venerdì 22 novembre 2013

Insurgent - Veronica Roth

Titolo: Insurgent
Autore: Veronica Roth
Casa Editrice: DeAgostini
Pagine: 510
Prezzo: 14,90
ISBN: 978-8841886731
Trama: Una scelta può cambiare il destino di una persona... o annientarlo del tutto. Ma qualsiasi essa sia, le conseguenze vanno affrontate. Mentre il mondo attorno a lei sta crollando, Tris cerca disperatamente di salvare tutti quelli che ama e se stessa, e di venire a patti con il dolore per la perdita dei suoi genitori e con l'orrore per quello che è stata costretta a fare. La sua iniziazione avrebbe dovuto concludersi con una cerimonia per celebrare il proprio ingresso nella fazione degli Intrepidi, ma invece di festeggiare la ragazza si è ritrovata coinvolta in un conflitto più grande di lei... Ora che la guerra tra le fazioni incombe e segreti inconfessabili riemergono dal passato, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente, anche se questo potrebbe costarle più di quanto sia pronta a sacrificare.  

È passato un po' da quando ho finito questo libro e ora mi sto mangiando le mani perché sicuramente perderò per strada dei pezzi. Vorrei cercare di fare il più possibile una recensione senza spoiler perché il mio vero obiettivo e convincere chi ancora non lo ha letto a iniziare subito la saga. 
Insurgent è un romanzo che evidenzia una crescita notevole non solo nei personaggi, ma anche e soprattutto nello stile dell'autrice che migliora notevolmente rispetto al romanzo precedente. La Roth, in questo secondo volume, ci dimostra quanto le sue idee fossero chiare fin dall'inizio, gioca bene tutte le sue carte alternando capitoli descrittivi ad altri più adrenalinici. Che la saga di Divergent non fosse solo azione e basta era chiaro fin dal primo volume dove più di metà del romanzo verte su Tris e il suo percorso per entrare tra gli Intrepidi; ora vediamo la nostra protagonista che si trova a dover affrontare le conseguenze delle azioni compiute nel libro precedente, si trova a dover compiere delle scelte che non sempre sono facili o giuste. Si nota un grande tentativo di introspezione, di approfondimento del personaggi, di studio delle reazioni e delle relazioni umane. Personalmente ho apprezzato tantissimo questo volume, l'ho trovato ben costruito, ben scritto e molto scorrevole; i colpi di scena presenti - soprattutto nei capitoli finali - sono stati davvero molto ben strutturati, ogni tassello è andato ad inserirsi al posto giusto, sono state date le risposte a tutte le domande lasciandone una sola, grandissima aperta: "E adesso?". Perché è questo quello che ti chiedi alla fine del romanzo, cosa diamine succederà ora? Sono sollevata che Allegiant sia uscito proprio ora che ho finito Insurgent perché finalmente lo posso iniziare e finire (tra l'altro dovrò essere davvero veloce perché ho convinto mio fratello a leggere la serie, ha iniziato sabato ed è già a metà di Insurgent, quindi domani dovrò fuggire col libro).

Quando ho letto Divergent la prima cosa che avevo pensato è che fosse uno dei figli della Saga di Hunger Games, beh, non avrei proprio potuto essere più lontana dal vero: mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa. Questo serie è in grado di distinguersi, ha trovato la sua strada e l'ha seguita capendo che l'ambientazione distopica era l'ideale e permetteva una grande possibilità di sfumature diverse, c'era la possibilità di variare ed essere innovativi ed è stato fatto.
Credo che la Roth sia riuscita a creare una distopia molto originale, il suo sistema di divisione della città-mondo in frazioni e la funzione della stessa sono estremamente brillanti, è riuscita ad attingere ad alcuni cliché della fantascienza mescolandoli in modo tale da rendere credibile e piacevole il romanzo anche a chi non è un grande fan degli YA o in generale del geere distopico. Insurgent, secondo me, non è un romanzo di passaggio - ci sono tantissime trilogie che potrebbero essere tranquillamente private del romanzo di mezzo - bensì un capitolo fondamentale; per quanto mi riguarda è quasi meno fondamentale il primo libro, che è più volto a far comprendere appieno la struttura di questo mondo, che il secondo. Davvero non c'è stato nemmeno un momento di noia: abbiamo saputo di più sulle altre fazioni, le abbiamo esplorate e giudicate assieme, abbiamo approfondito i personaggi secondari capendo il loro modo di pensare e a volte sentendoci loro vicini, abbiamo avuto modo di vedere i due lati della medaglia, i due schieramenti opposti e ci sono piaciuti. Credo davvero che a mostrare la maturazione maggiore sia stata proprio la Roth che con questo romanzo ha dimostrato tutto il suo valore come scrittrice, riuscendo a distinguersi in un genere (lo YA) dove i romanzi spuntano come funghi.
Per quanto mi riguarda questo libro si becca 4 dinosauri, tutti meritatissimi!






MJ


giovedì 21 novembre 2013

Thor 2: The Dark World

Vorrei fare una recensione il più possibile seria per questo Thor 2: The dark world, senza liberare la fangirl che è in me. 
Questo film rientra nella fase due dei film della Marvel, ovvero quella fase che dovrebbe andare a consolidare nella mente dei fan le figure degli eroi che ci sono stati presentati nella fase precedente (Iron Man, Capitan America, Thor); il regista è Alan Taylor, che ha fatto un lavoro egregio e che, secondo me, si è divertito tantissimo. 
Non voglio dilungarmi troppo sulla trama del film, anche perché se avete seguito un po' le release dei trailer, delle clip e delle still dal set saprete sicuramente cosa succederà; per chi non lo sapesse ecco in breve che cosa accade:
Jane Foster - che non si sa davvero fare i cazzi suoi - finisce in contatto con una sostanza potentissima che la infetta, è l'Aether, un'arma potentissima creata dagli elfi oscuri per distruggere l'universo e precipitarlo nell'oscurità. Il loro capo, Malekith, era stato sconfitto millenni addietro, per salvarsi era fuggito e l'Aether era stato nascosto dal padre di Odino. Thor per salvare Jane da questa sostanza che pare consumarla la porta ad Asgard, qui - però - arriva Malekith che vuole riprenderselo. Non vi dirò cosa accade, ma accade qualcosa che porta Thor e Loki a schierarsi fianco a fianco per sconfiggere il nemico.

Sarò sintetica: questo film è una bomba. Secondo me è uno dei migliori film che la Marvel ha fatto fino ad ora, veramente bello e curatissimo. Il cast come al solito ha dato il meglio di sé, d'altraparte ci troviamo di fronte ad attori veramente bravi da Chris Hemswort, che di recente vediamo spesso recitare in film d'autore, Tom Hiddleston, che con tutto il suo British Talent spacca lo schermo, Natalie Portman, che fa del suo meglio per rendere amabile un personaggio inutile, Christopher Eccleston, che ci regala una performance indimenticabile,
Stellan Skarsgård, Idris Elba, Anthony Hopkins, Kat Dennings e tutti gli altri.
Thor 2 è un film eccellente sotto ogni punto di vista, effetti speciali spettacolari, attori bravissimi e una storia coinvolgente. I personaggi, soprattutto, sono fantastici, alternano momenti di comicità esilarante - le scene in cui Thor e Loki battibeccano sono le migliori - e di dolore struggente; notevole a questo proposito è la performance di Tom Hiddleston SPOILER nei momenti in cui interagisce con Frigga e quando è distrutto per il dolore dovuto alla sua morte /SPOILER che porta sullo schermo un personaggio poliedrico, sfaccettato e che, finalmente, ricorda il Loki dei fumetti.

Il personaggio che ci troviamo di fronte è il Dio degli inganni e del caos, è un personaggio che inizia a dimostrare quanto in realtà sia stronzo perché gli piace essere stronzo. Detto ciò rimane il concetto di Loki come povero dio incompreso - che poi è quello che passerà su tumblr. Ti odio tumblr. 


Ci sono alcune cose, però, che non mi hanno convinto al 100%. Prima di tutto la sequenza di alcune scene che sembrano quasi mozzate e il passaggio da un'ambientazione all'altra risulta troppo rapido e repentino, come se avessero dovuto accorciare a tutti i costi il film perché o non avevano soldi o non avevano tempo o sa il cielo perché. Io e la mia amica non riusciamo a capire se sia stato fatto apposta o se sia la versione per il cinema che è tagliata per strani motivi e nel Blu Ray troveremo più spezzoni. Misteri della Marvel. (mi piace, ne farò uno slogan)
Detto ciò passiamo alla seconda cosa mi ha lasciato perplessa: Star Trek l'uso molto discutibile e frequente di astonavi ed inseguimenti su di esse. Davvero, sono qui per vedere Thor a petto nudo che estrae il martello dal fango che fa a cazzotti con Loki, possibilmente pestandolo a sangue e poi fa cazzotti con il cattivo dimostrandosi The mighty hero!
A parte che il cattivo di turno si sarebbe potuto approfondire un po' di più, non dico che volevo un pippone sulla sua tragica storia famigliare perché probabilmente chi non legge i comics non ne sente la mancanza, ma almeno dare più spazio a lui che a quella piaga umana di Jane Foster. Davvero, nessuno sentiva la sua mancanza, il suo personaggio è scritto in modo mediocre e nonostante la Portman faccia del suo meglio per renderla piacevole, mi dispiace, non ci riesce. Sono invece meravigliose tutte le scene con Selvig e Darcy. 

Davvero non riesco a capire il perché di questi 111 minuti, quanto facendo venti minuti in più sarebbe potuto venir fuori un capolavoro.


Non fraintendete, penso comunque, nonostante questa serie di cose che non vanno, che Thor 2 sia un film stupendo, uno dei migliori prodotti dalla Marvel. La grafica e gli effetti speciali sono qualcosa di spettacolare, ci sono alcune scene che lasciano a bocca aperta, non riesci e non vuoi smettere di guardare e speri intensamente che non finiscano mai perché sono davvero ben studiate e di impatto; il film è divertente, di una comicità frizzante e fresca, Loki e Darcy vincono il premio per le battute più belle. Ho davvero riso tantissimo e mi sono divertita, l'ilarità è un elemento chiave in questi film Marvel che puntano a conquistare lo spettatore in questo modo - e ci riescono benissimo, per altro. 
Altro punto di forza del film sono le ambientazioni che lasciano poco all'immaginazione e ci portano a viaggiare in almeno tre dei nove regni del regno degli Asi, facendoci per altro vedere parte dei restanti sei.
La trama è bella, non perfetta ma, bella; e anche se ci sono un sacco di cose diverse dai comics a me non interessa, ho imparato da tempo che fumetto e film sono due cose molto diverse e quando vado al cinema mi aspetto solo un bel film che mi intrattenga e mi presenti dei personaggi che amo. Quindi sì, se andate aspettandovi di vedere un film la cui trama è perfettamente attinente a quella dei comics, sappiate che non sarà così, se volete andare per divertirvi e vedere qualcosa di piacevole allora è il film giusto.

Nonostante i passaggi di scena troppo veloci (che sono l'unica cosa che davvero mi ha un po' infastidito) io gli dò cinque dinosauri, perché è un film che merita un sacco, perché c'è un cameo meraviglioso, perché le reference sono epiche e perché sì, se non vi basta sappiate che vi state perdendo davvero un bel film e rimpiangerete di non averlo visto al cinema.








 MJ


 

Ragione e Sentimento Light Novel



Titolo: Orgoglio e Pregiudizio
Autrice: Jane Austen
Scritto/Curato: Nancy Butler
Disegni: Sonny Liew
Editore: Marvel
ISBN: 978-8863048759
Prezzo: 15,00 euro
Non vi metterò la trama perché dò per scontato che tutti sappiate di cosa parla Ragione e Sentimento (se così non è, davvero, disonore su di voi e sulla vostra mucca). Questa è la seconda light novel ispirata alle opere di Jane Austen, la Marvel ci delizia con un bellissimo adattamento del romanzo per mano di Nancy Butler, con dei disegni di Sonny Liew.
Chi è Sonny Liew? Un disegnatore molto bravo, qui potete ammirare le sue opere su DeviantArt e per chi fosse interessato consiglio anche di dare un occhio a Wonderland, una graphic novel illustrata da lui. 
Personalmente ho trovato questo adattamento a fumetti adorabile. Lo stile di disegno è delicato e leggero, rappresenta perfettamente il periodo, si sposa con le ambientazioni e i toni della storia; i personaggi sono esattamente come li immaginavo nella mia testa, lontani dall'adattamento cinematografico e molto vicini alle descrizioni del libro. Ho apprezzato moltissimo anche che la Butler si sia presa alcune libertà coi dialoghi per rendere più scorrevoli e di immediata comprensione alcuni passaggi che nel libro non sono esattamente espliciti; penso che abbia fatto un lavoro eccellente.

In definitiva direi che questa glight novel va ad inserirsi esattamente dove la Marvel avrebbe voluto: nelle grazie del pubblico femminile, che non può non amarla ed esserne attratto. Il lavoro fatto è notevole e il costo del volume si dimostra - ancora una volta - più che accettabile; sono infatti quindici euro per un volume completamente a colori, in copertina rigida, di 128 pagine. Le prossime uscite prevedono il 12 Dicembre Emma, che in realtà per quanto mi riguarda potevano anche non fare, avrei tanto voluto Persuasione e invece mi ritrovo con l'unica eroina Austeniana che prenderei a badilate sui denti; a Febbraio 2014, invece, dovrebbe arrivare Northanger Abbey, che, da ciò che ho potuto vedere, sarà l'adattamento con i disegni migliori. 

Nel frattempo ecco il mio voto per questa light novel:




MJ




mercoledì 20 novembre 2013

Oscar e la dama in rosa

Preparate i fazzoletti, ce ne sarà bisogno.
Sì, sono sempre io, quella dei libri allegri e facili.
Ci si potrebbe aprire una rubrica separata...




Titolo: Oscar e la dama in rosa
Titolo originale: Oscar et la dame rose
Autore: Eric-Emmanuel Schmidt
Casa Editrice: BUR - Biblioteca universale Rizzoli
Pagine: 90
ISBN: 978-8817005432
Prezzo: 7,00 euro
Trama: "Oscar è un bambino di dieci anni. È malato, e i medici non riusciranno a salvarlo. In ospedale, riceve le visite di un'anziana signora, Nonna Rosa, che stringe con lui un formidabile legame d'affetto e lo invita a fare un gioco: fingere che ogni giorno duri dieci anni, e scrivere ogni giorno una lettera a Dio in cui raccontare le avventure e le esperienze di dieci anni, così come le fantasie e le paure, i rapporti con i genitori e i medici, l'amore per Peggy Blue, una bambina ricoverata nello stesso ospedale. Questo piccolo libro è composto da dodici lettere, dodici giorni in cui si concentra la vita di Oscar, giorni scapestrati e poetici, pieni di personaggi buffi e commoventi."


In realtà non c'è molto da dire riguardo un libro del genere, perché é talmente semplice e al tempo stesso talmente complesso da non poter essere recensito in maniera appropriata.
É un libro che tratta di argomenti così profondi e toccanti - la malattia terminale di un bambino, il dolore della sua famiglia, l'incapacità di accettare la situazione - che una qualsiasi recensione "impersonale", e quindi una recensione in senso stretto, gli mancherebbe quasi di rispetto, per non parlare del fatto che non gli renderebbe abbastanza giustizia.

Quindi ho deciso che vi parlerò semplicemente di quello che ho provato e proverete. Ignorerò lo stile di scrittura, la composizione, la facilità di lettura o meno, la scorrevolezza del testo… ignoriamo tutti questi aspetti tecnici, e concentriamoci su ciò che questo libro provoca.

Ovviamente è un libro triste, e altrettanto ovviamente vi farà venire l'occhio lucido o versare una lacrimuccia - io piansi, ma proprio male, ma io non faccio testo in questi momenti! 
É un libro che mette una sottile ansia, che vi farà innervosire, che vi farà arrabbiare, che vi indignerà, perché sapete perfettamente cosa succederà alla fine del libro e non volete né potete accettare che un bambino muoia. 
Probabilmente vi farà riflettere su molte cose - probabilmente era questa l'intenzione di Schmidt, che non è nuovo a questo tipo di libri molto impegnati, ma in maniera lieve, delicata, senza retoriche pesanti.
Al tempo stesso è però un libro allegro, perché la malattia è vista attraverso gli occhi del bambino protagonista, Oscar, un bambino che sa che sta per morire, e che per questo vuole vivere al meglio il poco tempo che gli rimane, un bambino infuriato con l'ipocrisia di chi gli sta attorno, un bambino che vuole sapere come stanno davvero le cose, che combatte per ottenere tutto quello che può nel poco tempo che gli rimane. Oscar sta morendo, è vero, ma ci tiene a far sapere che è ancora vivo, che ha ancora una dignità e dei diritti: certo, sono cose che un ragazzino di 10 anni non può capire, lui reagisce così per istinto, ma noi, che siamo ben più grandicelli, capiamo che nella sua "ribellione" contro chi non gli vuole dire come stanno le cose c'è molta più onesta e franchezza che nell'atteggiamento degli adutli che gli stanno attorno. Ancora bambino, nella sua ingenuità Oscar preferisce sapere tutto, affrontare il dolore, e non capisce perché gli adulti soffrano così tanto. Senza saperlo, Oscar è fiero, coraggioso, un piccolo eroe.
Fortunatamente, in questa sua ricerca della vita e di ciò che può fare conterà su una meravigliosa alleata, Nonna Rosa, e su tanti altri piccoli inconsapevoli alleati, gli altri bambini dell'ospedale, che vi apriranno gli occhi sul mondo dei reparti infantili all'ospedale che, nella tragedia, sanno essere anche luoghi colorati, normali, in cui piccoli amori e rivalità si scontrano. 

Qui chiudo, o mi commuovo ex novo.
Una recensione piccolina, per un libro piccolino, ma dal grande messaggio.
Io ve lo lascio qui, sperando che lo troviate in biblioteca o in qualche mercatino - ho fatto una fatica a trovarlo…!


Cinque dinosauri felici e commossi. Leggetelo, ne vale davvero la pena.


Leggerlo sì: perché fa davvero riflettere sul senso della vita - e no, questo non è un semplice cliché.

Leggerlo no: perché fa davvero riflettere sul senso della vita, sottolineando e trattando argomenti che a nessuno fa mai piacere affrontare nella vita reale, figuriamoci in un libro.

Leggerlo bonus: Nonna Rosa. Ucciderei per avere un'infermiera del genere in caso di necessità!

martedì 19 novembre 2013

Top Ten Tuesday #1

Eccoci a dare l'avvio a una nuova rubrica, so che negli ultimi giorni sono stata abbastanza assente, ma sto finendo di scrivere la tesi, che deve essere pronta per il 27, quindi ho la testa altrove. Dicevo, ho deciso di fregare brutalmente adottare una nuova rubrica, si tratta di Top Ten Tuesday, creata dal blog The Broke and the Bookish e che, come dice il nome, prevende che venga fatta una Top Ten diversa ogni martedì.
L'argomento che ho scelto di trattare oggi è 

Romanzi di Formazione che tutti dovrebbero leggere




Non so se The Broke and the Bookish ha fatto una Top Ten simile, non ho guardato, lo ammetto (probabilmente c'è visto che hanno TopTen di qualsiasi cosa), in ogni caso non mi andava di seguire l'argomento della settimana.


1. I tre Moschettieri di Alexandre Dumas
 Uno dei miei romanzi preferiti di sempre. Parla di amore, coraggio, crescita e risponde a tutti i gusti, non importa che siate in cerca della grande storia d'amore o dell'amore tormentato, che vogliate l'avventura, i tradimenti, la vendetta, perché in questo romanzo c'è tutto questo e molto di più. I tre moschettieri, insieme ai suoi seguiti Vent'Anni Dopo e Il Visconte di Bragelonne, è un libro che tutti dovrebbero leggere per lasciarsi conquistare dai personaggi, per viaggiare fino in Francia e combattere al fianco di questi uomini senza tempo. 




2. La collina dei conigli di Richard Adams
LA collina dei conigli è un romanzo sui conigli. Grazie direte voi, questo era chiaro. Certo, ma non è solo quello. Stiamo parlando della storia di un gruppo di conigli che guidati dalle visioni profetiche di uno di loro decide di staccarsi dalla colonia che credono condannata per iniziare una nuova vita altrove. È un romanzo sulla crescita personale, sul viaggio e sul cambiamento; è un romanzo di accettazione, non solo per quanto riguarda gli altri, ma anche accettazione di sé stessi. È un romanzo che io ho amato tantissimo, ho letto che già avevo ventitré anni e ho rimpianto davvero di non avere letto prima.


3. Piccole Donne di Luisa May Alcott
Piccole Donne è una serie di quattro romanzi composta da Piccole Donne, Piccole Donne Crescono, Piccoli uomini, I ragazzi di Jo; ho letto questi libri da ragazzina, avrò avuto undici o dodici anni: li ho amati follemente. Li ho riletti a 19 e li ho amati follemente di nuovo. Si tratta di romanzi per tutte le età, romanzi che fanno crescere, che fanno pensare, che parlano crescita, di nascita, di vita e di morte. Romanzi pieni di sogni e di sogni infranti che raccontano la vita di tutti i giorni. Davvero se ancora non li avete letti fatelo.



4. Il giovane Holden di J.D. Salinger
Questo è IL romanzo di formazione per eccellenza. È quel libro che tutti dovrebbero leggere e che andrebbe riletto ogni tot anni perché ogni volta trasmette un messaggio diverso, ogni volta se ne coglie una sfumatura diversa. Il giovane Holden sei tu, sono io, è il mio vicino di casa, è il figlio della signora di sopra; il giovane Holden è la scoperta del mondo degli adulti, è il processo di crescita che porta verso la maturazione, è il mondo brutto e cattivo che ci aspetta fuori dalla porta di casa, ma è anche una pista di pattinaggio e una risata squillante. Davvero, leggete questo libro.



5. Jane Eyre di Charlotte Bronte
Non so se posso davvero definire Jane Eyre un romanzo di formazione, ma me ne frego e lo infilo lo stesso. Perché l'ho messo nella top ten? Perché Jane Eyre è un romanzo estremamente realistico, che ho amato tantissimo e non esisterà mai nessun film davvero in grado di rappresentare Jane Eyre per quello che è: un romanzo che parla d'amore, di educazione, di crescita, ma soprattutto un romanzo che parla di sofferenza, di dolore e di comprensione. Davvero io l'ho amato tantissimo, spero possiate farlo anche voi.




6. Le avventure di Huckleberry Finn e Tom Sawyer di Mark Twain
Sto barando perché questi sono due libri. Non mi dilungherò troppo sul perché dobbiate leggerli, nel senso che dò per scontato che molti di voi già lo abbiano fatto, non dico ora, ma da bambini perché questi sono romanzi di bambini che crescono in un mondo che proprio proprio accogliente non è. Sono romanzi che mi sono piaciuti tantissimi e di cui progetto una rilettura a breve perché mi hanno accompagnato per un pezzo di vita e lo hanno fatto egregiamente, tenendomi la mano quando ero insicura e strizzandomi l'occhio quando mi cacciavo nei guai. 



7. Il buio oltre la siepe di Harper Lee
Il buio oltre la siete è un libro che parla di coraggio, quel coraggio viscerale che nasce dallo stomaco e quando arriva al cuore lo rende saldo come una roccia, quel coraggio che non pensavate di avere, ma che era lì dentro di voi pronto ad esplodere. Forse lo avrete già letto, ma se non lo avete fatto vi prego leggetelo, sarete immensamente felici di averlo fatto. È un romanzo che inneggia all'uguaglianza, fortemente antirazzista, che invita a non fermarsi alle apparenze, ma a guardare oltre.




8. L'isola del tesoro di Robert Luis Stevenson
Al contrario di quello che in molti pensano Stevenson non ha scritto solo Dottor Jekyll e Mr. Hyde, anzi ha scritto numerosi romanzi e tra questi credo che L'Isola del tesoro sia in assoluto quello che preferisco (no, non se l'è inventato la Disney...). Si tratta di un libro che parla di pirati, un'avventura verso una terra sconosciuto alla ricerca di un tesoro meraviglioso, un romanzo di grande crescita e che porta a pensare a quanto sottile sia a volte la distinzione tra giusto e sbagliato, tra bene e male. Perché in questo romanzo, anche se non dovremmo, non possiamo non amare gli antagonisti, non possiamo permetterci di odiare nessuno.



 9. Viaggio al Centro della Terra di Jules Verne
Questo è un grande classico, ammetto che volevo tantissimo mettere Ventimila leghe sotto i mari non rientrava esattamente nel genere, quindi ho scelto questo perché, davvero, dovete leggerlo.
È tipo divertentissimo e bellissimo, avventuroso e anche molto ben scritto; è un libro che non annoia mai e non importa quanti anni abbiate perché che siano 12, 20 o 45 Jules Verne rimane sempre in grado di tenervi col naso attaccato alle pagine perché i suoi personaggi sono stupendi e le ambientazioni mozzafiato.




10. Harry Potter di J.K. Rowling
Ammetto che volevo mettere solo classici in questa Top Ten, ma non ho potuto non mettere Harry Potter, perché è il romanzo di formazione della mia, della nostra generazione. È il libro che parla di crescita e di evoluzione per eccellenza ed in pochi anni è di fatto diventato un classico. Quindi sì, non poteva mancare nella top ten. 





Vorrei specificare che questa Top Ten è in ordine sparso, mi sarebbe stato impossibile fare una vera e propria graduatoria dicendo "questo è migliore di quello". No, davvero, non ne sarei in grado. In ogni caso, questi sono i 10 romanzi di formazione che tutti dovrebbero avere letto almeno una volta nella vita e con tutti intendo anche gli alduti. Sì, mi si può contestare che alcuni sono romanzi "da donna" (e vi arriva un cazzotto tra i denti) o che sono tutti classici, ma classico non vuol dire "difficile" o "brutto", quindi davvero vi esorto a leggerli perché non vi deluderanno. Siccome non l'ho scritto sopra, un romanzo di formazione è un romanzo in cui si nota in modo particolare l'evoluzione del protagonista, il suo processo di crescita e di maturazione, soprattutto nel passaggio dalla giovinezza all'età adulta o all'infanzia all'adolescenza; si tratta di quei libri che dovrebbero aiutare il giovane lettore a fare un'idea su cosa vuol dire crescere. Può quindi concentrarsi sull'aspetto psicologico e di crescita interiore, ma anche su un aspetto più didattico, ponendosi come modello.
Quali sono secondo voi i dieci romanzi di formazione che andrebbero assolutamente letti? Siete in parte o del tutto d'accordo con la mia classifica o ne avreste fatta una completamente diversa?



MJ