Book Award

Ursula Le Guin e il suo meraviglioso discorso ai National Book Award

13:31

Eccomi di ritorno, dopo un paio di mesi di casini feroci e inseguimenti con l'università francese per parlare di nuovo di libri.

Nella fattispecie oggi vorrei parlarvi di qualcosa di un po' diverso dal solito, ovvero di Ursula Le Guin e della sua premiazione con tanto di discorso ai National Book Award.
«Ok, ha vinto, buon per lei» diranno alcuni di voi.
«E chi diavolo  Ursula Le Guin?» chiederanno altri (a cui rispondo disonore su di voi e sulla vostra mucca!)


Ursula Le Guin nasce a Berkley nel 1929, quindi davvero un sacco di tempo fa, e decide che nella vita le piace fare una cosa in particolare: scrivere. Ma non scrivere mattonazzi o narrativa, Ursula vuole scrivere fantasy, vuole scrivere fantascienza e così lascia che la sua mente vaghi oltre il mondo conosciuto e ci descrive monti lontani e pianeti dalle condizioni di vita completamente differenti da quelle a cui siamo abituati. Ovviamente questo era prima che gli Young Adult diventassero la moda del momento, prima che la massima aspirazione della distopia fossero Divergent e Hunger Games. Qui siamo tra gli anni sessanta e gli anni novanta, quando chi leggeva fantascienza era additato come nerd, in un tono del tutto dispregiativo, quando il fantasy era un genere di seconda scelta, perché sua sorella narrativa lo guardava dall'alto in basso ridendo di lui.
Ma Ursula ha continuato a scrivere, questa donna ha scritto per più di quarant'anni, collezionando premi Hugo e premi Nebula (che sono i massimi riconoscimenti della letteratura fantastica) come fossero punti dell'esselunga.
Tra le sue opere più famose vi ricordo il ciclo di EarthSea, da cui il figlio incapace di Miyazaki ha tratto un cartone mediocre chiamato per l'appunto I racconti di TerraMare (però i libri sonofantastici, leggeteli!); il ciclo dell'Ecumene, di cui meritano una menzione a parte La mano sinistra delle tenebre e I reietti dell'Altro pianeta, tutti ambientati nel medesimo universo, quindi in qualche modo legati tra loro; per il resto ha scritto qualcosa come ventordici milioni di libri, quindi sì, ne troverete anche uno che farà al caso vostro (mamma mia, come siete selettivi alle volte!).

Comunque non vi ho raccontato della Le Guin per hobby, nel senso avrei potuto farlo, ma avevo in mente di arrivare un punto e giuro che ora ci arrivo.
Dunque, il 19 Novembre 2014 Ursula Le Guin ha ricevuto il National Book Award, sarò più specifica, ha ricevuto un premio che si chiama Medal for Distinguished Contribution to American Letters, ovvero la medaglia per essersi contraddistinta nel contribuire alla letteratura americana (sarà una traduzione un po' balenga, ma il concetto rimane questo); si tratta di un premio eccezionale ed unico, che in qualche modo è il traguardo di una vita. Cosa lo rende tanto speciale per la Le Guin, più che per altri autori che l'hanno ricevuto?
Ursula Le Guin è la prima autrice di romanzi di fantasy e fantascienza che viene insignita di un premio simile.
«Embé?» diranno alcuni.
«Vi sembra poco? Ancora disonore sulle vostre mucche!»
Questa donna eccezionale, che vi faccio presente avere ottantacinque anni, ottantacinque, non meno, è salita sul podio a ricevere il premio, ha preso in mano il suo bel microfono e ha iniziato il suo discorso, e ragazzi miei, che discorso è stato!
Ha iniziato ringraziando tutti, come si fa di solito: "Ringrazio la mamma, il papà, il criceto, il mio editore, la mia famiglia, il cane, il gatto, il canarino", e via dicendo (il tutto con la sua adorabile voce da vecchina). Poi è partita in quarta ed ecco che il tono del discorso è cambiato e Ursula ha espresso un pensiero che tanti di noi hanno covato nel cuore per anni e che nessuno ha mai potuto esprimere.
Ecco il succo del suo discorso, tradotto alla meglio dall'inglese:
E mi rallegro nell'accettare questo premio a nome di, e nel condividerlo con, tutti quegli autori che per lungo tempo sono stati esclusi dalla letteratura – i miei compagni scrittori di fantasy e fantascienza, scrittori dell'immaginazione, che per cinquant'anni hanno guardato meravigliosi premi venire ricevuti dai cosiddetti "realisti". Sono convinta che siano in arrivo tempi duri, in cui vorremo udire la voce di scrittori in grado di vedere alternative al modo in cui viviamo ora, capaci di vedere oltre una società stretta dalla paura e oltre le sue tecnologie ossessive, per mostrarci altri modi di essere, e, anche, immaginare delle solide basi di speranza. Avremo bisogno di scrittori che sappiano ricordare la libertà – poeti, visionari – realisti di una realtà più vasta.
In questo momento abbiamo necessità di scrittori che conoscano la differenza tra la produzione di un oggetto di mercato e la pratica di una forma d'arte. Creare delle opere scritte per adattarsi alle strategie di vendita nell'ottica di massimizzare i profitti di una corporazione e la resa pubblicitaria, non è la stessa cosa che scrivere e pubblicare libri in modo responsabile.
Nonostante questo vedo come il dipartimento vendita abbia controllo su quello editoriale. Vedo i miei stessi editori, catturati da sciocchi timori di ignoranza e avarizia, far pagare alle librerie pubbliche sei o sette volte il prezzo di mercato di un e-book. Abbiamo appena visto un approfittatore cercare di punire un editore per la sua disobbedienza, e scrittori minacciati da una corporazione fatwa. E vedo molti di noi, i produttori, che scrivono e creano i libri, accettare questa situazione – lasciare che approfittatori del prodotto ci vendano come fossimo un deodorante, dicendoci cosa pubblicare, cosa scrivere.
I libri non sono solo una merce; le motivazioni che spingono al profitto sono spesso in contrasto con l'intento stesso dell'arte. Viviamo nel capitalismo, sembra impossibile sottrarsi al suo potere – ma in fondo, era lo stesso per il diritto divino dei re. È possibile resistere a qualsiasi potere creato dall'uomo e sono gli esseri umani stessi a poterli modificare*. La resistenza e il cambiamento spesso hanno inizio nell'arte. Molto spesso nella nostra arte, l'arte delle parole.
Ho avuto una lunga carriera come scrittrice, una bella carriera, in ottima compagnia. Ora che è giunta alla sua conclusione, non voglio vedere la letteratura Americana venire svenduta lungo la strada. Noi, che viviamo scrivendo e pubblicando, vogliamo e dovremmo richiedere ciò che giustamente ci spetta di questa pare del lavoro (la nostra fetta di torta, insomma, ma mi rifiuto di scriverlo); ma il nome da dare alla nostra meravigliosa ricompensa non è profitto. È libertà.


Ecco, capite ora perché sia giusto che questo discorso venga letto da più persone possibili? Capite perché ho deciso di parlarne? Tralasciando la traduzione, che è molto libera e io non sono una traduttrice, né niente di lontanamente simile, credo che il concetto passi in ogni caso in modo chiaro e preciso.
La letteratura non dovrebbe mai piegarsi ai bisogni di mercato, perché sono le parole la nostra più grande forza e la nostra più grande arma. I libri sono una guida e una forma d'arte, ci mostrano la strada quando non riusciamo a trovarla e spesso si fanno da portavoci di un pensiero più profondo. Il problema vero e proprio di tutto ciò che viene pubblicato al giorno d'oggi (ok, non di tutto, ma di una gran parte di ciò che viene pubblicato) è che gli autori accettano di piegarsi alle regole di mercato scrivendo ciò che vende e non ciò che vogliono dire. 
Quanti dei libri che leggiamo hanno un messaggio, quanti dei libri che leggiamo sono forme di denuncia sociale, quanti hanno, nascosti tra le righe, sottotesti che invitano all'uguaglianza, al femminismo, all'ecologia e a non so bene cos'altro perché ci sono troppe parole che finiscono in -ogia e in -ismo. E quanti invece sono piacevoli letture che possiamo tranquillamente dimenticare una volta finite?
Perché a mio parere sono troppe.
E non voglio fare (di nuovo, emmò basta, però!) quella che come al solito dice "Eh, ma non ci sono più i libri di una volta", "Non ci sono più gli scrittori di una volta", però siamo sinceri e siamo seri, facciamoci un bell'esamino di coscienza e chiediamoci: È davvero questo quello che voglio leggere? È davvero questo quello che voglio comprare?
E non sto dicendo che il libro senza messaggio o senza subtext non debba piacere, perché ehi! sapete quanti ne ho letti e amati io? Ma sinceramente preferisco che mi venga pubblicato un bel libro con una trama e un messaggio che l'ennesima copia sbiadita di Twilight o di Hunger Games, perché sì, va bene, vende, ma la storia la conosco già e grazie, ma no grazie. Non ho intenzione di spenderci soldi.


Spero di non avervi annoiati troppo, in ogni caso questo vuol dire che sì, sono tornata.

Maryjane.





* La traduzione di questa frase è molto libera, in originale era: Any human power can be resisted and changed by human beings. Ho cercato di mantenere il senso cambiando però la struttura della frase per non farla suonare ridicola.



Book Tag

Fall Time Cozy Time book tag

14:44

Lo so, stiamo già facendo una rubrica sulle letture autunnali-invernali, ma non resisto ai tag e questo è bellissimo. Davvero bellissimo. Trust me.
Il tag è stato creato dal canale youtube "Novels and Nonsense", io l'ho trovato su "Bookables", uno dei tanti canali che seguo con piacere.
Ready?
Go!

1- Scegli un libro che ha i colori rosso, giallo e arancione in copertina.

Il baco da seta, di Robert Galbraith.
Non l'ho ancora letto, nemmeno comprato a dire il vero, ma lo farò quanto prima. E a dire il vero questa è la prima copertina che mi è venuta in mente, la trovo bellissima, esattamente come quella del libro precedente.
Non sono proprio certa mi faccia pensare all'autunno, ma per il tag è perfetta.







2- Quale libro ti trasmette un senso di calore?

Harry Potter, di J.K. Rowling.
Mi rendo conto che HP è la mia risposta standard per un sacco di domande, ma è una questione affettiva di una certa importanza.
Che poi la domanda chiede "what book gives you the warm fuzzies", e per un lettore possono derivare da un fattore affettivo o anche solo dall'atmosfera del libro. Ecco, per me Harry comprende tutto.
I warm fuzzies non arrivano solo leggendo dei pranzi di Natale (da sogno) di Hogwarts, ma dalla prima all'ultima parola.





3- Scegli il tuo libro o genere preferito da leggere in un giorno di pioggia.

Classici.
All'inizio non mi veniva in mente un libro preciso con cui rispondere, poi, pensando ai classici, me ne sono venuti in mente troppi.
Dickens, Austen, Tolstoj, Balzac...
Pioggia, plaid e un classico. La mia personalissima pace dei sensi.
Non si dovrebbe passare sopra all'opportunità di essere catapultati in un'altra epoca. MAI.

4- Con quale personaggio vorresti scambiare posto?

Hermione Granger è la risposta più gettonata a questa domanda, vero? Ed è perfettamente comprensibile perché chi non vorrebbe essere Hermione? Chi non vorrebbe vivere anche solo per un giorno nel mondo della Rowling?
MA, proprio per questo, opterò per un'altra risposta. La mia seconda opzione è Jo, la seconda delle sorelle March di Piccole Donne.
Okay, non accade nulla di straordinario nel libro, non ci sono avventure piene d'azione e nemmeno intrighi sconvenienti, ma passare anche solo una giornata in quella casa sarebbe magico. E qui mi viene in mente che anche Piccole Donne è una risposta valida alla domanda numero 2.

5- Quale libro poco pubblicizzato vorreste vedere diventare più popolare?

Topi, di Gordon Reece.
"A Honeysuckle Cottage, la casa isolata in cui si sono appena trasferite, Shelley e sua madre devono dimenticare: le molestie sempre più feroci delle compagne di classe che hanno sfregiato il volto di Shelley, l’egoismo di un padre e di un marito che le ha abbandonate per una ventenne, il terrore di mettersi alla prova. In fondo sono topi e i topi hanno bisogno di un nascondiglio per sottrarsi agli artigli dei gatti. Nella quiete di quei luoghi, tutto sembra tornare lentamente alla normalità. Ma in una notte in apparenza come le altre, Shelley si sveglia di soprassalto e si rende conto che qualcuno è entrato in casa. Nelle scioccanti, folli ore che seguono, in un crescendo sbalorditivo di colpi di scena, il mondo di Shelley e di sua madre viene totalmente capovolto e per la prima volta le due donne si ribellano al proprio istinto. Ma se adesso non sono più topi, che cosa sono diventate?"

Ne aveva parlato bene un'amica e una volta trovato su una bancarella non ci ho pensato due volte. Mio.
Staccarsi da questo libro, una volta iniziato, è stato difficilissimo per me. Ma insomma, non si può leggere 24h filate senza collassare.

6- Copertine imbarazzanti.


L'amante di Lady Chatterley, di D.H. Lawrence.
Parliamone, è imbarazzante. Ma non per la donna nuda... è per tutto l'insieme.
Potrei averla fatta io dopo due ore di conoscenza con photoshop.
Comprato quando ancora andavo a scuola e mi contavo gli spicci in tasca per capire cosa avrei potuto permettermi e, devo ammetterlo, questa edizione è quanto meno conveniente.
Non sarà bella, ma si risparmia.
E si, ho anche Orgoglio e Pregiudizio così.



7- Fall time comforts foods?

Non c'entra una mazza con i libri, ma direi castagne o cioccolata calda.
Ecco, alla ricetta "plaid-libro-pioggia" aggiungiamo anche una bella tazza di cioccolata calda, non si può sbagliare.


E i vostri "fall time cozy time" quali sono?
Celyan

Five quotes

Five quotes that made you fall in love with a book #1

16:36


I libri non si sottolineano. No. Bè, alcuni lo fanno, io personalmente non riesco (mi sentivo libera di sfregiare solo quelli di scuola), così quando si incappa in una lunga lista di quotes che ci balzano all'occhio è facile farsi prendere dalla smania di annotarli, perché meritano di essere ricordati e sparsi un po' in giro tra gli amici lettori e non. Così è nata l'idea di questa rubrica (a cadenza random), che vuole consigliarvi libri non tramite una recensione ma tramite determinate frasi che potrebbero catturare, oppure no, il vostro interesse.



1- "Ascolta. Ascoltami bene. Tutte le mattine, finché non sarai sotto terra, bisogna che tu prenda questa decisione. Bisogna che chiedi a te stessa: 'Oggi voglio credere a quello che mi dicono gli stupidi?'"
The Help
(Kathryn Stockett)

2- "Nei miei sogni di adolescente, lei e io saremmo sempre stati due amanti che fuggivano in sella a un libro, pronti a dileguarsi in un mondo immaginario fatto di illusioni di seconda mano."
L'ombra del vento (Carlos Ruiz-Zafón)

3- "Riempiti gli occhi di meraviglie, vivi come se dovessi cadere morto fra dieci secondi! Guarda il mondo: è più fantastico di qualunque sogno studiato e prodotto dalle più grandi fabbriche."
Fahrenheit 451 (Ray Bradbury)

4- "Era una ragazza. Nella Germania Nazista. Era giusto che andasse scoprendo la potenza delle parole."
La bambina che salvava i libri o Storia di una ladra di libri (Markus Zusak)

 5- "Se mi interesso a quello che pensano i cretini, non avrò più tempo per quello che pensano le persone intelligenti."
Oscar e la dama in rosa (Eric-Emmanuel Schmitt)
            
          

Okay, scegliere un solo quotes per libro è stata dura, ma se avete letto uno di queste libri e volete dirci qual è stata la vostra frase preferita, siete le benvenute.

Celyan.

Winter Reading Tips

Winter Reading Tips #2

18:01


E con l'inizio di Novembre arrivano i nuovi reading tips!
La scorsa volta ho citato Ned Stark per inaugurare la rubrica, quindi ora non posso non consigliarvi Lui.

Le cronache del ghiaccio e del fuoco, di George R. R. Martin.
Solo scegliere la copertina è stato difficile, visto le millemila edizioni che si divertono a far uscire, poi mi sono detta che la più gettonata è anche la più semplice/reperibile.
In realtà il tipo di scrittura che ha Martin permette facilmente di leggerlo in qualsiasi momento, anche d'estate, ma pensando ad ambientazioni come Grande Inverno e la Barriera non si può non godersele in questo particolare momento dell'anno.
Inoltre, di pari passo, si può anche seguire lo show televisivo per immergersi totalmente in Westeros.
E lo so, la saga è lunga, ma ne vale decisamente la pena. Ci sono così tanti personaggi da amare e da odiare che trascurare questa saga significa perdersi un mondo, letteralmente parlando.
Considerate poi che Martin non è Flash a scrivere, quindi potete prenderla con calma.

E dal fantasy ci spostiamo a un Classico con la C maiuscola, uno di quelli a cui già ci si può approcciare da piccoli tramite i film. Piccole donne, di Louisa May Alcott.
Questo è uno dei libri a cui sono più affezionata, ho perso il conto delle volte in cui ho visto i vari film a Natale, e il libro è stata una lettura a dir poco perfetta per quel periodo. Non potete non conoscere le sorelle March. Non potete non provare simpatia per Jo, affetto per Beth e Meg, o irritazione per Amy. Verrete così tanto coinvolti dalle vicende di questa famiglia che leggere di loro sarà sempre un po' come tornare a casa.
Qui vi ho postato la copertina dell'edizione Einaudi che racchiude tutti e quattro i libri della serie: Piccole donne, Piccole donne crescono, I ragazzi di Jo, e Piccoli uomini. Se siete indecisi, comunque, si trovano molte edizioni singole almeno dei primi due.

Chiudo la lista con Il cavaliere d'inverno, di Paullina Simons.
Questo è uno di quei libri che vorrete sempre avere a portata di mano, quello che riporrete nella mensola più bassa o sul tavolino più vicino a voi perché la voglia di riprenderlo in mano potrebbe scattare in qualsiasi momento.
Il libro racconta la storia d'amore tra Tatiana e Alexander nella Russia della seconda guerra mondiale, inizia così una delle più belle trilogie in circolazione. (Il cavaliere d'inverno, Tatiana&Alexander, Il giardino d'inverno.)
Ma in realtà c'è così tanto di più in queste pagine... la storia dei singoli personaggi, di Tatiana e Alexander come essere umani, la durezza della guerra e la forza dei loro sentimenti. La Simons ci catapulta in una realtà che faremo fatica a lasciar andare, quindi, davvero, se non lo avete ancora letto rimediate quanto prima.

Se avete già letto qualcuno di questi libri fateci sapere cosa ne pensate, se invece non li avete mai approcciati con convinzione spero di avervi convinto a dare loro una chance.
E vi prego di notare la bellezza estrema della copertina del Cavaliere d'inverno. Mi vengono i brividi solo a guardarla.


Celyan.

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