Fleming - The Man who would be Bond

13:30

NdA: cercherò di non essere di parte e fallirò per l'ennesima volta. Almeno apprezzate la buona volontà e concedetemi qualche riga qui e lì per liberare la mia anima di fangirl innamorata.

INIZIAMO!



Iniziamo analizzando il cast principale, perché è da paura!

I'm Bond, James Bond.
I'm Fleming, Ian Fleming.

Ed effettivamente, il nostro protagonista potrebbe davvero presentarsi così, perché già del pilot si capisce perfettamente come Ian Fleming abbia plasmato il buon 007 a sua immagine e somiglianza, limitandosi "semplicemente" ad esagerare i tratti che avrebbero reso celebre la spia più famosa della storia della letteratura e del cinema - nel dettaglio, l'amore per le donne, l'alcol e il gioco. Chapeau.

Dominic Cooper fa un lavoro davvero buono nei panni di Fleming - se avete avuto modo di ammirarlo in The History Boys, sapete a cosa mi riferisco, se no, rimediate; sarà che il ruolo di sciupafemmine incallito e di rampollo fallito di buona famiglia gli viene tanto bene, sarà la perenne espressione strafottente che si incolla in volto per tutto il pilot, ma riesce a restituirci alla perfezione l'immagine di Ian Fleming, al secolo un uomo borioso e strafottente anche nei confronti dei suoi amici. Rings a bell, anyone?



A Lara Pulver, cui spetta il difficile ruolo di Main Love Interest di Fleming - ma, ovviamente, non l'unico, certi ruoli calzano davvero a pennello.
In Fleming, è Ann O'Neill, bellissima, annoiatissima ed austerissima moglie di un Lord mandato a combattere oltre manica la seconda guerra mondiale. Vi basti solo sapere che Lady O'Neill vede in Fleming una sfida, un enigma da decifrare, un puzzle, come lei stesso lo definisce - e che, giustamente, per Fleming lei non è solo una sfida, ma qualcosa di molto di più… insomma, già dalla prima puntata si capisce che voleranno scintille, e tante, perché questa plot-line "romantica" è assolutamente importante ai fini della comprensione della figura di Fleming!



Anche noto come "Il motivo per cui ho iniziato a guardare questa sere".

E poiché per un gran casinista come Ian Fleming serve una controparte più saggia e prudente, Samuel West iohounproblemaconquestuomo è il retro-ammiraglio John Henry Godfrey, l'uomo che ebbe da sopportare l'inventiva di Fleming per tutti gli anni della seconda guerra mondiale, e che ebbe come ricompensa il vedersi rappresentato nei libri di 007 come M, l'inflessibile capo di Bond, quello privo di sentimenti che lo manda sempre a rischiare il collo nelle missioni più difficili, rischiose e tendenzialmente piene di sovietici armati fino ai denti e con un fortissimo mal di stomaco.
L'ingresso in scena del retro-ammiraglio (come suona male in italiano!) è qualcosa di semplicemente perfetto da un punto di vista strettamente fotografico, una scena creata giusto per strizzare l'occhio ai colloqui cinematografici tra Bond e M. Ideona!



E poi c'è la sempre divina Anna Chancellor, indimenticata Lix Storm nel molto e sempre compianto The Hour, che qui ci tiene compagnia nei panni della segretaria personale del retro-ammiraglio (niente, questo titolo mi da da fare) Godfrey, a.k.a. il tenente Monday della Marina di Sua Maestà. a.k.a. metà della mia ship che non sarà mai se non nella mia testa amen.
Se Godfrey fu l'ispirazione per M, di certo avrete già capito che Monday divenne l'ispirazione per la più celebre delle segretarie, Miss Moneypenny - e la Chancellor è semplicemente magnifica a recitare queste scene con un tocco di flirt che, ancora, strizzano l'occhio a quello che sappiamo essere il rapporto complice tra Moneypenny e Bond tanto nei film quanto nei libri. 
Fortunatamente, stando alle parole della stessa Chancellor, è stata abbondantemente evitata la sub-plot romantica tra Fleming e Monday, che avrebbe notevolmente appesantito la trama dalla serie, già molto condensata di suo - ciò non toglie che vederli flirtare come se non ci fosse un domani è strepitoso!

Passiamo ora alla trama, cercando di evitare ogni sfumatura fangirlistica.
La trama di fondo, quella basilare che sottende tutti e quattro gli episodi, non si può certo dire che sia complessa. Da una parte abbiamo un giovane rampollo nobile e ricco, assolutamente incapace di prendersi una responsabilità e di portarla a termine, annoiato e più interessato agli esponenti del gentil sesso che a tutto quello che gli succede attorno - NdA, la Seconda Guerra Mondiale.
Dall'altra abbiamo la Marina di Sua Maestà Britannica, impegnata nella lotta contro i nazisti ed in evidente difficoltà, che decide di arruolare tra le sue file il giovane Fleming perché è giunta loro voce  - da Winston Churchill in persona - delle sue "particolari abilità" (dove con particolari abilità si intendano "strafottenza", "amore per il rischio", "abilità nel mentire facile", "conoscenza del tedesco", "assoluta mancanza di amore per le regole") - ergo, Fleming, perché non entra a far parte della nostra disastrata Naval Intelligence? Bellissimo, lei è così scapestrato che possiamo mandarla in giro a farsi ammazzare.
Aggiungete due love interests per il protagonista e una ship appena accennata sullo sfondo ma non importa, di cui uno affascinante e pericoloso e l'altro dolce e premuroso, plus la Secondo Guerra Mondiale sullo sfondo, con tutte le problematiche del caso e la necessità di sconfiggere i nazisti nel gioco dello spionaggio, e avrete la trama di questa troppo breve serie tv.

A conti fatti, non si tratta di una serie tv politicamente impegnata o particolarmente difficile: se si perde una battuta per distrazione, la trama si capisce comunque. Si tratta di un biopic dedicata all'uomo che, mettendo per iscritto le sue piccole manie ed idiosincrasie, creò uno dei personaggi letterari e in seguito cinematografici più amati di sempre: alla fine dei quattro episodi, tra momenti di tensione, battute, fangirlismo, e geniale trovate militari, avrete visto una serie interessante e originale, volta ad introdurvi al personaggio di Bond, James Bond se non l'avevate mai incontrato, o a presentarvi come e perché è nato dalla macchina da scrivere di Fleming, Ian Fleming.

Da spettatrice e fan di James Bond, a questa serie mi sento di dare un buon 8/10.
I due punti che mancano sono andati persi a causa, secondo me, dell'eccessiva brevità della serie stessa: con tutto il materiale interessante che avevano in mano, con tutta la Secondo Guerra Mondiale da poter sfruttare, l'impressione è che sia sia corsi un po' troppo, dedicando poco tempo ai singoli avvenimenti. Ciò non toglie che sia una serie molto piacevole, un must se amate le storie di spionaggio!

Chapeau a BBC America.



Quattro pecorelle felici.
Insisto sul fatto che sia stata una serie troppo corta
 per me c'era materiale per una serie da 7-9 episodi.
Per tutto il resto, masterpiece!


Guardarlo sì: perché amate Bond, James Bond come la sottoscritta, sapete a memoria film e libri, e volete vedere quanto Fleming somigliasse alla sua creatura.
Perché ammirate qualcuno del cast, e volete constatare come sia il suo nuovo lavoro con occhi a cuoricino e le coronarie pronte ad esplodere.

Guardarlo no: perché Bond, James Bond vi sta antipatico già da film e libri, figuriamoci scoprire che il suo creatore era davvero così! Mio Dio! E perché, essenzialmente, una mini-serie su delle spie durante la seconda guerra mondiale non vi interessa.

Guardarlo sì-bonus: per i costumi, le ambientazioni e la fotografica. A mio modesto parere - sono una spettatrice affascinata, non un'esperta del settore - è tutto reso molto bene, ed è una delizia per gli occhi.
Also, Samuel West.  

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2 commenti

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Quando pubblicherai un nuovo video su YouTube??Lo sto aspettando con ansia =)

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