lunedì 21 ottobre 2013

Jane Austen Book Club

Ritorna Following Jane Austen, la rubrica incentrata sull'autrice britannica




Oggi vorrei parlare di Jane Austen Book Club, libro di Karen Joy Fowler con relativo adattamento cinematografico del 2007.


A proposito del libro.
Titolo: Jane Austen Book Club
Autore: Karen Jay Fowler
Casa Editrice: Neri Pozza
Pagine: 304
ISBN: 88-545-0029-1
Prezzo: 16,00 euro
Trama: Jocelyn ha passato i cinquanta, ma non smette di partorire un'idea bizzarra dietro l'altra. Sylvia, la sua migliore amica – si conoscono da quando avevano entrambe undici anni – le ha appena confessato che, dopo trendadue anni di matrimonio, suo marito le ha chiesto il divorzio. Trentadue anni di gioie e soddisfazioni svaniti improvvisamente nel nulla, ha detto singhizzando. E Jocelyn che cosa ha fatto? Ha avuto la stramba idea di fondare un club del libro, il Jane Austen Book Club, poiché, ha detto citando Kipling, «non c'è niente di meglio di Jane quando sei nei pasticci».
Che a Jocelyn sia venuta in mente la Austen e nessun altro scrittore o scrittrice è naturale. Jane Austen ha scritto meravigliosi romanzi sull'amore e, esattamente come Jocelyn che si prende cura solo dell'amore e delle passioni altrui, non si è mai sposata. Che Sylvia poi abbia accettato è anche questo naturale. Jane Austen è sempre stata per lei una figlia, una sorella, una zia, la scrittrice che scriveva i suoi libri in un salottino affollato e li leggeva ad alta voce ai parenti per rincuorarli.
Sorprendente però l'entusiasmo manifestato all'idea da parte di Bernadette, Allegra, Prudie e Grigg, un bel quarantenne scapolo con i capelli scuri.
Bernadette, sessantasette anni, una donna che se ne frega ormai di tutto e di tutti, una che è stata vista al supermercato in ciabatte e con i capelli sparati sulla fronte come se non si fosse nemmeno pettinata, ha subito detto che lei ama immensamente la Austen di Orgoglio e pregiudizio , la scrittrice che è un grande genio della comicità, capace di scrivere pagine irresistibili, sferzanti e ironiche. Ha proposto perciò di inaugurare il club con la lettura di questo romanzo, ma Jocelyn ha scartato subito l'idea. Come si fa a propinare un tipo così sexy come Darcy, il protagonista maschile di Orgoglio e pregiudizio, a una che è nelle condizioni di Sylvia?
Allegra, la figlia di Sylvia, una ragazza che si fa tagliare i capelli corti da parrucchieri costosi e porta scarpe economiche e sexy, e non si lascia sfuggire un'occasione per dichiararsi lesbica, ha confessato che lei adora la Austen, una scrittrice che non manca di mostrare quali terribili conseguenze possano avere le necessità finanziarie sulle vite private delle donne! Prudie, che si è sposata da poco, e ha solo ventotto anni, la pelle bianchissima e le guance scavate, ha sussurrato che la sua Austen preferita è la scrittrice cupa di Persuasione, l'autrice morta a soli quarantuno anni!
Grigg, infine, il bel quarantenne scapolo con le ciglia troppo lunghe e fitte per un uomo, si è addirittura presentato alla prima riunione con l'opera completa della Austen sotto al braccio… Romanzo irresistibile in cui quattro donne e un uomo, intrattenendosi sul «significato del matrimonio, dello status sociale e dell'amore in Jane Austen» (Publisher Weekly), svelano gli orgogli e i pregiudizi del nostro mondo, Jane Austen Book Club ha rivelato, sulla scena letteraria americana, lo straordinario talento di Karen Joy Fowler.


Vi ho ricopiato la quarta di copertina perché sono abbastanza sicura che sia il riassunto migliore possibile, penso anche sia molto bella e che sia un'idea di questo libro completamente sbagliata. Jane Austen Book Club è un libro che ti fa credere che quello che leggerai verta principalmente attorno alla Austen e alle sue opere, ma non è così. Non ci vengono mostrati diversi modi di leggere e di vedere una stessa autrice, bensì le vite di cinque persone diverse che si intrecciano e proseguono assieme.
con questo non voglio dire che sia un brutto libro, anzi, la Fowler è in grado di scrivere un libro piacevole e utilizzando uno sile gradevole e molto scorrevole trascina il lettore in un vortice di emozioni e vicende estremamente realistiche, in cui ci si può immedesimare perfettamente. Mi aspettavo una cosa diversa, ma questo non significa che non sia soddisfatta da quello che poi mi sono ritrovata a leggere, ecco.
I personaggi sono belli, sfaccettati, diversi tra lro, in un certo senso si può dire che a modo loro ricordino vagamente alcuni dei personaggi di Jane, ma in chiave più moderna; non è quindi tanto la serie di commenti ai libri di Jane, che qui manca, a trasparire, quanto più il fatto che i suoi romanzi sono sempre moderni, sempre attuali, sono romanzi che possono essere reiterpretati in modo diverso ogni volta che vengono letti.
Insomma, i libri non passano di moda, mai.
Inutile dire che ho amato particolarmente il personaggio di Prudie, così dolce e tenera, una piccola lettrice accanita, innamorata del suo lavoro e innamoratissima di suo marito, che si trova per la prima volta in una situazione particolare quando un suo alunno le fa delle avances. Prudie è la lettrice di Jane che è in tutti noi, anzi che è in me, perché poi ognuno si mmedesima con un personaggio diverso, ma è sicuramente quella che mi rispecchia di più, non è un caso che la sua Jane sia anche la mia Jane. La Jane di Persuasione, di Anne e del Capitano Wentworth.
Comunque sia ho amato tutti i personaggi, le loro storie e la loro evoluzione, è la vita che va avanti e si intreccia a quella degli altri, alle volte torna indietro e fa luce su memorie passate, ma insomma, il concetto è che è la vita. E a me è piaciuto davvero tanto.
Forse questo libro e la sua quarta di copertina non c'entrano tantissimo l'uno con l'altra, ma rimane un bel romanzo, un compagno piacevole per trascorrere qualche ora sprofondati in una poltrona.







A proposito del film
Nel 2007 è stato fatto un adattamento cinematografico del libro, che ho visto quasi per caso circa un mese dopo averlo finito (questa è ancora una delle letture di questa estate, quindi la visione è abbastanza recente).

Nel cast - per la gioia di tutte le fangirl e soprattutto mia - ritroviamo Hugh Dancy nei panni di Grigg, Emily Blunt nei panni di Prudie, Kevin Zegers che interpreta lo studente, Maria Bello come Jocelyn e Maggie Grace as Allegra. Insomma un cast piacevole, particolarmente azzeccato per alcuni, fortemente inadeguato per altri personaggi che dovrebbero essere sulla cinquantina, ma non dimostrano nemmeno quarant'anni.
Partiamo mettendo le mani avanti, non è un brutto film. È carino, si lascia vedere, è anche piacevole, peccato che io abbia letto il libro e qui sembra davvero il regista non lo abbia fatto. Si è fatto raccontare la trama e ha deciso di farne un adattamento. Sono particolamente piccata perché la storyline che è stata modificata di più è quella di Prudie che nel libro è innamoratissima di suo marito (nel film Ryley di Buffy) che è pressoché un uomo perfetto, dolcissimo, intelligente, che la segue, la aiuta, insomma è tanta roba. Nel film suo marito è un ragazzone che gioca a Fifa invece di risolvere i problemi di coppia cosa che porta Prudie a prenderlo in giro davanti a tutti dicendo che per lui l'unica Austen che esiste è una città somewhere e che la spinge a quasi iniziare una relazione con il suo stupende figo Kevin Zegers alias Alec di Shadowhunters. Ci arriva davvero vicina, ma alla fine decide "guidata da Jane" di salvare il suo matrimonio.
Il film non è male, anzi è davvero carino, però rimango piccata per questo cambiamento di trana, che in realtà è ininfluente ai fini della storia e se vogliamo ci offre alcune delle scene più belle di utto il film, e con belle intendo proprio belle a livello visivo e recitativo. La scena con Emily Blunt e Zegers che si guardano dai lati opposti della strada è davvero stupenda.
Insomma se il libro vi ha delusi il film vi soddisferà di più, se invece il libro lo avete adorato il film vi piacerà, ma lascerà quel saporino amarognolo in bocca, quello che rimane quandoavreste voluto che le cose andassero in modo diverso.







MJ

sabato 5 ottobre 2013

The Originals Pilot

Visto che mi rifiuto di scrivere un post riguardo all'inizio di stagione di The Vampire Diaries (ma io dico, riusciamo almeno a fare finta di non scriverle da ubriachi le sceneggiature?), ho deciso di scriverne uno per l'inizio di questo spin off, che non prometteva niente male. 
Finalmente abbandoniamo quel gruppo di sciroccati teenager che vive a Mystic Falls, altresì conosciuta come la città con il tasso di omicidi più alto del globo, e ce ne andiamo nella capitale del divertimento del golfo: New Orleans. Non solo ci spostiamo in una location interessante as hell, ma ci spostiamo qui per vederci una bella faida tra due componenti della Original family e l'attuale Re dei vamp di New Orleans: urrà!
Fino a qui tutto bene, il setting ci piace, i protagonisti ci piacciono, non sembrano esserci umane lagnose dietro a cui il protagonista perderà la testa come succedeva ogni dieci minuti in TVD, la storia è una bella storia di sangue e conquista: olè, it's a party!
E poi mi sono ricordata IL grande insegnamento che cinque libri e due stagioni di Game of Thrones ci hanno insegnato: quando credi che tutto stia andando per il meglio, ti sbagli.
Come ho potuto credere che non ci infilassero una Mary Sue con tutti i crismi in questa serie? Come ho potuto essere così ingenua? E infatti, come Icaro a suo tempo, anche io sono stata punita per la mia hubris: non una Mary Sue, non due Mary Sue e neppure tre... ben quattro!


Tralasciando Hayley che mi stava allegramente sulle scatole già in TVD, parliamo delle altre tre: Sophie, Camille e Davina. 
Tra tutte Sophie è quella che odio meno, fondamentalmente perché non ha la minima idea dello stracazzo che sta facendo e almeno per questo non fa Wonder Woman che le sa tutte lei.
Poi c'è Camille, che oltre a starmi allegramente sulle balle pure lei perché ronza attorno a Klaus (Klaroline here, sorry), mi sta doppiamente sulle balle per tutta la menata sulla psicologia: are you serious? Ma le sai tutte tu?
Ed infine Davina, la perla delle perle. Volevi non mettercela una strafiga che non solo le sa tutte lei, non solo se ne sta chiusa in una mansarda, non solo tiene in scacco tutte le streghe di New rleans: ma a quanto pare al suo confronto gli Originals sono l'equivalente di Matt? ECCERTO.
Ritenendo ingiusto di farmi smadonnare dietro al cast femminile della serie, gli autori hanno deciso di applicare un po' di par condicio: facendomi smadonnare dietro al cast maschile. 
Klaus psicopatico? Ci sta. Klaus con le manie di grandezza? Evvai. Klaus con l'istinto omicida? Drinks all around! Klaus che pugnala Elijah e lo infila in una bara DI NUOVO? Ma siamo seri?
Questo fondamentalmente il risultato il pilot dello spin off sulla Original family:
Appartenenti alla Original family presenti (vivi) nella serie: 1 su 3.
Mary Sue di questa ceppa presenti: over nine thousand.
...
Quanto sono contenta di come è inziata questa nuova serie.
Considerato che questa serie, così come TVD, non la seguo per la trama ma per puro spirito di trash non ci saranno i soliti dinosaurini come rating, sarebbe ingiusto nei confronti delle altre serie per cui mi sbatto a dare un giudizio onesto.
Off I go.

How I Met Your Mother 9x03 - Last Time in New York


Dal titolo temevo una delle classiche puntate da depressione di Ted e invece sono rimasta piacevolmente stupita. Il solito mix di comedy e puro non sense di HIMYM sta lenteamente tornando, ma soprattutto ad essere tornato è un minimo di spessore della storia: non è la solita menata di Ted che è triste perché è un mezza pippa, sia lode nell'alto dei cieli.
Per cui diciamo grazie agli autori che, tramite Lily, hanno trasformato la super lame lista di Ted in un momento con uno straccio di profondità:
Why not just say goodbye to the bad things? Say goodbye to all the times you felt lost, to all the times it was a No instead of a Yes, to all the scrapes and bruises, to all the heartache. Say goodbye to everything your really want to do for the last time, but don't go have one last Scotch with Barney, have the first Scotch toasting Barney's new life, because that's a good thing and the good things will always be here waiting for you.
E sapete in cos'altro hanno fatto un ottimo lavoro gli autori? Negli ultimi undici secondi di episodio: "I saw you and Robin at the carousel". Ok, probabilmente non succederà nulla di che perché in realtà Barney è l'animo migliore tra i due, ma la suprema goduria che ho provato nel vedere il colpo apoplettico che viene a Ted è innegabile. Muahahahahahahah. Io Ted non lo sopporto più da almeno due stagioni e non posso che gongolarci: così impari a cercare di fregarti la donna del tuo migliore amico, tiè.
Well, that's it I'd say, episodio carino, il quarto dinosaurino se lo guadagnano Lily e Barney.
 
Off I go.

mercoledì 2 ottobre 2013

Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D. 1x02 - 0-8-4


Ed ecco il secondo episodio di una delle serie più attese della stagione! Come avevo già detto precedentemente, il pilot della serie non mi aveva lasciata particolarmente entusiasta. Beh, questo secondo episodio si è guadagnato quel dinosauro extra che avevo dato al pilot sulla fiducia.
Finalmente è arrivata l'azione che aspettavo, il mix di sarcasmo e drama, ma soprattutto iniziamo a sporcarci le mani con qualcosa di interessante: Hydra weapons! 
L'episodio gira attorno ad un 0-8-4, an object from unknown origin, ritrovato in Perù. Considerato che, come dice Coulson, l'ultimo 0-8-4 riguardava un martello a noi ben conosciuto, il caso per me è decisamente più interessante di quello del pilot. Non solo il tema è più interessante, ma finalmente vediamo tutti i personaggi in azione come gruppo e non nei loro singoli elementi di expertise. Se Grant e May sono sicuramente i personaggi con più presenza scenica, Fitz e Simmons sono indubbiamente quelli più adorabili. Quella che continua a starmi allegramente sulle scatole è Skye: mi spiace, ma per me continua a essere la Mary Sue della situazione. A voler essere onesti ha avuto dei momenti che non mi sono dispiaciuti, momenti miseramente seppelliti dagli ultimi minuti dell'episodio: razza di rincoglionita che non sei altro.
Fatemi spendere qualche altra parola su May: ma quanto può essere una figa? Come ben sapete non ho il minimo background al riguardo, quindi non vedo l'ora di scoprire cosa accidenti le sia successo in Bahrein. Ah, altra nota: parliamo di quanto sia stata BAMF nella scena in cui sono bloccati nel cargo? Grant mentre la guardava sembrava un fanboy al ComicCon.
Altre due parole anche su Grant, perché diciamolo: in fondo io ho la sindrome da crocerossina per questo tipo di personaggi. Ok, Grant, famose a capi': non t'azzardare a diventarmi un rincretinito dietro a Skye. Lungi da me contrastare la crescita di coppie che si odiano cordialmente a prima vista ma in realtà è tutto angst da "ti voglio ma sei tutto quello che sono stato abituato a disprezzare", però magari facciamolo con giudizio! 
Per quanto riguarda Fitz-Simmons: could they be any more adorable? Anche se in questo episodio abbiamo un momento di Fitz à la Tony Stark, da genio scientifico che risponde per le rime a Grant e che mi ha fatto ghignare un sacco. Il fatto poi che, pur essendo gli scienziati del team, siano lui e Simmons che prendono del tempo per godersi l'aftermath della missione e iniziano a creare coesione nel gruppo è una cosa che apprezzo moltissimo: non ci sorbiamo il solito leader che le sa tutte lui e unisce il team perché è la persona più carismatica dai tempi di Martin Luther King e stigrancazzi.
Un punto in cui mi sto letteralmente scervellando è tutta la storia di Tahiti! Phil inizia a essere creepy con questa storia di "It's a magical place" e poi, si può sapere cosa diavolo è che lui non sa e che May e Grant sanno? Che razza di intervento gli hanno fatto? Gli hanno innestato parti robotiche? Un chip nel cervello? In realtà Coulson non è Coulson ma un droide? I NEED TO KNOW!
Ultima grande chicca della puntata, in perfetto stile Marvel: aspettare la fine dei credits paga sempre! Cameo di Samuele L. Jackson (the L stands for Motherfucker) come Nick Fury: vince tutto il vincibile dell'universo e ci manda in brodo di giuggiole con tanto di urletti da fangirl estatiche. Il tocco di classe finale lo aggiunge Coulson: "Yeah, we're gonna have to kill the fishtank".
All in all: grande episodio! 
Off I go!

martedì 1 ottobre 2013

Criminal Minds 9x01 - The Inspiration


Criminal Minds si aggiunge alla lista delle serie che ricominciano e purtroppo non torna col botto come avevo sperato.
Il caso non è niente di particolare, abbiamo il solito schizzato che sente le voci, ammazza ragazze a buffo e quello che ormai è praticamente un ospite fisso della serie: un po' di sano cannibalismo. Insomma, dopo otto stagioni di folli cannibali ammazza ragazze la cosa mi lascia un po' indifferente. Interessante è stato il paragone con la mantide religiosa, forse l'unica cosa che non mi è risultata scontata o prevedibile. Per quanto riguarda il grande colpo di scena del gemello, cari autori: ve lo siete giocato malissimo. JJ e Derek che hanno il sesto senso e "sentono" che c'è qualcosa che non va con l'arresto? Cccerto, ci credo.
Caso a parte, pure la storia interna al gruppo mi ha fatto abbastanza schifo: Hotch che se na va? Seriously? Adesso non ditemi che ci becchiamo una stagione intera di "Hotch se ne va, Hotch non se ne va", che m'ha già bello che scartavetrato l'anima.
Tanto per cambiare, le uniche note positive sono Reid e Garcia, anche se Reid mi ha quasi ammazzata ad un certo punto. Quando sta parlando con JJ e lui le dice che anche lui avrebbe voluto avere dei figli? Sobbing uncontrollably. Devo ancora riprendermi da Zugzwang, non ce la posso ancora fare a sopportare colpi del genere.
All in all, tranne qualche piccola eccezione, episodio scadente e pure noioso.

Off I go.