sabato 18 gennaio 2014

The perks of being a Wallflower di Stephen Chbosky / Noi siamo infinito

Titolo: The perks of being a wallflower
Autore: Stephen Chbosky
Casa Editrice: Simon & Schuster
Pagine: 231 pp.
Prezzo: 8,00 euro
ISBN: 9781471116148
Trama: Fra un tema su Kerouac e uno sul Giovane Holden, tra una citazione da L'attimo fuggente e una canzone degli Smiths, scorrono i giorni di un adolescente per niente ordinario. L'ingresso nelle scuole superiori lo lancia in un vortice di prime volte: la prima festa, la prima rissa, il primo amore - per la bellissima ragazza con gli occhi verdi che quando lo guarda fa tremare il mondo. Il primo bacio, e lei gli dice: per te sono troppo grande, però possiamo essere amici. Per compensare, Charlie trova una che non gli piace e parla troppo: a sedici anni fa il primo sesso, e non sa neanche perché. Allora lui, più portato alla riflessione che all'azione, affida emozioni, trasgressioni e turbamenti a una lunga serie di lettere indirizzate a un amico, al quale racconta ciò che vive, che sente, che ha intorno. Dotato di un'innata gentilezza d'animo e di un dono speciale per la poesia, il ragazzo è il confidente perfetto di tutti, quello che non dimentica mai un compleanno, quello che non tradisce mai e poi mai un segreto. Peccato che quello più grande, fosco e lontano, sia nascosto proprio dentro di lui. Un romanzo emozionante e coinvolgente, dove tutto è riconoscibile, vivido, naturale, la storia vera di un adolescente con il suo sapore dolceamaro che ha ispirato il film culto con Emma Watson e Logan Lerman. 

Credo di odiare la sinossi italiana, ma non avevo davvero voglia di tradurre quella inglese. The Perks of Being a Wallflower è il romanzo da cui è stato tratto il film Noi siamo infinito, con Emma Watson e Logan Lerman, in italiano è stato pubblicato col doppio titolo di Noi siamo infinito e Ragazzo da parete, il primo sull'onda del successo del film, il secondo nel vano tentativo di rendere il significato del termine inglese "wallflower" che fa riferimento a persone che passano inosservate, nella fattispece si riferisce a quelle persone che durante un ballo o una festa non vengono invitate a danzare né vengono notate.  La storia è quella di Charlie, un ragazzino di quindici anni che si trova ad affrontare per la prima volta la vita da liceale. È una matricola e il mondo che gli si apre davanti è un mondo nuovo fatto di sussurri, baci e sguardi complici, ma anche di feste, sigarette fumate di nascosto, canne e problemi adolescenziali, problemi con cui Charlie non sa come relazionarsi perché il suo vero problema è che fatica a legare con le persone, a capire i loro sentimenti e gli atteggiamenti che deve assumere di riflesso. 

The Perks of being a Wallflower è un libro complesso, che tratta una moltitudine di temi e che affronta realtà che potrebbero essere definite scomode, non è però un libro perfetto e prima di dirvi perché ho adorato questo libro vorrei spiegare cosa non mi è piaciuto.
Prima di tutto vorrei soffermarmi sullo stile di scrittura, che è davvero molto semplice. Il romanzo è strutturato sotto forma epistolare, si tratta infatti di una serie di lettere che Charlie spedisce a una persona a noi sconosciuta raccontandogli la sua vita; come idea è parecchio interessante e secondo me anche ben gestita. Il vero problema è che, pur essendo il protagonista un quindicenne, alcuni pensieri sono formulati in modo quasi infantile. Non mi è chiaro se Charlie abbia o meno una forma di ritardo di qualche genere o se sia autistico, davvero non è mai detto nel corso del libro, ma ammetto di essermelo chiesta. Perché sì, Charlie è naive, è ingenuo in modo quasi disarmante, così ingenuo che in punto dice addirittura che gli hanno dovuto spiegare cosa sia la masturbazione. Va bene che il romanzo è ambientato tra il 1991 e l992, ma non credo che i quindicenni degli anni novanta fossero così rimbambiti. Inoltre è dotato di un'intelligenza veramente fuori dalla norma, legge moltissimo e pensa fin troppo. Sono elementi che mi hanno lasciata leggermente spiazzata perché l'autore non lo spiega. Non ho nemmeo gradito moltissimo la quantità di temi che Chbosky sceglie di affrontare: l'alcolismo, la violenza su donne e bambini, l'aborto, l'incesto, lo stupro, le droghe, il bullismo, l'omofobia e chi più ne ha più ne metta. Sono tutte realtà indubbiamente esistenti, ma ho trovato ridondante questa continua sfilata di turpitudini e non tanto per il genere di argomento che tratta, ma per come lo tratta in modo spesso superficiale e di passaggio. Capisco che il genere di struttura del libro non conceda una lettura più approfondita di certi argomenti, alla fine è un ragazzino che racconta, ma a questo punto non metterli: mettici l'aborto, l'omofobia e parlami della relazione di un quindicenne con alcool, sesso e droghe. 

Detto questo ho adorato questo libro. Come avete potuto leggere non si tratta di un libro perfetto, ma durante la lettura vi assicuro che non vi importa. Chbosky è riuscito a creare un personaggio con cui è impossibile non identificarsi, un ragazzino cui ci si sente legati fin da subito e che si impara ad amare in pochissime righe. Charlie sono io, sei tu, lettore, è tutti noi. Perché è quella parte della nostra mente che a quindici anni era entusiasta della vita e terrorizzata dal futuro e dalle conseguenze delle sue azioni. È bellissimo vedere come riesce a creare dei legami così forti con delle persone così normale, perché ci ricorda qualcosa di vero, di realistico. Ho adorato il modo in cui venivano riportati i suoi pensieri, Chbosky ha saputo sfruttare appieno la tecnica del flusso di coscienza presentandoci in modo estremamente coinvolgente le ansie, le paure, i desideri di questo protagonista così indifeso ed ingenuo, soggetto ad attacchi di panico e quasi inconsapevole della sua intelligenza. Perché Charlie è un genio, ma non lo sa, perché dopo tutto siamo nell'America degli anni '90 e se sei un freak sei un freak e basta, se sei gay ti nascondi e non lo fai sapere a nessuno, certe cose che per noi sono ovvie e scontate lì non lo erano assolutamente.
Credo che questo sia uno di quei romanzi che o si amano alla follia o si detestano, si vede da come cerca di seguire la scia di Salinger, Kerouak, Fitzgerald, e anche se il lavoro finale non è nemmeno paragonabile a quello di questi grandi autori, rimane il fatto che Chbosky ha tentato e il risultato è talmente drastico che se riesce a coinvolgere coinvolge al 100%, conquista e fa innamorare. Con me ci è perfettamente riuscito.
Ho amato questo romanzo perché ho amato Charlie.
Mi sono immedesimata in lui, ho pianto e ho riso con lui. Ho seguito i suoi pensieri e ho visto il mondo con i suoi occhi e mi sono sentita infinita. Perché in fondo è così che è questo libro, infinito.

Per quanto mi riguarda The Perks of Being a Wallflower si guadagna cinque dinosauri, ovvero il massimo, perché nonostante i difetti, nonostante non sia perfetto, è riuscito ad emozionarmi e a coinvolgermi in un modo che non credevo possibile, tanto che alla fine non volevo lasciarlo andare e mi sono ritrovata a dormire con il libro sotto il cuscino.




MJ


mercoledì 15 gennaio 2014

W.W.W. Wednesday #7

Eccoci di nuovo con il consueto appuntamento del mercoledì. Tanto è stata produttiva la scorsa settimana, tanto questa è stata invece fiacca.
Ho avuto poco tempo per leggere, ho passato la fine della scorsa settimana a registrare qualche video e a studiare, sabato mi sono dedicata alle faccende domestiche e domenica sono andata allo UK DAY a Modena organizzato da alcuni ragazzi veramente bravi. È stata un'esperienza molto divertente, avevano organizzato panel su varie serie televisive (Doctor Who, Life on Mars [sì, Polly prometto che lo guardo], Sherlock [ma il finale? IL FINALE ;__;], Merlin, Harry Potter) e li hanno gestiti davvero benissimo, inoltre hanno fatto un omaggio alla Cornetto Trilogy di Simon Pegg che è stato divertentissimo.
Bando alle ciance, passiamo alle letture di questa settimana con la nostra rubrica:


What are you currently reading?
Procede, sebbene a rilento, la lettura de I Miserabili. Oggi, dopo avere filmato parte del bookshelf tour (yes, arriverà), penso leggerò di Fantine che si degrada, ora sono al punto in cui Strong!Valjan salva papà Fauchlevent da sotto il carretto nonostante Dog!Javert lo guardi male. Per il resto ho appena iniziato a leggere The Perks of being a wallflower di Stephen Chbosky e, nonostante lo stile un po' scarno, non mi sta dispiacendo. In realtà sono solo a pagina 20, quindi non ho letto granché.




What did you recently finish reading?
L'unico libro che ho letto questa settimana e che ho finito ieri è stato Il figlio del cimitero di Neil Gaiman, un libro per ragazzini che però mi ha coinvolto tantissimo. Dopo la mezza delusione che per me era stata L'oceano in fondo al sentiero, questo libro è stato una ventata di aria fresca, una botta di vita. Si tratta di una favola nera, è la storia di Nobody, detto Bod che, dopo essere sfuggito da neonato allo sterminio della sua famiglia, trova rifugio in un cimitero, così viene cresciuto dagli abitanti bizzarri e inquietanti del camposanto. Farò la recensione a breve, vorrei riuscire a trasmettere quanto ho amato questo libro, che alla fine è riuscito persino a farmi scendere una lacrima (non che ci voglia molto con me, ma non importa).


What do you think you'll read next?
NON LO SO. Forse, come ho detto nello scorso W.W.W. leggerò Il fabbro di Wootton Major di John R.R. Tolkien, che non ho mai letto e mi ispira molto. In realtà la mia lista dei libri da leggere è lunghissima e sono davvero indecisa sul cosa iniziare. Tra l'altro devo ancora finire La sfera del buio di King, quindi sarebbe anche il caso che finissi quello!






Queste sono state le letture della mia settimana, la vostra invece come è stata? Spero più fruttuosa della mia!

MJ


martedì 14 gennaio 2014

Top Ten Tuesday #3



Eccoci ad un nuovo appunto della rubrica TopTen, inventata dal blog The broke and the bookish, il tema di oggi dovrebbe essere "Top Ten 2014 Debuts I'm Excited For", ma a dire la verità non avrei dieci titoli da inserire nell'elenco quindi sono andata a guardare i vecchi top e ho scelto un argomento di cui ho più voglia di parlare, ecco quindi la top ten di oggi:

Top Ten Books that are on the top of my TBR
ovvero, Top Ten dei libri che sono in cima alla mia TBR, la lista dei libri da leggere.


1. I miserabili, di Victor Hugo
L'ho appena iniziato, ma lo inserisco comunque, questo mattoncino è uno dei classici più famosi di tutti i tempi. Sono una grande fan del musical e ho deciso che era il momento giusto di prenderlo in mano, perché ci tengo molto ad approfondire il mio legame con i vari personaggi. Sono al passaggio in cui Fantine si degrada, quindi posso dire che per ora sto rispettando la lista dei libri TBR.

2.Guerra e Pace, di Tolstoj
Un altro classico leggero, sono anni che riposa silenzioso sulla mensola, ma sento che questo è l'ano giusto. Non come spiegarlo, ma è come se mi chiamasse. Ammetto che fino ad oggi mi sono sempre fatta scoraggiare dai numerosi dialoghi in francese, ma quest'anno uno dei propositi è migliorare il mio francese, quindi leggendolo mi sentirei anche a posto con la coscienza. Penso però che lo inizierò dopo aprile.

3. Wool, di Hugh Howey
Mi ispira tantissimo, ogni volta che mi passa per le mani non riesco a fare a meno di accarezzare la copertina, è ruvida e granulosa. Si è creata in me una grande aspettativa per questo libro e spero non venga delusa.

4. Il signore delle mosche, di William Golding
Dopo Battle Royale, cerco di leggere tutti i libri che possono avere ispirato Hunger Games. In parte perché quest'anno vorrei leggere più distopie, ma quelle vere, quelle classiche, perché mi incuiriosiscono e mi affascinano. E in parte perché mi scoccia leggere un romanzo senza conoscere quelle che sono le fonti cui si ispira.

5. Il mondo nuovo / Ritorno al mondo nuovo, di Aldous Huxley 
Sempre perché voglio approfondire la mia conoscenza nel genere distopie e poi perché - senza una precisa ragione - mi sento incredibilmente attratta da questo romanzo (che poi sarebbero due romanzi, ma la mia edizione li comprende entrambi). Non sono sicura di sapere quale sia la trama, ma non mi interessa, sono abbastanza sicura che mi piacerà.

6. 1Q84 -libro 3- di Haruki Murakami
Ho amato i libri 1 e 2 di 1Q84 e DEVO sapere come si conclude questo romanzo. Murakami è un genio, si riconferma ogni volta uno dei miei autori preferiti e questo romanzo (per lo meno la prima parte) mi ha folgato. Non posso davvero aspettare, appena finirò I Miserabili mi butterò su di lui.

7. Leviathan / Behemot / Goliath, di Scott Westerfeld
Ecco una trilogia che mi chiama, ho appena reperito il volume completo dell'Einaudi e non riesco a staccargli occhi di dosso, è schizzato in cima alla mia TBR è non vedo davvero l'ora di potermici dedicare anima e corpo (anche perché prevedo che a furia di tenerlo in mano mi farò i muscoli alle braccia).

8. Uglies/Pretties/Specials/Extras, di Scott Westerfeld
Anno di Westerfeld questo, ecco una sua seconda serie che fa capolino nella mia TBR. Quello che mi affascina di più di questa saga è la trama (e sì, per una volta so di cosa parla), che trovo davvero affascinante e intrigante. La cosa positiva è che avendo comprato il cofanetto inglese i volumi sono separati e quindi posso tranquillamente portarmeli in giro. Vedremo se sarà all'altezza delle aspettative!

9. Ready Player One, di Ernest Cline
Ho sentito parlare tantissimo di questo libri e l'ho comprato senza nemmeno conoscere la trama, poi mi sono informata e quando ho saputo di cosa parlasse me ne sono definitivamente innamorata. Non può rimanere sulla mensola, semplicemente non può.
10. Percy Jackson e gli Eroi dell'Olimpo, di Rick Riordan
DEVO LEGGERLO. ORA. Mi sto davvero trattenendo perché se leggessi i primi due poi dovrei aspettare fino a marzo per il terzo e poi probabilmente ad ottobre per il quarto e quindi di nuovo a marzo per il quinto. Sarà un'agonia, ma non posso farne a meno, adoro questo universo e mi dispiace solo di non averlo scoperto prima. 


Cosa c'è in cima alla vostra TBR?

 MJ

lunedì 13 gennaio 2014

I migliori libri del 2013

Ecco per voi un video sui migliori libri che ho letto nel 2013.
Volevo fare una cosa ordinata, ma alla fine non solo mi sono persa Il richiamo del Cuculo per strada, ma ho anche parlato di 11 libri invece che di 10.
Diciamo che scegliere è stato davvero difficile, ho dovuto lasciare fuori almeno due titoli che mi sono piaciuti molto (ma che per loro sfortuna non mi hanno toccato il cuore), quello che ne è risultato è una top 10 che vede al primo posto due libri, parimerito. Non ho potuto scegliere tra loro!
Se siete curiosi di sapere quali sono state le mie letture migliori (e più amate) dell'anno appena conclusosi fate partire il video.
E poi parlatemi delle vostre perché sono davvero curiosa!

                       

So che alcuni non concorderanno con me, soprattutto perché quest'anno ho letto molti YA e libri per ragazzi, ma credo che pochi altri avrebbero meritato di finire in questa lista (e no, la Clare non c'è, non ci sarà mai. Sorry, but I'm not sorry).


MJ


venerdì 10 gennaio 2014

L'oceano in fondo al sentiero di Neil Gaiman

Titolo: L'oceano in fondo al sentiero
Autore: Neil Gaiman
Casa Editrice: Mondadori
Collana: Strade Blu
Pagine: 191
Prezzo: 17,50 euro
ISBN: 978-8804632177
Trama: Sussex, Inghilterra. Un uomo di mezza età ritorna alla casa della sua infanzia per un funerale. Sebbene la casa non ci sia più da un pezzo, l'uomo è irresistibilmente attratto dalla fattoria in fondo al sentiero, dove a sette anni aveva conosciuto una ragazza fuori dal comune - Lettie Hempstock -, sua madre e sua nonna. Erano decenni che non pensava più a Lettie. Eppure non appena si siede vicino allo stagno (quello stagno che lei sosteneva essere un oceano) accanto alla vecchia fattoria in rovina, ecco che il passato ritorna con i suoi ricordi, troppo strani, spaventosi e pericolosi per essere ricordi di episodi davvero successi a qualcuno, tanto meno a un ragazzino. Quarant'anni prima un uomo, un inquilino della casa di famiglia, aveva rubato la loro auto, dentro la quale si era suicidato proprio in fondo al sentiero. Quella tragica morte aveva evocato antiche forze che andavano lasciate in pace. Si erano scatenate oscure creature che venivano da chissà dove e il narratore era dovuto ricorrere a tutte le sue risorse per sopravvivere. L'orrore più terribile e minaccioso aveva creato devastazioni indicibili. E lui, ai tempi solo un ragazzino, disponeva come unica difesa di tre donne che vivevano in una fattoria in fondo al sentiero... La più giovane di loro affermava che lo stagno è un oceano. La più anziana si ricordava del Big Bang.

Neil Gaiman è un genio indiscusso. Ha scritto veri e propri capolavori dando nuova vita al concetto stesso di fantasy. È talmente abile da riuscire a saltare dai libri per adulti a quelli per bambini fino alle graphic novel senza far sentire al lettore il peso del cambiamento. Di suo ho letto American Gods, Good Omens (con Pratchett), Odd, Coraline, Stardust e ho di recente iniziato Sandman: li ho trovati tutti bellissimi e degni di essere letti.
Se L'oceano in fondo al sentiero è il primo libro di Neil Gaiman che avete letto o che vi accingete a leggere sappiate che lo adorerete. Ci sono ottime possibilità che vi piaccia tantissimo e che riesca ad avvicinarvi a un autore che, davvero, non dovreste lasciarvi sfuggire. Se invece già lo conoscete e avete letto parte della sua bibliografia vi accorgerete che questo romanzo è un gradino sotto a tutto il resto della produzione di Gaiman. Non è un brutto libro, questo è impossibile, Neil non scrive brutti libri, scrive solo libri leggermente meno accattivanti, ecco.

L'oceano in fondo al sentiero è classificato come libro per adulti, ma in realtà è più in una sorta di limbo a cavallo tra i libri per adulti e quelli per ragazzi. Il perché è molto semplice: la storia è quella di un ragazzino, il cui nome non viene mai detto, che si trova alle prese con entità così antiche che persino il mondo ne ha dimenticato l'esistenza, tuttavia il narratore è il bambino cresciuto, oramai uomo di mezza età, che ricorda e ripercorre gli eventi accaduti quando aveva sette anni; di conseguenza il lettore si trova di fronte la storia di un ragazzino vista con "il senno di poi". Non che questo sia un male, anzi si tratta di un romanzo adatto sia ai ragazzini che agli adulti, proprio per questo duplice, ma univoco punto di vista.
Principale punto di forza del libro sono i personaggi, Gaiman ci presenta una varietà di figure femminili di età e caratteri diversi, tutte delineate in modo così unico da riuscire ad incantare il lettore; le diverse sfaccettature di questi personaggi, ognuno femminile a suo modo, ricordano molto la concezione della donna tipica della wicca e della mitologia celtica-irlandese che vedono al centro del pantheon il trinomio della dea bambina, madre e anziana. Devo ammettere che questa cosa mi è piaciuta tantissimo, Neil è riuscito a gestire in sole 180 pagine una vera e propria ondata di personaggi femminili, senza mai cadere nel banale, senza mai risultare scontato.
Il problema vero e proprio è che per quanto mi riguarda la storia mi ha ricordato molto Coraline, sono molto simili sotto certi aspetti, ma Coraline aveva quella marcia in più, aveva dalla sua l'originalità, il fatto che fosse la prima volta che ci trovavamo di fronte qualcosa di simile. All'Oceano in fondo al sentiero la marcia in più in manca, si sente che in origine doveva essere un racconto breve che si è protratto troppo a lungo; ci sono alcuni capitoli che sembrano stati aggiunti senza un vero e proprio scopo finale e le atmosfere che dovrebbero risultare cupe e inquietanti non riescono a trasmettere le sensazioni giuste. 
La cosa che credo mi abbia dato più fastidio è che mi aspettavo un capolavoro e le mie aspettative sono state deluse, forse ne avevo troppe, fatto sta che alla fine non sono riuscita a creare un legame con il libro e lui non è riuscito a trasmettermi molto, davvero poco o nulla. 
Forse però è colpa mia e delle mie aspettative troppo alte, perché il romanzo in sé non ha davvero nulla che non vada.

 In definitiva, per chi si avvicina al romanzo senza avere mai letto Gaiman, o comunque sapendo che a prescindere lo adorerà, sono quattro dinosaurini felici:


per me e i pignoli insoddisfatti sono solo tre, perché è carino, ma non eccezionale.





MJ