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venerdì 25 marzo 2016

Il college delle brave ragazze

Titolo: Il college delle brave ragazze
Autore: Ruth Newman
Pagine: 311
ISBN: 978-8811679714
Prezzo: 9,27
Trama: Cambridge, Ariel College. Olivia giace rannicchiata in posizione fetale, il cadavere della sua amica June ancora caldo accanto a lei. Mezza nuda, gli occhi sbarrati, completamente ricoperta di sangue, è incapace di riferire quello che ha visto. Olivia è dolce e timida, ma ha lottato duramente per studiare nel prestigioso college, decisa a lasciarsi alle spalle le proprie origini modeste e la difficile vita della grigia periferia di Londra. All'Ariel College ha trovato la sua dimensione, nuovi amici e Nick, il grande amore. Adesso la brillante studentessa giace in un letto di ospedale, in stato catatonico, ed è l'unica che possa far luce, con la sua testimonianza, sulla catena di omicidi che stanno sconvolgendo la tranquilla atmosfera universitaria del college. Il Macellaio di Cambridge, un serial killer sorprendentemente meticoloso, ha colpito di nuovo. Tutte ragazze. Tutte belle, popolari e sicure di sé. Gli studenti vivono nel terrore e nel sospetto, continuamente accerchiati dagli agenti che indagano sul caso e da giornalisti d'assalto in cerca di scoop. Nessuno è al sicuro, e Matthew Denison, lo psichiatra che da tre anni collabora con la polizia nel tentativo di smascherare l'assassino, lo sa bene. È per questo che deve riuscire a conquistare la fiducia di Olivia e valicare le sue barriere psichiche per giungere il prima possibile alla verità. Ma la lotta fra le due menti si trasformerà in un duello senza esclusione di colpi.

Primo libro della Newman per me, autrice che rileggerò sicuramente con piacere.
Non sono mai stata una divoratrice di mistery-gialli, ma negli ultimi tempi autori come lei, Robert Galbraith e Joel Dicker mi hanno aperto un mondo molto più grande.
Lo stile della Newman scorre veloce, senza perdersi in descrizioni superflue (che tanto però avrei amato lo stesso) ma il punto bonus -che mi fa sempre un piacere immenso notare- e quello di vedere autori che si documentano durante la stesura di un libro che va a toccare temi di cui serve una certa competenza.
Sin dall'inizio del libro il lettore può tranquillamente -o no- farsi una propria idea sul colpevole, ma il gioco psicologico in cui sono coinvolti i personaggi non farà che mettere in dubbio le vostre convinzioni pagina dopo pagina, perché il classico "non tutto è come sembra" in questo libro viene utilizzato ad alti livelli.
Impossibile arrivare a chiudere il libro con tranquillità, spererete fino all'ultimo che ci siano più pagine del previsto.
Vorrei davvero dirvi di più, tanto di più, parlare delle peculiarità di determinati  personaggi costruiti con meticolosa precisione e caratterizzazione, ma non posso. Non posso perché finirei per spoilerarvi passaggi importanti del libro e questo è uno di quei libri che vanno gustati senza la minima traccia di spoiler.
Onestamente non mi capacito del fatto che ancora non esistano un film o una miniserie tv tratti da questa storia. Il materiale è ottimo e la Newman è una di quelle autrici che merita di vedere il suo lavoro trasposto sullo schermo.




Preciso che le tre pecorelle non sono quattro perché sono ancora sull'onda dei feels, non perché in qualche modo giudichi la qualità della storia carente.


Celyan

lunedì 14 marzo 2016

La guerra dei nani

Titolo: La Guerra dei Nani
Autore: Markus Heitz
Saga: La Saga dei Nani (Le cinque stirpi - La guerra dei nani - La vendetta dei nani - Il destino dei nani)
Pagine: 586
ISBN: 978-88-502-2163-9
Prezzo: 12,00
Trama: Dopo la vittoriosa guerra contro lo stregone Nudin, torna la prosperità per i popoli della Terra Nascosta e nasce un'inedita alleanza tra nani, elfi e uomini. Tungdil, l'eroe dell'epica battaglia di Giogonero, è pronto a ripopolare le caverne del regno dei Quinti insieme con gli elementi più validi delle cinque stirpi e a stringere un patto con Balyndis; la nana che ha forgiato la Lama di Fuoco. Ma la storia d'amore di Tungdil e il suo ruolo di guida dei nani sono messi alla prova da una doppia minaccia: i mezz'orchi sopravvissuti al conflitto hanno scoperto un'acqua che dona l'immortalità, e il passaggio di una cometa semina morte e distruzione, annunciando il compimento di un'antica profezia. E non solo. Gli spietati nani della stirpe dei Terzi tramano per annientare le altre stirpi scatenando una guerra fratricida. Tungdil dovrà impugnare di nuovo la Lama di Fuoco e intraprendere un viaggio che lo porterà a incontrare nuovi amici, affrontare vecchi avversari ma anche a scoprire l'oscuro segreto che si cela dietro la propria nascita e il proprio retaggio.

La guerra dei nani è il secondo volume di una saga di quattro libri, quindi direi che si parte bene. Una saga non eccessivamente lunga e a cui ci si può approcciare facilmente, senza il timore di dover correre per mettersi in pari.
Lessi il primo libro diversi anni fa e prima di iniziare questo mi ero ripromessa di tornare sulle vecchie pagine e rinfrescarmi la memoria, giusto per non essere completamente spiazzata. Insomma, avevo un piano. Un piano andato a monte quando leggendo le note dell'autore a inizio di questo libro vedo che Markus Heitz ha tenuto a precisare che voleva fare in modo la storia fosse il più possibile comprensibile anche per chi non avesse letto Le Cinque Stirpi, e a quel punto mi sono sentita di dargli fiducia e provare. Ebbene, questa è stato un caso di fiducia estremamente ben riposta.
In genere sono una fanatica della lettura ordinata, ma in questo caso mi sento di dirvi che se siete in libreria e non trovate disponibile il primo libro ma trovate La guerra, potete tranquillamente prenderlo e iniziarlo. Certo, all'interno di questo volume si fa riferimento ai fatti avvenuti precedentemente ma il tutto viene spiegato con breve efficienza ogni qual volta ve ne è la necessità, quindi non si ha la sensazione di essersi persi grossi pezzi di storia, piuttosto viene voglia di saperne di più e a quel punto prendere in mano il libro precedente sarà un piacere anche più grande. Ma ripeto, mi sento di consigliare questa opzione solo se non avete tra le mani l'inizio della saga e non riuscite ad aspettare.
La scrittura è estremamente fluida e veloce, tanto quanto gli eventi del libro direi. Vi avverto, qui è questione di gusti, perché gli avvenimenti che qui sono racchiusi in poco meno di seicento pagine in altri libri possono occupare più e più volumi. E sarà che di saghe molto lunghe ne sto già leggendo parecchie, ma è stato bello che la situazione si dipanasse sempre più -fino a risolversi al 95%- in un solo libro. Rimane la voglia di leggere di più ma si è comunque soddisfatti della conclusione di un ciclo. Specifico inoltre che parliamo di un fantasy classico, incentrato sui nani (la loro storia, le stirpi in cui sono divisi e le regole di vita fra clan) e arricchito della vecchia faida Nani vs Elfi vs Orchi vs Umani. Una sorta di copertina di linus a cui è un piacere aggrapparsi.




Celyan

giovedì 25 febbraio 2016

War and Peace, re-reading project #1

Avevo già accennato l'intenzione di rileggere Guerra e Pace andando di pari passo con la miniserie Bbc e devo dire che l'impresa si sta dimostrando un'ottima e divertente riscoperta del mega mattone Tolstojano.
Per me si tratta di una riconferma. Guerra e Pace è un libro che avevo tanto amato già alla prima lettura -avvenuta diversi anni fa- e che ora riesco ad apprezzare a pieno e con occhio più adulto in tutti i suoi pregi e "difetti".
I personaggi cardine della storia sono tre: Pierre Bezuchov, Natasha Rostova e Andrej Bolkonskij.
Pierre è il figlio ilegittimo di un conte e alla morte del padre si ritrova a ereditarne titolo e fortuna. In lui ritroviamo un personaggio sostanzialmente buono, ingenuo fino all'inverosimile, sempre pronto ad agire per il bene e desideroso di trovare uno scopo nella vita, qualcosa che possa essere di aiuto per il prossimo. I soldi gli portano in moglie una donna bella e ambiziosa a cui si ritrova sposato quasi senza saperlo, perché è così che a Pierre succedono le cose -all'inizio-, viene manipolato in modo palese da chiunque voglia trarre vantaggio dalla sua posizione e la sua ingenuità non gli permette di smascherare subito inganni abbastanza palesi. MA lui si impegna, è volenteroso, vuole fare qualcosa della sua vita e lasciatisi i bagordi alle spalle continua a tentare. Insomma, ci piace anche solo per lo sforzo, e durante tutto il libro possiamo notare una crescita importante in lui.
Altro personaggio di spicco è la contessina Natasha Rostova, la donzella giovane e dallo spirito sognatore capace di incantare il più refrattario ai sentimenti amorosi. (Andrej Bolkonskij) Devo dirlo, la famiglia Rostov non è composta da personaggi intelligenti -tranne la cugina Sonja- quindi Natasha non ha in famiglia una vera e propria guida. Sostanzialmente è una ragazzina innamorata dell'amore (e non dico ragazzina per sminuire in qualche modo ciò che prova, ma proprio perché è piccola), sogna e vorrebbe una storia di epici sentimenti romantici, vorrebbe qualcuno capace di starle accanto sempre e per sempre. E fino a qui, nulla di strano. Ripeto, è giovane e inesperta, cresciuta in una famiglia di persone poco sveglie e poco pratiche in cui si è ritrovata ad avere più libertà di azione di quanto le si sarebbe dovuto concedere. Non dico che le sia concesso sbagliare, ma è una conseguenza naturale. Ce lo si aspetta. E lo sbaglio che commette è piuttosto grosso.
Parliamo quindi di Andrej, il personaggio che vi farà sospirare, membro di una pittoresca famiglia composta da un padre mentalmente e fisicamente avanti con l'età e una devota e quieta sorella che sembra essere circondata dall'alone nero della tristezza.
Avverso al bel mondo della nobiltà russa, il principe è giustamente sposato con una perfetta donnina di società che funge da anello di congiunzione con quel meccanismo che tanto gli è avverso. Andrej è sempre un po' perso in dilemmi esistenziali che, all'inizio, cerca di risolvere buttandosi nella guerra e che successivamente verranno brevemente fugati grazie a un incontro che cambierà le vite di molti personaggi.
Andrej è -purtroppo- un personaggio che la vita delude e premia con una ciclicità costante e che ogni volta viene plasmato in modo importante sotto i nostri occhi. Ma questo vale per tutti i personaggi, perché anche se ho approfondito solo questi tre, Guerra e Pace è e rimane un romanzo corale. La quantità di personaggi coinvolti nella storia è importante e ognuno di loro riesce a guadagnarsi un degno spazio e a catturare i sentimenti -di odio o amore che siano- del lettore. Importante è la storia d'amore tra Sonja e suo cugino Nikolaj -rispettivamente cugina e fratello di Natasha-.
Sonja è senza dubbio l'unico membro intelligente della famiglia Rostov. Una giovane ragazza coerente e assennata, sensibile e realista, innamorata da sempre di Nikolaj, giovane e nobile ussaro che spicca per incoerenza e sogni romantici che possono tranquillamente rivaleggiare con quelli di Natasha, se pure innescati da motivazioni differenti.
Boris Dubretskoj, altro personaggio di spicco, giovane dalle speranze limitate ma scaltro e arrivista quanto la madre, ci fornisce un esempio attualissimo della scalata al potere.
Anatol Kuragin, fratello della moglie di Pierre e scapestrato di prima categoria, poco preoccupato del futuro e incredibilmente consapevole della propria bellezza. Ecco, lui si che causerà danni. Danni grossi.

Attualmente sono quasi alla fine della rilettura, mi manca l'ultima puntata della serie e più o meno duecento pagine del libro, in ogni caso ho fatto in modo di non scrivere nulla di estremamente spoileroso. Di seguito vi lascio la suddivisione che ho fatto durante la lettura/visione.

Episodio 1: Libro I, Parte III, Capitolo II               Episodio 4: Libro II, Parte V, Capitolo XX
Episodio 2: Libro II, Parte I, Capitolo IX               Episodio 5: Libro III, Parte III, Capitolo VII
Episodio 3: Libro II, Parte III, Capitolo XXII        Episodio 6: Conclusione libro, Epilogo parte II

Devo ammettere che la Bbc ha fatto un lavoro assolutamente magnifico nella trasposizione per il piccolo schermo, mostrandosi fedele quanto più possibile e prestando attenzione anche a particolari minimi, come le mosse stesse dei personaggi. I dialoghi, poi, sono di quanto più fedele possa esistere e gli inevitabili cambiamenti adottati -per racchiudere la storia al meglio in sei puntate- sono misurati e calcolati in modo molto intelligente.
Ben fatto Bbc.
Se non avete intenzione di leggere il libro vi consiglio comunque lo show, il cast è spettacolare.
Paul Dano sembra essere nato per interpretare Pierre, Lily James -che avevo già apprezzato in Downton Abbey- ha mostrato di saper fare tanto e James Norton... è James Norton, ci si inchina e si tace.



Celyan

mercoledì 20 gennaio 2016

Shadowhunters, The mortal instruments - L'epopea continua


Perché epopea? E' presto detto. Dopo una saga cartacea, un film, uno show televisivo, il massive recast e i pareri discordanti che fioccano senza sosta, il termine mi sembrava più che adatto.
Premessa: ho letto i libri e con questa saga ho un rapporto conflittuale piuttosto semplice: trovo sia stata scritta in modo quasi imbarazzante, non ho tollerato Simon per almeno la metà del tempo -a tratti è riuscito a eclissare anche la fastidiosità di Clary-, a un certo punto il plot ha seriamente rischiato di farmi venire l'ulcera e non parlerò di Cassandra Clare e i suoi precedenti come autrice di ff solo perché non voglio che ci piombino gli elicotteri del FBI sul tetto di casa. In sintesi, trovo che il trash dei libri sia stato fedelmente riprodotto nella serie televisiva. Per contro, mi sono affezionata velocemente a quasi tutti i personaggi e, considerato che a me il trash fa ridere, quando il plot e la scrittura hanno iniziato a starmi stretti ero ormai troppo innamorata di determinati personaggi e relazioni per mollare tutto.

 
Detto ciò...
Partirò dicendo che, onestamente, non capisco. Non capisco la problematica che aleggia attorno a questa saga per cui qualsiasi trasposizione televisiva risulta essere una ciofeca agli occhi di una parte consistente del fandom.
Ci sono show che sono stati cambiati in modo molto più radicale, l'unica differenza è che in questo caso la saga cartacea era già molto popolare anche prima della trasposizione televisiva.
Isabelle è adorabile, ma sembra pronta per il turno di notte sulla statale. E non mi aspettavo nulla di diverso perché è così anche nei libri.
Clary cambia stile di vita e guardaroba in tempo zero. Ma ero preparata, è così anche nei libri.
Jace a Clary in modalità flirt già da subito? Certo, sono così anche nei libri.
Lo show è trash, ma non è una sorpresa, perché lo sono anche i libri.
Ebbene si. Stiamo parlando di una saga YA con vari elementi trash e un tipo di scrittura che non grida "livello avanzato" da nessun poro, ma ci si passano ugualmente pomeriggi divertenti senza troppi pensieri.
Parlando dei personaggi, invece, direi che possiamo soffermarci su Clary già da subito.
Qualcuno mi spieghi perché corre così. Chi glielo ha consigliato? E' come se avesse una stecca in mezzo alle natiche e l'obiettivo della corsa fosse il non farla cadere, altrimenti 10 punti in meno a Tassorosso. (Sia chiaro, nonostante i capelli io questa non la metto a Grinfondoro.)
Sono perplessa. Ma lo confesso, è una delle cose che più mi fa ridere dello show. Un po' come Chernobyl e l'aura da piccolo chimico con problemi mentali data a Valentine. E non parliamo di Jace e la sua camminata stile macho man, lo vedrei benissimo in mimetica a guidare un carroarmato nel centro di Falluja.
Ripeto, queste sono tutte cose che mi fanno ridere al pari delle battute di Simon che, però, alla seconda volta che mi dice "Clary, andiamo alla polizia" mollerei già uno sganassone perché non puoi continuare a essere così ottuso dopo tutto quello che hai visto. Non puoi. E' contro la legge.
L'attore, invece, Alberto Rosende è carinissimo. Mi sono cercata dei video di interviste al cast perché considerato quanto la loro recitazione mi ha impressionata avevo almeno bisogno di sapere che fossero brave persone. Simpatiche, persino. (Vi consiglio di fare lo stesso.)
Su Isabelle non ho molto da dire, mi sembra un po' plasticosa. Sarà il latex. Ma so cosa accadrà, quindi aspetto che arrivino momenti migliori per lei e Simon. E per momenti migliori intendo momenti vagamente introspettivi dove per almeno 30 secondi le battute sarcastiche vengono lasciate da parte. Ma questo lo aspetto un po' per tutti.
Come aspetto un approfondimento sul legame parabatai di Jace e Alec, una delle mie cose preferite nei libri e che, però, viene lasciata un po' così... Allo sbando.
Daddario e Harry Shun mi hanno convinta, sia individualmente che come aspettativa della ship che deve venire a crearsi, quindi posso dire senza vergogna che sono la cosa che aspetto con più trepidazione.
No shame.
Sugli effetti speciali e i demoni -più simili ad alieni che altro- non mi pronuncio.
Insomma, è lo stesso network di Ouat, non serve dire altro.
Fa tutto parte del fascino e, in fin dei conti, diamo loro tempo di crescere. Anche perché ho bisogno di una ship che sostituisca quelle che ho perso, quindi questo show in qualche modo deve andare avanti.
Ho bisogno dei Malec.
Poche storie.

(Ti aspettiamo al varco, Magnus.)


Celyan



giovedì 15 gennaio 2015

Il giardino dei segreti

Titolo: Il giardino dei segreti
Autore: Kate Morton
Casa Editrice: Sperling&Kupfer
Pagine: 594
Prezzo: 10,90
Trama: È il 1913 e sulla costa dell'Inghilterra una nave è pronta a salpare per l'Australia: a bordo, tra i passeggeri in cerca di fortuna e i rudi marinai intenti alle manovre, una bambina di quattro anni, Nell, stringe il prezioso libro di favole che le ha regalato la misteriosa Autrice, Eliza Makepeace. Che dovrebbe prendersi cura di lei, ma l'abbandona sul ponte. Distratta dalle attenzioni di un bimbo più grande che la invita a giocare, Nell non si accorge che il rombo dei motori si fa più incalzante, e la nave lascia il molo diretta verso il mare aperto. Dopo una traversata che sembra infinita, quando il transatlantico arriva a destinazione, la piccola si ritrova sperduta nel porto di Maryborough: è smarrita, non ricorda il suo nome e tutto ciò che le è rimasto è una valigina bianca che contiene qualche vestito e quel bellissimo libro di fiabe. Per Hugh, il capitano del porto, quella delicata creatura pare piovuta dal cielo, a consolare lui e la moglie della loro sterilità. Da quel momento sarà sua figlia. Solo la sera del suo ventunesimo compleanno Nell apprende dal padre il segreto delle sue origini e la sua vita cambia per sempre.

Recensire ora l'ultimo libro del 2014 è valido? Perché è stato una sorpresa così piacevole che non posso assolutamente farne a meno.
Dunque, io Kate Morton non la conoscevo per nulla, sono stata attirata dalla sua bio nel retro di copertina che, testuale, dice: "si è laureata con una tesi sulla tragedia nella letteratura vittoriana e si è a lungo dedicata al tema del gotico nel romanzo contemporaneo".
Sbam, venduta.

Il libro è strutturato in modo tale che ogni capitolo ruoti attorno a personaggi e tempi diversi, dividendosi tra le tre ragazze/donne che costituiscono tre generazioni differenti di una stessa inquietante famiglia.
Eliza, Nell, e Cassandra. A livello temporale ci muoviamo agilmente tra il 1900, il 1970 e il 2005, seguendo con attenzione una storia tristemente toccante e intricata al punto giusto.
Non voglio davvero spoilerarvi, perché la storia merita che anche voi investighiate con i personaggi pagina dopo pagina, quindi sarò quanto più vaga ma chiara possibile. (Capito, no?)
Cassandra si trova al capezzale di sua nonna Nell quando la incontriamo. La perdita di una persona così importante cambierà moltissimo la sua vita, soprattutto quando scoprirà che Nell stava in realtà cercando di scoprire le origini della propria famiglia.
Cassandra si trova così nei panni di Nell, dovendo continuare le indagini che l'anziana nonna aveva iniziato, volando fino in Inghilterra per poter scoprire la verità.
E da questo punto in poi, noi lettori inizieremo a beneficiare dell'introduzione del Pov di Eliza, futura scrittrice e spirito libero, membro unico e speciale di una famiglia benestante e fortemente attaccata alle tradizioni e al decoro. Ci ritroveremo a leggere di Eliza e lo stretto rapporto di amicizia con la cugina Rose, le sofferenze e le paure che condizioneranno il loro rapporto, l'intromissione di una madre onnipresente e d'intralcio, il tutto al pari dei progressi di Cassandra nello scoprire la verità.
(La ricerca della propria identità è il tema portante del libro, per qualsiasi personaggio, e non sarebbe potuto essere sviluppato meglio.)

Kate Morton è stata abilissima nel creare una storia estremamente toccante, vi garantisco che una volta finito di leggere il libro lo terrete tra le mani ancora per un po', perché lasciarlo andare tanto facilmente non sarà un'opzione valida.
Inoltre le atmosfere del libro riportano alla mente storie che, per chi ama il genere, sono certezze. (A volte sembrava di respirare un po' di Jane Eyre o Dickens a seconda dei capitoli.)

E per la serie "curiosità", il libro si riallaccia ad avvenimenti, persone o cose realmente esistiti con grande naturalezza.
- Innanzi tutto l'idea base del libro è tratta dalla storia familiare dell'autrice che, nel personaggio di Nell, ricrea la figura di sua nonna (a 21 anni scoprì di essere adottata e tenne per sé il segreto fino a tarda età).
- A un certo punto viene menzionato il Lusitania, transatlantico realmente esistito e affondato nel 1915 da un sommergibile tedesco.
- Viene introdotta a un party la figura di Frances Hodgson Burnett, autrice de "Il Giardino Segreto". I riferimenti al libro sono chiarissimi nella storia della Morton, ma vederne introdotta l'autrice è un'ulteriore chicca.
- A volte i capitoli sono alternati a fiabe scritte da Eliza Makepeace (personaggio del libro, ricordate?), racconti a cui presterete volentieri tutta la vostra attenzione. Non solo perché fanno concorrenza alle storie dei fratelli Grimm (non scherzo, sono delle piccole perle), ma anche perché sono ispirate alle vicissitudini personali di Eliza.

Che altro dire... procuratevi al più presto un'opera di Kate Morton, senza farvi traviare dalle copertine in stile romanzo rosa storico (non c'entrano una mazza con il libro), e godetevi ogni singola pagina.
Dal canto mio, aggiungo volentieri il suo nome alla lista di autori di cui acquisterò i libri anche senza leggere la quarta di copertina.



Celyan

lunedì 22 settembre 2014

Beautiful Malice


Titolo: Beautiful Malice
Autore: Rebecca James
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 296
Prezzo: € 17,50
Trama: Katherine e Alice diventano amiche al liceo.
Hanno entrambe una ferita nascosta nel proprio passato. Quella di Alice è senza rimedio, e la spinge a bruciare ogni speranza e promessa di vita. E solo lei, la ragazza piú affascinante della scuola, sa che quel segreto la condurrà a odiare Katherine, a scavare nel senso di colpa di lei per la morte orrenda della sorella piú piccola, a trasformarsi da eccitante compagna di vita a sua possibile carnefice.





Il mito dei casi editoriali
-Articolo soggetto a “spoiler considerevolmente moderati”-

Beautiful malice è stato definito esattamente così: caso editoriale. (Correva l'anno 2009)
Dopo il suo immediato successo alla Fiera di Francoforte è stato velocemente tradotto in trentacinque paesi, un traguardo record per l'autrice che, in un momento di crisi lavorativa, ha scritto e stampato autonomamente le prime copie del libro.
Il clamore è stato tanto e, ai tempi, il libro è stato sicuramente caricato da un numero molto alto di aspettative, tante quante la definizione di “caso editoriale” ne comporta.
Impossibile, dunque, accontentare i milioni di lettori a cui il libro viene proposto, rendendo la definizione quasi un'arma a doppio taglio.
Su questo libro, nello specifico, ne ho lette tante.
Da “la storia è decisamente sempliciotta e affatto nuova” a un più nostrano “perché l'Einaudi ha deciso di pubblicarlo?”.
Insomma, a tanti non è piaciuto.
Ma per fortuna tanti non vuol dire tutti.

Katherine è una ragazza taciturna e scostante, segnata da un profondo dolore a seguito della morte di Rachel, sua sorella minore.
Il senso di colpa per l'accaduto la spinge ad allontanarsi da casa e da ogni ricordo o persona capace di portarla indietro nel tempo, trovandosi così in una realtà diversa ma non per questo capace di salvarla da se stessa.
Non importa cosa faccia o dove vada, il dolore fa ormai parte di lei.
Solo il suo incontro con l'esuberante Alice è in grado scuoterla, di farle ricordare com'è la vita vera e la complicità fra due ragazze, tanto da eleggerla a simbolo di tutto ciò a cui dovrà fare ritorno.
Tuttavia la misurata spensieratezza che a poco a poco Katherine sembra ritrovare viene spazzata via in contemporanea al cambiamento di Alice che, meschina e calcolatrice, dimostra di essersi avvicinata a lei per pura vendetta.
In realtà, infatti, Alice nasconde un legame importante che unisce il suo passato e il suo presente a quello di Katherine.

Estratto #1

Non ci sono andata, al funerale di Alice.
All'epoca ero incinta e stremata dal dolore.
Ma non era per Alice che soffrivo. No, all'epoca ormai odiavo Alice ed ero contenta che fosse morta.
Era stata lei a rovinarmi la vita, a portarmi via le cose piú belle che avessi e farle a pezzi, in milioni di pezzi che non sarei piú riuscita a ricomporre.
Non piangevo per Alice ma per colpa sua.


Questo estratto sembra uno spoiler enorme ma in realtà lo trovate nella quarta di copertina, pronto a prepararvi alla storia.
Il libro è narrato attraverso l'ultilizzo della prima persona di Katherine, dove ogni tot capitoli il punto di vista cambia dalla Katherine presente (post-Alice) a quella del passato (quando conosce e diventa amica di Alice o, ancora più indietro, al giorno della morte della sorella).
Scegliendo questo tipo di narrazione, la James fornisce subito informazioni cruciali su Katherine e la fine della storia, lasciando che il lettore si immerga in una lettura che spieghi gli eventi finali con suspance e un certo livello di ansia.
Noi vediamo tutto attraverso gli occhi della protagonista, siamo letteralmente nella sua testa, ma nonostante questo la visione degli altri personaggi non è meno approfondita.
Ci ritroviamo a vedere Katherine intrappolata in un rapporto di “amicizia” malato, dove Alice cambia lentamente sotto i nostri e i suoi occhi. Ci ritroviamo a comprendere i suoi dubbi e sospetti ma anche la tenacia nel voler giustificare le stranezze dell'amica, colei che ai suoi occhi ha avuto il potere di smuoverla e salvarla dal suo limbo di dolore.
La gestione dei personaggi e il loro approfondimento psicologico ci permette di capire chiaramente le motivazioni che li spingono ad agire in determinati modi, tanto da farci capire chiaramente a che punto finiremo per trovarci.
Anche questa può facilmente essere vista come un'arma a doppio taglio, perché è assolutamente vero che a nessun lettore piace capire troppo in anticipo quale sarà la fine della corsa, ma il punto forte che caratterizza l'intero libro è questo: sapere cosa accadrà ma non come e nemmeno quando.
Durante la lettura abbiamo tutto il tempo di conoscere Katherine, vederla devastata dalla morte della sorella e la modalità della sua scomparsa, la vediamo rievocare un trauma capitolo dopo capitolo, fino a osservarla incontrare Alice e cadere lentamente in trappola. La vediamo felice per la conoscenza di persone nuove e sincere, per l'amore che trova nella figura di Mick... e pagina dopo pagina i nostri sospetti salgono sempre più, in un culminare di domande sempre più pressanti.
Come riuscirà Alice a devastarla più di quanto Katherine non fosse già? E che tipo di legame possono avere le due ragazze?
Un sottile gioco psicologico si dipana davanti ai nostri occhi, rendendo Alice il prototipo perfetto dell'essere umano intriso di rancore, da un odio profondo da cui non vorrà mai separarsi.
Si, perché Alice non cerca giustizia o redenzione, Alice cerca vendetta e per ottenerla darà vita a un piano dalla semplicità ed efficienza sconcertante.

La semplicità, o banalità, della storia è qualcosa di cui ho letto spesso, quindi vorrei prepararvi il più possibile dicendovi che la storia di Katherine è una storia di cui potremmo facilmente sentir parlare al telegiornale. Quel tipo di storia che non ti aspetti mai accada vicino a casa tua o a qualcuno che conosci, e che ti porta a diffidare anche di chi ti ferma per strada a chiederti l'ora.
Il fatto, però, che il plot non si discosti da una potenziale notizia di cronaca nera non implica che gli avvenimenti possano essere meno traumatici o coinvolgenti.
La James ha trovato un equilibrio perfetto tra le diverse narrazioni temporali, utilizzando uno stile e un linguaggio semplice e fluido, che facilita notevolmente la lettura e la comprensione degli eventi.

Estratto #2
Vorrei afferrare quelli a cui voglio bene per un braccio e urlare: -ci sono pericoli ovunque, stupidi! Pensate di essere al sicuro, pensate che gli altri siano affidabili? Gentili? Aprite gli occhi e guardatevi intorno!- Ma mi prenderebbero per pazza. Sono ingenui, distratti; non si rendono conto che il mondo brulica di persone che ti augurano il peggio. Non mi capacito che possano essere così ottusi.”

In definitiva, io lo consiglio a tutti. Agli amanti del genere e non, a chi vuole buttarsi in letture nuove, a chi ha una giornata da dedicare a Katherine e alla sua storia, o a chi ha un pacchetto di fazzoletti in più nel cassetto.
Ne varrà la pena.





Celyan.


martedì 9 settembre 2014

L'eredità dei Gardella


Titoli della serie:

-Cacciatori di vampiri

-La condanna del vampiro

-La rivolta dei vampiri

-Il crepuscolo dei vampiri

-Il bacio del vampiro

-Max sventa una trama (Racconto bonus di 30 pg.)

Autore: Colleen Gleason

Casa editrice: Newton & Compton

Pagine: Non ci penso nemmeno a fare il conto
Prezzo: Eur 4.99 per i primi cinque in formato ebook e 1.78 per il racconto. 
Trama  (primo volume):

Generazione dopo generazione, uno dei discendenti della famiglia Gardella deve accettare il destino della stirpe e diventare cacciatore di vampiri. Questa volta la prescelta è Victoria, diciottenni ancora da compiere. Mentre la sua vita si snoda tra la folla delle sale da ballo e le strade solitarie illuminate dalla luna, il suo cuore è conteso tra il più ambito scapolo di Londra, il marchese di Rockley, e il suo enigmatico alleato, Sebastian Vioget. E quando si ritroverà faccia a faccia con il più potente vampiro mai esistito sulla terra, Victoria dovrà compiere la scelta estrema tra amore e dovere. Ambientato tra gli splendori e le ombre della Londra di inizio Ottocento, il libro è una storia di sangue, di soprannaturale, d'amore e morte.



L'insostenibile leggerezza di ciò che leggiamo

-Articolo soggetto a “spoiler come se piovesse”-


Per ogni libro bello che leggiamo e ogni schifezza che vorremmo gettare nel camino, c'è n'è uno che non sappiamo davvero come classificare.

Lo stile di scrittura non è dei nostri preferiti o ci fa direttamente venire i capelli bianchi, i personaggi sono profondamente stereotipati, le ambientazioni sono descritte tanto bene quanto si vede Seattle in Grey's Anatomy e magari il/la protagonista (o altro personaggio ricorrente random) ci fa venire l'ulcera solo a leggere il suo nome... eppure c'è qualcosa che ci prende.

All'improvviso scopriamo un personaggio che adoriamo e che ci porta a chiederci “cosa diamine ci fai qui in mezzo?”, e ci ritroviamo ad apprezzare le risate che l'autrice ci fa fare con i suoi libri.

Si, se un libro vi fa ridere ditelo, non c'è nulla di male. Sono sicuramente molto meglio di quelli che ti procurano un ulcera perforante già dal prologo. L'importante è non voler spacciare ad ogni costo per alta letteratura qualcosa che vi è piaciuto solo perché non volete ammettere di aver apprezzato una paccata, non si fa. (Sono almeno duecento punti in meno a Grifondoro.)

Per me le Cronache dei Gardella si collocano in questa sorta di limbo letterario in cui si, ho passato ore piacevoli a leggere e ridere e battere i piedi, ma altrettante ore le ho passate a rendermi conto di cosa stavo leggendo.



Victoria Grantworth Gardella è una giovane cacciatrice di vampiri nonché dama della buona società londinese, in cui i non morti vivono nell'ombra. (Uno dei primi richiami a Buffy the vampire slayer sono i vampiri del libro che, quando muoiono, diventano cenere a suon di “puf”, “poof” o “puffi”. Ma io dico... se per una volta scrivi “il suo corpo divenne cenere tra le mie mani” non succede niente.)

I Gardella sono cacciatori di vampiri da secoli e Victoria è del tutto intenzionata ad adempiere ai suoi doveri (pur non rinunciando alla prospettiva di una vita normale), ben consapevole di essere l'unica a poter ereditare il titolo di futura Illa Gardella (capo del consilium e annessi cacciatori), ora detenuto da sua zia Eustacia. (Si, si chiama davvero così. No, Victoria non aveva capito che fosse una cacciatrice, nonostante sappia benissimo che l'essere cacciatori è una vocazione di famiglia. Della serie “dimmi che problema hai e ti dirò chi sei”.)

Di zia Eustacia mi dicono che è anziana, poi viene fuori che è una cacciatrice, poi leggo che ha l'artrite, poi leggo di lei a letto con il suo amante forte e vigoroso, poi capisco che ha 81 anni, poi capisco che il suo amante ne ha 73.

Troppi. Dettagli.

(Certo, si amavano dai tempi della gioventù, ma rimane comunque un big no no.)

In quanto cacciatori, i prescelti sono resi più forti e agili da un oggetto chiamato vis bulla. O vis bullae. O vis buttae. Ma che importa, dal terzo libro in poi ne avrà due. Le sue vires bullae. O Vires Buttae.

Insomma, questa gente ha dei piercing. (Si, anche zia Eustacia.)

Victoria dovrà impegnarsi a nascondere tutto questo al bellissimo Marchese di Rockley, un damerino che fondamentalmente non ha un perché e che troverà presto un rivale in Sebastian Vioget, un tipico libertino affascinante che sa tutto di tutti e fornisce informazioni sotto particolare compenso. Ci siamo già capite, vero?

Ma non pensate troppo male già da subito, lui le chiede solo di vedere la sua vis bulla. (E no, ricordiamoci che è un piercing, non un riferimento alla sua dea interiore.)

Già solo il fatto che lui sappia della vis bulla è sintomo che questo Sebastian sa più cose di quanto lei possa immaginare, ed effettivamente due domande Victoria se le fa... ma lui è sexy e quindi chissenefrega, che veda e tocchi la vis in cambio delle informazioni.

Qui parte ufficialmente la personalissima epopea sentimentale di Victoria, che ama Rockley ma si fa smanazzare da Sebastian, pur riconoscendo in lui un bugiardo. (Intanto Max guarda.)

Così inizia la storia infinita...

Victoria ama Rockley ma ha paura di esporlo al pericolo, allo stesso tempo trova Sebastian eccitante così gli lascia allungare le mani, poi torna da Rockley e lo lascia perché gli dice chiaro e tondo che non può spiegargli il motivo delle sue improvvise sparizioni (lui decide di smettere di essere fesso e non crede più alle sue bugie), quindi continua a vedere Sebastian (che diventa sempre più ambiguo). Ma proprio quando pensiamo che Rockley sia solo un ricordo lontano, lui torna (!) dicendo a Victoria che può imparare a convivere con i suoi segreti (ma certo), così i due decidono LOGICAMENTE di sposarsi.

Fortunatamente Rockley ce lo togliamo dai piedi quando viene trasformato in vampiro e Victoria è costretta a ucciderlo(guadagnandosi così il rispetto di Max che la vede ora come una vera cacciatrice), ma Sebastian? Si perché se pensate che Victoria si senta in colpa per amare Rockley e al tempo stesso stare con Sebastian vi sbagliate di grosso. Lei è confusa perché Sebastian la eccita, ma più in là non andiamo.

Purtroppo questo è uno dei problemi principali del libro, il poco spessore emotivo che la protagonista mostra in determinati frangenti o di fronte ad avvenimenti che sarebbero dovuti essere approfonditi meglio.

Quando Victoria assume la carica di Illa Gardella dopo la morte di Eustacia (avvenuta per mano di Max in una situazione del tutto simile alla morte di Silente per mano di Piton, solo descritta circa cinquanta volte peggio) si vede il dolore, certo... ma non c'è nessun approfondimento decente del lutto. Capisco che si sia voluto descrivere Victoria come una donna forte, indipendente e con attitudine al comando (devo ammetterlo, non se la tira, ma se mi dessero cinque euro per ogni volta che dice “io sono la cacciatrice” o “io sono Illa Gardella” mi farei un week-end in una spa di lusso con gigolo' al seguito) ma se la Gleason avesse approfondito determinati traumi non si sarebbe tolto nulla alla forza del personaggio.
Stessa cosa quando viene ammaliata dal vampiro Beauregard (un avo di Sebastian, il quale
era presente alla scena che sto per descrivervi.). Lui le succhia il sangue, le fa bere il proprio, la spoglia, la sbatte sul letto... e dopo essere stata salvata, di questa cosa ha solo brevi flash. Si, si sente male al ricordo (roba di due righe random), ma nemmeno qui abbiamo un approfondimento degno di questo nome.

Senza contare che quando Sebastian si rifà avanti e trova Victoria poco incline alle sue attenzioni gli sorge il dubbio che sia la sua somiglianza con il parente vampiro morto a bloccarla e se ne esce con l'intelligentissima frase “Lui ti ha fatto qualcosa? Oh, perdonami, non l'avevo capito.”

Per fortuna sei bello Sebastian.

Che poi il problema non era nemmeno quello, semplicemente Victoria aveva iniziato a pensare a Max. (Profondità livello Nautilus proprio.)

Mentre, volendo spendere due parole su Sebastian Vioget, posso dire che è uno di quei personaggi che acquistano senso solo col tempo, perché per tutto il primo libro non sappiamo nulla di lui.

Si, l'autrice di dice che è alto, bello, biondo e sexy, sappiamo che ha rapporti con i vampiri ma allo stesso tempo sembra essere abbastanza rispettato dai cacciatori (tranne da Max) ma in definitiva continuavo a chiedermi “in poche parole, chi diavolo sei?”

Capisco che molte lettrici lo abbiano adorato da subito perché è il tipico personaggio figo e impertinente di questo tipo di libri, ma a me piace sapere il perché delle cose e lui un motivo di esistere (apparentemente) non lo aveva. Solo più avanti si scopre che anche lui è un cacciatore, ma aveva rinunciato a “praticare” dopo essere stato costretto a uccidere la ragazza che amava (sorella di Max).

E si, la sua storia è toccante e anche interessante (il suo dilemma nel dividersi tra la fedeltà che provava per il vampiro che lo aveva cresciuto e l'affetto per Victoria), ma sembra che l'autrice ci abbia pensato solo dopo, sprecando un sacco di tempo, perché dal quarto-quinto libro Sebastian assume finalmente spessore. Ammette i suoi sentimenti per Victoria, affronta il suo passato, accetta il suo presente e compie gesta di incredibile portata, il tutto senza perdere la sua verve... insomma, diventa decisamente un personaggio equilibrato e meglio approfondito.

Mentre Max rimane ai margini della vita sentimentale di Victoria (per i primi due libri) e dei suoi spasimanti (prima Rockley, poi Sebastian, poi George Starcasset, poi un altro cacciatore random, poi il nuovo marchese di Rockley) ma mai dall'azione e dal plot.

E' con lui, inoltre, che si apre il mondo del buon approfondimento emotivo.

Max ha un passato difficile (come qualsiasi personaggio che si rispetti in questo tipo di libri), è un uomo con un forte senso dell'onore e della giustizia, e in battaglia è una sicurezza importante.

Il percorso tra lui e Victoria è abbastanza lungo e affatto immediato, perfettamente scandito dagli avvenimenti che, pian piano, mutano il modo in cui l'uno si approccia all'altro.

Quando Max torna a essere un normale essere umano a seguito di un evento che lo porta a sacrificare la sua essenza di cacciatore, la consapevolezza di non essere più di nessuna utilità a se stesso e al prossimo (e a Victoria) lo colpisce così forte da decidere di farsi da parte, spingendo Victoria sempre più verso Sebastian (facile come dare fuoco a una tanica di benzina), peccato che poi Victoria non lo voglia più Sebastian e voglia lui, Max.

Si osservano, si amano, se lo dicono ma rimangono relativamente cool, si gettano nella battaglia alla pari e rispettano (seppur con difficoltà) le decisioni dell'altro, tenendo ben presente i rischi che il loro lavoro comporta.



Estratto:

Max si mosse verso l'ingresso, ma Victoria lo afferrò per un braccio strattonandolo indietro.

-Cosa c'è?- chiese lui, guardando gli altri. Avevano iniziato a spingersi all'interno della caverna secondo i piani e lui era pronto a seguirli.

-Io...-. Victoria lo guardò. Il suo viso graffiato e pesto, cosi bello e fiero, era quasi doloroso da guardare. -Ti amo-.

-Lo so. Cos'altro?- chiese di nuovo Max, stringendo la mano attorno al paletto e rimanendo in attesa di altre istruzioni da lei.

Victoria si limitò a guardarlo e a battere le palpebre. -Oh-.

-Qualcos'altro?-

-No. Procediamo.- Victoria sorrise e poi, li, sotto i suoi occhi, la dolcezza del suo volto muto e lei divenne la guerriera.”



Altro punto apprezzabile della storia di Max e Victoria è che finalmente ci troviamo di fronte ad un personaggio che non si azzerbina totalmente di fronte a una donna.

Perché si, diciamolo, nei libri tutti si vantano di essere i più belli e i più intelligenti, i più forti del villaggio, quelli che anche in una relazione sono uomini duri e puri che passano il tempo a battersi i pugni sul petto come bingo bongo nella foresta... ma non è vero. Loro sono i primi a dover chinare la testa quando la fidanzata li chiama “patatone”.

Bene, Max non è nulla di simile. Lui non si mostra scostante perché fa figo, è semplicemente un essere umano a cui piace poco il prossimo e si fida ancora meno. E' il suo modo di essere, e tutto questo non toglie assolutamente nulla al suo approfondimento come personaggio.

Allo stesso tempo Victoria non è una protagonista petulante o incline ad attacchi di “so tutto io perché sono speciale”, dimostrandosi forte e risoluta (quando non si tratta di Sebastian Vioget).

In definitiva, devo ammettere che dopo aver letto di protagoniste che sfoggiavano un atteggiamento da “non sono una bulla solo una figa”, Victoria è stata un cambiamento molto apprezzato.



FAQ:

Lo consiglierei per una lettura leggera e poco impegnativa? Si.

Nel formato più economico che esiste? Si.

Ci hai detto tutto quello che succede ai personaggi? Anche se ho scritto “spoiler come se piovesse”, no.

Perché non ci hai parlato del plot? Perché il plot consiste in: Cacciatori vs Lilith, battaglia, lei fugge, setta degli umani vampirofili, spuntano demoni random, torna Lilith, combattimenti random.



Responso: libro perfetto per gli shipper sfegatati.