Halloween

Halloween must watch

17:30




Il 31 Ottobre è alle porte e qualcuno avrà sicuramente già iniziato il countdown, quindi è tempo di tirare le somme e organizzarsi!
Questa volta non vi parlerò di libri, ma di serie tv che si prestano a memorabili maratone telefilmiche Halloweeniane.
                                                      

Sleepy Hollow dovete conoscerlo. Insomma c'è il libro, c'è il film con Johnny Depp, e ora c'è lo show.
Parto subito col dirvi che gli effetti speciali meritano davvero tanto e considerato che non stiamo parlando di un film, la cosa è notevole.
Altri punti a favore sono il plot (Abby e Ichabod devono impedire che Moloch risorga) e i tecnicismi che a ogni puntata guidano il soprannaturale. Non ci sono falle e non ci sono meccanismi poco chiari, anzi, fanno di tutto per rendere i passaggi soprannaturali più comprensibili possibile. E poi Ichabod è interpretato da Tom Mison, quindi... andate e godetevi il suo humor da soldato confederato catapultato ai giorni nostri.
Penny Dreadful è un altro concentrato di letteratura e folclore che non potete perdervi. Se amate gli show in cui il plot ruota attorno a personaggi del calibro di Dorian Gray e del Dottor Frankenstein, e creature come licantropi e vampiri, allora questo è lo show che fa per voi. (Rigorosamente ambientato in epoca vittoriana.)
Il cast è di tutto rispetto, troviamo infatti volti famigliari come la bravissima Eva Green, Josh Hartnett, Billie Piper e Timothy Dalton. Quindi, capiamoci, il livello recitativo è altissimo.
(Inoltre possiamo goderci anche qualche guest appearance di Helen McCrory: mamma di Draco Malfoy in HP e zia Polly in Peaky Blinders.)
Salem, come già intuirete dal nome, è completamente incentrato sulle streghe.
I Puritani hanno iniziato la caccia grossa, ma le streghe si sono perfettamente integrate alla popolazione con lo scopo di prendere totale possesso del villaggio e eliminare il resto degli abitanti.
Trucco, parrucco, effetti speciali e ambientazione non hanno nulla da invidiare agli altri show citati nell'articolo, e altrettanto possiamo dire del cast. In questo caso non siamo di fronte ad una rosa di attori che salta subito all'occhio, ma l'interpretazione di ognuno di loro merita molto. Senza contare che possiamo bearci della vista di Shane West, e questo non è mai male.

Dracula è un'opzione che non mi sono sentita di escludere perché è... be', Dracula. Credo che questo show abbia dato il meglio di sé nella sua ultima puntata, ed è stato un peccato, perché non gli è valso il rinnovo alla seconda stagione.
Troppi tecnicismi su Dracula e le sue sperimentazioni, ma l'atmosfera generale vale sicuramente la nomination come possibile show da maratonare ad Halloween.
Jonathan Rhys Meyers è, come sempre, un piacere da guardare e dannatamente bravo, inoltre nel cast potrete trovare un altro volto famigliare, ovvero quello di Katie McGrath (Morgana in Merlin).






E per questa prima parte abbiamo concluso.
Se c'è qualche show che ancora non avete iniziato provate a dargli una possibilità, è il periodo adatto per farlo!

Celyan

libri

I Fiumi di Porpora

14:19


Per festeggiare il sole che oggi mi ha fatto dono della sua presenza e che mi consentirà di andare a fare la spesa senza sembrare un pulcino bagnato in 3... 2... 1..., oggi parliamo di un thriller francese che mi ha lasciata piacevolmente sorpresa, ma anche con una punta di terrore per gli aulici paesini francesi.

Iniziamo!

Titolo: I Fiumi di Porpora
Titolo originale: Les Rivières pourpres
Autore: Jean-Christophe Grangé
Casa Editrice: Garzanti
Collana: Gli Elefanti Besteseller
Data di uscita: 29 aprile 2010
Pagine: 385
ISBN: 978-8811679677
Prezzo: 10,90
Trama: Vicino a Grenoble viene rinvenuto un cadavere orrendamente mutilato. Nella vicina regione del Lot viene profanata la tomba di un bambino di dieci anni scomparso in circostanze misteriose. I due casi si intrecciano, e così anche i destini dei due poliziotti incaricati delle indagini, tra false piste, macabre scoperte, gelosie professionali e vendette famigliari, fino all'orrore che ha dato inizio alla carneficina: un delirio scientifico che aveva condotto a un folle e crudele esperimento genetico. Un thriller che trova il perfetto equilibrio tra azione e psicologia, intelligenza dell'intreccio e fascino dei paesaggi.

Ovvero: i francesi giocano a scrivere thriller come gli americani e ci riescono divinamente. Quasi.

Volevo iniziare questa recensione con un molto poco oggettivo: "OMMIODDIO MA QUANT'É BELLO QUESTO LIBRO", ma, mentre mi accingevo a farlo, mi sono resa conta che sì, è un bel libro, ma non è un gran bel libro o un capolavoro.
Ma cominciamo dagli aspetti positivi.

"I Fiumi di Porpora", caso editoriale francese del lontano settembre 1998 e vittima di un adattamento cinematografico da tagliare le mani al regista, è il classico caso di libro di cui hai sempre sentito parlare bene da chi è più grande di te, nel mio caso mia madre, il libro dal titolo intrigante, l'autore dal nome noto ma senza sapere perché, il libro che ti occhieggia dalla libreria con il suo nome familiare e che ti sussurro, piano piano poco poco come piace a noi (cit.), "Ehi, ehi, comprami".
E io lo comprai nella ora lontana e mai compianta Forlì, dove, invece di studiare per l'esame di Relazioni Internazionali del Medio Oriente, mi misi a leggere questo bel volume e lo finii in mezza giornata.
Ora, se una persona finisce un libro in mezza giornata, o questo è estremamente avvincente o è una boiata pazzesca (cit.). Fortunatamente, in questo caso abbiamo a che fare con qualcosa di avvincente.

L'amena provincia di Grenoble, dove il romanzo è ambientato.
No, poi non vi sembrerà più così amena.

 Per non parlare dei ghiacciai.


Dopo un inizio forse un po' pesante in cui Grangé introduce personaggi e ambientazioni per non doversi poi trovare a perdere il ritmo durante la parte più importante del libro, ecco che entriamo subito nel vivo dell'azione. Il commissario parigino Pierre Niémans, una personcina pacifica e ligia alle regole *risate registrate* viene allontanato da Parigi per motivi disciplinari e viene mandato nella provincia di Grenoble per indagare su un brutale crimine che ha sconvolto la pacifica vita di una cittadine universitaria - un omicidio apparentemente inspiegabile, sia per le modalità con cui è stato perpetrato, sia per il luogo in cui il cadavere è stato trovato. Tutto fa pensare ad un motivo estremamente personale, ad una vendetta.
Allo stesso tempo, nel Lot, il tenente Karim Abdouf, giovane arabo alle prese con il razzismo dei suoi colleghi e una propensione a seguire le regole pari che fa saltare i nervi a noi e al collega di cui sopra, si ostina ad indagare su un crimine che alla polizia locale non interessa granché: la profanazione della tomba di un bambino, un fatto che sembra invece scuotere la comunità interessata.

Inutile dire che le due storie, dopo aver corso parallelamente per una buona metà del libro, si intrecceranno per portare alla risoluzione del caso/dei casi, ma è il come ad essere maledettamente geniale. Il problema del libro è che oltre ad essere maledettamente geniale, il come è anche maledettamente improbabile.

Non è ovviamente mia intenzione svelarvi come finisce la storia, o il movente, o il colpevole, ma una cosa ci tengo metterla in chiaro: per i primi tre quarti di libro, "I Fiumi di Porpora" crea una tensione e un'aspettativa altissima, per usare il gergo odierno crea un hype altissimo, ci innervosisce e ci inquieta, sveglia in noi l'atavica paura della morte e dei cimiteri e della profanazione di quest'ultimo, solletica il morboso interesse umano per le tragedie altrui, specie quelle che coinvolgono bambini. É un libro forte, una costruzione che si fa beffe, in certi punti, del pudore e del rispetto.
Fin qui tutto bello, bellissimo, non fosse che l'aspettativa creata era forse un po' troppo alta, e che il finale, a mio parere, oltre che ad essere inverosimile per una delle modalità usate per l'inganno, è un po' troppo affrettato.

Insomma, sembra una di quelle puntata di "Doctor Who" scritte da Moffat, che dopo aver menato il can per l'aia con indizi e coincidenze per due stagioni intere, non conclude niente e ti lascia con più dubbi di prima. E io sono una grande fan del Doctor. Solo che Moffat a volte esagera e si perde sul finale.

Oppure uno di quei casi di "Detective Conan" che durano tre volumi del manga/undici episodi (É SUCCESSO), che ti mettono in corpo il terrore assoluto causa a) la silhouette dell'assassino con solo occhi assatanati e denti visibili e b) le modalità soprannaturali dell'omicidio, e poi ti smontano perché quella piattola che è Conan Edogawa ti fa capire che, pirla che sei, era tutto così ovvio.

E questo è esattamente quello che succede con questo libro, purtroppo. La caratterizzazione dei personaggi è perfette, la descrizione degli ameni paesaggi fa capire al volo che è tutto un po' troppo perfetto per essere reale, i caratteri diversi ma complementari dei due investigatori creano una coppia efficiente ma umana, con le sue debolezze; e, per una volta, la squadra investigativa è composta da un team capace, affiatato e simpatico. Fin qui, tutto bene, una gioia per il lettore di gialli e thriller, ultimamente troppo spesso alle prese con libri mediocri.

Eppure... eppure

Eppure arrivi alla svolta nel caso, arrivi a tirare le fila, vedi Niémans e Abdouf correre (in tutti i sensi) verso la soluzione, li vedi cadere (in tutti i sensi) e rialzarsi (idem), leggi del confronto finale, delle valide motivazione del colpevole, capisci come ha fatto e perché lo ha fatto, e la sua rabbia ti pare, se non giustificabile, almeno condivisibile, ma... MA NO.

NO, NON CI SIAMO. Alla fine del libro il lettore rimane lì, a rileggere l'ultima pagina, a vedere se per caso la sua sia un'edizione farlocca, rovinata, incompleta, senza l'ultimo capitolo, senza l'epilogo, perché deve esserci un epilogo, non può finire così. Finisce con un'immagine spettacolare, per carità, finisce come doveva finire visto il ritmo e lo stile del libro, ma manca qualcosa. Manca un'epilogo. Manca una vera resa dei conti con la giustizia, manca il confronto che la reazione di tutti gli interessati, manca la polizia, manca manca manca. 
Tutto quello che rimane alla fine del libro è un fastidioso senza di incompletezza, mentre il sole tra le montagne di Grenoble ti ferisce gli occhi, e tu rimani lì, un po' inebetito, cercando di capire se ti sia perso un particolare importante che spiegasse al 100% un finale del genere. Cercando il particolare che non c'è, e rimpiangendo il giusto finale per un libro del genere.

Per concludere: sì, "I Fiumi di Porpora" è proprio un bel libro, è scritto in maniera estremamente scorrevole e lo si legge con piacere. É il più classico dei libri avvincenti ma non impegnativi, il libro thriller che consigliereste alla figlia amante dei gialli. Ma non è "Il Nome della Rosa" o uno dei capolavori di Camilleri per intenderci. Non è un Ken Follett.
Di contro, come credo abbiate capito, preparatevi ad un senso di incompletezza in fondo allo stomaco una volta letta l'ultima pagina. Ma, ehi, tutto quello che succede prima vale un casino.

Tre happy!sheep tokens per questo volume.
Il finale, il finale, il finale...


Leggerlo sì: perché è un bel libro. Perché la trama regge, perché i personaggi sono credibili, perché provate piacere nel sentire un brivido d'inquietudine scendervi lungo la schiena davanti ad un thriller ben scritto. E perché siete un po' sadici, ammettetelo.

Leggerlo no: perché quando leggete un libro giallo volete la soluzione a tutti i costi, volete la vittoria della giustizia chiara e lampante. Perché i finali-non finali alla Doctor Who non vi piacciono granché, anzi, vi danno sui nervi.

Leggerlo sì bonus: perché è sempre un piacere vedere che anche gli europei sanno scrivere dei bei thriller.

Leggerlo sì ultrabonus: così potrete evitare l'orrida trasposizione cinematografica del 2000. E il suo seguito *eye-roll*. Oppure perché così potrete lamentarvi del film con cognizione di causa.
Ora, io adoro sia Vincent Cassel che Jean Reno, davvero.
Ma Vincent Cassel al posto dell'arabo Abdouf non mi è affatto andata giù. 

Leggerlo no bonus: perché tendenzialmente chi vi piace, muore. A me è successo anche qui. Ed è pure morto MALISSIMO.

W.W.W. Wednesday

W.W.W. Wednesday #10

18:00


E questa volta il w.w.w. Wednesday ve lo propongo io!
E' la prima volta, non ho ancora davvero iniziato e già mi sto divertendo. Ottimo! Quindi iniziamo a scavare liberamente tra le mie varie letture.

 What are you currently reading?

                          

La mano di Fatima è un convenientissimo acquisto bancarella dove, per tre euro, mi sono detta che valeva la pena provare a leggere Falcones. Il libro è ambientato nella Spagna del 1570, ai tempi della lotta tra cristiani e musulmani e ha come protagonista Hernando, (ragazzo nato da madre musulmana e padre cristiano) che dovrà lottare per... be', praticamente qualsiasi cosa. Per sua madre. Per la ragazza che ama. Per la sua gente. Per la sua fede. E per se stesso. Si, è un libro di un certo spessore, anche perché Falcones è stato molto accurato nella ricostruzione storica (parte che mi trova abbastanza ignorante) ma le vicissitudini di Hernando sono facili da seguire, probabilmente perché non ci sono parti del libro che spezzano l'atmosfera con lezioni di storia pesanti e dispersive. Per ora lo sto trovando piuttosto interessante e affatto faticoso da leggere, e considerato l'argomento direi che è già una vittoria.
Mentre La libreria dei nuovi inizi (di Banerjee Anjali) è una lettura decisamente più easy. In sostanza la protagonista, Jasmine, fresca di divorzio decide di andare a trovare sua zia Ruma e aiutarla nella gestione della libreria. Lì, ovviamente, incontrerà una serie di personaggi bizzarri, un altro uomo e tante stranezze. L'ho iniziato da poco, quindi non posso dirvi grandi cose, tranne che già dalle prime pagine si notano un po' i soliti cliché che ormai appartengono al genere "libri di librerie"... come il fatto che si trovi su una qualsiasi Pincopalla Island, che il/la protagonista sia emotivamente provato/a da una perdita/separazione, o che i libri sono magici perché si... però sembra lo stesso una lettura carina, quindi se siete in cerca di qualcosa di questo tipo provate a procurarvi il libro o l'ebook.


                             What did you recently finish reading?       
                                


La misura della felicità è un altro libro che si concentra sulla vita del libraio, ma qui non c'è nulla di mistico. Il libro della Zevin segue la vita di A.J Fikry, scorbutico libraio, vedovo, dell'unica libreria (indipendente) di Alice Island. La sua vita cambia quando qualcuno abbandona in libreria una bambina, Maya... E in sostanza questo è quanto posso dirvi della storia senza spoilerarvi quello che accade. So che è piaciuto a molte persone, ma con me il colpo di fulmine ha saltato un lettore. L'ho trovata una lettura carina... ma nulla più. Insomma, l'ho letto in ebook e non sento la minima necessità di procurarmi il cartaceo.
Divergent e Insurgent, invece, sono stati una piacevole scoperta.
La mia conoscenza del distopico era limitata a Hunger Games e, non so per quale motivo a dire il vero, mi ero fatta l'idea che questi due libri ne fossero una sorta di copia. Sbagliato. Ora, non sono dei capolavori e non posso spararvi frasi del tipo "amerete alla follia la protagonista", ma Veronica Roth si è inventata una realtà che merita di essere letta. Non mi dilungo oltre perché tanto, se siete interessate, trovate le recensioni dei due libri sul blog, curate dalla bravissima MJ.


What do you think you'll read next?

Ah.
I.Have.No.Idea.
No, sul serio, se c'è una cosa che sono pessima a fare (oltre a non sapere leggere troppi libri contemporaneamente se no mi viene l'ansia) è programmare le letture.
Forse Allegiant, così da chiudere la trilogia, ma per il resto deciderò sul momento. Mi basta guardare la libreria per avere l'imbarazzo della scelta.


E voi, invece, cosa state leggendo o cosa state pensando di iniziare?




Celyan

Winter Reading Tips

Winter Reading Tips #1

17:33

Ed eccoci pronte a inaugurare una nuova rubrica, perché come direbbe Ned Stark “l'inverno sta arrivando” e noi vogliamo essere pronte.
Presto ci ritroveremo rannicchiati in un angolo del letto/divano/poltrona con una bella tazza di tè o cioccolata calda, copertina sulle gambe e un libro tra le mani, quindi meglio guardarsi attorno e iniziare a scegliere letture che ci terranno ben intrappolate nel nostro confortevole angolo.
In sostanza, la rubrica (a cadenza mensile) servirà a presentarvi una carrellata di libri perfetti per le stagioni fredde in arrivo. Da ottobre a febbraio potrete trovare i nostri consigli riguardanti letture tipicamente autunnali/invernali che vi terranno impegnate anche di fronte alla nevicata perfetta.

Iniziamo subito con tre proposte facili, semplici e che sicuramente avete sentito nominare o riposano direttamente in libreria.

Harry Potter è sempre un buon modo per rompere il ghiaccio.
Potrebbe essere la rilettura perfetta di una piovosa giornata nonsense, perché tornare a leggere di Hogwarts è un po' un tuffo nel passato, a quando lo si è letto per la prima volta. (Sto dando per scontato che tutti lo abbiate letto e spero sia così. In caso contrario, shame on you e volate in libreria.)
Io, ai tempi, mi dividevo tra Harry e i compiti, quindi riprenderlo in mano ora per rileggerlo è sicuramente tutt'altra cosa. Liberatorio e strano al tempo stesso, direi.
Ovviamente qui ho messo come immagine la copertina della Pietra Filosofale, ma che ognuno riprenda in mano il volume preferito e a cui è più affezionato. (Il mio voto in questo senso andrà sempre al prigioniero di Azkaban!) E se invece avete bimbi o nipoti piccoli, fate di Harry una delle loro prime letture "serie", aprirete un bel mondo per loro.


Il secondo consiglio è quello di iniziare al più presto la saga di Diana Gabaldon, Outlander
E' il 1945 quando la protagonista, Claire Randall, parte con suo marito per la Scozia, nel tentativo di ritrovarsi l'un l'altro dopo anni di lontananza causati dalla seconda guerra mondiale. Durante il loro viaggio, Claire viene catapultata indietro nel tempo, nelle Highlands del settecento, e incontra Jamie...
Il riassunto del riassunto de La Straniera in sostanza è questo.
Lo so, quando si parla di viaggi nel tempo si ha sempre un po' paura di leggere una castroneria gestita male, assurda e poco curata, ma la Gabaldon ha chiaramente fatto i compiti.
L'ambientazione è magnificamente curata e la profondità dei personaggi (tanti e ottimamente gestiti) non è mai messa in discussione, verrete catturati dalla lettura senza nemmeno accorgervene.


E come ultimo consiglio non poteva mancare un'autrice come Jane Austen.
Quando si parla di classici non può non essere menzionata e in definitiva la conoscono tutti, anche chi non l'ha mai letta.
Northanger Abbey, tra tutti i suoi libri, è sicuramente quello in cui la Austen ci fornisce un piccolissimo assaggio del gotico che non ha mai scritto, e quello in cui la realtà dei fatti smonta le fantasticherie di una protagonista che è il prototipo della bontà e gentilezza.
Catherine trascorre le sue giornate a Bath come ogni ragazza di buona famiglia dovrebbe fare, circondata da pseudo amici irritanti e invadenti che si mostrano essere lo specchio della superficialità e che, senza il minimo tatto, si interpongono tra l'eroina Austeniana e il suo bello, Henry Tilney, dando vita ad un equivoco di proporzioni notevoli.
Nonostante il riassunto divertente non troveremo in Northanger la modernità di Orgoglio e pregiudizio, ma vi garantisco che l'arguzia della Austen è la stessa nello descrivere personaggi che incarnano allo stremo ogni tipo di caratteristica capace di attirare l'attenzione e smuoverci i nervi, per poi presentarci diversi lati di una protagonista adorabile ma non per questo meno decisa.

E il primo round è andato!
Un po' di Harry Potter, un po' di Scozia e poi dritti verso la cara vecchia Bath, come prima ondata direi che non è malaccio.
Ma siccome a noi le cose piace farle non bene, di più, la rubrica avrà anche una versione video di cui si occuperà la neo parigina Mary Jane sul suo canale youtube! (Per l'occasione si prenderà addirittura una pausa dalle sue abbuffate di Oreo, quindi la cosa è di una certa serietà.) E tranquille, quando la Miss sarà on line troverete tutto qui sul blog.



Celyan

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