libri

Il college delle brave ragazze

15:10

Titolo: Il college delle brave ragazze
Autore: Ruth Newman
Pagine: 311
ISBN: 978-8811679714
Prezzo: 9,27
Trama: Cambridge, Ariel College. Olivia giace rannicchiata in posizione fetale, il cadavere della sua amica June ancora caldo accanto a lei. Mezza nuda, gli occhi sbarrati, completamente ricoperta di sangue, è incapace di riferire quello che ha visto. Olivia è dolce e timida, ma ha lottato duramente per studiare nel prestigioso college, decisa a lasciarsi alle spalle le proprie origini modeste e la difficile vita della grigia periferia di Londra. All'Ariel College ha trovato la sua dimensione, nuovi amici e Nick, il grande amore. Adesso la brillante studentessa giace in un letto di ospedale, in stato catatonico, ed è l'unica che possa far luce, con la sua testimonianza, sulla catena di omicidi che stanno sconvolgendo la tranquilla atmosfera universitaria del college. Il Macellaio di Cambridge, un serial killer sorprendentemente meticoloso, ha colpito di nuovo. Tutte ragazze. Tutte belle, popolari e sicure di sé. Gli studenti vivono nel terrore e nel sospetto, continuamente accerchiati dagli agenti che indagano sul caso e da giornalisti d'assalto in cerca di scoop. Nessuno è al sicuro, e Matthew Denison, lo psichiatra che da tre anni collabora con la polizia nel tentativo di smascherare l'assassino, lo sa bene. È per questo che deve riuscire a conquistare la fiducia di Olivia e valicare le sue barriere psichiche per giungere il prima possibile alla verità. Ma la lotta fra le due menti si trasformerà in un duello senza esclusione di colpi.

Primo libro della Newman per me, autrice che rileggerò sicuramente con piacere.
Non sono mai stata una divoratrice di mistery-gialli, ma negli ultimi tempi autori come lei, Robert Galbraith e Joel Dicker mi hanno aperto un mondo molto più grande.
Lo stile della Newman scorre veloce, senza perdersi in descrizioni superflue (che tanto però avrei amato lo stesso) ma il punto bonus -che mi fa sempre un piacere immenso notare- e quello di vedere autori che si documentano durante la stesura di un libro che va a toccare temi di cui serve una certa competenza.
Sin dall'inizio del libro il lettore può tranquillamente -o no- farsi una propria idea sul colpevole, ma il gioco psicologico in cui sono coinvolti i personaggi non farà che mettere in dubbio le vostre convinzioni pagina dopo pagina, perché il classico "non tutto è come sembra" in questo libro viene utilizzato ad alti livelli.
Impossibile arrivare a chiudere il libro con tranquillità, spererete fino all'ultimo che ci siano più pagine del previsto.
Vorrei davvero dirvi di più, tanto di più, parlare delle peculiarità di determinati  personaggi costruiti con meticolosa precisione e caratterizzazione, ma non posso. Non posso perché finirei per spoilerarvi passaggi importanti del libro e questo è uno di quei libri che vanno gustati senza la minima traccia di spoiler.
Onestamente non mi capacito del fatto che ancora non esistano un film o una miniserie tv tratti da questa storia. Il materiale è ottimo e la Newman è una di quelle autrici che merita di vedere il suo lavoro trasposto sullo schermo.




Preciso che le tre pecorelle non sono quattro perché sono ancora sull'onda dei feels, non perché in qualche modo giudichi la qualità della storia carente.


Celyan

libri

La guerra dei nani

15:21

Titolo: La Guerra dei Nani
Autore: Markus Heitz
Saga: La Saga dei Nani (Le cinque stirpi - La guerra dei nani - La vendetta dei nani - Il destino dei nani)
Pagine: 586
ISBN: 978-88-502-2163-9
Prezzo: 12,00
Trama: Dopo la vittoriosa guerra contro lo stregone Nudin, torna la prosperità per i popoli della Terra Nascosta e nasce un'inedita alleanza tra nani, elfi e uomini. Tungdil, l'eroe dell'epica battaglia di Giogonero, è pronto a ripopolare le caverne del regno dei Quinti insieme con gli elementi più validi delle cinque stirpi e a stringere un patto con Balyndis; la nana che ha forgiato la Lama di Fuoco. Ma la storia d'amore di Tungdil e il suo ruolo di guida dei nani sono messi alla prova da una doppia minaccia: i mezz'orchi sopravvissuti al conflitto hanno scoperto un'acqua che dona l'immortalità, e il passaggio di una cometa semina morte e distruzione, annunciando il compimento di un'antica profezia. E non solo. Gli spietati nani della stirpe dei Terzi tramano per annientare le altre stirpi scatenando una guerra fratricida. Tungdil dovrà impugnare di nuovo la Lama di Fuoco e intraprendere un viaggio che lo porterà a incontrare nuovi amici, affrontare vecchi avversari ma anche a scoprire l'oscuro segreto che si cela dietro la propria nascita e il proprio retaggio.

La guerra dei nani è il secondo volume di una saga di quattro libri, quindi direi che si parte bene. Una saga non eccessivamente lunga e a cui ci si può approcciare facilmente, senza il timore di dover correre per mettersi in pari.
Lessi il primo libro diversi anni fa e prima di iniziare questo mi ero ripromessa di tornare sulle vecchie pagine e rinfrescarmi la memoria, giusto per non essere completamente spiazzata. Insomma, avevo un piano. Un piano andato a monte quando leggendo le note dell'autore a inizio di questo libro vedo che Markus Heitz ha tenuto a precisare che voleva fare in modo la storia fosse il più possibile comprensibile anche per chi non avesse letto Le Cinque Stirpi, e a quel punto mi sono sentita di dargli fiducia e provare. Ebbene, questa è stato un caso di fiducia estremamente ben riposta.
In genere sono una fanatica della lettura ordinata, ma in questo caso mi sento di dirvi che se siete in libreria e non trovate disponibile il primo libro ma trovate La guerra, potete tranquillamente prenderlo e iniziarlo. Certo, all'interno di questo volume si fa riferimento ai fatti avvenuti precedentemente ma il tutto viene spiegato con breve efficienza ogni qual volta ve ne è la necessità, quindi non si ha la sensazione di essersi persi grossi pezzi di storia, piuttosto viene voglia di saperne di più e a quel punto prendere in mano il libro precedente sarà un piacere anche più grande. Ma ripeto, mi sento di consigliare questa opzione solo se non avete tra le mani l'inizio della saga e non riuscite ad aspettare.
La scrittura è estremamente fluida e veloce, tanto quanto gli eventi del libro direi. Vi avverto, qui è questione di gusti, perché gli avvenimenti che qui sono racchiusi in poco meno di seicento pagine in altri libri possono occupare più e più volumi. E sarà che di saghe molto lunghe ne sto già leggendo parecchie, ma è stato bello che la situazione si dipanasse sempre più -fino a risolversi al 95%- in un solo libro. Rimane la voglia di leggere di più ma si è comunque soddisfatti della conclusione di un ciclo. Specifico inoltre che parliamo di un fantasy classico, incentrato sui nani (la loro storia, le stirpi in cui sono divisi e le regole di vita fra clan) e arricchito della vecchia faida Nani vs Elfi vs Orchi vs Umani. Una sorta di copertina di linus a cui è un piacere aggrapparsi.




Celyan

Serie Tv

La maledizione del Crossover

15:00

Come direbbe Adele:
Hello from the other side. 
 
Ebbene si, se pure per poco, i Klaroline sono tornati.
I rumors attorno a questo crossover sono stati tanti, la notizia era infatti uscita ben prima dell'annuncio ufficiale, e non sapevo bene quale sarebbe stata l'intenzione degli scrittori di fronte a questa reunion. Ora invece mi è chiaro. 
Lo dico subito: mi è piaciuto! Però...
A me piace dare un perché alle cose. Quando guardo uno show televisivo mi piace intravedere la strada che gli scrittori vogliono intraprendere, una strada disseminata di tanti piccoli indizi che fanno capire l'esistenza di progetti futuri seguiti poi, più o meno, coerentemente. Ecco, tutto questo io non l'ho visto. La scena in sé mi è piaciuta, Klaus e Caroline hanno parlato ad un livello completamente differente rispetto le conversazioni precedenti. Questa conversazione ha avuto IL tono "adulto" che avrei sempre voluto sentire nelle stagioni passate. Il sarcasmo, le battute, il flirtare, le urla e i litigi li abbiamo avuti, abbiamo avuto momenti seri in cui il faccia a faccia tra i due è sempre stato spettacolare, ma qui siamo saliti di un gradino importante. Klaus è un padre e Caroline è una madre, ora sono alla pari. Klaus parlava e Caroline ascoltava. Capiva. Sono entrambe persone -vampiri- che avevano già accettato l'idea di non poter mai avere dei bambini, eppure è successo. E' un esperienza unica, solo loro potevano capirsi in quel momento. Ho francamente adorato tutto ciò. 
Però, alla fine di tutto, quando abbiamo ovviamente capito che i due provano ancora qualcosa l'uno per altra, la mia domanda è: "E quindi? Adesso che succede?" E la risposta è che non succede niente.
Il tono di Caroline nel pronunciare il nome di Klaus, le espressioni dei loro volti, il tremito nella voce di lui, il fatto che in realtà nessuno dei due volesse riattaccare, Klaus che salva Stefan... si è capito. C'è ancora quel qualcosa. Abbiamo anche capito che gli altri personaggi invece credono di no, credono che sia tutto finito e passato. Va bene. Ma quindi a che scopo creare questa scena? E la spiegazione è che hanno semplicemente voluto dirci che la porta per loro è e rimane socchiusa. Un giorno, forse, chissà. Dipende. Se uno show chiude prima di un altro. Se piovono polpette. Non lo so. Mi sento come Jon Snow, non so niente. A parte che la gestione di questa coppia è sempre risultata problematica per gli autori. Lo spin-off ha incrinato le cose in modo irrimediabile, ma il fondo si è raggiunto con la 5x11, dove tutto è stato concluso in modo frettoloso e poco approfondito. All'epoca avrei preferito un discorso conclusivo alla scena nei boschi, almeno ora possiamo dire che quella non è più l'ultima volta in cui li abbiamo visti. Tuttavia questa telefonata aggrava ulteriormente la situazione perché quello che percepisco io, telespettatore, è che Caroline può stare con Stefan fino a quando non incontra Klaus per strada. Viceversa, Klaus è nella sua bolla con Camilla a patto che Caroline non sia nei paraggi. Fatemelo dire: WTF? 
Inoltre, aggravando le aggravanti, mi fanno capire che nonostante TUTTO quello che è successo, nonostante Caroline sia passata da Tyler, all'essere single a Stefan, e nonostante Klaus sia travolto da problemi immani e coinvolto con una serie di donne problematiche per cui sente sempre qualcosa (anche qui...) lui e Caroline sono sempre lì a provare quel qualcosa. Un "qualcosa" sopravvissuto a molti eventi. Tutto questo, normalmente, dovrebbe far ingigantire la portata di un sentimento che persiste a discapito di tutto. Invece qui niente. La scusa è che tutti sentivamo la loro mancanza e questo è stato un gentile regalo che potrebbe o non potrebbe, forse, un giorno, può darsi, chissà, portare degli sviluppi. Ma al 90% no.

Non so onestamente cosa dire, quindi vi lascio con il quote simbolo della puntata:
"It's not a crime to love what you cannot explain"

Celyan

libri

War and Peace, re-reading project #1

15:29

Avevo già accennato l'intenzione di rileggere Guerra e Pace andando di pari passo con la miniserie Bbc e devo dire che l'impresa si sta dimostrando un'ottima e divertente riscoperta del mega mattone Tolstojano.
Per me si tratta di una riconferma. Guerra e Pace è un libro che avevo tanto amato già alla prima lettura -avvenuta diversi anni fa- e che ora riesco ad apprezzare a pieno e con occhio più adulto in tutti i suoi pregi e "difetti".
I personaggi cardine della storia sono tre: Pierre Bezuchov, Natasha Rostova e Andrej Bolkonskij.
Pierre è il figlio ilegittimo di un conte e alla morte del padre si ritrova a ereditarne titolo e fortuna. In lui ritroviamo un personaggio sostanzialmente buono, ingenuo fino all'inverosimile, sempre pronto ad agire per il bene e desideroso di trovare uno scopo nella vita, qualcosa che possa essere di aiuto per il prossimo. I soldi gli portano in moglie una donna bella e ambiziosa a cui si ritrova sposato quasi senza saperlo, perché è così che a Pierre succedono le cose -all'inizio-, viene manipolato in modo palese da chiunque voglia trarre vantaggio dalla sua posizione e la sua ingenuità non gli permette di smascherare subito inganni abbastanza palesi. MA lui si impegna, è volenteroso, vuole fare qualcosa della sua vita e lasciatisi i bagordi alle spalle continua a tentare. Insomma, ci piace anche solo per lo sforzo, e durante tutto il libro possiamo notare una crescita importante in lui.
Altro personaggio di spicco è la contessina Natasha Rostova, la donzella giovane e dallo spirito sognatore capace di incantare il più refrattario ai sentimenti amorosi. (Andrej Bolkonskij) Devo dirlo, la famiglia Rostov non è composta da personaggi intelligenti -tranne la cugina Sonja- quindi Natasha non ha in famiglia una vera e propria guida. Sostanzialmente è una ragazzina innamorata dell'amore (e non dico ragazzina per sminuire in qualche modo ciò che prova, ma proprio perché è piccola), sogna e vorrebbe una storia di epici sentimenti romantici, vorrebbe qualcuno capace di starle accanto sempre e per sempre. E fino a qui, nulla di strano. Ripeto, è giovane e inesperta, cresciuta in una famiglia di persone poco sveglie e poco pratiche in cui si è ritrovata ad avere più libertà di azione di quanto le si sarebbe dovuto concedere. Non dico che le sia concesso sbagliare, ma è una conseguenza naturale. Ce lo si aspetta. E lo sbaglio che commette è piuttosto grosso.
Parliamo quindi di Andrej, il personaggio che vi farà sospirare, membro di una pittoresca famiglia composta da un padre mentalmente e fisicamente avanti con l'età e una devota e quieta sorella che sembra essere circondata dall'alone nero della tristezza.
Avverso al bel mondo della nobiltà russa, il principe è giustamente sposato con una perfetta donnina di società che funge da anello di congiunzione con quel meccanismo che tanto gli è avverso. Andrej è sempre un po' perso in dilemmi esistenziali che, all'inizio, cerca di risolvere buttandosi nella guerra e che successivamente verranno brevemente fugati grazie a un incontro che cambierà le vite di molti personaggi.
Andrej è -purtroppo- un personaggio che la vita delude e premia con una ciclicità costante e che ogni volta viene plasmato in modo importante sotto i nostri occhi. Ma questo vale per tutti i personaggi, perché anche se ho approfondito solo questi tre, Guerra e Pace è e rimane un romanzo corale. La quantità di personaggi coinvolti nella storia è importante e ognuno di loro riesce a guadagnarsi un degno spazio e a catturare i sentimenti -di odio o amore che siano- del lettore. Importante è la storia d'amore tra Sonja e suo cugino Nikolaj -rispettivamente cugina e fratello di Natasha-.
Sonja è senza dubbio l'unico membro intelligente della famiglia Rostov. Una giovane ragazza coerente e assennata, sensibile e realista, innamorata da sempre di Nikolaj, giovane e nobile ussaro che spicca per incoerenza e sogni romantici che possono tranquillamente rivaleggiare con quelli di Natasha, se pure innescati da motivazioni differenti.
Boris Dubretskoj, altro personaggio di spicco, giovane dalle speranze limitate ma scaltro e arrivista quanto la madre, ci fornisce un esempio attualissimo della scalata al potere.
Anatol Kuragin, fratello della moglie di Pierre e scapestrato di prima categoria, poco preoccupato del futuro e incredibilmente consapevole della propria bellezza. Ecco, lui si che causerà danni. Danni grossi.

Attualmente sono quasi alla fine della rilettura, mi manca l'ultima puntata della serie e più o meno duecento pagine del libro, in ogni caso ho fatto in modo di non scrivere nulla di estremamente spoileroso. Di seguito vi lascio la suddivisione che ho fatto durante la lettura/visione.

Episodio 1: Libro I, Parte III, Capitolo II               Episodio 4: Libro II, Parte V, Capitolo XX
Episodio 2: Libro II, Parte I, Capitolo IX               Episodio 5: Libro III, Parte III, Capitolo VII
Episodio 3: Libro II, Parte III, Capitolo XXII        Episodio 6: Conclusione libro, Epilogo parte II

Devo ammettere che la Bbc ha fatto un lavoro assolutamente magnifico nella trasposizione per il piccolo schermo, mostrandosi fedele quanto più possibile e prestando attenzione anche a particolari minimi, come le mosse stesse dei personaggi. I dialoghi, poi, sono di quanto più fedele possa esistere e gli inevitabili cambiamenti adottati -per racchiudere la storia al meglio in sei puntate- sono misurati e calcolati in modo molto intelligente.
Ben fatto Bbc.
Se non avete intenzione di leggere il libro vi consiglio comunque lo show, il cast è spettacolare.
Paul Dano sembra essere nato per interpretare Pierre, Lily James -che avevo già apprezzato in Downton Abbey- ha mostrato di saper fare tanto e James Norton... è James Norton, ci si inchina e si tace.



Celyan

libri

The thoug art of shipping ship #1

15:00

Le ship, gioia e dolore di ogni lettore o telespettatore che rimane incastrato in coppie di cui proprio non riesce più fare a meno. In questa nuova rubrica ci apprestiamo ad analizzare quelle coppie che più ci hanno colpito e che ci riempiono la testa di teorie, discorsoni e tanti feels.
Ho deciso di inaugurare questo nuovo angolo con Magnus e Alec. Lo show è appena iniziato, mi sono recentemente riletta i loro pezzi nei libri e insomma, tutto è tornato a galla.

Personaggi: Alec Lightwood, Magnus Bane
Autore: Cassandra Clare
Saga: The mortal instruments
Libri: Città di Ossa - Città di cenere - Città di vetro - Città degli angeli caduti - Città delle anime perdute - Città del fuoco celeste.
Estratti (disponibili sul sito dell'autrice): Kissed, Magnus and Alec's first kiss - Magnus e Alec, una scena cancellata da Città delle anime perdute.
Racconti: Le cronache di Magnus Bane (Racconto numero otto: Un regalo di compleanno per Alec - Racconto numero dieci: Il corso di un amor cortese e dei primi appuntamenti) - Le cronache dell'accademia Shadowhunters (Racconto numero nove: Nascono alcuni ad infinita notte).
Tv show: Shadowhunters

Malec #1

Partiamo dai personaggi: Alec e Magnus.
Alec Lightwood è il primogenito di una importante famiglia Shadowhunter, estremamente ligio al suo dovere non è il classico personaggio che si butta a capofitto in situazioni pericolose rompendo ogni regola. Alec è razionale e -stando accanto a due personalità come quelle di Isabelle e Jace- estremamente responsabile e protettivo. Tutto questo rispetto -quasi ossessivo- delle regole è dato dal fatto che Alec sa bene che essendo gay ha già infranto LA regola non scritta. (L'omosessualità nella comunità angelica non è vista bene nemmeno da lontano.) Inoltre, altro punto dolente, Alec prova un forte sentimento per Jace, migliore amico/parabatai. Ecco, innamorarsi del proprio parabatai (una fratellanza che unisce per la vita) significa infrangere una delle più importanti regole Shadowhunters. 
Alec tiene nascosta la sua omosessualità come un segreto che lo terrorizza. E lui è terrorizzato dalla cosa. Una delle paure più grandi è quella di perdere Jace (in quanto amico e parabatai. Sappiamo infatti che se il legame parabatai dovesse spezzarsi, la vita di Alec non sarebbe mai più la stessa. Perderebbe una parte di se stesso per sempre), la paura che i suoi genitori lo scoprano lo paralizza, per non parlare del resto della comunità Shadowhunters.
Alec si è spesso e volutamente tenuto ai margini, agendo in modo responsabile e attento non solo per espressione della sua natura più pacata, ma anche perché in fondo sa di aver già infranto le regole più ferree della sua comunità. Rispettare tutte le altre è una sorta di compensazione.
Dall'altra parte abbiamo Magnus Bane, uno stregone di ottocento anni. Gli stregoni sono metà umani e metà demoni (gli Shadowhunters uccidono i demoni, ricordiamo, inoltre il padre di Magnus è un demone molto potente/importante) e nel mondo Shadowhunters fanno parte della comunità dei Nascosti, ovvero comunità considerate inferiori. (Come anche lupi mannari e vampiri) Magnus inoltre conosce già i Lightwood e da tempo li ha annoverati come una famiglia di cretini. Stupendo. 
Al contrario di Alec, Magnus fa di tutto per rimanere aperto alle possibilità della vita e alla vasta gamma di sentimenti che nei secoli ha già provato. Dopo così tanto tempo gli stregoni tendono a calcificarsi, inaridirsi dentro e non provare più nulla perché in fondo hanno già provato tutto, per questo motivo Magnus cerca di non porsi mai limiti e vivere come una sorta di Peter Pan. Allo stesso tempo, non nutre una profonda stima per gli Shadowhunters tanto che nella sua lunghissima vita non si è mai veramente innamorato di uno di loro. Fino ad Alec.
Insomma, è chiaro che nella scala sociale del mondo delle ombre i due occupano posizioni molto differenti, senza contare che le loro idee personali sono molto chiare in merito. Eppure...
Quando Magnus incontra Alec, qualcosa cambia. (Okay, Alec è bello. Magnus è bello. Boom. A pelle è facile reagire per questo.) Alec è uno Shadowhunters che ringrazia qualcuno che la società considera inferiore perché guarda caso riconosce il lavoro altrui. Alec è terribilmente onesto e molto a disagio nel dover mentire. Alec è inesperto e goffo, ma protettivo e fedele. Alec non è il prototipo del comune Shadowhunters, bensì un individuo che si discosta parecchio da quella figura marziale, tanto da riuscire a fare breccia nelle più profonde convinzioni di Magnus.
Allo stesso tempo Alec si trova assolutamente spiazzato di fronte all'interesse che Magnus mostra di provare per lui perché Alec non è mai stato la prima scelta di nessuno. L'inesperienza e il suo sentirsi colpevole (di essere gay) non gli hanno mai fatto credere di poter essere scelto o amato. Per lui l'amore non è mai stata un'opzione reale e concreta. Fino a quando incontra Magnus, una figura così potente da scuotere tutto il suo piccolo mondo fatto di paura e sensi di colpa.
Ho sempre creduto che l'affetto di Alec per Jace fosse una sorta di inevitabilità. Non voglio sminuire i sentimenti di Alec, ma l'affetto romantico è un po' il risultato dell'effetto grande fratello. (Ambiente ristretto, stesse facce tutti i giorni... bam.)
Gli Shadowhunters (che sono a rischio estinzione e non sono davvero tanto numerosi quanto lo show ci mostra) sono una comunità chiusa e Alec è cresciuto in un ambiente ristretto, circondato più o meno sempre dalle stesse facce. Persino Jace all'inizio non era stata un'aggiunta felice. Tutto è gradualmente tornato alla normalità solo quando è riuscito a inserirsi in quel piccolo ambiente protetto, diventando un importante membro della famiglia e, successivamente, qualcosa di più per Alec. Ma Jace è l'unico "elemento esterno" venuto a contatto con Alec e diventato importante per lui. C'erano grandi probabilità che qualcosa di simile accadesse. Mentre Magnus rivoluziona completamente il mondo di Alec, non solo a livello romantico. E' come se riuscisse a rompere la bolla dentro cui Alec vive, così da fargli vedere e percepire meglio la realtà.
Una gran bella base di partenza per una ship.


E qui fermo la prima parte di analisi, già piuttosto lunga e corposa.
Su questi due ho sempre troppo da dire!

Celyan

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Unpopular opinions book tag

15:00

Inutile nasconderlo, a volte durante una lettura ci sentiamo esattamente così. E almeno una volta rappresentiamo la classica voce fuori dal coro. Ammettiamo quindi il nostro "meh" interiore di fronte a qualcosa che invece sembra aver fatto breccia nei gusti generali dei lettori, o il giubilo che abbiamo provato di fronte a qualcosa che ha rattristato/perplesso le masse.


1. A Popular Book or series that you didn't like.
Una saga che proprio non mi è piaciuta è quella creata da C.S. Lewis: Le cronache di Narnia.
Tadadadan. Mi rendo conto che il problema è mio, ma ho arrancato fino alla fine solo perché è un classico che prima o poi si deve leggere. Amo la copertina, una delle mie preferite in assoluto, e in genere amo i libri-mattone che sfidano il lettore dall'alto delle loro mille e passa pagine, ma non è andata. Tanta noia e tanta testardaggine per finirlo. E tutti i riferimenti/parallelismi religiosi non hanno aiutato l'impresa.

2. A Popular Book or series that every one else seems to hate but you love.
Odio e amore non sono proprio le parole adatte, ma a grandi linee una saga su cui leggo parecchi pareri negativi e che invece a me piace molto è Outlander, di Diana Gabaldon. Trovo che l'autrice documenti bene ciò che scrive (e quando si parla di viaggi temporali, guerre, e eventi/personaggi storici importanti non è facile) e ci ha senza dubbio regalato una coppia protagonista che non ha eguali. Come tipologia, intendo. Clare è una donna molto sveglia e dal carattere forte e deciso, una grande osservatrice e abbastanza pratica da prendere decisioni sofferte ma necessarie. Non di meno è una donna innamorata, capace di guidare il suo compagno e farsi guidare a sua volta. Jamie è più piccolo e incredibilmente onesto, possiede una vena prudish adorabile, ma non per questo è meno forte o deciso di Clare. I due hanno caratteri che si compensano e sotto altri punti collimano perfettamente, rendendo la loro relazione assolutamente credibile, reale e palpabile.

3. A Love Triangle where the main character ended up with the person you did NOT want them to end up with OR an "otp" that you don't like. 
Dopo aver scritto e cancellato diverse volte la risposta perché non c'è un modo efficace per evitare spoiler pesanti -l'occhio cadrebbe comunque dove non deve- opterò per una coppia non spoilerosa. Jaime e Cersei Lannister non sono la mia otp. No, no, no. Io Jamie lo voglio con Brienne
(Per favore, non spoilerate me. Non sono in pari con i libri!)

4. A popular book Genre that you hardly reach for.
Non sono fatta per la poesia. Mi avranno traumatizzata a scuola, non lo so, ma in ogni caso è un no. E ci ho provato comunque, ma il tentativo ha solo ribadito il no. 
 
5. A popular or beloved character that you do not like.
Simon Lewis - Shadowhunters. (Almeno fino a quando non gli viene data una storia.)
E' una delle poche cose che lo show mostra in maniera molto fedele. Simon Lewis non è mai servito a una mazza fino a quando non gli capita l'inevitabile. Lui passava il tempo a essere rapito, essere geloso di Jace, fare battute, e ossessionare Clary con frasi tipo: "Andiamo via Clary, possiamo farcela da soli!". Ma che cosa dici, Simon? Che se ai tempi sapevi allacciarti le scarpe da solo era già tanto. E non aveva nemmeno la scusa di essere utilizzato come il classico personaggio utile per far capire l'ambiente soprannaturale al lettore, visto che per quello c'era già Clary.
Sul serio, durante i primi libri questo ragazzo ha saltato sui miei nervi pagina dopo pagina mentre continuavo a chidermi "Perché? Perché? Perché?!"

6. A popular author that you can't seem to get into.
E.L.James
Sono sicura che non serve scrivere altro.

7. A popular book trope that you're tired of seeing. (examples "lost princess", corrupt ruler, love triangles, etc.)
In questa categoria c'è qualcosa che è riuscito a superare persino i tanto sdoganati triangoli amorosi. Ebbene si. Una cosa che non sopporto e che sembra essere molto popolare sia nei libri che nelle serie tv, è la bizzarra decisione di creare una protagonista femminile che viene definita "badass", quando in realtà è semplicemente una ragazzina fastidiosa, maleducata, arrogante e incapace di ascoltare. Ma ovviamente le riesce tutto. Insomma il classico personaggio indeciso, goffo e timido che però è anche tosto, coraggioso e deciso. Alto ma basso. Biondo ma bruno. Simpatico, ma anche no.
Perché sembra che se un protagonista non le ha tutte allora non va bene.
E qui sempre più gente che salta sui miei nervi.

8. A popular series that you have no interest in reading.
Difficile, io voglio provare a leggere tutto. Ma c'è una serie che non ho più intenzione di proseguire perché l'esasperazione ha avuto la meglio. La serie -urbanfantasy- su Anita Blake, di Laurell K. Hamilton. (Serie che al momento conta ben ventisette volumi.)
In sunto, Anita è una risvegliante di zombie -nonché negromante- che si occupa di risvegliare i morti per fini legali. (Ribadire le ultime volontà, e simili.) Anita è abile nel combattimento, nell'uso delle armi, in campo investigativo ed è la classica protagonista tosta (a volte mi creava problemi), divisa tra il vampiro "Master" della città: Jean-Claude, e l'insegnante lupo mannaro: Richard.
I primi libri li ho divorati. L'equilibrio tra le diverse parti (investigativa-soprannaturale-personale) era ottimo e pian piano aveva iniziato a svilupparsi un plot orizzontale più grande. Tutto bene, fino a quando la parte investigativa viene ridotta al minimo del minimo -se non quasi eliminata- e il plot orizzontale inizia a girare attorno a un mitico dilemma: "con chi andrà a letto Anita?". Perché dopo Jean-Claude (io tifavo per lui!) e Richard ne sono arrivati altri. (Non che gli altri due siano spariti, chiaro, si è solo creato un grande gruppo.) Ed è successo il macello. Come se non bastasse, più avanti Anita sfoggia questo nuovo e incredibile potere, "l'ardeur", che necessita lei vada a letto con uomini diversi. For real.
Mi sono vista cambiare la serie lettura dopo lettura, ero disperata. Volevo solo fermare la giostra. Alla fine sono scesa, ho fatto prima.

9. The saying goes "The book is always better than the movie", but what movie or T.V. show adaptation do you prefer more than the book?
Mai capitato uno show o un film migliori del libro... Andrò a naso. Non ho letto i libri di The Vampire Diaries, ma credo che almeno le prime tre stagioni dello show fossero meglio dei libri.


E qui finisce l'unpopular tag, trovato su youtube e originariamente creato da TheBookArcher.
Confessate anche voi le vostre unpopular opinions e ricordate che tutto ciò è puramente frutto del mio parere personale!


Celyan

W.W.W. Wednesday

W.W.W Wednesday #11

15:00

Avere un po' di libri tra le mani e non sapere bene cosa scegliere è un problema un po' di tutti, questa volta la Bbc mi è venuta in soccorso dando una soluzione ovvia al dilemma.



What are you currently reading?


Guerra e Pace è un libro che dall'alto delle sue pagine lancia una chiara sfida: Leggimi, se hai il coraggio. E finiscimi, se ne hai la forza. Nel mio caso trattasi di rilettura, dopo che un'amica mi ha illustrato l'impresa in cui si è cimentata, ovvero rileggere il libro facendo tanti pit stop quanti sono gli episodi della mini-serie Bbc, in modo che alla fine di ogni pezzo si possa guardare l'equivalente in termini di puntata e apprezzare maggiormente la trasposizione, notando al tempo stesso i vari -inevitabili- cambiamenti. E ci è voluto davvero poco perché seguissi a ruota il suo esempio, anche perché credo sia uno dei modi più efficaci per rileggere un libro simile.
Ricordo che lo lessi per la prima volta poco dopo la fine delle superiori, adorato da subito mi aveva confermato rapidamente l'amore che già nutrivo per Tolstoj e ora, a distanza di anni, sono qui a innamorarmi nuovamente di questa storia.
Se non lo avete ancora iniziato o rimandate da sempre il progetto di una rilettura, provate con questo metodo, vi sentirete ultra motivate a entrare nelle vite di Andrej, Pierre, Natasha e il resto degli innumerevoli personaggi!
Non so che viso avesse, invece, è una recente scoperta. O meglio, Guccini lo è. Non avevo mai letto nulla di suo, prima di "Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto" e sono decisa a continuare questa scoperta con un libro più personale, autobiografico. Per ora ho letto solo poche pagine, quindi mi riservo di approfondire, ma il suo modo di scrivere è un pollice alzato.

What did you recently finished reading?


Lauren Graham non è Lorelai Gilmore. Ripeto: Lauren Graham NON è Lorelai Gilmore.
Ho letto parecchie recensioni che in sostanza dicevano: "Non c'è nulla di Lorelai o dell'umorismo delle Gilmore in questo libro, che delusione!" Be' questo perché nonostante l'attrice interpreti un personaggio a cui sembra molto vicina, non è quel personaggio. E le Gilmore con la stesura di Un giorno, forse non c'entravano una mazza. Nel modo più assoluto. Se lo iniziate o progettate di leggerlo per questi motivi lasciate perdere, perché anche per chi -come me- si è avvicinata al libro con tanta curiosità, la storia è stata un grosso Meh, no.
La protagonista, Franny, aspirante attrice con un chiaro problema di autostima -nonostante sia la ragazza migliore del corso di recitazione-, viene scelta da un'agenzia per essere rappresentata nel mondo dello spettacolo. E niente, questa è la storia. I provini e i lavoretti a cui partecipa sono inframezzati dalla realizzazione che il mondo dello spettacolo è spietato, che l'attore che le piaceva tanto e con cui è riuscita a "fidanzarsi" è solo un baldo giovine belloccio con la mania di offrire un paio di tette nuove alla fidanzata di turno, che il suo altro "fidanzato/ragazzo di scorta/futuro marito/piano salvagente" si è fidanzato seriamente con un'altra, e che in realtà a lei piace il suo coincuilino a cui aveva precedentemente dato un due di picche nonostante sia l'unico ragazzo della storia con cui si trova bene. A coronare il tutto, il libro non ha una fine. Sul serio, non c'è la fine. E' come se avessero strappato il manoscritto dalle mani della Graham quando lei aveva appena iniziato a scriverla perché dovevano proprio stamparlo. Come quando alle elementari la maestra ritirava il compito in classe senza che voi lo aveste finito. Orrore e disperazione!


 What do you think you'll read next?


Dopo le recenti letture e quelle che ho in corso, già pregusto il momento in cui affonderò la testa in un fantasy. Proseguirò con Heitz e il secondo volume della Saga della Terra Nascosta: La guerra dei nani.
Vorrei scrivervi qualcosa di più preciso, ma il primo volume l'ho letto parecchio tempo fa e lo rispolvererò giusto prima di iniziare questo, così da non scordarmi altri pezzi per strada. Un giorno imparerò a non leggere più saghe insieme.
(Ah, no, non è vero.)


Le vostre letture, invece, a che punto sono? 
Si accettano volentieri suggerimenti su cosa leggere dopo!


Celyan

Reading challenge

Challenge di lettura 2016 - Celyan

15:00

MJ ha pubblicato la sua, io ora vi propongo la mia.
Dopo un anno di lettura abbastanza scarso (si è notato credo) in cui mi sono drogata di fanfiction su vecchie ship decedute -e non-, eccomi qui.
I buoni propositi dell'anno nuovo partono sempre così, con una lista. Insomma, la leggo e mi infervoro da sola immaginando di leggere il mondo, in realtà SO che tra un po' la frenesia cederà il passo a un ritmo più tranquillo ma costante. (Mi impegnerò perché sia costante. Autodisciplina, un altro dei buoni propositi del 2016.)

Come potete vedere qui accanto la reading challenge l'ha creata Pop Sugar -questa è più breve di quella del 2015 non si sa perché- ma in giro ne trovate molte altre,  c'è davvero l'imbarazzo della scelta.
Personalmente mi darò solo qualche indicazione generica da affiancare alla sfida, che tenterò di rispettare nonostante il mio approccio verso la Challenge non sia quello di: "prima controllo la lista e poi scelgo cosa leggere" -che sarebbe lo scopo e l'utilità della cosa- ma proprio il contrario: "libro che mi ispira e poi check della lista, se ho cu*o depenno un punto".
Ma fate così anche voi, vero? Vero??

Tornando alle indicazioni generiche... più classici. Punto uno. Che poi io li adoro, non è uno sforzo leggerli, ma essendo reduce da un anno fiacco anche questo diventa un punto da rispettare.

Almeno un paio di biografie, anche queste le amo, ma quando viene il momento di entrare in libreria e comprare finisco sempre per mettere le mani su altro. Generalmente saghe iniziate e che dovrei portare avanti prima di scordare passaggi fondamentali. (Pff, balla, li scordo lo stesso e poi devo andare a rileggere perché due paginette di "previously on" ancora non le hanno contemplate nei libri.O non in tutti, almeno.)

Terzo punto, finire almeno una saga. (O mettersi in pari con quanto pubblicato, se parliamo di Martin.) Tadadadan. Si, questa è ambizione mista a follia. La verità è che quando inizio non mi importa il numero di libri, ANZI, più la saga è lunga più sono galvanizzata e non vedo l'ora di iniziare a leggere. Fortunatamente anche io ho un minimo di vergogna e ho finalmente smesso di iniziarne di nuove quando ho ancora Martin, la Gabaldon, Heitz, e la Carey da finire. (In realtà anche Margaret Weis e Tracy Hickman, ma siamo realisti... se mai leggerò tutto quello che hanno scritto non lo farò in un anno, men che meno in questo.)

Quarto punto: non iniziare nuove saghe. No. Proprio no. No. Proibito. Codice rosso. No. Proseguire quelle sopraelencate. Solo quelle. (Ma se Virginia de Winter pubblica l'inizio di una nuova saga o il seguito di qualcosa, allora chissenefrega e facciamofintadiniente. Ah, ovviamente aspetto con ansia anche il terzo libro di Robert Galbraith -Career of evil- in italiano. Si, questo punto ha già preso una brutta piega, meglio che chiuda qui prima che mi venga in mente altro.)

Insomma questo è il sunto di quanto mi sono prefissa ma in definitiva, chissà!






Celyan

Winter Reading Tips

Winter reading tips #4

16:00


Eccoci tornate con la rubrica di consigli di lettura per questa stagione di gelo. Quest'anno si è rivelato più freddo del previsto e siamo tutti a rintanarci sotto strati di coperte dai colori imbarazzanti, stringendo tra le mani tremanti tazze fumanti di tè caldo, e cosa c'è di meglio, in queste situazioni, che contornare il tutto con una piacevole lettura? Ve lo dico io: niente. Non c'è niente di meglio.
Ecco quindi i consigli per le letture invernali di oggi: 


1Q84, Haruki Murakami.
Murakami è uno dei miei scrittori preferiti e questo non è un libro facile, non è un libro a cui è semplice approcciarsi; l'elemento onirico e la realtà si fondono ancora di più che in altri suoi romanzi e lo scrittore giapponese ci trasporta in un universo con due lune, in compagnia di due protagonisti molto particolari. 1Q84 è la storia di un viaggio, di una crescita interiore, è un racconto sulla scoperta del proprio io e sulla percezione del mondo, e di come questa cambi da persona a persona, è anche una storia d'amore, ma questo dovrete scoprirlo da soli. Ve lo consiglio perché è proprio quel genere di libro che si inizia in una giornata fredda e uggiosa e che piano, piano ti trascina verso la primavera.


Piccoli suicidi tra amici, Arto Paasilinna.
Se non avete mai letto Paasilinna sappiate che è una mancanza a cui dovete assolutamente sopperire; scrittore finlandese noto per la vena ilare dei suoi romanzi, ecco che il buon Arto ci si presenta con una delle storie più esilaranti di sempre. Un gruppo di Finlandesi depressi decide di noleggiare un autobus per andare a compiere un suicidio di gruppo, qualcuno ha detto Lemming? ESATTO! Esattamente come i lemming! Solo che niente andrà come previsto e dopo un folle e impevedibile viaggio attraverso l'Europa, quanti di loro avranno ancora voglia di suicidarsi? Vi invito a scoprirlo per ritrovare il buon umore, oltre al freddo e oltre al termosifone che funziona male ci può essere anche altro, tipo un bel sorriso. 


Michele Strogoff, Jules Verne. 
Sì, di Verne di solito si leggono altri libri, ma questo rimane uno dei miei preferiti in assoluto, sia per l'ambientazione - siamo in Russia alla fine del XIX secolo - che per i personaggi, vi innamoretete di Michele e di Nadia, ve lo prometto. Verne abbandona il suo tono didascalico per dedicarsi a quella narrativa più classica spesso in grado di conquistare il cuore di adulti e ragazzi. Michele Strogoff è un romanzo adatto a tutte le età, che racconta la storia di un corriere dello Zar e delle traversie che incontra nel tentativo di recapitare un messaggio di straordinaria importanza; è una di quelle storie che prendono di colpo e rimangono nel cuore, e non posso esimermi dal consigliarla per queste fredde giornate (tanto non avrete mai freddo come loro in Siberia, consolatevi).



Ne avete già letto qualcuno? Li conoscevate? 
Sperando di avervi almeno un po' incuriosito, me ne torno allo studio (sigh).
 

Maryjane

 
 

Recensioni Celyan

Shadowhunters, The mortal instruments - L'epopea continua

15:00


Perché epopea? E' presto detto. Dopo una saga cartacea, un film, uno show televisivo, il massive recast e i pareri discordanti che fioccano senza sosta, il termine mi sembrava più che adatto.
Premessa: ho letto i libri e con questa saga ho un rapporto conflittuale piuttosto semplice: trovo sia stata scritta in modo quasi imbarazzante, non ho tollerato Simon per almeno la metà del tempo -a tratti è riuscito a eclissare anche la fastidiosità di Clary-, a un certo punto il plot ha seriamente rischiato di farmi venire l'ulcera e non parlerò di Cassandra Clare e i suoi precedenti come autrice di ff solo perché non voglio che ci piombino gli elicotteri del FBI sul tetto di casa. In sintesi, trovo che il trash dei libri sia stato fedelmente riprodotto nella serie televisiva. Per contro, mi sono affezionata velocemente a quasi tutti i personaggi e, considerato che a me il trash fa ridere, quando il plot e la scrittura hanno iniziato a starmi stretti ero ormai troppo innamorata di determinati personaggi e relazioni per mollare tutto.

 
Detto ciò...
Partirò dicendo che, onestamente, non capisco. Non capisco la problematica che aleggia attorno a questa saga per cui qualsiasi trasposizione televisiva risulta essere una ciofeca agli occhi di una parte consistente del fandom.
Ci sono show che sono stati cambiati in modo molto più radicale, l'unica differenza è che in questo caso la saga cartacea era già molto popolare anche prima della trasposizione televisiva.
Isabelle è adorabile, ma sembra pronta per il turno di notte sulla statale. E non mi aspettavo nulla di diverso perché è così anche nei libri.
Clary cambia stile di vita e guardaroba in tempo zero. Ma ero preparata, è così anche nei libri.
Jace a Clary in modalità flirt già da subito? Certo, sono così anche nei libri.
Lo show è trash, ma non è una sorpresa, perché lo sono anche i libri.
Ebbene si. Stiamo parlando di una saga YA con vari elementi trash e un tipo di scrittura che non grida "livello avanzato" da nessun poro, ma ci si passano ugualmente pomeriggi divertenti senza troppi pensieri.
Parlando dei personaggi, invece, direi che possiamo soffermarci su Clary già da subito.
Qualcuno mi spieghi perché corre così. Chi glielo ha consigliato? E' come se avesse una stecca in mezzo alle natiche e l'obiettivo della corsa fosse il non farla cadere, altrimenti 10 punti in meno a Tassorosso. (Sia chiaro, nonostante i capelli io questa non la metto a Grinfondoro.)
Sono perplessa. Ma lo confesso, è una delle cose che più mi fa ridere dello show. Un po' come Chernobyl e l'aura da piccolo chimico con problemi mentali data a Valentine. E non parliamo di Jace e la sua camminata stile macho man, lo vedrei benissimo in mimetica a guidare un carroarmato nel centro di Falluja.
Ripeto, queste sono tutte cose che mi fanno ridere al pari delle battute di Simon che, però, alla seconda volta che mi dice "Clary, andiamo alla polizia" mollerei già uno sganassone perché non puoi continuare a essere così ottuso dopo tutto quello che hai visto. Non puoi. E' contro la legge.
L'attore, invece, Alberto Rosende è carinissimo. Mi sono cercata dei video di interviste al cast perché considerato quanto la loro recitazione mi ha impressionata avevo almeno bisogno di sapere che fossero brave persone. Simpatiche, persino. (Vi consiglio di fare lo stesso.)
Su Isabelle non ho molto da dire, mi sembra un po' plasticosa. Sarà il latex. Ma so cosa accadrà, quindi aspetto che arrivino momenti migliori per lei e Simon. E per momenti migliori intendo momenti vagamente introspettivi dove per almeno 30 secondi le battute sarcastiche vengono lasciate da parte. Ma questo lo aspetto un po' per tutti.
Come aspetto un approfondimento sul legame parabatai di Jace e Alec, una delle mie cose preferite nei libri e che, però, viene lasciata un po' così... Allo sbando.
Daddario e Harry Shun mi hanno convinta, sia individualmente che come aspettativa della ship che deve venire a crearsi, quindi posso dire senza vergogna che sono la cosa che aspetto con più trepidazione.
No shame.
Sugli effetti speciali e i demoni -più simili ad alieni che altro- non mi pronuncio.
Insomma, è lo stesso network di Ouat, non serve dire altro.
Fa tutto parte del fascino e, in fin dei conti, diamo loro tempo di crescere. Anche perché ho bisogno di una ship che sostituisca quelle che ho perso, quindi questo show in qualche modo deve andare avanti.
Ho bisogno dei Malec.
Poche storie.

(Ti aspettiamo al varco, Magnus.)


Celyan



Top Ten Tuesday

Top Ten #6 - Top Ten Books I've Recently Added To My TBR

14:00

Eccoci di nuovo all'appuntamento con la rubrica creata dal blog The Broke and the Bookish, il tema selezionato oggi dal blog di origine sono i libri che abbiamo aggiunto di recente alla nostra TBR. 
Siccome qui è una continua scoperta di nuovi libri, come dire di no ad una lista così interessante? Chissà poi che anche voi abbiate qualche suggerimento di lettura a cui non avevamo pensato.


Top Ten Books I've Recently Added To My TBR


Partiamo subito senza indugio con i libri scelti da Maryjane:

1. La Valle dell'Eden, John Steinbeck - Nel paese di Nod, a est del giardino dell’Eden, dove la progenie di Caino andò a vivere secondo la leggenda biblica e che nel romanzo di John Steinbeck corrisponde simbolicamente alla valle percorsa dal fiume Salinas nella California settentrionale, si intrecciano le storie di due famiglie, gli Hamilton e i Trask. Protagonisti della saga, che va dalla Guerra civile alla Prima guerra mondiale, da una parte il vecchio Samuel Hamilton, immigrato dall’Irlanda; e, dall’altra, Cyrus Trask insieme ai figli Adam e Charles, e ai nipoti Aron e Caleb, gemelli nati dalla misteriosa Cathy Ames, reincarnazione di Eva e di Satana allo stesso tempo, emblema del male nel mondo, con il quale tutti nel corso della lunga vicenda devono misurarsi. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1952 e ora riproposto nella nuova traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini, La valle dell’Eden è il romanzo in cui Steinbeck ha creato i suoi personaggi più affascinanti e ha esplorato più a fondo i suoi temi ricorrenti: il mistero dell’identità, l’ineffabilità dell’amore e le conseguenze tragiche della mancanza d’affetto.

Ho comprato questo libro verso la fine dello scorso anno ed è quindi nella mia TBR da molto meno di altri che sono lì a vegetare da diversi mesi. Ho amato con tutto il cuore Furore e anche Uomini e topi, iniziare un nuovo libro di Steinback per me non è che un invito a scoprire ancora una volta un romanzo che mi porterò nel cuore. Quindi sì, è lì e aspetta di essere letto, cosa che spero avvenga il prima possibile. 

2. La gigantesca barba malvagia, Stephen Collins - Su un'isola moderna e tranquilla, la vita scorre metodica e ordinata, secondo alcuni anche troppo ordinata, fino al giorno in cui Dave, calvo tranne per un singolo capello, non viene assalito e sopraffatto da un'inconsueta... mostruosità. Né l'esercito né i migliori parrucchieri sembrano potere nulla contro l'espansione della barba più esuberante della storia dell'umanità. Cosa devono fare di Dave gli isolani? E come si salveranno dalla gigantesca barba malvagia? Il primo libro della nuova stella del fumetto inglese, "La gigantesca barba malvagia" è una sorprendente fiaba sulla vita, la morte e il significato della barba.

Eccoci con la prima delle Graphic Novel di questa top ten, come potete capire si tratta di un volume unico dalla trama apparentemente non troppo impegnativa; non fatevi ingannare perché da quanto ho letto e sentito in giro in questo fumetto dall'aria accattivante presenta rivolti molto più profondi di quanto non possa apparire ad una prima occhiata! 

3 The red rising, Pierce Brown - La terra sta morendo. Darrow è uno dei Rossi, un minatore che vive sotto la superficie di Marte. Il suo obiettivo è di estrarre una quantità sufficiente di materiali preziosi per avere un giorno la possibilità di riconquistare la superficie del pianeta e permettere agli esseri umani di viverci. I Rossi sono l'ultima speranza dell'umanitò. O almeno così sembra, finché un giorno Darrow non scopre che è tutta una menzogna. Marte diventato abitabile - ed è stato abitato - da generazioni, da una classe di persone che si fa chiamare gli Oro. Una classe di persone che considera Darrow e i suoi compagni come fossero schiavi, e che li spinge - senza remora alcuna - a lavorare fino a farli morire di fatica. Questo fino al giorno in cui Darrow, con l'aiuto di un misterioso gruppo di ribelli, camuffatosi da Oro e infiltratosi nella scuola di comando, non cerca di distruggere i suoi oppressori lavorando dall'interno. La scuola di comando, però, è un campo di battaglia e Darrow non è l'unico studente con uno scopo. Rompere le catene. Vivere per qualcosa di più.

Non so nemmeno dire se questa trama mi ispiri o meno e sinceramente non me ne frega una ceppa. L'altro giorno ho fatto una scoperta: l'istagram di Pierce Brown. MADONNA SANTA DEL CARMINETO DI LOURDES, GRAZIE PER QUESTI DONI. Davvero, grazie. Quest'uomo è così bello che io comprerò tutti i suoi libri per partito preso e se vuole lo sposo anche avremmo dei figli bellissimi. Il mio vero problema è che temo sia gay e che quindi mi stia gasando di nuovo per un uomo con cui non c'è trippa per gatte. Comunque sì, questo libro è in TBR per solide motivazioni (e Mel mi dà ragione).

4. Beautiful you, Chuck Palaniuk - Mettiamo che uno scrittore voglia raccontare la favola di Cenerentola e mettiamo che questo scrittore sia Chuck Palahniuk, quale storia ci capiterebbe tra le mani? La storia di Penny Harrigan, giovane impiegata dall'aspetto scialbo e i desideri opachi che passa le sue giornate a servire caffè in un ufficio di avvocati. E lì che un giorno incontra Cornelius Linus Maxwell, bellissimo, ricchissimo, divorziatissimo. Sorprendentemente Maxwell la invita a cena e a un dopo cena nella suite di un albergo da miliardari ed è qui che, taccuino alla mano, le fa sperimentare il più alto grado di piacere. Tutto magnifico, vero? Non esattamente, perché Penny scopre presto di essere la cavia per il collaudo di una linea di "sex toys only for ladies" che Maxwell sta per lanciare, chiamata "Beautiful you". È un successo planetario dalle conseguenze devastanti: famiglie distrutte, bambini abbandonati, uomini ignorati, donne inchiodate alla dipendenza pressoché ininterrotta dai fantastici, e micidiali, giocattoli di Maxwell. E Penny? Deciderà di essere complice del più grande spacciatore di piacere mai esistito o proverà a salvare il mondo dalla sua dipendenza cieca da prodotti genialmente confezionati?

Non ho mai letto Palaniuk, ma l'altro giorno passeggiavo allegramente in libreria e la copertina mi ha catturato l'occhio, come a dire "Ehi, sono qui!", così ho letto la trama e me lo sono segnato perché sembrava intrigante e mi irritava meno rispetto ad altri suoi libri. O meglio, rispetto alla trama di altri suoi romanzi, quindi credo che possa essere la volta buona che riesco ad accostarmici. 

5. FABLES deluxe#1, Bill Willingham - Immaginate che tutti personaggi delle fiabe più amate siano reali e vivano tra di noi, con tutti i loro poteri intatti. Come ricuscirebbero a sopravvivere nella nostra realtà mondana e priva di magia? La risposta in "Fables", la rivisitazione di Bill Willingham del classico canone delle fiabe. Da Biancaneve al lupo cattivo, da Riccioli d'Oro a Cenerentola, tutti i personaggi delle favole ritornano come gruppo di esiliati che vive a Favolandia, un quartiere di New York magicamente mimetizzato al resto del mondo.

Ho iniziato da poco a giocare a The Wolf Among Us, videogioco ispirato a questa serie di fumetti, così ho pensato che fosse il momento giusto per incominciare a leggerla e ho comprato il primo volume del formato Deluxe. Non appena finirò il gioco inizierò la lettura!



6. Il caso Mersault, Kamel Daoud - “Ti riassumo la storia prima di raccontartela: un uomo che sa scrivere uccide un arabo che quel giorno non ha neppure un nome – quasi l’avesse lasciato appeso a un chiodo prima di entrare in scena –, e poi comincia a spiegare che è tutta colpa di un Dio che non esiste e di ciò che ha capito sotto il sole e per il fatto che la salsedine lo costringe a chiudere gli occhi. Perciò l’omicidio rimane un atto assolutamente impunito e non è un delitto poiché non esiste legge fra mezzogiorno e le due, fra lui e Zoudj, fra Meursault e Moussa. E in seguito, per settant’anni, tutti si sono adoperati a fare sparire in gran fretta il corpo della vittima, a trasformare i luoghi dell’omicidio in un museo immateriale e a discorrere sul significato del nome dell’assassino. Che cosa significa Meursault? “Morto solo”? “Morto sciocco”? “Non muore mai”? Per mio fratello, invece, in tutta questa storia non è stata spesa neppure una parola. E tu, come tutti quelli prima di te, hai preso una cantonata. L’assurdo lo portiamo sulle spalle o nel ventre delle nostre terre io e mio fratello, non quello là.”

Che dire di questo libro? Non so come ci sia finito nella mia TBR, so solo che poco tempo fa sono andata a fare un salto in libreria e la copertina mi ha attirata come un magnete. Non ci ho nemmeno provato ad oppormi, ne ho letto una pagina e mi ha conquistata e ora è qui sullo scaffale che mi guarda e aspetta. 

7. Fine missione, Phil Klay - Forse nessuno torna da una guerra. Forse anche il ritorno a casa, per chi è stato bravo o fortunato a sufficienza, non è altro che un cambiare fronte, ingaggiare una nuova battaglia; forse non è altro che l'inizio di una nuova missione. La prima storia, che dà titolo al libro, è proprio questo: il ritorno a casa di un reduce. In Iraq ha fatto delle cose terribili: il ricordo di quando, la notte, andavano a caccia di cani che altrimenti avrebbero mangiato i cadaveri ai bordi delle strade non è nemmeno la piú atroce, tra le memorie che lo perseguitano. A casa, in mezzo a gente che non ha idea di dove sia Falluja, ritrova la fidanzata - tra loro una nuova, sconosciuta distanza e il vecchio cane. Ma l'animale è malato, non gli resta molto da vivere. Il marine ha ancora l'M16: a casa come al fronte dovrà uccidere un cane. In "Dopo l'azione" protagonista è il trauma, la traccia lasciata dalla violenza commessa che si attacca al carnefice e lo perseguita: e come un fantasma, una possessione, si trasmette di uomo in uomo. Quelle che racconta Klay sono storie che possiedono l'accecante lucore della verità. Sono storie che rivelano la complessa combinazione di burocrazia, noia, cameratismo e violenza che compongono la vita quotidiana di un soldato in guerra; e la solitudine, il rimorso, la disperazione che accompagnano ogni uomo nella vita in tempo di pace.

Non so cosa mi abbia colpito di questo libro, forse è stata la copertina, forse la prima frase della sinossi, ma nel momento stesso in cui l'ho visto ho capito che sarebbe venuto a casa con me. Ed è in casa da tipo quattro giorni, ma già sta urlando dal suo scaffale, lamentandosi per venire letto, chi glielo dice che ci sono libri che aspettano da ben prima di lui?

8. Appunti di un giovane medico, Michail BulgakovQuesti racconti tesi, asciutti, drammatici, percorsi da una vena sottile di umorismo narrano, in prima persona, alcuni episodi vissuti dall'autore in un angolo sperduto della provincia russa a contatto con un'umanità primitiva e superstiziosa. Essi sono la trasposizione letteraria della durissima "prova iniziatica" subita dal giovane Bulgakov, appena uscito dalla facoltà di medicina e spedito a dirigere un ospedale rurale e ad affrontare, da solo, casi clinici spesso sconvolgenti. Costituiscono inoltre il punto d'incontro della duplice personalità scientifica e artistica di Michail Afanas'evic e testimoniano il suo passaggio dall'attività medica all'attività di scrittore.

Sul pc ho da un po' la serie omonima con Daniel Radcliffe e John Hamm e solo di recente ho visto il primo episodio; la mia coinquilina poi sta facendo pressing perché si veda assieme la serie e allora a me è venuta voglia di capire prima da dove sia tratta, così mi sono presa il libro e visto che non sono più di duecento pagine prevedo sarà una delle prossime letture, così poi potrò godermi anche la serie!

9. Andromeda, Michael Crichton - Se in una bottiglia può trovar posto un numero di batteri dieci volte maggiore del numero degli abitanti del pianeta, allora è probabile che un eventuale incontro dell'uomo con una forma di vita extraterrestre avvenga su un piano ben diverso da quanto immaginato da certi scrittori affetti da romanticismo. Arizona, fine anni Sessanta. Un satellite, atterrato dopo aver compiuto la sua missione nello spazio, sparge una terribile, misteriosa malattia... La scoperta del ceppo Andromeda provoca un vero terremoto nella comunità scientifica: "quasi tutti gli interessati alternano momenti di brillante intuito a momenti d'inspiegabile stupidità". In gioco la vita stessa dell'uomo sulla Terra.

Sarò sincera: io questo libro l'ho già letto. È successo una vita fa, ero in campagna dai miei nonni ad annoiarmi e stavo curiosando nella biblioteca di mio nonno, grande lettore e collezionista disordinato di libri, quando mi imbattei per caso in questo volume. Fu il primo vero libro di fantascienza che lessi e mi piacque tantissimo. Qualche giorno fa stavo sistemando gli ebook e me lo sono vista passare davanti e ho sentito l'impellente necessità di rileggerlo perché lo ricordo solo a pezzi, così eccolo infilato immediatamente in TBR.

10. Fatherland, Robert Harris - Nel 1964 Berlino è la capitale di un impero che si estende dal Reno agli Urali. Il presidente degli Stati Uniti decide di recarsi in Germania per trattare con Hitler, ormai settantacinquenne e sempre al comando. Ma alla vigilia dell'incontro un gerarca nazista muore misteriosamente. Dalle indagini sul caso affidate a Xavier March, brillante investigatore berlinese, emerge il vivido ritratto di una società corrotta e scontenta, di un potere ancora forte, ma totalmente destinato alla disgregazione. Un thriller fantapolitico raggelante e grandioso. Un romanzo eccitante nato da un'ipotesi storica che fu sul punto di avverarsi e di cambiare il destino del mondo.

Non avrei MAI pensato di leggere questo libro, non ha niente che mi attiri. La storia non è il mio genere, la copertina è una di quelle photoscioppate cesse che guardi e dici "NOPE", e il setting è così poco convincente che levati. Allora perché è qui? Perché qualcuno me ne ha parlato bene. Stavo parlando di libri con questo mio amico e lui mi ha chiesto se avevo letto Fatherland - OVVIAMENTE NO - mettendosi poi a incensarlo, così ho pensato "Beh, se lui legge quello che gli consiglio, potrei farlo anche io, almeno per una volta". Così ecco come questo coso è arrivato nella mia TBR ed ecco come mai lo leggerò. Credo. 



CHE PARTO!
Ora che sapete i miei, quali sono i libri che avete aggiunto alla vostra TBR più di recente?


Maryjane





Reading challenge

Challenge di lettura 2016 - Evamordelamela Ѽ

15:00




Il 2015 è stato l’anno in cui ho macinato una quantità meravigliosa di libri, d’altronde – come non mi stanco mai di ripetere – il Kindle mi ha donato, da lettrice, una seconda vita. Ho scoperto nuovi e brillanti autori, ho esplorato generi che mai mi sarei sognata, ho completato tutta la bibliografia edita e disponibile di una delle mie scrittrici contemporanee preferite, ho ripreso seriamente in mano dei classici che al liceo guardavo con la diffidenza di una mente ottusa… insomma, negli ultimi dodici mesi, da viaggiatrice immobile mi sono data parecchio da fare.

L’anno appena iniziato non dovrà deludere le mie aspettative! Mi sono posta l’obiettivo modesto di 110 libri, e spero che saranno tutti qualitativamente validi. Sullo scaffale To-Read ho una scelta vasta, quasi imbarazzante, direi. Non cerco solo un libro che accompagni i miei momenti vuoti, cerco parole in grado di rovesciarmi il cuore, di scardinare la mia visione del mondo e di regalarmi spunti per delle riflessioni.

E dopo questa analisi generica delle premesse, passo a illustrare nel dettaglio le sfide a cui intendo sottopormi!

1. Gilmore Girls Complete Reading List – Sono eoni che rimando. Tra quelli elencati, ne ho letti solo 27. Quest’anno spero di leggerne almeno altri 20.
2. Letture neglette – Trattasi del Reparto Volumi Lasciati A Metà, che negli anni si sono accumulati e per me rappresentano più degli scheletri nell’armadio che dei libri impolverati sullo scaffale. Ci sono romanzi che non meritano questa incuria, e adesso, più per testardaggine e imperativo categorico kantiano che per altro, un libro lo finisco, anche se non mi piace. Un tempo non ragionavo così, ma soprattutto molti di quei titoli non sono riuscita ad apprezzarli come meritavano perché mi erano stati imposti dai professori. Orbene, tra questi, intendo leggerne la metà: per l’esattezza 42.
3. Letteratura russa – È arrivato il momento di farmi un’idea critica sullo stile sovietico, incoronato dalla più autorevole opinione pubblica. Ammetto di avvicinarmi ai grandi mostri sacri con reverenziale timore, malgrado abbia cercato di allontanare quanti più pregiudizi possibile, anche a livello di aspettativa. Da Dostoyevsky a Puškin, da Tolstoj alla stessa Aleksievič (che sì, ok, è bielorussa, ma quisquilie). Con questi volo basso: 4.
4. Non Sono Uno Stalker Giuro* – Per questa categoria sono ancora indecisa. Il 2015 è stato l’anno di Amélie Nothomb, il 2016 di chi? Al momento propendo per l’inglese Jonathan Coe. Produzione tradotta in italiano: 9 romanzi.
(*Il titolo è stato dato da Maryjane qualche anno fa, in occasione di una reading challenge del blog.)

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