una nuova rubrica incentrata sui generi letterari, oggi presentiamo:
Young Adult: un nome, una condanna.
Cos'hanno in comune Carrie di Stephen King, Oliver Twist di Dickens, Sherlock Holmes di Conan Doyle, Città di ossa di Cassandra Clare e Obsidian della Armentrout?
Niente, direte voi.
Sono generi diversi, scritti in periodi diversi, da autori diversi.
Verissimo, come darvi torto, ma tutti questi titoli hanno qualcosa in comune, qualcosa che a prima vista può sfuggire: sono tutti Young Adult.
Supercazzola colossale, direte voi. Già vi vedo a storcere le labbra dopo questa mia affermazione, già tentati di smettere di leggere, ma vi prego di seguirmi in questo percorso di analisi e critica di un fenomeno a mio parere troppo diffuso.
In inglese il termine Young Adult indica tutti i romanzi per ragazzi, da un'età che vai di 7/8 anni fino ai 20, ecco dunque spiegato l'arcano, per gli inglesi - che siano americani, britannici o australiani ha poca importanza - la cosa fondamentale non è tanto il contenuto, non è tanto come è scritto, quando l'età media delle persone a cui è rivolto il romanzo che va a classificarlo come YA.
Di conseguenza ci ritroviamo un miscuglione, Il signore delle mosche accanto ad Hunger Games, Piccole Donne accostato con Obsidian, Oliver Twist sullo stesso piano di Artemis Fowl (e sia ben chiaro, io adoro Artemis Fowl), Il conte di Montecristo accostato a Shatter me, insomma cose che farebbero accapponare la pelle ai più arditi lettori di trash. A me, poco ma sicuro, questa grande accozzaglia di titoli fa venire i brividi.
Per un italiano Oliver Twist e Il conte di Montecristo sarebbero romanzi di formazione, Artemis Fowl un libro per ragazzini, Lo hobbit un libro per bambini, Carrie un horror, e cosa finisce nello Young Adult? Perché in Italia questa dicitura accoglie solo libri di un certo genere? Perché non ci sogneremmo mai di classificare Piccole donne come uno YA, ma la serie di Mortal Instruments sì?
Personalmente credo che la questione dipenda da due cose fondamentali:
1) lo stile di scrittura.
2) la profondità/complessità/originalità della trama.
Partiamo dal presupposto che trovo ridicolo l'utilizzo del termine Young Adult in Italia; è una cazzata, abbiamo già una divisione italiana dei generi letterari e non ci serve a nulla adottare un termine inglese così vago per classificare un certo tipo di letteratura che dovrebbe essere rivolta un pubblico medio di sedicenni, ma che alla fin della fiera viene letta principalmente da ventenni. Non prendiamoci in giro, quelli che noi consideriamo Young Adult sono una serie di romanzi per ragazzi ed è inutile inserirli in una categoria nuova chiamandoli romanzi per giovani adulti, giovani cosa? O sei un ragazzo o sei un adulto, punto. Non c'è una via di mezzo: bambini, ragazzi, adulti.
Gli Young Adult sono scritti spesso in modo mediocre, accomunati fin troppe volte dall'uso poco sapiente della prima persona, dalla mancanza di congiuntivi, di sinonimi, della conoscenza della lingua non solo con cui sono scritti, ma anche con cui sono tradotti. Questi libri ci abituano a una povertà di linguaggio tale che oramai per i giovani liceali diventa pesante persino leggere Il giovane Holden, per le ragazze Orgoglio e pregiudizio rimane un film perché il libro è troppo noioso e figuriamoci poi l'idea di avvicinarsi ad un romanzo spesso come Il conte di Montecristo. Il lessico si perde insieme ai tempi verbali e anche quelle persone, i lettori, che una volta erano i detentori un linguaggio più forbito e ricercato ora sono abituati a parlare per grugniti. Siamo arrivati al punto per cui non c'è più differenza tra sorridere e ghignare, in cui si può ripetere sessantacinque volte il verbo dire perché i suoi sinonimi oramai sono inutili, in cui passiamo sopra alle ripetizioni perché tanto... perché tanto cosa? Perché tanto c'è Fabio Volo che rappresenta l'italiano medio?! Andiamo! Ragazzi miei un po' di autocritica.
Ci facciamo infinocchiare da romanzetti tutti uguali, con la stessa protagonista goffa, ma bellissima, il solito triangolo amoroso con il bello ma dannato e il bellissimo ma non troppo dannato; tutti con le stesse copertine, così uguali che oramai non sappiamo nemmeno più se in libreria li abbiamo già o meno, perché alla fine si assomigliano tutte, con un primo piano un po' troppo marcato di una modella a caso e uno sfondo sfocato. Persino i titoli sono pressoché identici, tutti rigorosamente nel medesimo format.
Ed eccoci poi alle trame, che, sì, magari variano un po' tra loro, alcune di queste autrici hanno anche delle idee brillanti - ogni tanto. Ma la verità è che finiscono col perdersi nel mucchio, si perdono tra le mille altre autrici i cui personaggi sono esattamente identici ai loro. Sono fatti con lo stampino, sono scritti con lo stampino e noi come povere polle ci esaltiamo anche, leggendo, e ce ne usciamo con frasi del tipo: "Oh, ma questa protagonista è una ganza!".
Ganza era Morgana nel ciclo di Avalon, ganza era Hermione in Harry Potter, ganza era Claire ne La Straniera, ganza era Anna Karenina o Milady nei Tre Moschettieri, ma definire ganza o figa o tosta una di queste protagoniste è un azzardo. Un branco di debosciate che non sono capaci di girarsi da sole nemmeno in casa loro e che non riescono a fare altro che sbavare dietro al belloccio di turno.
Smettila MJ, stai generalizzando!
Oh, ma senza dubbio, questa è una generalizzazione bella e buona, non tutti gli YA fanno schifo, ma è anche vero che non considero tutti i romanzi per ragazzi degli YA, perché oramai nella mia testa - così come nella testa della maggior parte della gente - il termine YA è sinonimo di scadente. È razzismo libresco, direte voi e forse avete ragione, ma l'esperienza mi porta a mal giudicare solo cose che leggo e di conseguenza vuol dire che per permettermi di dire una cosa di questo genere vuol dire che la mia buona dose di YA li ho letti.
Sì, ci sono i casi a parte, ci sono degli YA carini, alcuni addirittura belli, ci sono quelli che ti piacciono anche se non sono altro che romanzi mediocri e quelli di cui ti innamori nonostante tu ti renda conto di quanto siano terribili, ma questo non toglie il fatto che questo genere sta diventano abusato e che il 90% dei suoi esponenti siano brutti libri.
Perché quindi? La risposta molto semplice è che vende. Vende molto di più classificare un libro come Young Adult e venderlo a un pubblico vasto che classificarlo come romanzo per ragazzi e venderlo solo agli under 14. Certo, forse dovremmo chiederci se non sia anche colpa nostra, che ci adeguiamo a comprare una massa di libri scritti male solo per avere la possibilità di leggere storie mediocri con eroine fintissime in cui identificarci.
Perché quindi? La risposta molto semplice è che vende. Vende molto di più classificare un libro come Young Adult e venderlo a un pubblico vasto che classificarlo come romanzo per ragazzi e venderlo solo agli under 14. Certo, forse dovremmo chiederci se non sia anche colpa nostra, che ci adeguiamo a comprare una massa di libri scritti male solo per avere la possibilità di leggere storie mediocri con eroine fintissime in cui identificarci.
Forse il problema dello YA siamo noi e sono tutte quelle persone che non leggono altro, perché una volta che ti abitui a leggere solo quel genere è difficile passare a libri un po' più di spessore. Se vi identificate in questa categoria di lettori, dediti solo a un genere letterario (che poi lo Young Adult non è nemmeno un genere letterario, ma lasciamo stare) come lo Young Adult, allora vi chiedo io: perché? Perché vi fissate a leggere solo questo genere di romanzi? Perché non provate anche altro?
Alle volte credo che sia un po' un problema mio, una forma di snobismo letterario forse, ma la verità è che oramai faccio davvero fatica, faccio fatica a non incazzarmi nel leggere tempi verbali sbagliati, nel vedere personaggi inconsistenti, personaggi maschili violenti e negativi fin troppo amati, figure retoriche senza senso, paragoni del tutto casuali. Mi dispiace, ma non posso credere che i libri per ragazzi adesso siano questo.
Non voglio crede che non ci sia un altro modo per avvicinare i giovani alla letteratura che non sia presentare loro una serie di libercoli scritti a culo. Dov'è finito il buon fantasy con cui siamo venuti su tutti quanti? Dov'è Artemis Fowl? Dove Walter Moers? Cazzarola, ricordo quanto mi sentii trasgressiva quando a tredici anni presi L'amante di lady Chatterly dalla libreria dei miei genitori, adesso a tredici anni tutti hanno già letto Cinquanta sfumature di grigio. Io volevo sposare Athos, adesso la gente se ne va in giro dicendo che vorrebbe sposarsi un tizio chiamato Quattro, Athos era un semidio, una montagna, ma ora siamo passate ad innamorarci di un'esemplare di maschio noto per le palle che dice e le cose che nasconde. Mr Darcy è andato in pensione anticipata da quando Jace Wayland ha fatto la sua comparsa soppiantando le maniere da gentleman di Fitzwilliam con il suo egoismo e la sua arroganza.
E la cosa che io trovo ridicola è che non è che io abbia seimila anni, non ho l'età di mia madre, devo ancora farne 25, quindi cos'è cambiato? Nel giro di mezza generazione, cosa diavolo è cambiato? Abbiamo deciso di adattarci a un livello di scrittura più basso? Abbiamo deciso di farci andare bene storie scadenti per non fare fatica?
Credo, per questo primo appuntamento con la rubrica, di essermi dilungata anche troppo andando a finire un po' fuori tema, mi sono lasciata prendere la mano e mi scuso con chi si sente tirato in causa in prima persona, metterò un disclaimer sotto. Detto ciò, il prossimo genere di cui vi parlerò sarà la fantascienza, quindi preparatevi e allacciatevi alle poltrone, anche perché dal prossimo giro si inizia a fare sul serio. Niente più tirate sentimentali da vecchia sotto LSD.
Maryjane
DISCLAIMER: Sia chiaro, con questo post non voglio offendere nessuno, ma semplicemente esprimere quella che è la mia opinione su un fenomeno di vasta scala come quello degli YA. Questa è un'opinione personale, che non pretende in alcun modo di essere una verità assoluta, una critica a chi ama solo questo genere di libri o come simili.

