mercoledì 27 novembre 2013

W.W.W. Wednesday #5


What are you currently reading?






Se è un po' che seguite il blog di sicuro saprete che ho in lettura un sacco di libri, il problema è che sono una che si sposta molto e inizia tante cose contemporaneamente. Ho di recente concluso - finalmente - alcune letture e al momento mi rimangono da concludere Angelology di Danielle Trussoni, La sfera del buio di Stephen King, 1Q84 di Haruki Murakami e Il Visconte di Bragelonne di Alexandre Dumas che ho a Milano, più Buona apocalisse a tutti di Gaiman e Pratchett e Shining Girls di Lauren Beuks che sono a Venezia.
Mi sono fatta un programmino e progetto di finire Angelology o il libro di King entro domenica, così che poi a Venezia non mi porto nulla, quindi vorrei finire i libri che ho lì. Tornerò mercoledì, ma fino a sabato non leggerò perché Venerdì ho la discussione della tesi (finalmente) e mi dovrò preparare. Poi dopo il 6 finirò prima i libri che non sono riuscita a concludere tra i quattro appena elencati, poi atteccherò 1Q84, quindi finirò Bragelonne.


What did you recently finish reading?


Sono molto contenta perché questa è stata una settimana proficua sotto il profilo della lettura (sotto tutti i profili in realtà, infatti ho finito la tesi e l'ho portata a stampare), ho finito di leggere ben quattro libri:





Allegiant, di Veronica Roth. Ho amato questo volume conclusivo della saga, credo che overall il mio preferito rimanga il secondo, ma questo mi è piaciuto tantissimo. Ricco di colpi di scena e di azione, davvero bello. Sì, mi ha un po' uccisa e ammetto che ho pianto, ma va bene così. Mi va davvero bene così, perché mi ha lasciato una sensazione di soddisfazione immesa. Presto farò la recensione.

La bambina che salvava i libri di Markus Zusak. L'ho finito sabato dopo un po' che l'ho avevo in lettura e mi è piaciuto tantissimo. Ho pianto come una disperata, ma non solo perché questo libro mi ha fatto sorridere, amare e sperare, quindi se avete voglia di un libro che vi lasci una sensazione di profondo amore beh, questo fa per voi. Se vi interessa qui c'è la mia recensione.

Abarat di Clive Barker. In occasione dell'uscita del terzo volume della saga di Clive Barker ho deciso di rileggere i primi due e AMO questa serie è meravigliosa. Questo è il primo libro della saga che vede protagonista la giovane Candy Quackenbush nel folle e meraviglioso mondo di Abarat, aspettatevi l'inaspettato e se riuscite procuratevi la versione hardback che ha delle illustrazioni meravigliose ed estremamente evocative disegnate da Barker stesso. Progetto di parlarne più approfonditamente più avanti, ma se vi interessa saperne di più leggete qui, dove ne ho parlato.

La casa per bambini speciali di Miss Peregrine di Ransom Riggs. Letto con il GdL di Denise sul blog Reading is Believing (cliccate sul banner a lato); mi è piaciuto molto anche se a tratti ho trovato alcune cose un po' fastidiose e un pelo infantili. Ne parlerò più diffusamente dopo l'1 quando il GdL finirà ufficialmente.


What do you think you'll read next?




TUTTI i libri che ho già iniziato e che voglio finire prima della fine dell'anno. E mi piacerebbe anche leggere I Miserabili di Victor Hugo e finirlo prima di Gennaio. Nel caso dovesse risultare che mi avanza tempo - non si sa mai - vorrei rileggere Artemis Fowl: l'ultimo guardiano, visto che quest'anno li ho riletti tutto meno questo e il secondo della saga di Abarat: Giorni di magia, notti di guerra perché progetto di farmi regalare Abarat: Assoluta Mezzanotte a natale e non lo so, magari faccio in tempo a leggere anche quello.

martedì 26 novembre 2013

Top Ten Tuesday #2


Per il Top Ten Tuedsay di oggi ho selezionato dieci serie Young Adult (più Young che Adult a dire il vero)che nessuno considera o in generale che sono molto sottovalutate. Per quanto mi riguarda sono tutte serie stupende che bisognerebbe davvero avere nella propria libreria perché meritano, sono ben scritte e sono originali, i personaggi sono variegati e molto approfonditi. Quindi se non le avete lette fatelo.
ATTENZIONE, tutte queste saghe sono state scritte e/o iniziate prima che il fenomeno YA invadesse il mercato quindi si distinguono per originalità e no, loro erano cool prima degli altri. A parte per Nocturnia, che è una saga recentissima.


Serie complete:

His Dark Materials. Serie di Philip Pullman composta da tre volumi: La bussola d'oro, La lama sottile e Il cannocchiale d'ambra editi da Salani. Si tratta di una serie bellissima, anche chiamata Northern Lights, ambientata in un mondo parallelo alla terra dove ogni persona è affiancata dal suo Daimon, un alter ego animale che non è altro che un'emanazione dell'anima della persona, una sorta di prolungamento della stessa. La protagonista è Lyra che si troverà suo malgrado coinvolta in un'avventura che la vedrà attraversare la regione artica alla ricerca di suo padre e del suo migliore amico. Non voglio spoilerare nulla, ma vi assicuro che ne vale davvero la pena. È una serie eccezionale che non dimenticherete facilmente.

Artemis Fowl. Serie di Eoin Colfer composta da otto romanzi: Artemis Fowl; L'incidente artico; Il codice Eternity; L'inganno di Opal; La colonia perduta; La trappola del tempo; Il morbo di Atlantide; L'ultimo guardiano. Una serie bellissima che segue le avvenute del giovanissimo genio criminale Artemis Fowl che nel primo libro scopre l'esistenza del Popolo al quale si troverà indissolubilmente legato. Cos'è il Popolo? Chiaramente Artemis ha scoperto l'esistenza di fate, elfi, folletti, nani e altre amene creature tipiche del folklore inglese, se vi state chiedendo come ha fatto, beh, ovviamente ha cercato di derubarli. Davvero leggete questa saga, è edita Mondadori e sono disponibili delle bellissime edizioni in paperback. Se state pensano che è da bambini sappiate che avete sbagliato tutto, è un atteggiamento inconcludente e vi state privando di una bellissima saga solo per il gusto di fare quelli che "no io i libri per bimbi non li leggo".

Deepgate codex. Trilogia scritta da Alan Campbell composta da: Il raccoglitore di anime, Il Dio delle Nebbie e Il Dio delle Anime. Esiste anche un prequel non ancora pubblicato in Italia, chi si occupa dell'edizione italiana è la Nord che ha fatto per ora un ottimo lavoro. La saga, dalle ambientazioni steampunk e dark fantasy, racconta l'avventura del giovane Dill, ultimo degli arconti, stirpe degli angeli guerrieri, un ragazzino rinchiuso in una toore a cui non è stata nemmeno data l'opportunità di addestrarsi, anche perché in fondo chi ha bisogno davvero di essere difeso a Deepgate? Apparentemente nessuno perché la città si estende sopra un immenso abisso sorretta da catene, cavi e reti. Nessuno immagina che in fondo al baratro sottostante il dio Ulcis stia raccogliendo le forze per andare all'attacco di sua madre Ayen. Questa trilogia è una delle più belle che io abbia mai letto, è ben scritta, avvincente, per niente scontata, non aspettatevi protagonisti prescelti perché Dill è un agelo banalotto e forse anche un po' insulso, però aspettatevi personaggi profondi e analizzati nel dettaglio. Questa saga mi ha conquistato e la porto nel cuore.

Le avventure di Aquila e Giaguaro. Scritto dalla più famosa autrice cilena di tutti i tempi, Isabel Allende, la trilogia si divide in tre volumi, La città delle bestie, Il regno del Drago d'oro, La foresta dei Pigmei; non fatevi ingannare dal nome un po' assurdo che la Feltrinelli ha affibiato alla trilogia perché questa storia vi conquisterà. Si tratta delle avventure di Alex e Nadia due ragazzini di quindici anni che seguono le spedizioni dell'Internetional Geographic (in Amazzonia, in Tibet e nell'Africa nera) con i loro parenti e riescono ogni volta a scoprire qualcosa di nuovo e a coinvolgere il lettore in un'inaspettata storia dai toni avvincenti. Io l'ho adorato, anche perché lo stile dell'Allende si fa sentire, credo che questa trilogia un ottimo modo per avvicinarsi a questa autrice meravigliosa, se non lo avete già fatto.

Nocturna. Trilogia scritta da Chuck Hogan e Guillermo del Toro (sì, quel del Toro) composta da La progenie, La caduta e Notte eterna. È una serie che parla di vampiri. Chi mi conosce sa quanto poco io ami queste creature, tuttavia questa serie è davvero eccezionale, originale e particolarmente innovativa. Propone infatti il vampirismo come un virus, un'infezione che si diffonde in breve tempo per tutti gli stati uniti e che rischia di contagiare l'intero mondo. La cosa che mi è piaciuta di più è che per tutto il libro i vampiri non sono trattati prettamente come tali (non del tutto), ma come frutto di un'epidemia; non è un caso se all'inizio per indagare su questa "malattia" viene chiamato il CDC (Centre for Desease Control) di cui fa parte il nostro protagonista, il Dr. Ephraim "Eph" Goodweather. Non aspettatevi nemmeno i vampiri come siete abituati a immaginarli: non sono belli, non sono affascinanti, non sono indipendenti dal loro creatore. Rimangono fantastici e presto vorrete sapere anche voi come prosegue la storia e se il nostro team riuscirà a salvarsi.

Leggende di Earthsea, pentalogia di Ursula Le Guin. Per chi non conoscesse l'autrice sappiate che è una maestra del fantasy e della fantascienza, è una dei "good old" a cui di solito si punta per una lettura di qualità. Avete già sentito parlare di questa saga perché il figlio di Miyazaki ha adattato parte della seria nel suo film animato "La leggenda di terramare". La Pentalogia è divisibile in due parti: i primi tre volumi Il mago di Earthsea, Le tombe di Atuan, La spiaggia più lontana (o Il signore dei Draghi, a seconda dell'edizione) e gli ultimi due L'isola del Drago e I venti di Earthsea. Tutti i romanzi raccontano le avventure del giovane mago Ged, il suo percorso di apprendimento della magia e i suoi viaggi per Earthsea. Bonus, ci sono i draghi. Davvero, leggetelo, trovate delle comode edizioni che contengono l'intera pentalogia, vi assicuro che non ve ne pentirete. E poi non potete mica evitare di leggere del buon fantasy classico per sempre, no?

Serie ancora in corso:

Abarat. Di Clive Barker (per chi non lo sapesse maestro dell'horror e grande scrittore), composta da Abarat, Abarat Giorni di Magia Notti di Guerra, Abarat Assoluta Mezzanotte (pubblicato sei giorni fa da Rizzoli dopo due anni di attesa, piango di gioia). Abarat è una pentalogia ancora in corso (per ora sono usciti tre libri su cinque) che racconta le avventure di Candy Quackenbush, non aspettatevi niente di noto, niente di normale, i fantasy classici? Banali! Fate, vampiri e lupi mannari? Mainstream! Candy sta facendo una ricerca per la scuola quando improvvisamente, armeggiando in un faro nel centro del nulla, richiama a sé il Mar d'Izabella, un mare misterioso che collega il nostro mondo ad Abarat. Abarat è una terra strana composta da isole, 24, una per ogni ora del giorno, più una venticinquesima (l'isola della venticinquesima ora, misteriosa assai); è una landa abitata da esseri strani e pericolosi, alcuni hanno forme strane, altri assomigliano ad esseri umani. Certo non si tratta solo di una vacanza ad Abarat, ma di quello che l'attende dall'altra parte. Leggetelo, perché io davvero lo amo, leggo questa serie da quando avevo dodici anni ora ne ho ventitré e ancora non mi ha stancato, mi dispiace solo che siamo in così pochi a conoscerla.

Zamonia. Questa non è una vera serie. È un insieme di libri che hanno in comune una cosa: l'ambientazione. L'autore si chiama Walter Moers ed è tedesco, i suoi romanzi, Le 13 vite e mezzo di capitano orso blu, Rumo e i prodigi dell'oscurità, Ensel e Krete,La città dei libri sognanti, L'accalappiastreghe, Il labirinto dei libri sognanti, sono tutti ambientati a Zamonia, una terra strana e divertente abitata da orsi colorati, onde ciacoline, gaglioffi delle speloche, megere montane, babbalei e altre meravigliose creature che vi lasceranno a bocca aperta. Non vi annoierete mai leggendo Moers, sì è vero dovrete scordarvi le storie d'amore, ma vi assicuro che è tanto di guadagnato, perché non esiste un autore simile a lui. Sono storie meravigliose, magiche e fantasiose, nella loro follia sono uniche e il lettore ne rimane innamorato. Vi dico solo una cosa, persino mia mamma ha letto tutti i libri. Il bonus è che li pubblica la Salani che nella mia testa è sinonimo di garanzia di qualità. Per la cronaca, il mio preferito tra questi è Le 13 vite e mezzo di capitano orso blu, davvero un libro indimenticabile.

Macchine Mortali. Una serie di Philip Reeve composta da quattro romanzi e tre prequel. In realtà la serie è conclusa, ma la metto tra quelle in corso perché la Mondadori sta facendo il bello e il cattivo tempo con questa serie. Molti di voi la conoscono come Hungry City. Ah sì, quel romanzo con quella cover terribile che è uscito l'anno scorso, direte voi. SBAGLIATO. Macchine Mortali è una serie iniziata nel 2001 e finita nel 2011 composta da Macchine Mortali (Mortal Engines, tradotto dalla mondadori nel 2004 col titolo giusto e una cover bellissima, ritradotto poi come Hungry City l'anno scorso), Freya delle Lande di Ghiaccio (Predator's Gold, tradotto da Mondadori nel 2004), Infernal Devices, A darkling Plan, e dai tre prequel Fever Crumb, A Web of Air, Scrivener's Moon. Una storia bellissima, di carattere distopico, che racconta la storia di Tom Natsworthy e Hester Shaw, due ragazzini che abitano in un mondo post apocalittico e vivono a Londra. In queto futuro, a seguito della guerra nucleare le città sono state trasformate in enormi macchine semoventi che si muovono per tutto il globo, sono le così dette città trazioniste che si aggirano per i continenti alla ricerca di altre città da depredare. Vi assicuro che è qualcosa di geniale, mi dispiace solo per l'infelice scelta editoriale che ha portato ad una ristampa terrificante di questa serie bellissima (e quindi a cui aveva le vecchie copie tanti saluti visto che le nuove cover non c'entrano nulla). Il nuovo titolo "Hungry City" è il titolo che è stato dato alla serie dagli Americani, titolo rigettato persino dall'autore. La scelta di utilizzare un titolo così simile ad Hunger Games è fortemente infelice perché TUTTE le persone che conosco se ne sono tenute ben lontane, senza contare che la cover non dice assolutamente nulla. Insomma, fate come me, non perdetevi questo capolavoro leggetelo anche in inglese se potete.

Lorien Legacies. Una saga ancora in corso composta da sette romanzi, per ora sono usciti i primi quattro, gli autori - che si nascondono dietro allo pseudonimo Pittacus Lore - sono James Frey e Jobie Hughes. Sono sicura che avete sentito parlare di questa saga perché del primo romanzo hanno fatto un film con Alex Pettyfer e Dianna Agron, sto parlando di Io sono il numero Quattro, gli altri romanzi della saga per ora tradotti sono Il potere del numero Sei e La vendetta del numero Nove; in inglese è stato anche pubblicato un quarto libro dal titolo The fall of Five. Per quanto mi riguarda questa saga è davvero carina, non all'altezza di quelle nominate fino ad ora, ma a suo modo bella. È uno sci fi senza pretese, ma molto ben gestito, i personaggi sono interessanti e approfonditi e la storia mi piace un sacco. Ragazzi questi sono alieni, non quelle palline luminose di Obsidian (quella roba è il Twilight della fantascienza, cazzo). Quando il pianeta Lorian è stato distrutto dai Mogadorian nove bambini Loric sono stati mandati sulla terra perché potessero sopravvivere e la loro specie non si estinguesse; ognuno di loro è dotato di un potere speciale e ad ognuno di loro è stato attribuito un numero, per via di un incantesimo i Mogadoriani possono ucciderli solo seguendo la sequenza numerica, ma possono farlo e lo faranno. A meno che i nove non si uniscano. La saga racconta la storia dei nove ragazzi, con una predilezione per Quattro, ogni volume è scritto dal punto di vista di un ragazzo diverso. Questo può confondere, ma aiuta molto a conoscere i vari personaggi. Per quanto mi riguarda adoro questa serie e aspetto ogni anno il mio appuntamento estivo annuale con il nuovo volume. Non posso che consigliare anche a voi di leggerli.


è chiaro che ho inserito solo le saghe che ho letto, quindi se vi state chiedendo perché mancano Spiderwick, Una serie di sfortunati eventi, The giver, La Trilogia di Bartimeus e Inkheart fondamentalmente è perché non li ho letti. Nonostante questo mi sento di consigliarveli comunque perché sono abbastanza sicura che se li avessi letti sarebbero nella lista (che diventerebbe una top15).




MJ


domenica 24 novembre 2013

La bambina che salvava i libri di Markus Zusak

Titolo: La bambina che salvava i libri
Titolo Originale: The bookthief
Autore: Markus Zusak
Casa Editrice: Sperling e Kupfer
Pagine: 563
Prezzo: 11,50 euro
ISBN: 978-8860613714
Trama: Germania, 1939. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare. Ed è solo l'inizio.
Il giorno del funerale del fratellino, la piccola Liesel raccoglie per strada un libro seminascosto dalla neve, e la sua vita cambia per sempre. Perché, da quel momento, la bambina impara a leggere. Ben presto Liesel inizia a sottrarre i libri dai roghi nazisti, decisa a salvarne uno ogni volta che ne ha l'occasione. Ma sono tempi difficili e il mondo di Liesel non sarà mai più lo stesso. Raccontata dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - un'indimenticabile storia sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito. 

Quando ho iniziato questo libro sospettavo che mi avrebbe straziato il cuore, ma non ne ero del tutto sicura. Ero stata attratta dal titolo (un libro che parla di libri non può che essere meraviglioso) e dalle innumerevoli recensioni che avevo visto su youtube. Insomma si prospettava una gran bella lettura e devo ammettere che non solo non mi ha deluso, ma anzi ha superato le aspettative.
La bambina che salvava i libri, o la ladra di libri (che sarebbe la traduzione più appropriata), è un romanzo che parla di sentimenti, di emozioni, di parole. Immaginatevi di essere di bambini, siete piccoli e il mondo pare remarvi contro, prima vi priva di tutti coloro che amate e poi continua afarlo, ancora e ancora, cosa vi resta a quel punto? Qual è l'unica cosa a cui potete aggrapparvi disperatamente? Per Liesel sono i libri, o meglio ancora le parole contenute in quei libri. Perché è di questo che si tratta: parole.
Ed è bellissimo per questa bambina che vive in un mondo freddo e ostile potersi rifugiare in mondi differenti.
Certo oltre alle parole c'è anche altro, si parla di rinascita, crescita, paura, dolore, ma anche gioia e luce là dove il buio è più profondo. Il romanzo è ambientato durante la seconda guerra mondiale e Liesel si ritrova affidata a una famiglia adottiva, separata dalla madre e dal fratello (morto durante il viaggio). Non si può certo dire che la sua nuova mamma sia la persona più accomodante del mondo, né che il suo nuovo papà sia un gran lavoratore né un buon nazista, tuttavia a Liesel va bene così, perché col tempo imparerà ad amare queste persone così diverse da lei, imparerà ad apprezzare sia i loro pregi che i loro difetti fino ad amarle come solo una figlia sa fare. Per il lettore è bellissimo vedere il percorso di crescita di Liesel, insieme a tutte le persone che l'accompagnano: il suo compagno di giochi Rudy, l'ebreo nascosto in cantina, Max, sua madre Rosa, suo padre Hans, la moglie del sindaco, gli abitanti della città, i ragazzi più grandi. La bambina che rubava i libri, così viene chiamata Liesel e così finisce per chiamarla anche il lettore.
Una delle cose che ho amato di più di questo romanzo è l'ambientazione, certo siamo in Germania e non una bella Germania, questa è la Germania nazista, di Hitler, dei lager e dei campi di concentramento, ma è anche la Germania di una ragazzina di dodici anni che fa un pupazzo di neve in cantina con il suo amico ebreo, che legge un libro ad alta voce ai suoi compaesani rinchiusi nel rifugio antiaereo per distrarli dalla paura, è la Germania di un bambino di neanche dieci anni che corre nel campo di atletica dopo essersi dipinto di nero col carbone perché nella sua testa vuole essere come il campione olimpico Jesse Owens, è la Germania di un uomo che pur non avendo da mangiare accetta di dipingere di nero i tetti dei suoi vicini per evitare che vengano presi di mira dai bombardamenti. 
È una Germania, questa, che scalda il cuore, che mostra in parte anche l'altro lato della medaglia, quello della gente comune, quello delle persone innocenti che in questa guerra ci sono state trascinate, che non hanno chiesto la fame, né la morte, né i bombardamenti; per questo l'ho apprezzato tantissimo.
Altra nota estremamente positiva riguarda lo stile, ho adorato l'escamotage adottato dall'autore che sceglie di scrivere il romanzo come se a parlare fosse la morte; d'altra parte chi meglio di lei può raccontare una storia come quella di Liesel? Che parla sì di vita e di speranza, ma anche di morte, disperazione e solitudine. Il libro è diviso tra capitoli in cui la Morte ci racconta la storia di Liesel, tratta da un piccolo quaderno, un libriccino che la bambina stessa ha scritto durante gli anni che vanno dal '39 al '42, e altri in cui il nostro narratore onniscente ci racconta di com'era il mondo in quel periodo, ci parla del suo "lavoro" e di tutte le anime che è stata costretta a portare con sé. Uno stile, quello di Zusak, a dir poco eccezionale, coinvolgente e mai noioso; scegliendo un narratore il suo correva il rischio di cadere nella banalità o di risultare troppo incredibile, ma è invece riuscito a creare una storia scorrevole e accattivante, che ti fa arrivare in lacrime alla fine e che non ti basta. Non so voi, ma io avrei voluto che questo libro continuasse ancora e ancora, cosa succederà dopo? E dopo ancora? E tra dieci anni?

La bambina che salvava i libri è un romanzo che rimane nel cuore, che ci entra piano, piano, senza spingere, senza far rumore e ci rimane, perché non è possibile non amare Liesel, non desiderare con lei, non amare con lei, non piangere con lei. Soprattutto per noi lettori questo libro è prezioso perché ci ricorda quel tempo in cui ci bastava così poco per essere felici, avere tre libri era già essere ricchi, averne dieci voleva dire essere quasi un pascià. Ci ricorda l'amore per le piccole cose, l'importanza del legame che può venirsi a creare tra un romanzo e chi lo legge e ci ricorda, soprattutto, l'importanza delle parole: che possono plasmare la realtà, che hanno un peso che non va mai dimenticato, che a volte possono salvare una vita.
Per me questo libro si merita un voto pieno, perché in fondo è quello che ha dato a me: il massimo.








Per chi non lo sapesse, l'anno prossimo è prevista l'uscita di un film ispirato a questo romanzo, apparentemente sarà bellissimo, i trailer sono entrambi accattivanti e per quanto mi riguarda estremamente soddisfacenti, staremo a vedere cosa ci aspetta.



MJ





venerdì 22 novembre 2013

Insurgent - Veronica Roth

Titolo: Insurgent
Autore: Veronica Roth
Casa Editrice: DeAgostini
Pagine: 510
Prezzo: 14,90
ISBN: 978-8841886731
Trama: Una scelta può cambiare il destino di una persona... o annientarlo del tutto. Ma qualsiasi essa sia, le conseguenze vanno affrontate. Mentre il mondo attorno a lei sta crollando, Tris cerca disperatamente di salvare tutti quelli che ama e se stessa, e di venire a patti con il dolore per la perdita dei suoi genitori e con l'orrore per quello che è stata costretta a fare. La sua iniziazione avrebbe dovuto concludersi con una cerimonia per celebrare il proprio ingresso nella fazione degli Intrepidi, ma invece di festeggiare la ragazza si è ritrovata coinvolta in un conflitto più grande di lei... Ora che la guerra tra le fazioni incombe e segreti inconfessabili riemergono dal passato, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente, anche se questo potrebbe costarle più di quanto sia pronta a sacrificare.  

È passato un po' da quando ho finito questo libro e ora mi sto mangiando le mani perché sicuramente perderò per strada dei pezzi. Vorrei cercare di fare il più possibile una recensione senza spoiler perché il mio vero obiettivo e convincere chi ancora non lo ha letto a iniziare subito la saga. 
Insurgent è un romanzo che evidenzia una crescita notevole non solo nei personaggi, ma anche e soprattutto nello stile dell'autrice che migliora notevolmente rispetto al romanzo precedente. La Roth, in questo secondo volume, ci dimostra quanto le sue idee fossero chiare fin dall'inizio, gioca bene tutte le sue carte alternando capitoli descrittivi ad altri più adrenalinici. Che la saga di Divergent non fosse solo azione e basta era chiaro fin dal primo volume dove più di metà del romanzo verte su Tris e il suo percorso per entrare tra gli Intrepidi; ora vediamo la nostra protagonista che si trova a dover affrontare le conseguenze delle azioni compiute nel libro precedente, si trova a dover compiere delle scelte che non sempre sono facili o giuste. Si nota un grande tentativo di introspezione, di approfondimento del personaggi, di studio delle reazioni e delle relazioni umane. Personalmente ho apprezzato tantissimo questo volume, l'ho trovato ben costruito, ben scritto e molto scorrevole; i colpi di scena presenti - soprattutto nei capitoli finali - sono stati davvero molto ben strutturati, ogni tassello è andato ad inserirsi al posto giusto, sono state date le risposte a tutte le domande lasciandone una sola, grandissima aperta: "E adesso?". Perché è questo quello che ti chiedi alla fine del romanzo, cosa diamine succederà ora? Sono sollevata che Allegiant sia uscito proprio ora che ho finito Insurgent perché finalmente lo posso iniziare e finire (tra l'altro dovrò essere davvero veloce perché ho convinto mio fratello a leggere la serie, ha iniziato sabato ed è già a metà di Insurgent, quindi domani dovrò fuggire col libro).

Quando ho letto Divergent la prima cosa che avevo pensato è che fosse uno dei figli della Saga di Hunger Games, beh, non avrei proprio potuto essere più lontana dal vero: mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa. Questo serie è in grado di distinguersi, ha trovato la sua strada e l'ha seguita capendo che l'ambientazione distopica era l'ideale e permetteva una grande possibilità di sfumature diverse, c'era la possibilità di variare ed essere innovativi ed è stato fatto.
Credo che la Roth sia riuscita a creare una distopia molto originale, il suo sistema di divisione della città-mondo in frazioni e la funzione della stessa sono estremamente brillanti, è riuscita ad attingere ad alcuni cliché della fantascienza mescolandoli in modo tale da rendere credibile e piacevole il romanzo anche a chi non è un grande fan degli YA o in generale del geere distopico. Insurgent, secondo me, non è un romanzo di passaggio - ci sono tantissime trilogie che potrebbero essere tranquillamente private del romanzo di mezzo - bensì un capitolo fondamentale; per quanto mi riguarda è quasi meno fondamentale il primo libro, che è più volto a far comprendere appieno la struttura di questo mondo, che il secondo. Davvero non c'è stato nemmeno un momento di noia: abbiamo saputo di più sulle altre fazioni, le abbiamo esplorate e giudicate assieme, abbiamo approfondito i personaggi secondari capendo il loro modo di pensare e a volte sentendoci loro vicini, abbiamo avuto modo di vedere i due lati della medaglia, i due schieramenti opposti e ci sono piaciuti. Credo davvero che a mostrare la maturazione maggiore sia stata proprio la Roth che con questo romanzo ha dimostrato tutto il suo valore come scrittrice, riuscendo a distinguersi in un genere (lo YA) dove i romanzi spuntano come funghi.
Per quanto mi riguarda questo libro si becca 4 dinosauri, tutti meritatissimi!






MJ


giovedì 21 novembre 2013

Thor 2: The Dark World

Vorrei fare una recensione il più possibile seria per questo Thor 2: The dark world, senza liberare la fangirl che è in me. 
Questo film rientra nella fase due dei film della Marvel, ovvero quella fase che dovrebbe andare a consolidare nella mente dei fan le figure degli eroi che ci sono stati presentati nella fase precedente (Iron Man, Capitan America, Thor); il regista è Alan Taylor, che ha fatto un lavoro egregio e che, secondo me, si è divertito tantissimo. 
Non voglio dilungarmi troppo sulla trama del film, anche perché se avete seguito un po' le release dei trailer, delle clip e delle still dal set saprete sicuramente cosa succederà; per chi non lo sapesse ecco in breve che cosa accade:
Jane Foster - che non si sa davvero fare i cazzi suoi - finisce in contatto con una sostanza potentissima che la infetta, è l'Aether, un'arma potentissima creata dagli elfi oscuri per distruggere l'universo e precipitarlo nell'oscurità. Il loro capo, Malekith, era stato sconfitto millenni addietro, per salvarsi era fuggito e l'Aether era stato nascosto dal padre di Odino. Thor per salvare Jane da questa sostanza che pare consumarla la porta ad Asgard, qui - però - arriva Malekith che vuole riprenderselo. Non vi dirò cosa accade, ma accade qualcosa che porta Thor e Loki a schierarsi fianco a fianco per sconfiggere il nemico.

Sarò sintetica: questo film è una bomba. Secondo me è uno dei migliori film che la Marvel ha fatto fino ad ora, veramente bello e curatissimo. Il cast come al solito ha dato il meglio di sé, d'altraparte ci troviamo di fronte ad attori veramente bravi da Chris Hemswort, che di recente vediamo spesso recitare in film d'autore, Tom Hiddleston, che con tutto il suo British Talent spacca lo schermo, Natalie Portman, che fa del suo meglio per rendere amabile un personaggio inutile, Christopher Eccleston, che ci regala una performance indimenticabile,
Stellan Skarsgård, Idris Elba, Anthony Hopkins, Kat Dennings e tutti gli altri.
Thor 2 è un film eccellente sotto ogni punto di vista, effetti speciali spettacolari, attori bravissimi e una storia coinvolgente. I personaggi, soprattutto, sono fantastici, alternano momenti di comicità esilarante - le scene in cui Thor e Loki battibeccano sono le migliori - e di dolore struggente; notevole a questo proposito è la performance di Tom Hiddleston SPOILER nei momenti in cui interagisce con Frigga e quando è distrutto per il dolore dovuto alla sua morte /SPOILER che porta sullo schermo un personaggio poliedrico, sfaccettato e che, finalmente, ricorda il Loki dei fumetti.

Il personaggio che ci troviamo di fronte è il Dio degli inganni e del caos, è un personaggio che inizia a dimostrare quanto in realtà sia stronzo perché gli piace essere stronzo. Detto ciò rimane il concetto di Loki come povero dio incompreso - che poi è quello che passerà su tumblr. Ti odio tumblr. 


Ci sono alcune cose, però, che non mi hanno convinto al 100%. Prima di tutto la sequenza di alcune scene che sembrano quasi mozzate e il passaggio da un'ambientazione all'altra risulta troppo rapido e repentino, come se avessero dovuto accorciare a tutti i costi il film perché o non avevano soldi o non avevano tempo o sa il cielo perché. Io e la mia amica non riusciamo a capire se sia stato fatto apposta o se sia la versione per il cinema che è tagliata per strani motivi e nel Blu Ray troveremo più spezzoni. Misteri della Marvel. (mi piace, ne farò uno slogan)
Detto ciò passiamo alla seconda cosa mi ha lasciato perplessa: Star Trek l'uso molto discutibile e frequente di astonavi ed inseguimenti su di esse. Davvero, sono qui per vedere Thor a petto nudo che estrae il martello dal fango che fa a cazzotti con Loki, possibilmente pestandolo a sangue e poi fa cazzotti con il cattivo dimostrandosi The mighty hero!
A parte che il cattivo di turno si sarebbe potuto approfondire un po' di più, non dico che volevo un pippone sulla sua tragica storia famigliare perché probabilmente chi non legge i comics non ne sente la mancanza, ma almeno dare più spazio a lui che a quella piaga umana di Jane Foster. Davvero, nessuno sentiva la sua mancanza, il suo personaggio è scritto in modo mediocre e nonostante la Portman faccia del suo meglio per renderla piacevole, mi dispiace, non ci riesce. Sono invece meravigliose tutte le scene con Selvig e Darcy. 

Davvero non riesco a capire il perché di questi 111 minuti, quanto facendo venti minuti in più sarebbe potuto venir fuori un capolavoro.


Non fraintendete, penso comunque, nonostante questa serie di cose che non vanno, che Thor 2 sia un film stupendo, uno dei migliori prodotti dalla Marvel. La grafica e gli effetti speciali sono qualcosa di spettacolare, ci sono alcune scene che lasciano a bocca aperta, non riesci e non vuoi smettere di guardare e speri intensamente che non finiscano mai perché sono davvero ben studiate e di impatto; il film è divertente, di una comicità frizzante e fresca, Loki e Darcy vincono il premio per le battute più belle. Ho davvero riso tantissimo e mi sono divertita, l'ilarità è un elemento chiave in questi film Marvel che puntano a conquistare lo spettatore in questo modo - e ci riescono benissimo, per altro. 
Altro punto di forza del film sono le ambientazioni che lasciano poco all'immaginazione e ci portano a viaggiare in almeno tre dei nove regni del regno degli Asi, facendoci per altro vedere parte dei restanti sei.
La trama è bella, non perfetta ma, bella; e anche se ci sono un sacco di cose diverse dai comics a me non interessa, ho imparato da tempo che fumetto e film sono due cose molto diverse e quando vado al cinema mi aspetto solo un bel film che mi intrattenga e mi presenti dei personaggi che amo. Quindi sì, se andate aspettandovi di vedere un film la cui trama è perfettamente attinente a quella dei comics, sappiate che non sarà così, se volete andare per divertirvi e vedere qualcosa di piacevole allora è il film giusto.

Nonostante i passaggi di scena troppo veloci (che sono l'unica cosa che davvero mi ha un po' infastidito) io gli dò cinque dinosauri, perché è un film che merita un sacco, perché c'è un cameo meraviglioso, perché le reference sono epiche e perché sì, se non vi basta sappiate che vi state perdendo davvero un bel film e rimpiangerete di non averlo visto al cinema.








 MJ