martedì 9 febbraio 2016

Unpopular opinions book tag

Inutile nasconderlo, a volte durante una lettura ci sentiamo esattamente così. E almeno una volta rappresentiamo la classica voce fuori dal coro. Ammettiamo quindi il nostro "meh" interiore di fronte a qualcosa che invece sembra aver fatto breccia nei gusti generali dei lettori, o il giubilo che abbiamo provato di fronte a qualcosa che ha rattristato/perplesso le masse.


1. A Popular Book or series that you didn't like.
Una saga che proprio non mi è piaciuta è quella creata da C.S. Lewis: Le cronache di Narnia.
Tadadadan. Mi rendo conto che il problema è mio, ma ho arrancato fino alla fine solo perché è un classico che prima o poi si deve leggere. Amo la copertina, una delle mie preferite in assoluto, e in genere amo i libri-mattone che sfidano il lettore dall'alto delle loro mille e passa pagine, ma non è andata. Tanta noia e tanta testardaggine per finirlo. E tutti i riferimenti/parallelismi religiosi non hanno aiutato l'impresa.

2. A Popular Book or series that every one else seems to hate but you love.
Odio e amore non sono proprio le parole adatte, ma a grandi linee una saga su cui leggo parecchi pareri negativi e che invece a me piace molto è Outlander, di Diana Gabaldon. Trovo che l'autrice documenti bene ciò che scrive (e quando si parla di viaggi temporali, guerre, e eventi/personaggi storici importanti non è facile) e ci ha senza dubbio regalato una coppia protagonista che non ha eguali. Come tipologia, intendo. Clare è una donna molto sveglia e dal carattere forte e deciso, una grande osservatrice e abbastanza pratica da prendere decisioni sofferte ma necessarie. Non di meno è una donna innamorata, capace di guidare il suo compagno e farsi guidare a sua volta. Jamie è più piccolo e incredibilmente onesto, possiede una vena prudish adorabile, ma non per questo è meno forte o deciso di Clare. I due hanno caratteri che si compensano e sotto altri punti collimano perfettamente, rendendo la loro relazione assolutamente credibile, reale e palpabile.

3. A Love Triangle where the main character ended up with the person you did NOT want them to end up with OR an "otp" that you don't like. 
Dopo aver scritto e cancellato diverse volte la risposta perché non c'è un modo efficace per evitare spoiler pesanti -l'occhio cadrebbe comunque dove non deve- opterò per una coppia non spoilerosa. Jaime e Cersei Lannister non sono la mia otp. No, no, no. Io Jamie lo voglio con Brienne
(Per favore, non spoilerate me. Non sono in pari con i libri!)

4. A popular book Genre that you hardly reach for.
Non sono fatta per la poesia. Mi avranno traumatizzata a scuola, non lo so, ma in ogni caso è un no. E ci ho provato comunque, ma il tentativo ha solo ribadito il no. 
 
5. A popular or beloved character that you do not like.
Simon Lewis - Shadowhunters. (Almeno fino a quando non gli viene data una storia.)
E' una delle poche cose che lo show mostra in maniera molto fedele. Simon Lewis non è mai servito a una mazza fino a quando non gli capita l'inevitabile. Lui passava il tempo a essere rapito, essere geloso di Jace, fare battute, e ossessionare Clary con frasi tipo: "Andiamo via Clary, possiamo farcela da soli!". Ma che cosa dici, Simon? Che se ai tempi sapevi allacciarti le scarpe da solo era già tanto. E non aveva nemmeno la scusa di essere utilizzato come il classico personaggio utile per far capire l'ambiente soprannaturale al lettore, visto che per quello c'era già Clary.
Sul serio, durante i primi libri questo ragazzo ha saltato sui miei nervi pagina dopo pagina mentre continuavo a chidermi "Perché? Perché? Perché?!"

6. A popular author that you can't seem to get into.
E.L.James
Sono sicura che non serve scrivere altro.

7. A popular book trope that you're tired of seeing. (examples "lost princess", corrupt ruler, love triangles, etc.)
In questa categoria c'è qualcosa che è riuscito a superare persino i tanto sdoganati triangoli amorosi. Ebbene si. Una cosa che non sopporto e che sembra essere molto popolare sia nei libri che nelle serie tv, è la bizzarra decisione di creare una protagonista femminile che viene definita "badass", quando in realtà è semplicemente una ragazzina fastidiosa, maleducata, arrogante e incapace di ascoltare. Ma ovviamente le riesce tutto. Insomma il classico personaggio indeciso, goffo e timido che però è anche tosto, coraggioso e deciso. Alto ma basso. Biondo ma bruno. Simpatico, ma anche no.
Perché sembra che se un protagonista non le ha tutte allora non va bene.
E qui sempre più gente che salta sui miei nervi.

8. A popular series that you have no interest in reading.
Difficile, io voglio provare a leggere tutto. Ma c'è una serie che non ho più intenzione di proseguire perché l'esasperazione ha avuto la meglio. La serie -urbanfantasy- su Anita Blake, di Laurell K. Hamilton. (Serie che al momento conta ben ventisette volumi.)
In sunto, Anita è una risvegliante di zombie -nonché negromante- che si occupa di risvegliare i morti per fini legali. (Ribadire le ultime volontà, e simili.) Anita è abile nel combattimento, nell'uso delle armi, in campo investigativo ed è la classica protagonista tosta (a volte mi creava problemi), divisa tra il vampiro "Master" della città: Jean-Claude, e l'insegnante lupo mannaro: Richard.
I primi libri li ho divorati. L'equilibrio tra le diverse parti (investigativa-soprannaturale-personale) era ottimo e pian piano aveva iniziato a svilupparsi un plot orizzontale più grande. Tutto bene, fino a quando la parte investigativa viene ridotta al minimo del minimo -se non quasi eliminata- e il plot orizzontale inizia a girare attorno a un mitico dilemma: "con chi andrà a letto Anita?". Perché dopo Jean-Claude (io tifavo per lui!) e Richard ne sono arrivati altri. (Non che gli altri due siano spariti, chiaro, si è solo creato un grande gruppo.) Ed è successo il macello. Come se non bastasse, più avanti Anita sfoggia questo nuovo e incredibile potere, "l'ardeur", che necessita lei vada a letto con uomini diversi. For real.
Mi sono vista cambiare la serie lettura dopo lettura, ero disperata. Volevo solo fermare la giostra. Alla fine sono scesa, ho fatto prima.

9. The saying goes "The book is always better than the movie", but what movie or T.V. show adaptation do you prefer more than the book?
Mai capitato uno show o un film migliori del libro... Andrò a naso. Non ho letto i libri di The Vampire Diaries, ma credo che almeno le prime tre stagioni dello show fossero meglio dei libri.


E qui finisce l'unpopular tag, trovato su youtube e originariamente creato da TheBookArcher.
Confessate anche voi le vostre unpopular opinions e ricordate che tutto ciò è puramente frutto del mio parere personale!


Celyan

mercoledì 3 febbraio 2016

W.W.W Wednesday #11

Avere un po' di libri tra le mani e non sapere bene cosa scegliere è un problema un po' di tutti, questa volta la Bbc mi è venuta in soccorso dando una soluzione ovvia al dilemma.



What are you currently reading?


Guerra e Pace è un libro che dall'alto delle sue pagine lancia una chiara sfida: Leggimi, se hai il coraggio. E finiscimi, se ne hai la forza. Nel mio caso trattasi di rilettura, dopo che un'amica mi ha illustrato l'impresa in cui si è cimentata, ovvero rileggere il libro facendo tanti pit stop quanti sono gli episodi della mini-serie Bbc, in modo che alla fine di ogni pezzo si possa guardare l'equivalente in termini di puntata e apprezzare maggiormente la trasposizione, notando al tempo stesso i vari -inevitabili- cambiamenti. E ci è voluto davvero poco perché seguissi a ruota il suo esempio, anche perché credo sia uno dei modi più efficaci per rileggere un libro simile.
Ricordo che lo lessi per la prima volta poco dopo la fine delle superiori, adorato da subito mi aveva confermato rapidamente l'amore che già nutrivo per Tolstoj e ora, a distanza di anni, sono qui a innamorarmi nuovamente di questa storia.
Se non lo avete ancora iniziato o rimandate da sempre il progetto di una rilettura, provate con questo metodo, vi sentirete ultra motivate a entrare nelle vite di Andrej, Pierre, Natasha e il resto degli innumerevoli personaggi!
Non so che viso avesse, invece, è una recente scoperta. O meglio, Guccini lo è. Non avevo mai letto nulla di suo, prima di "Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto" e sono decisa a continuare questa scoperta con un libro più personale, autobiografico. Per ora ho letto solo poche pagine, quindi mi riservo di approfondire, ma il suo modo di scrivere è un pollice alzato.

What did you recently finished reading?


Lauren Graham non è Lorelai Gilmore. Ripeto: Lauren Graham NON è Lorelai Gilmore.
Ho letto parecchie recensioni che in sostanza dicevano: "Non c'è nulla di Lorelai o dell'umorismo delle Gilmore in questo libro, che delusione!" Be' questo perché nonostante l'attrice interpreti un personaggio a cui sembra molto vicina, non è quel personaggio. E le Gilmore con la stesura di Un giorno, forse non c'entravano una mazza. Nel modo più assoluto. Se lo iniziate o progettate di leggerlo per questi motivi lasciate perdere, perché anche per chi -come me- si è avvicinata al libro con tanta curiosità, la storia è stata un grosso Meh, no.
La protagonista, Franny, aspirante attrice con un chiaro problema di autostima -nonostante sia la ragazza migliore del corso di recitazione-, viene scelta da un'agenzia per essere rappresentata nel mondo dello spettacolo. E niente, questa è la storia. I provini e i lavoretti a cui partecipa sono inframezzati dalla realizzazione che il mondo dello spettacolo è spietato, che l'attore che le piaceva tanto e con cui è riuscita a "fidanzarsi" è solo un baldo giovine belloccio con la mania di offrire un paio di tette nuove alla fidanzata di turno, che il suo altro "fidanzato/ragazzo di scorta/futuro marito/piano salvagente" si è fidanzato seriamente con un'altra, e che in realtà a lei piace il suo coincuilino a cui aveva precedentemente dato un due di picche nonostante sia l'unico ragazzo della storia con cui si trova bene. A coronare il tutto, il libro non ha una fine. Sul serio, non c'è la fine. E' come se avessero strappato il manoscritto dalle mani della Graham quando lei aveva appena iniziato a scriverla perché dovevano proprio stamparlo. Come quando alle elementari la maestra ritirava il compito in classe senza che voi lo aveste finito. Orrore e disperazione!


 What do you think you'll read next?


Dopo le recenti letture e quelle che ho in corso, già pregusto il momento in cui affonderò la testa in un fantasy. Proseguirò con Heitz e il secondo volume della Saga della Terra Nascosta: La guerra dei nani.
Vorrei scrivervi qualcosa di più preciso, ma il primo volume l'ho letto parecchio tempo fa e lo rispolvererò giusto prima di iniziare questo, così da non scordarmi altri pezzi per strada. Un giorno imparerò a non leggere più saghe insieme.
(Ah, no, non è vero.)


Le vostre letture, invece, a che punto sono? 
Si accettano volentieri suggerimenti su cosa leggere dopo!


Celyan

mercoledì 27 gennaio 2016

Challenge di lettura 2016 - Celyan

MJ ha pubblicato la sua, io ora vi propongo la mia.
Dopo un anno di lettura abbastanza scarso (si è notato credo) in cui mi sono drogata di fanfiction su vecchie ship decedute -e non-, eccomi qui.
I buoni propositi dell'anno nuovo partono sempre così, con una lista. Insomma, la leggo e mi infervoro da sola immaginando di leggere il mondo, in realtà SO che tra un po' la frenesia cederà il passo a un ritmo più tranquillo ma costante. (Mi impegnerò perché sia costante. Autodisciplina, un altro dei buoni propositi del 2016.)

Come potete vedere qui accanto la reading challenge l'ha creata Pop Sugar -questa è più breve di quella del 2015 non si sa perché- ma in giro ne trovate molte altre,  c'è davvero l'imbarazzo della scelta.
Personalmente mi darò solo qualche indicazione generica da affiancare alla sfida, che tenterò di rispettare nonostante il mio approccio verso la Challenge non sia quello di: "prima controllo la lista e poi scelgo cosa leggere" -che sarebbe lo scopo e l'utilità della cosa- ma proprio il contrario: "libro che mi ispira e poi check della lista, se ho cu*o depenno un punto".
Ma fate così anche voi, vero? Vero??

Tornando alle indicazioni generiche... più classici. Punto uno. Che poi io li adoro, non è uno sforzo leggerli, ma essendo reduce da un anno fiacco anche questo diventa un punto da rispettare.

Almeno un paio di biografie, anche queste le amo, ma quando viene il momento di entrare in libreria e comprare finisco sempre per mettere le mani su altro. Generalmente saghe iniziate e che dovrei portare avanti prima di scordare passaggi fondamentali. (Pff, balla, li scordo lo stesso e poi devo andare a rileggere perché due paginette di "previously on" ancora non le hanno contemplate nei libri.O non in tutti, almeno.)

Terzo punto, finire almeno una saga. (O mettersi in pari con quanto pubblicato, se parliamo di Martin.) Tadadadan. Si, questa è ambizione mista a follia. La verità è che quando inizio non mi importa il numero di libri, ANZI, più la saga è lunga più sono galvanizzata e non vedo l'ora di iniziare a leggere. Fortunatamente anche io ho un minimo di vergogna e ho finalmente smesso di iniziarne di nuove quando ho ancora Martin, la Gabaldon, Heitz, e la Carey da finire. (In realtà anche Margaret Weis e Tracy Hickman, ma siamo realisti... se mai leggerò tutto quello che hanno scritto non lo farò in un anno, men che meno in questo.)

Quarto punto: non iniziare nuove saghe. No. Proprio no. No. Proibito. Codice rosso. No. Proseguire quelle sopraelencate. Solo quelle. (Ma se Virginia de Winter pubblica l'inizio di una nuova saga o il seguito di qualcosa, allora chissenefrega e facciamofintadiniente. Ah, ovviamente aspetto con ansia anche il terzo libro di Robert Galbraith -Career of evil- in italiano. Si, questo punto ha già preso una brutta piega, meglio che chiuda qui prima che mi venga in mente altro.)

Insomma questo è il sunto di quanto mi sono prefissa ma in definitiva, chissà!






Celyan

sabato 23 gennaio 2016

Winter reading tips #4


Eccoci tornate con la rubrica di consigli di lettura per questa stagione di gelo. Quest'anno si è rivelato più freddo del previsto e siamo tutti a rintanarci sotto strati di coperte dai colori imbarazzanti, stringendo tra le mani tremanti tazze fumanti di tè caldo, e cosa c'è di meglio, in queste situazioni, che contornare il tutto con una piacevole lettura? Ve lo dico io: niente. Non c'è niente di meglio.
Ecco quindi i consigli per le letture invernali di oggi: 


1Q84, Haruki Murakami.
Murakami è uno dei miei scrittori preferiti e questo non è un libro facile, non è un libro a cui è semplice approcciarsi; l'elemento onirico e la realtà si fondono ancora di più che in altri suoi romanzi e lo scrittore giapponese ci trasporta in un universo con due lune, in compagnia di due protagonisti molto particolari. 1Q84 è la storia di un viaggio, di una crescita interiore, è un racconto sulla scoperta del proprio io e sulla percezione del mondo, e di come questa cambi da persona a persona, è anche una storia d'amore, ma questo dovrete scoprirlo da soli. Ve lo consiglio perché è proprio quel genere di libro che si inizia in una giornata fredda e uggiosa e che piano, piano ti trascina verso la primavera.


Piccoli suicidi tra amici, Arto Paasilinna.
Se non avete mai letto Paasilinna sappiate che è una mancanza a cui dovete assolutamente sopperire; scrittore finlandese noto per la vena ilare dei suoi romanzi, ecco che il buon Arto ci si presenta con una delle storie più esilaranti di sempre. Un gruppo di Finlandesi depressi decide di noleggiare un autobus per andare a compiere un suicidio di gruppo, qualcuno ha detto Lemming? ESATTO! Esattamente come i lemming! Solo che niente andrà come previsto e dopo un folle e impevedibile viaggio attraverso l'Europa, quanti di loro avranno ancora voglia di suicidarsi? Vi invito a scoprirlo per ritrovare il buon umore, oltre al freddo e oltre al termosifone che funziona male ci può essere anche altro, tipo un bel sorriso. 


Michele Strogoff, Jules Verne. 
Sì, di Verne di solito si leggono altri libri, ma questo rimane uno dei miei preferiti in assoluto, sia per l'ambientazione - siamo in Russia alla fine del XIX secolo - che per i personaggi, vi innamoretete di Michele e di Nadia, ve lo prometto. Verne abbandona il suo tono didascalico per dedicarsi a quella narrativa più classica spesso in grado di conquistare il cuore di adulti e ragazzi. Michele Strogoff è un romanzo adatto a tutte le età, che racconta la storia di un corriere dello Zar e delle traversie che incontra nel tentativo di recapitare un messaggio di straordinaria importanza; è una di quelle storie che prendono di colpo e rimangono nel cuore, e non posso esimermi dal consigliarla per queste fredde giornate (tanto non avrete mai freddo come loro in Siberia, consolatevi).



Ne avete già letto qualcuno? Li conoscevate? 
Sperando di avervi almeno un po' incuriosito, me ne torno allo studio (sigh).
 

Maryjane

 
 

mercoledì 20 gennaio 2016

Shadowhunters, The mortal instruments - L'epopea continua


Perché epopea? E' presto detto. Dopo una saga cartacea, un film, uno show televisivo, il massive recast e i pareri discordanti che fioccano senza sosta, il termine mi sembrava più che adatto.
Premessa: ho letto i libri e con questa saga ho un rapporto conflittuale piuttosto semplice: trovo sia stata scritta in modo quasi imbarazzante, non ho tollerato Simon per almeno la metà del tempo -a tratti è riuscito a eclissare anche la fastidiosità di Clary-, a un certo punto il plot ha seriamente rischiato di farmi venire l'ulcera e non parlerò di Cassandra Clare e i suoi precedenti come autrice di ff solo perché non voglio che ci piombino gli elicotteri del FBI sul tetto di casa. In sintesi, trovo che il trash dei libri sia stato fedelmente riprodotto nella serie televisiva. Per contro, mi sono affezionata velocemente a quasi tutti i personaggi e, considerato che a me il trash fa ridere, quando il plot e la scrittura hanno iniziato a starmi stretti ero ormai troppo innamorata di determinati personaggi e relazioni per mollare tutto.

 
Detto ciò...
Partirò dicendo che, onestamente, non capisco. Non capisco la problematica che aleggia attorno a questa saga per cui qualsiasi trasposizione televisiva risulta essere una ciofeca agli occhi di una parte consistente del fandom.
Ci sono show che sono stati cambiati in modo molto più radicale, l'unica differenza è che in questo caso la saga cartacea era già molto popolare anche prima della trasposizione televisiva.
Isabelle è adorabile, ma sembra pronta per il turno di notte sulla statale. E non mi aspettavo nulla di diverso perché è così anche nei libri.
Clary cambia stile di vita e guardaroba in tempo zero. Ma ero preparata, è così anche nei libri.
Jace a Clary in modalità flirt già da subito? Certo, sono così anche nei libri.
Lo show è trash, ma non è una sorpresa, perché lo sono anche i libri.
Ebbene si. Stiamo parlando di una saga YA con vari elementi trash e un tipo di scrittura che non grida "livello avanzato" da nessun poro, ma ci si passano ugualmente pomeriggi divertenti senza troppi pensieri.
Parlando dei personaggi, invece, direi che possiamo soffermarci su Clary già da subito.
Qualcuno mi spieghi perché corre così. Chi glielo ha consigliato? E' come se avesse una stecca in mezzo alle natiche e l'obiettivo della corsa fosse il non farla cadere, altrimenti 10 punti in meno a Tassorosso. (Sia chiaro, nonostante i capelli io questa non la metto a Grinfondoro.)
Sono perplessa. Ma lo confesso, è una delle cose che più mi fa ridere dello show. Un po' come Chernobyl e l'aura da piccolo chimico con problemi mentali data a Valentine. E non parliamo di Jace e la sua camminata stile macho man, lo vedrei benissimo in mimetica a guidare un carroarmato nel centro di Falluja.
Ripeto, queste sono tutte cose che mi fanno ridere al pari delle battute di Simon che, però, alla seconda volta che mi dice "Clary, andiamo alla polizia" mollerei già uno sganassone perché non puoi continuare a essere così ottuso dopo tutto quello che hai visto. Non puoi. E' contro la legge.
L'attore, invece, Alberto Rosende è carinissimo. Mi sono cercata dei video di interviste al cast perché considerato quanto la loro recitazione mi ha impressionata avevo almeno bisogno di sapere che fossero brave persone. Simpatiche, persino. (Vi consiglio di fare lo stesso.)
Su Isabelle non ho molto da dire, mi sembra un po' plasticosa. Sarà il latex. Ma so cosa accadrà, quindi aspetto che arrivino momenti migliori per lei e Simon. E per momenti migliori intendo momenti vagamente introspettivi dove per almeno 30 secondi le battute sarcastiche vengono lasciate da parte. Ma questo lo aspetto un po' per tutti.
Come aspetto un approfondimento sul legame parabatai di Jace e Alec, una delle mie cose preferite nei libri e che, però, viene lasciata un po' così... Allo sbando.
Daddario e Harry Shun mi hanno convinta, sia individualmente che come aspettativa della ship che deve venire a crearsi, quindi posso dire senza vergogna che sono la cosa che aspetto con più trepidazione.
No shame.
Sugli effetti speciali e i demoni -più simili ad alieni che altro- non mi pronuncio.
Insomma, è lo stesso network di Ouat, non serve dire altro.
Fa tutto parte del fascino e, in fin dei conti, diamo loro tempo di crescere. Anche perché ho bisogno di una ship che sostituisca quelle che ho perso, quindi questo show in qualche modo deve andare avanti.
Ho bisogno dei Malec.
Poche storie.

(Ti aspettiamo al varco, Magnus.)


Celyan