno e fa freddo questo libro è perfetto per il vostro camino, non sentite? Già lo sta chiamando.



Verdetto: grazie, ora le gambe del tavolo non ballano più.


Five quotes

Citazioni inutili da Slammed

21:00

So che ho già parlato del libro della Hoover e non voglio fare una seconda recensione, ma stasera ho voglia di dividere alcune cose che ho amato di questo libro e una che mi ha ucciso dal ridere.
Ecco alcune delle frasi che personalmente mi sono piaciute moltissimo perché definiscono la protagonista in modo un po' diverso dal solito, Lake è una persona normale, una ragazza esattamente come noi che pensa come noi. Ed è per questo che mi piacciono questi pezzi, una chiunque di noi lettrici avrebbe potuto pronunciare una frase del genere (ok, la seconda l'ho messa solo perché TIE' FEMMINISTE DI TUTTO IL MONDO)

«Texas?» rispondo, e mi chiedo perché ho dato un tono di domanda alla mia risposta. A dire il vero, mi chiedo anche perché mi prendo la briga di analizzare il tono della mia risposta. E perché sto analizzando il fatto di stare analizzando la mia risposta.

Mi sento un po' patetica – in fondo potrei benissimo farcela da sola. Invece non oppongo alcuna resistenza: sono regredita al livello della fanciulla-salvata-dal-principe-azzurro, per l'orrore delle femministe di tutto il mondo.

Quindi, queste prime due frasi sono qui per farvi capire che tipo è la protagonista e anche perché a me il suo senso dell'umorismo piace un sacco, passiamo oltre e arriviamo alla frase che secondo me dovrebbero studiarsi a memoria un bel po' di ragazze di oggi.

«Ci sono tre domande che una donna dovrebbe farsi prima di cominciare a fare sul serio con un uomo. E a tutt'e tre dovrebbe poter rispondere di sì. Se anche a una sola rispondi di no, meglio scappare a gambe levate.» […] «Ti tratta con rispetto sempre, in ogni situazione? Questa è la prima domanda. La seconda è: se tra vent'anni sarà esattamente la stessa persona che è adesso, lo sposeresti comunque? Infine, ti fa essere migliore? Se trovi un uomo che ti fa rispondere di sì a tutte e tre le domande, hai trovato un ragazzo d'oro.»

Questa terza frase è qui perché: PORCAVACCADONNE, davvero, queste sono domande che dovreste farvi. Soprattutto la prima. E lo ribadisco perché non è così scontato come sembra. Il rispetto in una relazione è fondamentale e non intendo solo dire che il vostro uomo non deve picchiarvi, ma anche che non deve insultarvi, né umiliarvi in nessun modo, né farvi sentire a disagio. Il rispetto ha molte forme e tutti dovrebbero riceverlo a 360°; anche le altre due domande sono sagge, ma chiaramente secondarie per una relazione a breve termine (oddio, se dovete avere una tresca con uno che vi fa diventare persone orribili lasciate perdere).
Amo questa frase perché è acqua fresca dopo anni passati a leggere di relazioni del cazzo, malsane e ridicole: pensiamo a Edward e Bella di Twilight, dove lui la osserva di notte quando dorme, di nascosto, come se fare lo stalker fosse una cosa di cui vantarsi; o alla relazione da fuori di testa tra i protagonisti di 50 Shades, il rispetto è fondamentale e non mi riferisco al tipo di sesso è chiaro; ancora potrei citare tutte le relazioni identiche dei romanzi young adult di oggi con uomini dispotici, maleducati e a tratti violenti con ragazze deficienti, goffe e apparentemente stupide. L'amore è un'altra cosa. E non dovrebbe essere mai stereotipato come perfetto l'uomo violento, aggressivo, maleducato, dispotico, volgare e irrispettoso. Svegliatevi un attimo.

Ora invece ridiamo.

«[...]È come se la morte fosse venuta e ci avesse mollato un pugno in faccia.» Eddie smette di guardare Will e si volta verso di me. «Non è stata la morte a prenderti a pugni, Lake. È stata la vita. La vita semplicemente succede. Anche la merda succede. E ne succede molta. A moltissima gente.»

La quarta citazione, invece, l'ho messa per due motivi: il primo è che mi piaceva, molto semplicemente, il secondo è che in questa frase c'è un errore di traduzione che vorrei segnalare. Non ho sottomano il testo inglese, ma posso immaginare che in lingua suoni più o meno così: Life just happens. Also, shit happens. It happens a lot. To a lot of people. Peccato che sia stato tradotto davvero molto letteralmente. Vi giuro che Eddie non dice: Anche la merda succede. L'autrice prima cerca di far capire che la vita è una successione di eventi incontrollabili, accadono e basta, e per renderlo stringato, come farebbe una diciottenne parlando, dice: La vita succede. E poi aggiunge shit happens, che però è un modo di dire e significa – in questo caso – le cose brutte succedono, non la merda succede. Significa appunto che la vita è piena di cose brutte che accadono e che non possiamo controllare, è un modo di dire quando si vuole consolare qualcuno: mi dispiace, ma le cose brutte accadono. Ecco, shit happens. Non La merda succede. E ogni volta che rileggo questa frase rido come una demente.
Non riesco nemmeno a prendermela con traduttore, sono troppo impegnata a tenermi la pancia dal ridere.


Sì, è una settimana che non posto nulla e dovevo riempire il vuoto abissale. Si vede tanto che non avevo voglia di scrivere un post serio?



MJ

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