Lauro

13:30

No, non ho dimenticato il progetto di recensire tutti i libri letti quest'anno.

Sì, lo lasciato perdere per un po' di tempo anche se, a conti fatti, nove mesi sono forse un po' troppi, ma faremo finta di niente. 
Voi farete finta di niente e io, da Birmingham [pronuncia inglese: ˈbɜrmɪŋəm, pronuncia locale: BEEEERMINGHEEEEM, molto veneziano. Infatti di canali ne hanno parecchi anche loro - ma questo ve lo racconto poi], prometto solennemente di non avere buone intenzioni e di recensire per davvero quanto letto finora, con calma ma con tenacia. 
Anche perché mi sono fatta una lista che è una meraviglia e sarebbe troppo un peccato sprecarla.
So, here we go!

Lauro

ovvero "Dalla Russia con (sfortunato) amore"


Titolo: Lauro
Titolo originale: Lavr
Autore: Evgenij Vodolazkin
Casa Editrice: Elliot
Data di uscita: 23 ottobre 2013
Pagine: 300
ISBN: 8861923666
Prezzo: 18,50
Trama: Nella Russia della metà del Quattrocento, il piccolo Arsenio, rimasto orfano, vive con il nonno e un lupo in un'izba in prossimità di un bosco e di un cimitero. Lì apprende dal vecchio i segreti delle erbe e di altri preparati medicinali, una conoscenza che ne farà in futuro un medico leggendario. Una volta adulto, però, viene segnato drammaticamente dalla morte per parto della donna amata, Ustina, alla quale non riesce a portare nessun aiuto. Disperato e in cerca di redenzione, il protagonista parte per un viaggio fatto di privazioni e sofferenze, durante il quale subisce numerose metamorfosi, cambia nome e si mette al servizio del popolo flagellato dalla grande peste, lasciando dietro di sé numerosi episodi di guarigioni miracolose. Ormai vecchio, riverito dalla gente e dalla Chiesa, ritorna nel suo villaggio con l'appellativo di Lauro, il "giusto", per affrontare quella che si rivelerà la sfida più difficile della sua esistenza.

Definito dalla critica internazionale "L'Umberto Eco russo", Evgenij Vodolazkin, filologo di Kiev, ci regala la storia incredibile e meravigliosa di un uomo che ha votato la sua vita al servizio del prossimo. "Lauro" è, infatti, un lungo poema in prosa sulla vita difficile e travagliata di un essere umano, attraversando felicità e dolore, amore e morte, arroganza e pentimento, per approdare felicemente nelle acque tranquille di quel porto che è la lista dei migliori libri dell'ultimo decennio.

Non sto scherzando. Lo stile con cui è scritto, la poesia e i sentimenti che le parole sotto i nostri occhi riescono a suscitare, le emozioni, alcune belle altre terribili, che si provano leggendo questo libro, tutto, e intendo proprio tutto, permettono a questo libro di entrare di diritto nella categoria "Capolavori", e permettono al suo autore di essere paragonato ai Grandi della scrittura russa.
Ha un che di "zivaghesco", quest'opera, non per la trama o per una qualche palese somiglianza tra le due storie, né per i finali completamenti diversi o per sviluppi simili, ma qualcosa nelle sue righe mi ricorda quella lieve sensazione di ansia e quella preoccupazione che provai leggendo "Il Dottor Zivago", come se, voltando ogni pagina, temessi il peggio per il protagonista. 

E sta qui il prego principale di quest'opera, sta nel saperci calare a fianco di Lauro in ogni momento della sua vita, come se fossimo presenti sul palcoscenico della sua esistenza e vivessimo con lui. Ed è questa caratteristica importante e particolare a rendere il libro quel piccolo capolavoro che è, perché in caso contrario sarebbe stato di una pesantezza insopportabile: l'autore, infatti, si dilunga in minuziose descrizioni sia degli ambienti che dei personaggi, così come racconta nei minimi dettagli le azioni delle creature che ha creato e che muove; ma, laddove in certi volumi questo risulta essere un grosso impedimento al piacere della lettura, qui ciò non accade, perché la bravura di Vodolazkin sta nel saper prendere per mano il lettore ed accompagnarlo tra le pagine come se fosse lui stesso, per mezzo del protagonista, a raccontarci di questa vita meravigliosa davanti alla stufa-forno che è la parte centrale dell'izba di Lauro e del nonno.

E, ancora, le dinamica familiari descritte con grazia e leggerezza, il cupo dolore del lutto, la voglia di espiare il peccato di arroganza che ***spoiler*** ha portato alla morte la giovane moglie, il rimorso, la pietà, il desiderio di ricordarla in tutte le azione rivolte verso il prossimo... e poi la religione, le tradizioni russe e la peste, la Gerusalemme terrestre e quella divina, i pellegrinaggi, l'Ortodossia e il Cattolicesimo, la Russa e l'Italia... tirando le somme, è una storia a più strati, per così dire, che si impernia sulla vita di un giovane curatore che deve redimere quello che ritiene essere il suo peccato, e da qui parte ad affrontare inaspettatamente temi molto più importanti e di ampio respiro, come a voler utilizzare la vita di Lauro come una metafora per la riscoperta di se stessi, della vita e della morte.

Come da tradizione, i libri che vi propongo sono sempre un po' particolari e forse impegnativi, ma vi posso assicurare che mi hanno lasciato ricordi ed emozioni indelebili! Un must read per quando avete del tempo da passare con una lettura quasi filosofica per affrontare al fianco di Lauro i grandi temi e le grandi sfide della vita. 

Quattro happy!sheep tokens per questo libro.
Leggetelo! Ma con moderazione, ché in certi punti fa salire
un groppo in gola davvero grosso.


Leggerlo sì:
 perché vi piacciono le riflessioni introspettive di un personaggio, le sfide personali, le lotte interiori contro i propri limiti.

Leggerlo no: perché la vita di un curatore nella Russia medievale non è pane per i vostri denti. E come darvi torto, è un libro tutto particolare.



Leggerlo bonus: per lo strepitoso spaccato che da della vita di tutti i giorni della Russia di metà Quattrocento, con  le sue sfide e le sue sorprese.

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