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venerdì 4 marzo 2016

La maledizione del Crossover

Come direbbe Adele:
Hello from the other side. 
 
Ebbene si, se pure per poco, i Klaroline sono tornati.
I rumors attorno a questo crossover sono stati tanti, la notizia era infatti uscita ben prima dell'annuncio ufficiale, e non sapevo bene quale sarebbe stata l'intenzione degli scrittori di fronte a questa reunion. Ora invece mi è chiaro. 
Lo dico subito: mi è piaciuto! Però...
A me piace dare un perché alle cose. Quando guardo uno show televisivo mi piace intravedere la strada che gli scrittori vogliono intraprendere, una strada disseminata di tanti piccoli indizi che fanno capire l'esistenza di progetti futuri seguiti poi, più o meno, coerentemente. Ecco, tutto questo io non l'ho visto. La scena in sé mi è piaciuta, Klaus e Caroline hanno parlato ad un livello completamente differente rispetto le conversazioni precedenti. Questa conversazione ha avuto IL tono "adulto" che avrei sempre voluto sentire nelle stagioni passate. Il sarcasmo, le battute, il flirtare, le urla e i litigi li abbiamo avuti, abbiamo avuto momenti seri in cui il faccia a faccia tra i due è sempre stato spettacolare, ma qui siamo saliti di un gradino importante. Klaus è un padre e Caroline è una madre, ora sono alla pari. Klaus parlava e Caroline ascoltava. Capiva. Sono entrambe persone -vampiri- che avevano già accettato l'idea di non poter mai avere dei bambini, eppure è successo. E' un esperienza unica, solo loro potevano capirsi in quel momento. Ho francamente adorato tutto ciò. 
Però, alla fine di tutto, quando abbiamo ovviamente capito che i due provano ancora qualcosa l'uno per altra, la mia domanda è: "E quindi? Adesso che succede?" E la risposta è che non succede niente.
Il tono di Caroline nel pronunciare il nome di Klaus, le espressioni dei loro volti, il tremito nella voce di lui, il fatto che in realtà nessuno dei due volesse riattaccare, Klaus che salva Stefan... si è capito. C'è ancora quel qualcosa. Abbiamo anche capito che gli altri personaggi invece credono di no, credono che sia tutto finito e passato. Va bene. Ma quindi a che scopo creare questa scena? E la spiegazione è che hanno semplicemente voluto dirci che la porta per loro è e rimane socchiusa. Un giorno, forse, chissà. Dipende. Se uno show chiude prima di un altro. Se piovono polpette. Non lo so. Mi sento come Jon Snow, non so niente. A parte che la gestione di questa coppia è sempre risultata problematica per gli autori. Lo spin-off ha incrinato le cose in modo irrimediabile, ma il fondo si è raggiunto con la 5x11, dove tutto è stato concluso in modo frettoloso e poco approfondito. All'epoca avrei preferito un discorso conclusivo alla scena nei boschi, almeno ora possiamo dire che quella non è più l'ultima volta in cui li abbiamo visti. Tuttavia questa telefonata aggrava ulteriormente la situazione perché quello che percepisco io, telespettatore, è che Caroline può stare con Stefan fino a quando non incontra Klaus per strada. Viceversa, Klaus è nella sua bolla con Camilla a patto che Caroline non sia nei paraggi. Fatemelo dire: WTF? 
Inoltre, aggravando le aggravanti, mi fanno capire che nonostante TUTTO quello che è successo, nonostante Caroline sia passata da Tyler, all'essere single a Stefan, e nonostante Klaus sia travolto da problemi immani e coinvolto con una serie di donne problematiche per cui sente sempre qualcosa (anche qui...) lui e Caroline sono sempre lì a provare quel qualcosa. Un "qualcosa" sopravvissuto a molti eventi. Tutto questo, normalmente, dovrebbe far ingigantire la portata di un sentimento che persiste a discapito di tutto. Invece qui niente. La scusa è che tutti sentivamo la loro mancanza e questo è stato un gentile regalo che potrebbe o non potrebbe, forse, un giorno, può darsi, chissà, portare degli sviluppi. Ma al 90% no.

Non so onestamente cosa dire, quindi vi lascio con il quote simbolo della puntata:
"It's not a crime to love what you cannot explain"

Celyan

giovedì 25 febbraio 2016

War and Peace, re-reading project #1

Avevo già accennato l'intenzione di rileggere Guerra e Pace andando di pari passo con la miniserie Bbc e devo dire che l'impresa si sta dimostrando un'ottima e divertente riscoperta del mega mattone Tolstojano.
Per me si tratta di una riconferma. Guerra e Pace è un libro che avevo tanto amato già alla prima lettura -avvenuta diversi anni fa- e che ora riesco ad apprezzare a pieno e con occhio più adulto in tutti i suoi pregi e "difetti".
I personaggi cardine della storia sono tre: Pierre Bezuchov, Natasha Rostova e Andrej Bolkonskij.
Pierre è il figlio ilegittimo di un conte e alla morte del padre si ritrova a ereditarne titolo e fortuna. In lui ritroviamo un personaggio sostanzialmente buono, ingenuo fino all'inverosimile, sempre pronto ad agire per il bene e desideroso di trovare uno scopo nella vita, qualcosa che possa essere di aiuto per il prossimo. I soldi gli portano in moglie una donna bella e ambiziosa a cui si ritrova sposato quasi senza saperlo, perché è così che a Pierre succedono le cose -all'inizio-, viene manipolato in modo palese da chiunque voglia trarre vantaggio dalla sua posizione e la sua ingenuità non gli permette di smascherare subito inganni abbastanza palesi. MA lui si impegna, è volenteroso, vuole fare qualcosa della sua vita e lasciatisi i bagordi alle spalle continua a tentare. Insomma, ci piace anche solo per lo sforzo, e durante tutto il libro possiamo notare una crescita importante in lui.
Altro personaggio di spicco è la contessina Natasha Rostova, la donzella giovane e dallo spirito sognatore capace di incantare il più refrattario ai sentimenti amorosi. (Andrej Bolkonskij) Devo dirlo, la famiglia Rostov non è composta da personaggi intelligenti -tranne la cugina Sonja- quindi Natasha non ha in famiglia una vera e propria guida. Sostanzialmente è una ragazzina innamorata dell'amore (e non dico ragazzina per sminuire in qualche modo ciò che prova, ma proprio perché è piccola), sogna e vorrebbe una storia di epici sentimenti romantici, vorrebbe qualcuno capace di starle accanto sempre e per sempre. E fino a qui, nulla di strano. Ripeto, è giovane e inesperta, cresciuta in una famiglia di persone poco sveglie e poco pratiche in cui si è ritrovata ad avere più libertà di azione di quanto le si sarebbe dovuto concedere. Non dico che le sia concesso sbagliare, ma è una conseguenza naturale. Ce lo si aspetta. E lo sbaglio che commette è piuttosto grosso.
Parliamo quindi di Andrej, il personaggio che vi farà sospirare, membro di una pittoresca famiglia composta da un padre mentalmente e fisicamente avanti con l'età e una devota e quieta sorella che sembra essere circondata dall'alone nero della tristezza.
Avverso al bel mondo della nobiltà russa, il principe è giustamente sposato con una perfetta donnina di società che funge da anello di congiunzione con quel meccanismo che tanto gli è avverso. Andrej è sempre un po' perso in dilemmi esistenziali che, all'inizio, cerca di risolvere buttandosi nella guerra e che successivamente verranno brevemente fugati grazie a un incontro che cambierà le vite di molti personaggi.
Andrej è -purtroppo- un personaggio che la vita delude e premia con una ciclicità costante e che ogni volta viene plasmato in modo importante sotto i nostri occhi. Ma questo vale per tutti i personaggi, perché anche se ho approfondito solo questi tre, Guerra e Pace è e rimane un romanzo corale. La quantità di personaggi coinvolti nella storia è importante e ognuno di loro riesce a guadagnarsi un degno spazio e a catturare i sentimenti -di odio o amore che siano- del lettore. Importante è la storia d'amore tra Sonja e suo cugino Nikolaj -rispettivamente cugina e fratello di Natasha-.
Sonja è senza dubbio l'unico membro intelligente della famiglia Rostov. Una giovane ragazza coerente e assennata, sensibile e realista, innamorata da sempre di Nikolaj, giovane e nobile ussaro che spicca per incoerenza e sogni romantici che possono tranquillamente rivaleggiare con quelli di Natasha, se pure innescati da motivazioni differenti.
Boris Dubretskoj, altro personaggio di spicco, giovane dalle speranze limitate ma scaltro e arrivista quanto la madre, ci fornisce un esempio attualissimo della scalata al potere.
Anatol Kuragin, fratello della moglie di Pierre e scapestrato di prima categoria, poco preoccupato del futuro e incredibilmente consapevole della propria bellezza. Ecco, lui si che causerà danni. Danni grossi.

Attualmente sono quasi alla fine della rilettura, mi manca l'ultima puntata della serie e più o meno duecento pagine del libro, in ogni caso ho fatto in modo di non scrivere nulla di estremamente spoileroso. Di seguito vi lascio la suddivisione che ho fatto durante la lettura/visione.

Episodio 1: Libro I, Parte III, Capitolo II               Episodio 4: Libro II, Parte V, Capitolo XX
Episodio 2: Libro II, Parte I, Capitolo IX               Episodio 5: Libro III, Parte III, Capitolo VII
Episodio 3: Libro II, Parte III, Capitolo XXII        Episodio 6: Conclusione libro, Epilogo parte II

Devo ammettere che la Bbc ha fatto un lavoro assolutamente magnifico nella trasposizione per il piccolo schermo, mostrandosi fedele quanto più possibile e prestando attenzione anche a particolari minimi, come le mosse stesse dei personaggi. I dialoghi, poi, sono di quanto più fedele possa esistere e gli inevitabili cambiamenti adottati -per racchiudere la storia al meglio in sei puntate- sono misurati e calcolati in modo molto intelligente.
Ben fatto Bbc.
Se non avete intenzione di leggere il libro vi consiglio comunque lo show, il cast è spettacolare.
Paul Dano sembra essere nato per interpretare Pierre, Lily James -che avevo già apprezzato in Downton Abbey- ha mostrato di saper fare tanto e James Norton... è James Norton, ci si inchina e si tace.



Celyan

giovedì 18 febbraio 2016

The thoug art of shipping ship #1

Le ship, gioia e dolore di ogni lettore o telespettatore che rimane incastrato in coppie di cui proprio non riesce più fare a meno. In questa nuova rubrica ci apprestiamo ad analizzare quelle coppie che più ci hanno colpito e che ci riempiono la testa di teorie, discorsoni e tanti feels.
Ho deciso di inaugurare questo nuovo angolo con Magnus e Alec. Lo show è appena iniziato, mi sono recentemente riletta i loro pezzi nei libri e insomma, tutto è tornato a galla.

Personaggi: Alec Lightwood, Magnus Bane
Autore: Cassandra Clare
Saga: The mortal instruments
Libri: Città di Ossa - Città di cenere - Città di vetro - Città degli angeli caduti - Città delle anime perdute - Città del fuoco celeste.
Estratti (disponibili sul sito dell'autrice): Kissed, Magnus and Alec's first kiss - Magnus e Alec, una scena cancellata da Città delle anime perdute.
Racconti: Le cronache di Magnus Bane (Racconto numero otto: Un regalo di compleanno per Alec - Racconto numero dieci: Il corso di un amor cortese e dei primi appuntamenti) - Le cronache dell'accademia Shadowhunters (Racconto numero nove: Nascono alcuni ad infinita notte).
Tv show: Shadowhunters

Malec #1

Partiamo dai personaggi: Alec e Magnus.
Alec Lightwood è il primogenito di una importante famiglia Shadowhunter, estremamente ligio al suo dovere non è il classico personaggio che si butta a capofitto in situazioni pericolose rompendo ogni regola. Alec è razionale e -stando accanto a due personalità come quelle di Isabelle e Jace- estremamente responsabile e protettivo. Tutto questo rispetto -quasi ossessivo- delle regole è dato dal fatto che Alec sa bene che essendo gay ha già infranto LA regola non scritta. (L'omosessualità nella comunità angelica non è vista bene nemmeno da lontano.) Inoltre, altro punto dolente, Alec prova un forte sentimento per Jace, migliore amico/parabatai. Ecco, innamorarsi del proprio parabatai (una fratellanza che unisce per la vita) significa infrangere una delle più importanti regole Shadowhunters. 
Alec tiene nascosta la sua omosessualità come un segreto che lo terrorizza. E lui è terrorizzato dalla cosa. Una delle paure più grandi è quella di perdere Jace (in quanto amico e parabatai. Sappiamo infatti che se il legame parabatai dovesse spezzarsi, la vita di Alec non sarebbe mai più la stessa. Perderebbe una parte di se stesso per sempre), la paura che i suoi genitori lo scoprano lo paralizza, per non parlare del resto della comunità Shadowhunters.
Alec si è spesso e volutamente tenuto ai margini, agendo in modo responsabile e attento non solo per espressione della sua natura più pacata, ma anche perché in fondo sa di aver già infranto le regole più ferree della sua comunità. Rispettare tutte le altre è una sorta di compensazione.
Dall'altra parte abbiamo Magnus Bane, uno stregone di ottocento anni. Gli stregoni sono metà umani e metà demoni (gli Shadowhunters uccidono i demoni, ricordiamo, inoltre il padre di Magnus è un demone molto potente/importante) e nel mondo Shadowhunters fanno parte della comunità dei Nascosti, ovvero comunità considerate inferiori. (Come anche lupi mannari e vampiri) Magnus inoltre conosce già i Lightwood e da tempo li ha annoverati come una famiglia di cretini. Stupendo. 
Al contrario di Alec, Magnus fa di tutto per rimanere aperto alle possibilità della vita e alla vasta gamma di sentimenti che nei secoli ha già provato. Dopo così tanto tempo gli stregoni tendono a calcificarsi, inaridirsi dentro e non provare più nulla perché in fondo hanno già provato tutto, per questo motivo Magnus cerca di non porsi mai limiti e vivere come una sorta di Peter Pan. Allo stesso tempo, non nutre una profonda stima per gli Shadowhunters tanto che nella sua lunghissima vita non si è mai veramente innamorato di uno di loro. Fino ad Alec.
Insomma, è chiaro che nella scala sociale del mondo delle ombre i due occupano posizioni molto differenti, senza contare che le loro idee personali sono molto chiare in merito. Eppure...
Quando Magnus incontra Alec, qualcosa cambia. (Okay, Alec è bello. Magnus è bello. Boom. A pelle è facile reagire per questo.) Alec è uno Shadowhunters che ringrazia qualcuno che la società considera inferiore perché guarda caso riconosce il lavoro altrui. Alec è terribilmente onesto e molto a disagio nel dover mentire. Alec è inesperto e goffo, ma protettivo e fedele. Alec non è il prototipo del comune Shadowhunters, bensì un individuo che si discosta parecchio da quella figura marziale, tanto da riuscire a fare breccia nelle più profonde convinzioni di Magnus.
Allo stesso tempo Alec si trova assolutamente spiazzato di fronte all'interesse che Magnus mostra di provare per lui perché Alec non è mai stato la prima scelta di nessuno. L'inesperienza e il suo sentirsi colpevole (di essere gay) non gli hanno mai fatto credere di poter essere scelto o amato. Per lui l'amore non è mai stata un'opzione reale e concreta. Fino a quando incontra Magnus, una figura così potente da scuotere tutto il suo piccolo mondo fatto di paura e sensi di colpa.
Ho sempre creduto che l'affetto di Alec per Jace fosse una sorta di inevitabilità. Non voglio sminuire i sentimenti di Alec, ma l'affetto romantico è un po' il risultato dell'effetto grande fratello. (Ambiente ristretto, stesse facce tutti i giorni... bam.)
Gli Shadowhunters (che sono a rischio estinzione e non sono davvero tanto numerosi quanto lo show ci mostra) sono una comunità chiusa e Alec è cresciuto in un ambiente ristretto, circondato più o meno sempre dalle stesse facce. Persino Jace all'inizio non era stata un'aggiunta felice. Tutto è gradualmente tornato alla normalità solo quando è riuscito a inserirsi in quel piccolo ambiente protetto, diventando un importante membro della famiglia e, successivamente, qualcosa di più per Alec. Ma Jace è l'unico "elemento esterno" venuto a contatto con Alec e diventato importante per lui. C'erano grandi probabilità che qualcosa di simile accadesse. Mentre Magnus rivoluziona completamente il mondo di Alec, non solo a livello romantico. E' come se riuscisse a rompere la bolla dentro cui Alec vive, così da fargli vedere e percepire meglio la realtà.
Una gran bella base di partenza per una ship.


E qui fermo la prima parte di analisi, già piuttosto lunga e corposa.
Su questi due ho sempre troppo da dire!

Celyan

mercoledì 20 gennaio 2016

Shadowhunters, The mortal instruments - L'epopea continua


Perché epopea? E' presto detto. Dopo una saga cartacea, un film, uno show televisivo, il massive recast e i pareri discordanti che fioccano senza sosta, il termine mi sembrava più che adatto.
Premessa: ho letto i libri e con questa saga ho un rapporto conflittuale piuttosto semplice: trovo sia stata scritta in modo quasi imbarazzante, non ho tollerato Simon per almeno la metà del tempo -a tratti è riuscito a eclissare anche la fastidiosità di Clary-, a un certo punto il plot ha seriamente rischiato di farmi venire l'ulcera e non parlerò di Cassandra Clare e i suoi precedenti come autrice di ff solo perché non voglio che ci piombino gli elicotteri del FBI sul tetto di casa. In sintesi, trovo che il trash dei libri sia stato fedelmente riprodotto nella serie televisiva. Per contro, mi sono affezionata velocemente a quasi tutti i personaggi e, considerato che a me il trash fa ridere, quando il plot e la scrittura hanno iniziato a starmi stretti ero ormai troppo innamorata di determinati personaggi e relazioni per mollare tutto.

 
Detto ciò...
Partirò dicendo che, onestamente, non capisco. Non capisco la problematica che aleggia attorno a questa saga per cui qualsiasi trasposizione televisiva risulta essere una ciofeca agli occhi di una parte consistente del fandom.
Ci sono show che sono stati cambiati in modo molto più radicale, l'unica differenza è che in questo caso la saga cartacea era già molto popolare anche prima della trasposizione televisiva.
Isabelle è adorabile, ma sembra pronta per il turno di notte sulla statale. E non mi aspettavo nulla di diverso perché è così anche nei libri.
Clary cambia stile di vita e guardaroba in tempo zero. Ma ero preparata, è così anche nei libri.
Jace a Clary in modalità flirt già da subito? Certo, sono così anche nei libri.
Lo show è trash, ma non è una sorpresa, perché lo sono anche i libri.
Ebbene si. Stiamo parlando di una saga YA con vari elementi trash e un tipo di scrittura che non grida "livello avanzato" da nessun poro, ma ci si passano ugualmente pomeriggi divertenti senza troppi pensieri.
Parlando dei personaggi, invece, direi che possiamo soffermarci su Clary già da subito.
Qualcuno mi spieghi perché corre così. Chi glielo ha consigliato? E' come se avesse una stecca in mezzo alle natiche e l'obiettivo della corsa fosse il non farla cadere, altrimenti 10 punti in meno a Tassorosso. (Sia chiaro, nonostante i capelli io questa non la metto a Grinfondoro.)
Sono perplessa. Ma lo confesso, è una delle cose che più mi fa ridere dello show. Un po' come Chernobyl e l'aura da piccolo chimico con problemi mentali data a Valentine. E non parliamo di Jace e la sua camminata stile macho man, lo vedrei benissimo in mimetica a guidare un carroarmato nel centro di Falluja.
Ripeto, queste sono tutte cose che mi fanno ridere al pari delle battute di Simon che, però, alla seconda volta che mi dice "Clary, andiamo alla polizia" mollerei già uno sganassone perché non puoi continuare a essere così ottuso dopo tutto quello che hai visto. Non puoi. E' contro la legge.
L'attore, invece, Alberto Rosende è carinissimo. Mi sono cercata dei video di interviste al cast perché considerato quanto la loro recitazione mi ha impressionata avevo almeno bisogno di sapere che fossero brave persone. Simpatiche, persino. (Vi consiglio di fare lo stesso.)
Su Isabelle non ho molto da dire, mi sembra un po' plasticosa. Sarà il latex. Ma so cosa accadrà, quindi aspetto che arrivino momenti migliori per lei e Simon. E per momenti migliori intendo momenti vagamente introspettivi dove per almeno 30 secondi le battute sarcastiche vengono lasciate da parte. Ma questo lo aspetto un po' per tutti.
Come aspetto un approfondimento sul legame parabatai di Jace e Alec, una delle mie cose preferite nei libri e che, però, viene lasciata un po' così... Allo sbando.
Daddario e Harry Shun mi hanno convinta, sia individualmente che come aspettativa della ship che deve venire a crearsi, quindi posso dire senza vergogna che sono la cosa che aspetto con più trepidazione.
No shame.
Sugli effetti speciali e i demoni -più simili ad alieni che altro- non mi pronuncio.
Insomma, è lo stesso network di Ouat, non serve dire altro.
Fa tutto parte del fascino e, in fin dei conti, diamo loro tempo di crescere. Anche perché ho bisogno di una ship che sostituisca quelle che ho perso, quindi questo show in qualche modo deve andare avanti.
Ho bisogno dei Malec.
Poche storie.

(Ti aspettiamo al varco, Magnus.)


Celyan



martedì 28 ottobre 2014

Halloween must watch




Il 31 Ottobre è alle porte e qualcuno avrà sicuramente già iniziato il countdown, quindi è tempo di tirare le somme e organizzarsi!
Questa volta non vi parlerò di libri, ma di serie tv che si prestano a memorabili maratone telefilmiche Halloweeniane.
                                                      

Sleepy Hollow dovete conoscerlo. Insomma c'è il libro, c'è il film con Johnny Depp, e ora c'è lo show.
Parto subito col dirvi che gli effetti speciali meritano davvero tanto e considerato che non stiamo parlando di un film, la cosa è notevole.
Altri punti a favore sono il plot (Abby e Ichabod devono impedire che Moloch risorga) e i tecnicismi che a ogni puntata guidano il soprannaturale. Non ci sono falle e non ci sono meccanismi poco chiari, anzi, fanno di tutto per rendere i passaggi soprannaturali più comprensibili possibile. E poi Ichabod è interpretato da Tom Mison, quindi... andate e godetevi il suo humor da soldato confederato catapultato ai giorni nostri.
Penny Dreadful è un altro concentrato di letteratura e folclore che non potete perdervi. Se amate gli show in cui il plot ruota attorno a personaggi del calibro di Dorian Gray e del Dottor Frankenstein, e creature come licantropi e vampiri, allora questo è lo show che fa per voi. (Rigorosamente ambientato in epoca vittoriana.)
Il cast è di tutto rispetto, troviamo infatti volti famigliari come la bravissima Eva Green, Josh Hartnett, Billie Piper e Timothy Dalton. Quindi, capiamoci, il livello recitativo è altissimo.
(Inoltre possiamo goderci anche qualche guest appearance di Helen McCrory: mamma di Draco Malfoy in HP e zia Polly in Peaky Blinders.)
Salem, come già intuirete dal nome, è completamente incentrato sulle streghe.
I Puritani hanno iniziato la caccia grossa, ma le streghe si sono perfettamente integrate alla popolazione con lo scopo di prendere totale possesso del villaggio e eliminare il resto degli abitanti.
Trucco, parrucco, effetti speciali e ambientazione non hanno nulla da invidiare agli altri show citati nell'articolo, e altrettanto possiamo dire del cast. In questo caso non siamo di fronte ad una rosa di attori che salta subito all'occhio, ma l'interpretazione di ognuno di loro merita molto. Senza contare che possiamo bearci della vista di Shane West, e questo non è mai male.

Dracula è un'opzione che non mi sono sentita di escludere perché è... be', Dracula. Credo che questo show abbia dato il meglio di sé nella sua ultima puntata, ed è stato un peccato, perché non gli è valso il rinnovo alla seconda stagione.
Troppi tecnicismi su Dracula e le sue sperimentazioni, ma l'atmosfera generale vale sicuramente la nomination come possibile show da maratonare ad Halloween.
Jonathan Rhys Meyers è, come sempre, un piacere da guardare e dannatamente bravo, inoltre nel cast potrete trovare un altro volto famigliare, ovvero quello di Katie McGrath (Morgana in Merlin).






E per questa prima parte abbiamo concluso.
Se c'è qualche show che ancora non avete iniziato provate a dargli una possibilità, è il periodo adatto per farlo!

Celyan

sabato 20 settembre 2014

Fleming - The Man who would be Bond

NdA: cercherò di non essere di parte e fallirò per l'ennesima volta. Almeno apprezzate la buona volontà e concedetemi qualche riga qui e lì per liberare la mia anima di fangirl innamorata.

INIZIAMO!



Iniziamo analizzando il cast principale, perché è da paura!

I'm Bond, James Bond.
I'm Fleming, Ian Fleming.

Ed effettivamente, il nostro protagonista potrebbe davvero presentarsi così, perché già del pilot si capisce perfettamente come Ian Fleming abbia plasmato il buon 007 a sua immagine e somiglianza, limitandosi "semplicemente" ad esagerare i tratti che avrebbero reso celebre la spia più famosa della storia della letteratura e del cinema - nel dettaglio, l'amore per le donne, l'alcol e il gioco. Chapeau.

Dominic Cooper fa un lavoro davvero buono nei panni di Fleming - se avete avuto modo di ammirarlo in The History Boys, sapete a cosa mi riferisco, se no, rimediate; sarà che il ruolo di sciupafemmine incallito e di rampollo fallito di buona famiglia gli viene tanto bene, sarà la perenne espressione strafottente che si incolla in volto per tutto il pilot, ma riesce a restituirci alla perfezione l'immagine di Ian Fleming, al secolo un uomo borioso e strafottente anche nei confronti dei suoi amici. Rings a bell, anyone?



A Lara Pulver, cui spetta il difficile ruolo di Main Love Interest di Fleming - ma, ovviamente, non l'unico, certi ruoli calzano davvero a pennello.
In Fleming, è Ann O'Neill, bellissima, annoiatissima ed austerissima moglie di un Lord mandato a combattere oltre manica la seconda guerra mondiale. Vi basti solo sapere che Lady O'Neill vede in Fleming una sfida, un enigma da decifrare, un puzzle, come lei stesso lo definisce - e che, giustamente, per Fleming lei non è solo una sfida, ma qualcosa di molto di più… insomma, già dalla prima puntata si capisce che voleranno scintille, e tante, perché questa plot-line "romantica" è assolutamente importante ai fini della comprensione della figura di Fleming!



Anche noto come "Il motivo per cui ho iniziato a guardare questa sere".

E poiché per un gran casinista come Ian Fleming serve una controparte più saggia e prudente, Samuel West iohounproblemaconquestuomo è il retro-ammiraglio John Henry Godfrey, l'uomo che ebbe da sopportare l'inventiva di Fleming per tutti gli anni della seconda guerra mondiale, e che ebbe come ricompensa il vedersi rappresentato nei libri di 007 come M, l'inflessibile capo di Bond, quello privo di sentimenti che lo manda sempre a rischiare il collo nelle missioni più difficili, rischiose e tendenzialmente piene di sovietici armati fino ai denti e con un fortissimo mal di stomaco.
L'ingresso in scena del retro-ammiraglio (come suona male in italiano!) è qualcosa di semplicemente perfetto da un punto di vista strettamente fotografico, una scena creata giusto per strizzare l'occhio ai colloqui cinematografici tra Bond e M. Ideona!



E poi c'è la sempre divina Anna Chancellor, indimenticata Lix Storm nel molto e sempre compianto The Hour, che qui ci tiene compagnia nei panni della segretaria personale del retro-ammiraglio (niente, questo titolo mi da da fare) Godfrey, a.k.a. il tenente Monday della Marina di Sua Maestà. a.k.a. metà della mia ship che non sarà mai se non nella mia testa amen.
Se Godfrey fu l'ispirazione per M, di certo avrete già capito che Monday divenne l'ispirazione per la più celebre delle segretarie, Miss Moneypenny - e la Chancellor è semplicemente magnifica a recitare queste scene con un tocco di flirt che, ancora, strizzano l'occhio a quello che sappiamo essere il rapporto complice tra Moneypenny e Bond tanto nei film quanto nei libri. 
Fortunatamente, stando alle parole della stessa Chancellor, è stata abbondantemente evitata la sub-plot romantica tra Fleming e Monday, che avrebbe notevolmente appesantito la trama dalla serie, già molto condensata di suo - ciò non toglie che vederli flirtare come se non ci fosse un domani è strepitoso!

Passiamo ora alla trama, cercando di evitare ogni sfumatura fangirlistica.
La trama di fondo, quella basilare che sottende tutti e quattro gli episodi, non si può certo dire che sia complessa. Da una parte abbiamo un giovane rampollo nobile e ricco, assolutamente incapace di prendersi una responsabilità e di portarla a termine, annoiato e più interessato agli esponenti del gentil sesso che a tutto quello che gli succede attorno - NdA, la Seconda Guerra Mondiale.
Dall'altra abbiamo la Marina di Sua Maestà Britannica, impegnata nella lotta contro i nazisti ed in evidente difficoltà, che decide di arruolare tra le sue file il giovane Fleming perché è giunta loro voce  - da Winston Churchill in persona - delle sue "particolari abilità" (dove con particolari abilità si intendano "strafottenza", "amore per il rischio", "abilità nel mentire facile", "conoscenza del tedesco", "assoluta mancanza di amore per le regole") - ergo, Fleming, perché non entra a far parte della nostra disastrata Naval Intelligence? Bellissimo, lei è così scapestrato che possiamo mandarla in giro a farsi ammazzare.
Aggiungete due love interests per il protagonista e una ship appena accennata sullo sfondo ma non importa, di cui uno affascinante e pericoloso e l'altro dolce e premuroso, plus la Secondo Guerra Mondiale sullo sfondo, con tutte le problematiche del caso e la necessità di sconfiggere i nazisti nel gioco dello spionaggio, e avrete la trama di questa troppo breve serie tv.

A conti fatti, non si tratta di una serie tv politicamente impegnata o particolarmente difficile: se si perde una battuta per distrazione, la trama si capisce comunque. Si tratta di un biopic dedicata all'uomo che, mettendo per iscritto le sue piccole manie ed idiosincrasie, creò uno dei personaggi letterari e in seguito cinematografici più amati di sempre: alla fine dei quattro episodi, tra momenti di tensione, battute, fangirlismo, e geniale trovate militari, avrete visto una serie interessante e originale, volta ad introdurvi al personaggio di Bond, James Bond se non l'avevate mai incontrato, o a presentarvi come e perché è nato dalla macchina da scrivere di Fleming, Ian Fleming.

Da spettatrice e fan di James Bond, a questa serie mi sento di dare un buon 8/10.
I due punti che mancano sono andati persi a causa, secondo me, dell'eccessiva brevità della serie stessa: con tutto il materiale interessante che avevano in mano, con tutta la Secondo Guerra Mondiale da poter sfruttare, l'impressione è che sia sia corsi un po' troppo, dedicando poco tempo ai singoli avvenimenti. Ciò non toglie che sia una serie molto piacevole, un must se amate le storie di spionaggio!

Chapeau a BBC America.



Quattro pecorelle felici.
Insisto sul fatto che sia stata una serie troppo corta
 per me c'era materiale per una serie da 7-9 episodi.
Per tutto il resto, masterpiece!


Guardarlo sì: perché amate Bond, James Bond come la sottoscritta, sapete a memoria film e libri, e volete vedere quanto Fleming somigliasse alla sua creatura.
Perché ammirate qualcuno del cast, e volete constatare come sia il suo nuovo lavoro con occhi a cuoricino e le coronarie pronte ad esplodere.

Guardarlo no: perché Bond, James Bond vi sta antipatico già da film e libri, figuriamoci scoprire che il suo creatore era davvero così! Mio Dio! E perché, essenzialmente, una mini-serie su delle spie durante la seconda guerra mondiale non vi interessa.

Guardarlo sì-bonus: per i costumi, le ambientazioni e la fotografica. A mio modesto parere - sono una spettatrice affascinata, non un'esperta del settore - è tutto reso molto bene, ed è una delizia per gli occhi.
Also, Samuel West.  

sabato 5 ottobre 2013

The Originals Pilot

Visto che mi rifiuto di scrivere un post riguardo all'inizio di stagione di The Vampire Diaries (ma io dico, riusciamo almeno a fare finta di non scriverle da ubriachi le sceneggiature?), ho deciso di scriverne uno per l'inizio di questo spin off, che non prometteva niente male. 
Finalmente abbandoniamo quel gruppo di sciroccati teenager che vive a Mystic Falls, altresì conosciuta come la città con il tasso di omicidi più alto del globo, e ce ne andiamo nella capitale del divertimento del golfo: New Orleans. Non solo ci spostiamo in una location interessante as hell, ma ci spostiamo qui per vederci una bella faida tra due componenti della Original family e l'attuale Re dei vamp di New Orleans: urrà!
Fino a qui tutto bene, il setting ci piace, i protagonisti ci piacciono, non sembrano esserci umane lagnose dietro a cui il protagonista perderà la testa come succedeva ogni dieci minuti in TVD, la storia è una bella storia di sangue e conquista: olè, it's a party!
E poi mi sono ricordata IL grande insegnamento che cinque libri e due stagioni di Game of Thrones ci hanno insegnato: quando credi che tutto stia andando per il meglio, ti sbagli.
Come ho potuto credere che non ci infilassero una Mary Sue con tutti i crismi in questa serie? Come ho potuto essere così ingenua? E infatti, come Icaro a suo tempo, anche io sono stata punita per la mia hubris: non una Mary Sue, non due Mary Sue e neppure tre... ben quattro!


Tralasciando Hayley che mi stava allegramente sulle scatole già in TVD, parliamo delle altre tre: Sophie, Camille e Davina. 
Tra tutte Sophie è quella che odio meno, fondamentalmente perché non ha la minima idea dello stracazzo che sta facendo e almeno per questo non fa Wonder Woman che le sa tutte lei.
Poi c'è Camille, che oltre a starmi allegramente sulle balle pure lei perché ronza attorno a Klaus (Klaroline here, sorry), mi sta doppiamente sulle balle per tutta la menata sulla psicologia: are you serious? Ma le sai tutte tu?
Ed infine Davina, la perla delle perle. Volevi non mettercela una strafiga che non solo le sa tutte lei, non solo se ne sta chiusa in una mansarda, non solo tiene in scacco tutte le streghe di New rleans: ma a quanto pare al suo confronto gli Originals sono l'equivalente di Matt? ECCERTO.
Ritenendo ingiusto di farmi smadonnare dietro al cast femminile della serie, gli autori hanno deciso di applicare un po' di par condicio: facendomi smadonnare dietro al cast maschile. 
Klaus psicopatico? Ci sta. Klaus con le manie di grandezza? Evvai. Klaus con l'istinto omicida? Drinks all around! Klaus che pugnala Elijah e lo infila in una bara DI NUOVO? Ma siamo seri?
Questo fondamentalmente il risultato il pilot dello spin off sulla Original family:
Appartenenti alla Original family presenti (vivi) nella serie: 1 su 3.
Mary Sue di questa ceppa presenti: over nine thousand.
...
Quanto sono contenta di come è inziata questa nuova serie.
Considerato che questa serie, così come TVD, non la seguo per la trama ma per puro spirito di trash non ci saranno i soliti dinosaurini come rating, sarebbe ingiusto nei confronti delle altre serie per cui mi sbatto a dare un giudizio onesto.
Off I go.

How I Met Your Mother 9x03 - Last Time in New York


Dal titolo temevo una delle classiche puntate da depressione di Ted e invece sono rimasta piacevolmente stupita. Il solito mix di comedy e puro non sense di HIMYM sta lenteamente tornando, ma soprattutto ad essere tornato è un minimo di spessore della storia: non è la solita menata di Ted che è triste perché è un mezza pippa, sia lode nell'alto dei cieli.
Per cui diciamo grazie agli autori che, tramite Lily, hanno trasformato la super lame lista di Ted in un momento con uno straccio di profondità:
Why not just say goodbye to the bad things? Say goodbye to all the times you felt lost, to all the times it was a No instead of a Yes, to all the scrapes and bruises, to all the heartache. Say goodbye to everything your really want to do for the last time, but don't go have one last Scotch with Barney, have the first Scotch toasting Barney's new life, because that's a good thing and the good things will always be here waiting for you.
E sapete in cos'altro hanno fatto un ottimo lavoro gli autori? Negli ultimi undici secondi di episodio: "I saw you and Robin at the carousel". Ok, probabilmente non succederà nulla di che perché in realtà Barney è l'animo migliore tra i due, ma la suprema goduria che ho provato nel vedere il colpo apoplettico che viene a Ted è innegabile. Muahahahahahahah. Io Ted non lo sopporto più da almeno due stagioni e non posso che gongolarci: così impari a cercare di fregarti la donna del tuo migliore amico, tiè.
Well, that's it I'd say, episodio carino, il quarto dinosaurino se lo guadagnano Lily e Barney.
 
Off I go.

mercoledì 2 ottobre 2013

Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D. 1x02 - 0-8-4


Ed ecco il secondo episodio di una delle serie più attese della stagione! Come avevo già detto precedentemente, il pilot della serie non mi aveva lasciata particolarmente entusiasta. Beh, questo secondo episodio si è guadagnato quel dinosauro extra che avevo dato al pilot sulla fiducia.
Finalmente è arrivata l'azione che aspettavo, il mix di sarcasmo e drama, ma soprattutto iniziamo a sporcarci le mani con qualcosa di interessante: Hydra weapons! 
L'episodio gira attorno ad un 0-8-4, an object from unknown origin, ritrovato in Perù. Considerato che, come dice Coulson, l'ultimo 0-8-4 riguardava un martello a noi ben conosciuto, il caso per me è decisamente più interessante di quello del pilot. Non solo il tema è più interessante, ma finalmente vediamo tutti i personaggi in azione come gruppo e non nei loro singoli elementi di expertise. Se Grant e May sono sicuramente i personaggi con più presenza scenica, Fitz e Simmons sono indubbiamente quelli più adorabili. Quella che continua a starmi allegramente sulle scatole è Skye: mi spiace, ma per me continua a essere la Mary Sue della situazione. A voler essere onesti ha avuto dei momenti che non mi sono dispiaciuti, momenti miseramente seppelliti dagli ultimi minuti dell'episodio: razza di rincoglionita che non sei altro.
Fatemi spendere qualche altra parola su May: ma quanto può essere una figa? Come ben sapete non ho il minimo background al riguardo, quindi non vedo l'ora di scoprire cosa accidenti le sia successo in Bahrein. Ah, altra nota: parliamo di quanto sia stata BAMF nella scena in cui sono bloccati nel cargo? Grant mentre la guardava sembrava un fanboy al ComicCon.
Altre due parole anche su Grant, perché diciamolo: in fondo io ho la sindrome da crocerossina per questo tipo di personaggi. Ok, Grant, famose a capi': non t'azzardare a diventarmi un rincretinito dietro a Skye. Lungi da me contrastare la crescita di coppie che si odiano cordialmente a prima vista ma in realtà è tutto angst da "ti voglio ma sei tutto quello che sono stato abituato a disprezzare", però magari facciamolo con giudizio! 
Per quanto riguarda Fitz-Simmons: could they be any more adorable? Anche se in questo episodio abbiamo un momento di Fitz à la Tony Stark, da genio scientifico che risponde per le rime a Grant e che mi ha fatto ghignare un sacco. Il fatto poi che, pur essendo gli scienziati del team, siano lui e Simmons che prendono del tempo per godersi l'aftermath della missione e iniziano a creare coesione nel gruppo è una cosa che apprezzo moltissimo: non ci sorbiamo il solito leader che le sa tutte lui e unisce il team perché è la persona più carismatica dai tempi di Martin Luther King e stigrancazzi.
Un punto in cui mi sto letteralmente scervellando è tutta la storia di Tahiti! Phil inizia a essere creepy con questa storia di "It's a magical place" e poi, si può sapere cosa diavolo è che lui non sa e che May e Grant sanno? Che razza di intervento gli hanno fatto? Gli hanno innestato parti robotiche? Un chip nel cervello? In realtà Coulson non è Coulson ma un droide? I NEED TO KNOW!
Ultima grande chicca della puntata, in perfetto stile Marvel: aspettare la fine dei credits paga sempre! Cameo di Samuele L. Jackson (the L stands for Motherfucker) come Nick Fury: vince tutto il vincibile dell'universo e ci manda in brodo di giuggiole con tanto di urletti da fangirl estatiche. Il tocco di classe finale lo aggiunge Coulson: "Yeah, we're gonna have to kill the fishtank".
All in all: grande episodio! 
Off I go!

martedì 1 ottobre 2013

Criminal Minds 9x01 - The Inspiration


Criminal Minds si aggiunge alla lista delle serie che ricominciano e purtroppo non torna col botto come avevo sperato.
Il caso non è niente di particolare, abbiamo il solito schizzato che sente le voci, ammazza ragazze a buffo e quello che ormai è praticamente un ospite fisso della serie: un po' di sano cannibalismo. Insomma, dopo otto stagioni di folli cannibali ammazza ragazze la cosa mi lascia un po' indifferente. Interessante è stato il paragone con la mantide religiosa, forse l'unica cosa che non mi è risultata scontata o prevedibile. Per quanto riguarda il grande colpo di scena del gemello, cari autori: ve lo siete giocato malissimo. JJ e Derek che hanno il sesto senso e "sentono" che c'è qualcosa che non va con l'arresto? Cccerto, ci credo.
Caso a parte, pure la storia interna al gruppo mi ha fatto abbastanza schifo: Hotch che se na va? Seriously? Adesso non ditemi che ci becchiamo una stagione intera di "Hotch se ne va, Hotch non se ne va", che m'ha già bello che scartavetrato l'anima.
Tanto per cambiare, le uniche note positive sono Reid e Garcia, anche se Reid mi ha quasi ammazzata ad un certo punto. Quando sta parlando con JJ e lui le dice che anche lui avrebbe voluto avere dei figli? Sobbing uncontrollably. Devo ancora riprendermi da Zugzwang, non ce la posso ancora fare a sopportare colpi del genere.
All in all, tranne qualche piccola eccezione, episodio scadente e pure noioso.

Off I go.


mercoledì 25 settembre 2013

Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D. Pilot


Partiamo dal presupposto che (shame on me) io dei fumetti della Marvel non so un'emerita cippa e che quindi non sarò in grado di paragonare la serie con i relativi issue da cui è tratta e via dicendo, quella ferrata al riguardo dunque non sono io ma MJ. Il mio approccio alla serie è dunque completamente da profana, se non per i film della Marvel. Ciò detto: pilot della serie non mi hai impressionato più di tanto. 
Il fatto che non mi abbia impressionata non significa che non mi sia piaciuto o che mi abbia fatto schifo, semplicemente che come pilot si è posto come pilot introduttivo e non come pilot atto a lanciare gli spettatori in visibilio. Da profana dell'universo Marvel devo dire che ho apprezzato la cosa, mi ha risparmiato - o meglio, ha risparmiato ai miei amici meglio informati - una sequela di domande causa confusione da "non ho la minima idea di cosa stia succedendo, help".

La storyline di questo pilot la ritengo senza lode e senza infamia, nice come inizio ma mi aspetto di più dal prossimo. I personaggi invece mi sembrano più interessanti da commentare: nuovamente, probabilmente perché della materia ho la stessa conoscenza che ho dell'arte del tornio, ai personaggi ho reagito a pelle. 
Melinda May: you're awesome. 
Grant Ward: uuuh, storia familiare misteriosa? Pessimo temperamento? Evidenti incapacità sociali? Let me grab my popcorn.
Skye: ti prego, dimmi che non sei una lagna come sembri. Perché altrimenti non ce la posso fare.
Fitz & Simmons: adorabili come il loro adorabile accento.
Maria Hill: I like you woman! Già mi stava simpatica in The Avengers, qui fa pure la boss: what's not to like?
Agent Phil Coulson: *abbraccia forte* PHIL! ç__ç
Lola: I want to go to there.

And that's it on Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D.'s pilot: quattro dinosauri felici, tre di apprezzamento e uno sulla fiducia|

 
Off I go!

martedì 24 settembre 2013

How I Met Your Mother Season 9 Premiere


E' Settembre, arrivano le prime mattine fredde, gli scoiattoli raccolgono le ultime ghiande prima del lungo letargo invernale (o almeno credo, qui a Roma ci sono ancora venticinque gradi) ma soprattutto: ricominciano le serie tv. Giusto in tempo per farmi riprendere dal lutto dell'hiatus di Suits, ricomincia il grosso delle serie che seguo, a cominciare da How I Met Your Mother con la sua nona ed ultima stagione.
Prima di qualsiasi altra considerazione rendiamo grazie che questa stagione sarà l'ultima: gli autori hanno l'opportunità di chiudere la serie prima di vedersi tirare dietro tutti gli ortaggi del mio frigo e di chiudere con un'ultima stagione che sarà di livello, se non pari alle prime cinque, si spera almeno superiore alle ultime tre. Ciò detto, parliamo dei nuovi episodi!

Iniziamo da quello che preferisco generalmente in ogni episodio di HIMYM: Barney e Robin. Nonostante l'imminente matrimonio gli autori non li hanno resi eccessivamente sdolcinati, mantenendoli in character. Ora sto aspettando di vedere il "ring bear" con più curiosità di tutti gli ultimi otto anni attesi a scoprire chi fosse la madre.

Lily e Ted: meh. Chiariamoci subito sul perché: Ted ha scartavetrato lo scartavetrabile. Io lo so che sono le scelte degli autori, ma se vedo un'altra volta Ted che anche solo medita di tentare di riprendersi Robin è la volta buona che do il colpo di grazia al mio povero pc e lo defenestro. Tutta questa storia di Ted che si prende il biglietto per LA non solo è irritante, è pure OALD. Sono otto stagioni che si fa piantare in asso e poi ripensa a Robin e conclude che è lei l'amore della sua vita: nope, sorry, not happening, hai stufato. No! No, no, no, no! Did I mention, no?

Lily e la Madre: j'approve. Mi piace che venga introdotta tramite Lily e che sia suonata tanto quanto gli altri cinque della compagnia. Ammetto che quando hanno svelato la sua identità l'anno scorso ci ero rimasta un tantino. Non è che ci fossi rimasta male, era più sulla linea di: dopo tutto questo casino sarà meglio che sia più interessante di quello che sembra, or I'll cut you. Insomma, classica reazione razionale e contenuta della sottoscritta. Quindi: vediamo di non combinare cavolate, chiaro?

Breve nota su Marhsall: Minnesota keeps on winning.

Il divorzio di James: di completa inutilità se non a regalarmi qualche momento di pure awwn tra Robin e Barney. Il fatto che Barney non si scomponga perché lui ha Robin e per lui questa è un'assicurazione più che sufficiente sull'esistenza dell'amore vero mi ha ha indubbiamente fatto saltellare come un elefante on a trampoline. Naturalmente non ho fatto in tempo a godermi la patabauaggine (not a word, I know, ma rende l'idea) che mi hanno inserito Barney, Robin e una torta erotica rappresentante James e Tom, tutto nella stessa scena: awesomeness.

Nel complesso come episodio mi è piaciuto, tre cuoricinosi dinosaurini felici per questa premiere!

Off I go!

mercoledì 24 luglio 2013

- ‘Mayday’ - Aka “Un’altra allegra serie inglese per passare l’estate” -


Perché se pensavate di averla sfangata evitando ‘Broadchurch’, beh, vi sbagliavate. Di brutto.


Avete presente quando vi parte una fissa impressionante per un attore/attrice e non potete fare altro che guardare tutto quello che ha fatto, non avendo la materia prima dei vostri sogni a portata di mano?
Poi magari l’attore/attrice in questione passa dal ruolo di “pazzo psicopatico assassino” in una serie a quello di “morto assassinato - male, per di più” in quella successiva, e il tuo piccolo grumo di feels nei suoi confronti viene immancabilmente distrutto.
Ecco, avete presente in che condizioni mi trovi io right now.

Ciò detto, introduciamo questa mini-serie inglese (trovata nel modo-di-cui-sopra), che sembra confermare l’insana passione tutta British per la campagna. E per i morti. Soprattutto per i morti.


Giusto un titolo allegro ed incoraggiante.
E no, non confondetela con l'omonima serie tv sui disastri aerei.
Anche se, in fatto di gioia, siamo allo stesso livello.

Prendete 'Midsomer Murders', meglio noto nel Bel Paese come 'L’Ispettore Barnaby'.
Campagna meravigliosa, paesini deliziosi, un ispettore un po’ burbero ma sotto sotto simpatico, con una moglie che porta una sfortuna incredibile e una giovane figlia attrice sulla buona strada per diventare come la madre.
Ora togliete l’ispettore, sua moglie e sua figlia.

Poi prendete 'Broadchurch', chicca di ITV di quest’anno. 
L’avete vista? Bravissimi, sono state otto puntate ricche di suspense, avete capito tutto della vita. Non l’avete vista? 
Rimediate, ché è davvero una di quelle serie da vedere e tenere a portata di mano per una notte buia e tempestosa, quando volete giusto quel filino di ansia in più a colorare di grigio depressione la vostra vita.
Da ‘Broadchurch’ prendete la comunità coinvolta nel caso in questione (invariabilmente con segreti oscuri e orribili), ma togliete David Tennant nei panni dell’ispettore. E non sostituiteci nessuno, perché in ‘Mayday’ il detective non c’è. O, meglio, c’è la polizia, ma non è lei la protagonista della serie.

La cosa “diversa” dalle altre mini-serie o serie poliziesche british sta giusto nel fatto che ‘Mayday’ non si concentra sull’indagine in sé, ma piuttosto su come la comunità coinvolta nel caso reagisce alla notizia della scomparsa della ragazza più graziosa e carina del villaggio - e quindi parliamo della sua famiglia (soprattutto della sorella gemella ma opposta come carattere), delle persone con cui aveva avuto motivi di questionare, con un presunto amante, etc. etc. etc.

Parliamone - già qui mette #ansia

Avrete quindi una mini-serie indubbiamente poliziesca, con un caso di persona scomparsa, e nessun detective carismatico ad occuparsi del caso - e, spesso, ad occupare troppo la scena, ma piuttosto una decina di caratteri più o meno coinvolti nel misfatto che si dibattono tra problemi di coscienza, problemi familiari e una sana voglia di farla franca - tanto dalla scomparsa della ragazza, quanto dai loro altarini. Soprattutto dai loro altarini, che sono davvero tanti.


Aggiunte poi, bilanciando bene le proporzioni come solo gli inglesi sanno fare:
  • Un idilliaco paesino nella campagne inglese, tutto casette deliziose, pub, scuola-e-uniformi, chiesa; e il kebabbaro.
  • Una festa tradizionale, che ricorda i riti pagani medievali. E quindi via di costumi, musiche e colori;
  • Una ragazza bionda, bella e gentile, che deve sfilare come “Queen of May”, la reginetta della festa - e zac! che gli inglesi ti piazzano anche la finezza del gioco di parole nel titolo; è lei che scompare, tanto per mettere i puntini sulla ‘i’;
  • Una schiera di vicini ben stimati da tutti, ma che poi invariabilmente scopri essere una banda di schizoidi spostati con passati oscuri e misteriosi;
  • Una gemella problematica e dark, giusto il contrario della scomparsa;
  • Rivalità in paese;
  • Vendette;
  • Rancori;
  • Mogli che dubitano dei mariti;
  • Vicini che odiano altri vicini;
  • Vicini con tresche con i vicini;
  • Il paesino idilliaco di cui sopra che non è poi così idilliaco a quanto pare;
  • Un’opening breve ma che fa accapponare la pelle;
  • E per finire un bosco cupo, creepy che più creepy non si può, evitato persino dalla gente che ci abita. 
So che non è incoraggiante, ma suvvia, un po' di fede!
Guardate, vi lascio anche l'opening così vi convincete che Creepy Is The New Sexy - non volermene, Sherlock. E neanche tu, Irene.


Guardarla: se vi piacciono le mini-serie thriller, come ‘Broadchurch’ o ‘The Ice-Cream Girls’. E se avete voglia di aggiungere questa secchiata di ansia alla vostra vita. E poi non ditemi che non vi avevo avvertito.

Guardarla no: se volete andare in vacanza nella campagna britannica, per evitare di farvi salire un brivido in corpo ogni volta che uscite dal vostro B/B nel Surrey.

Guardarla sì-bonus: se avete voglia di vedere Petyr ‘Littlefinger’ Baelish in una parte ancora più creepy. E ci riesce davvero da Dio.


Nota goliardica: una mia amica mi ha fatto notare che il 'terrible crime' è certo riferito alle calze verdi e alle scarpe rose. 


- (Breve) Scheda tecnica -
Titolo: ‘Mayday’
N° episodi: 5
Durata: 60 minuti ca. cada uno
Genere: Thriller
Anno: 2013
Emittente: BBC One

Gli do quattro dinosauri su cinque. E solo perché mi manca l'ultimo episodio. Sia mai che pasticcino tutto sul finale!


lunedì 29 ottobre 2012

Modern Family 4x02 - Schooled

Come anticipato dall'immagine qui sopra questo episodio di Modern Family ci regala una di quelle perle più uniche che rare: la Phil's-osophy. 


Dopo una settimana di pausa Modern Family torna con ben due episodi: uno più bello dell'altro. 
In "Schooled" abbiamo diverse storie: il primo giorno di asilo di Lily, Jay e Gloria che prendono lezioni pre parto e Phil e Claire che accompagnano Haley al college. Ed è proprio l'ultima storia su cui mi voglio soffermare.
Dopo tutte le varie figuracce che Claire e Phil le fanno fare, Haley li spedisce praticamente a casa con la stessa impazienza che tutti i ragazzi che levano le tende da casa per andare all'università hanno. 
E così come tutti quei ragazzi, anche Haley incappa nella nostalgia di ritorno. Trovo che la scena finale in cui Haley telefona a Claire e Phil mentre stanno tornando e gli dice che le mancano, mentre indossa la t shirt di Phil che tanto l'aveva fatta imbarazzare, sia bellissima. Un altro esempio di come Modern Family sia lo Show con la S maiuscola che tutte le famiglie dovrebbero vedere. Per niente banale o sdolcinato, sempre capace di mischiare entertainment e valori.
Modern Family you're doing a great job.
Off I go. 


sabato 29 settembre 2012

Modern Family 4x01 - Bringing Up Baby

E rieccoci qua con la comedy series più premiata degli ultimi tempi.
Non vedevo l'ora che ricominciasse, considerato come era finita la terza stagione: Gloria che annuncia di essere incinta.
Prima di lanciarmi nel parlarvi della nuova puntata però voglio spiegarvi perché io ADORO questa serie. Because is fucking hilarious, punto. Io rido fino al mal di pancia quando la guardo.
Ok, anche perché in realtà ha sempre un fondo di insegnamento, di morale, mai banale o paternalistico. Ma soprattutto perché rido fino alle lacrime.
Bene, allons-y con le perle del nuovo episodio!
L'episodio segue due storie: la prima ruota attorno al fatto che Gloria non ha ancora comunicato a Jay che è incinta, mentre la seconda è incentrata su Cameron e Mitchell che, non essendo riusciti ad avere in adozione il secondo bambino, si trovano ad affrontare la cosa nel classico modo demenziale che contraddistingue Modern Family.
La prima perla dell'episodio viene da quel genio di Phil, a mio parere un capolavoro di personaggio, che decide di rapire Jay per il suo compleanno e portarlo a pescare. Naturalmente il piano si rivela un mezzo disastro e, per la mia gioia, Phil ne combina una dietro l'altra; riuscendo però alla fine a portare Jay fuori a pesca.
Mitchell e Cameron sono alle prese con la piccola Lily che, una volta scoperto che non avrà il fratellino, inizia a utilizzare il fatto come una scusa per qualsiasi desiderio le venga in mente.
Intanto Gloria rivela a Claire di essere incinta e qui ho rischiato di cadere dalla sedia e mi sono rovesciata addosso mezza tazza di the:

Dopo aver fatto cadere Jay in acqua da un motoscafo in corsa finalmente Phil lo riporta a casa, giusto in tempo per l'annuncio all'intera famiglia, Jay incluso, della gravidanza di Gloria. E qui ho dovuto poggiare la tazza del the, prima che facesse una brutta fine.


Phil Dunphy for the win! Mi era mancato! Finalmente sono tornati lui e tutti gli altri: la mia dose di risate del giovedì è tornata!
Modern Family is back e non delude!
Off I go.