domenica 28 settembre 2014

Lauro

No, non ho dimenticato il progetto di recensire tutti i libri letti quest'anno.

Sì, lo lasciato perdere per un po' di tempo anche se, a conti fatti, nove mesi sono forse un po' troppi, ma faremo finta di niente. 
Voi farete finta di niente e io, da Birmingham [pronuncia inglese: ˈbɜrmɪŋəm, pronuncia locale: BEEEERMINGHEEEEM, molto veneziano. Infatti di canali ne hanno parecchi anche loro - ma questo ve lo racconto poi], prometto solennemente di non avere buone intenzioni e di recensire per davvero quanto letto finora, con calma ma con tenacia. 
Anche perché mi sono fatta una lista che è una meraviglia e sarebbe troppo un peccato sprecarla.
So, here we go!

Lauro

ovvero "Dalla Russia con (sfortunato) amore"


Titolo: Lauro
Titolo originale: Lavr
Autore: Evgenij Vodolazkin
Casa Editrice: Elliot
Data di uscita: 23 ottobre 2013
Pagine: 300
ISBN: 8861923666
Prezzo: 18,50
Trama: Nella Russia della metà del Quattrocento, il piccolo Arsenio, rimasto orfano, vive con il nonno e un lupo in un'izba in prossimità di un bosco e di un cimitero. Lì apprende dal vecchio i segreti delle erbe e di altri preparati medicinali, una conoscenza che ne farà in futuro un medico leggendario. Una volta adulto, però, viene segnato drammaticamente dalla morte per parto della donna amata, Ustina, alla quale non riesce a portare nessun aiuto. Disperato e in cerca di redenzione, il protagonista parte per un viaggio fatto di privazioni e sofferenze, durante il quale subisce numerose metamorfosi, cambia nome e si mette al servizio del popolo flagellato dalla grande peste, lasciando dietro di sé numerosi episodi di guarigioni miracolose. Ormai vecchio, riverito dalla gente e dalla Chiesa, ritorna nel suo villaggio con l'appellativo di Lauro, il "giusto", per affrontare quella che si rivelerà la sfida più difficile della sua esistenza.

Definito dalla critica internazionale "L'Umberto Eco russo", Evgenij Vodolazkin, filologo di Kiev, ci regala la storia incredibile e meravigliosa di un uomo che ha votato la sua vita al servizio del prossimo. "Lauro" è, infatti, un lungo poema in prosa sulla vita difficile e travagliata di un essere umano, attraversando felicità e dolore, amore e morte, arroganza e pentimento, per approdare felicemente nelle acque tranquille di quel porto che è la lista dei migliori libri dell'ultimo decennio.

Non sto scherzando. Lo stile con cui è scritto, la poesia e i sentimenti che le parole sotto i nostri occhi riescono a suscitare, le emozioni, alcune belle altre terribili, che si provano leggendo questo libro, tutto, e intendo proprio tutto, permettono a questo libro di entrare di diritto nella categoria "Capolavori", e permettono al suo autore di essere paragonato ai Grandi della scrittura russa.
Ha un che di "zivaghesco", quest'opera, non per la trama o per una qualche palese somiglianza tra le due storie, né per i finali completamenti diversi o per sviluppi simili, ma qualcosa nelle sue righe mi ricorda quella lieve sensazione di ansia e quella preoccupazione che provai leggendo "Il Dottor Zivago", come se, voltando ogni pagina, temessi il peggio per il protagonista. 

E sta qui il prego principale di quest'opera, sta nel saperci calare a fianco di Lauro in ogni momento della sua vita, come se fossimo presenti sul palcoscenico della sua esistenza e vivessimo con lui. Ed è questa caratteristica importante e particolare a rendere il libro quel piccolo capolavoro che è, perché in caso contrario sarebbe stato di una pesantezza insopportabile: l'autore, infatti, si dilunga in minuziose descrizioni sia degli ambienti che dei personaggi, così come racconta nei minimi dettagli le azioni delle creature che ha creato e che muove; ma, laddove in certi volumi questo risulta essere un grosso impedimento al piacere della lettura, qui ciò non accade, perché la bravura di Vodolazkin sta nel saper prendere per mano il lettore ed accompagnarlo tra le pagine come se fosse lui stesso, per mezzo del protagonista, a raccontarci di questa vita meravigliosa davanti alla stufa-forno che è la parte centrale dell'izba di Lauro e del nonno.

E, ancora, le dinamica familiari descritte con grazia e leggerezza, il cupo dolore del lutto, la voglia di espiare il peccato di arroganza che ***spoiler*** ha portato alla morte la giovane moglie, il rimorso, la pietà, il desiderio di ricordarla in tutte le azione rivolte verso il prossimo... e poi la religione, le tradizioni russe e la peste, la Gerusalemme terrestre e quella divina, i pellegrinaggi, l'Ortodossia e il Cattolicesimo, la Russa e l'Italia... tirando le somme, è una storia a più strati, per così dire, che si impernia sulla vita di un giovane curatore che deve redimere quello che ritiene essere il suo peccato, e da qui parte ad affrontare inaspettatamente temi molto più importanti e di ampio respiro, come a voler utilizzare la vita di Lauro come una metafora per la riscoperta di se stessi, della vita e della morte.

Come da tradizione, i libri che vi propongo sono sempre un po' particolari e forse impegnativi, ma vi posso assicurare che mi hanno lasciato ricordi ed emozioni indelebili! Un must read per quando avete del tempo da passare con una lettura quasi filosofica per affrontare al fianco di Lauro i grandi temi e le grandi sfide della vita. 

Quattro happy!sheep tokens per questo libro.
Leggetelo! Ma con moderazione, ché in certi punti fa salire
un groppo in gola davvero grosso.


Leggerlo sì:
 perché vi piacciono le riflessioni introspettive di un personaggio, le sfide personali, le lotte interiori contro i propri limiti.

Leggerlo no: perché la vita di un curatore nella Russia medievale non è pane per i vostri denti. E come darvi torto, è un libro tutto particolare.



Leggerlo bonus: per lo strepitoso spaccato che da della vita di tutti i giorni della Russia di metà Quattrocento, con  le sue sfide e le sue sorprese.

lunedì 22 settembre 2014

Beautiful Malice


Titolo: Beautiful Malice
Autore: Rebecca James
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 296
Prezzo: € 17,50
Trama: Katherine e Alice diventano amiche al liceo.
Hanno entrambe una ferita nascosta nel proprio passato. Quella di Alice è senza rimedio, e la spinge a bruciare ogni speranza e promessa di vita. E solo lei, la ragazza piú affascinante della scuola, sa che quel segreto la condurrà a odiare Katherine, a scavare nel senso di colpa di lei per la morte orrenda della sorella piú piccola, a trasformarsi da eccitante compagna di vita a sua possibile carnefice.





Il mito dei casi editoriali
-Articolo soggetto a “spoiler considerevolmente moderati”-

Beautiful malice è stato definito esattamente così: caso editoriale. (Correva l'anno 2009)
Dopo il suo immediato successo alla Fiera di Francoforte è stato velocemente tradotto in trentacinque paesi, un traguardo record per l'autrice che, in un momento di crisi lavorativa, ha scritto e stampato autonomamente le prime copie del libro.
Il clamore è stato tanto e, ai tempi, il libro è stato sicuramente caricato da un numero molto alto di aspettative, tante quante la definizione di “caso editoriale” ne comporta.
Impossibile, dunque, accontentare i milioni di lettori a cui il libro viene proposto, rendendo la definizione quasi un'arma a doppio taglio.
Su questo libro, nello specifico, ne ho lette tante.
Da “la storia è decisamente sempliciotta e affatto nuova” a un più nostrano “perché l'Einaudi ha deciso di pubblicarlo?”.
Insomma, a tanti non è piaciuto.
Ma per fortuna tanti non vuol dire tutti.

Katherine è una ragazza taciturna e scostante, segnata da un profondo dolore a seguito della morte di Rachel, sua sorella minore.
Il senso di colpa per l'accaduto la spinge ad allontanarsi da casa e da ogni ricordo o persona capace di portarla indietro nel tempo, trovandosi così in una realtà diversa ma non per questo capace di salvarla da se stessa.
Non importa cosa faccia o dove vada, il dolore fa ormai parte di lei.
Solo il suo incontro con l'esuberante Alice è in grado scuoterla, di farle ricordare com'è la vita vera e la complicità fra due ragazze, tanto da eleggerla a simbolo di tutto ciò a cui dovrà fare ritorno.
Tuttavia la misurata spensieratezza che a poco a poco Katherine sembra ritrovare viene spazzata via in contemporanea al cambiamento di Alice che, meschina e calcolatrice, dimostra di essersi avvicinata a lei per pura vendetta.
In realtà, infatti, Alice nasconde un legame importante che unisce il suo passato e il suo presente a quello di Katherine.

Estratto #1

Non ci sono andata, al funerale di Alice.
All'epoca ero incinta e stremata dal dolore.
Ma non era per Alice che soffrivo. No, all'epoca ormai odiavo Alice ed ero contenta che fosse morta.
Era stata lei a rovinarmi la vita, a portarmi via le cose piú belle che avessi e farle a pezzi, in milioni di pezzi che non sarei piú riuscita a ricomporre.
Non piangevo per Alice ma per colpa sua.


Questo estratto sembra uno spoiler enorme ma in realtà lo trovate nella quarta di copertina, pronto a prepararvi alla storia.
Il libro è narrato attraverso l'ultilizzo della prima persona di Katherine, dove ogni tot capitoli il punto di vista cambia dalla Katherine presente (post-Alice) a quella del passato (quando conosce e diventa amica di Alice o, ancora più indietro, al giorno della morte della sorella).
Scegliendo questo tipo di narrazione, la James fornisce subito informazioni cruciali su Katherine e la fine della storia, lasciando che il lettore si immerga in una lettura che spieghi gli eventi finali con suspance e un certo livello di ansia.
Noi vediamo tutto attraverso gli occhi della protagonista, siamo letteralmente nella sua testa, ma nonostante questo la visione degli altri personaggi non è meno approfondita.
Ci ritroviamo a vedere Katherine intrappolata in un rapporto di “amicizia” malato, dove Alice cambia lentamente sotto i nostri e i suoi occhi. Ci ritroviamo a comprendere i suoi dubbi e sospetti ma anche la tenacia nel voler giustificare le stranezze dell'amica, colei che ai suoi occhi ha avuto il potere di smuoverla e salvarla dal suo limbo di dolore.
La gestione dei personaggi e il loro approfondimento psicologico ci permette di capire chiaramente le motivazioni che li spingono ad agire in determinati modi, tanto da farci capire chiaramente a che punto finiremo per trovarci.
Anche questa può facilmente essere vista come un'arma a doppio taglio, perché è assolutamente vero che a nessun lettore piace capire troppo in anticipo quale sarà la fine della corsa, ma il punto forte che caratterizza l'intero libro è questo: sapere cosa accadrà ma non come e nemmeno quando.
Durante la lettura abbiamo tutto il tempo di conoscere Katherine, vederla devastata dalla morte della sorella e la modalità della sua scomparsa, la vediamo rievocare un trauma capitolo dopo capitolo, fino a osservarla incontrare Alice e cadere lentamente in trappola. La vediamo felice per la conoscenza di persone nuove e sincere, per l'amore che trova nella figura di Mick... e pagina dopo pagina i nostri sospetti salgono sempre più, in un culminare di domande sempre più pressanti.
Come riuscirà Alice a devastarla più di quanto Katherine non fosse già? E che tipo di legame possono avere le due ragazze?
Un sottile gioco psicologico si dipana davanti ai nostri occhi, rendendo Alice il prototipo perfetto dell'essere umano intriso di rancore, da un odio profondo da cui non vorrà mai separarsi.
Si, perché Alice non cerca giustizia o redenzione, Alice cerca vendetta e per ottenerla darà vita a un piano dalla semplicità ed efficienza sconcertante.

La semplicità, o banalità, della storia è qualcosa di cui ho letto spesso, quindi vorrei prepararvi il più possibile dicendovi che la storia di Katherine è una storia di cui potremmo facilmente sentir parlare al telegiornale. Quel tipo di storia che non ti aspetti mai accada vicino a casa tua o a qualcuno che conosci, e che ti porta a diffidare anche di chi ti ferma per strada a chiederti l'ora.
Il fatto, però, che il plot non si discosti da una potenziale notizia di cronaca nera non implica che gli avvenimenti possano essere meno traumatici o coinvolgenti.
La James ha trovato un equilibrio perfetto tra le diverse narrazioni temporali, utilizzando uno stile e un linguaggio semplice e fluido, che facilita notevolmente la lettura e la comprensione degli eventi.

Estratto #2
Vorrei afferrare quelli a cui voglio bene per un braccio e urlare: -ci sono pericoli ovunque, stupidi! Pensate di essere al sicuro, pensate che gli altri siano affidabili? Gentili? Aprite gli occhi e guardatevi intorno!- Ma mi prenderebbero per pazza. Sono ingenui, distratti; non si rendono conto che il mondo brulica di persone che ti augurano il peggio. Non mi capacito che possano essere così ottusi.”

In definitiva, io lo consiglio a tutti. Agli amanti del genere e non, a chi vuole buttarsi in letture nuove, a chi ha una giornata da dedicare a Katherine e alla sua storia, o a chi ha un pacchetto di fazzoletti in più nel cassetto.
Ne varrà la pena.





Celyan.


sabato 20 settembre 2014

Fleming - The Man who would be Bond

NdA: cercherò di non essere di parte e fallirò per l'ennesima volta. Almeno apprezzate la buona volontà e concedetemi qualche riga qui e lì per liberare la mia anima di fangirl innamorata.

INIZIAMO!



Iniziamo analizzando il cast principale, perché è da paura!

I'm Bond, James Bond.
I'm Fleming, Ian Fleming.

Ed effettivamente, il nostro protagonista potrebbe davvero presentarsi così, perché già del pilot si capisce perfettamente come Ian Fleming abbia plasmato il buon 007 a sua immagine e somiglianza, limitandosi "semplicemente" ad esagerare i tratti che avrebbero reso celebre la spia più famosa della storia della letteratura e del cinema - nel dettaglio, l'amore per le donne, l'alcol e il gioco. Chapeau.

Dominic Cooper fa un lavoro davvero buono nei panni di Fleming - se avete avuto modo di ammirarlo in The History Boys, sapete a cosa mi riferisco, se no, rimediate; sarà che il ruolo di sciupafemmine incallito e di rampollo fallito di buona famiglia gli viene tanto bene, sarà la perenne espressione strafottente che si incolla in volto per tutto il pilot, ma riesce a restituirci alla perfezione l'immagine di Ian Fleming, al secolo un uomo borioso e strafottente anche nei confronti dei suoi amici. Rings a bell, anyone?



A Lara Pulver, cui spetta il difficile ruolo di Main Love Interest di Fleming - ma, ovviamente, non l'unico, certi ruoli calzano davvero a pennello.
In Fleming, è Ann O'Neill, bellissima, annoiatissima ed austerissima moglie di un Lord mandato a combattere oltre manica la seconda guerra mondiale. Vi basti solo sapere che Lady O'Neill vede in Fleming una sfida, un enigma da decifrare, un puzzle, come lei stesso lo definisce - e che, giustamente, per Fleming lei non è solo una sfida, ma qualcosa di molto di più… insomma, già dalla prima puntata si capisce che voleranno scintille, e tante, perché questa plot-line "romantica" è assolutamente importante ai fini della comprensione della figura di Fleming!



Anche noto come "Il motivo per cui ho iniziato a guardare questa sere".

E poiché per un gran casinista come Ian Fleming serve una controparte più saggia e prudente, Samuel West iohounproblemaconquestuomo è il retro-ammiraglio John Henry Godfrey, l'uomo che ebbe da sopportare l'inventiva di Fleming per tutti gli anni della seconda guerra mondiale, e che ebbe come ricompensa il vedersi rappresentato nei libri di 007 come M, l'inflessibile capo di Bond, quello privo di sentimenti che lo manda sempre a rischiare il collo nelle missioni più difficili, rischiose e tendenzialmente piene di sovietici armati fino ai denti e con un fortissimo mal di stomaco.
L'ingresso in scena del retro-ammiraglio (come suona male in italiano!) è qualcosa di semplicemente perfetto da un punto di vista strettamente fotografico, una scena creata giusto per strizzare l'occhio ai colloqui cinematografici tra Bond e M. Ideona!



E poi c'è la sempre divina Anna Chancellor, indimenticata Lix Storm nel molto e sempre compianto The Hour, che qui ci tiene compagnia nei panni della segretaria personale del retro-ammiraglio (niente, questo titolo mi da da fare) Godfrey, a.k.a. il tenente Monday della Marina di Sua Maestà. a.k.a. metà della mia ship che non sarà mai se non nella mia testa amen.
Se Godfrey fu l'ispirazione per M, di certo avrete già capito che Monday divenne l'ispirazione per la più celebre delle segretarie, Miss Moneypenny - e la Chancellor è semplicemente magnifica a recitare queste scene con un tocco di flirt che, ancora, strizzano l'occhio a quello che sappiamo essere il rapporto complice tra Moneypenny e Bond tanto nei film quanto nei libri. 
Fortunatamente, stando alle parole della stessa Chancellor, è stata abbondantemente evitata la sub-plot romantica tra Fleming e Monday, che avrebbe notevolmente appesantito la trama dalla serie, già molto condensata di suo - ciò non toglie che vederli flirtare come se non ci fosse un domani è strepitoso!

Passiamo ora alla trama, cercando di evitare ogni sfumatura fangirlistica.
La trama di fondo, quella basilare che sottende tutti e quattro gli episodi, non si può certo dire che sia complessa. Da una parte abbiamo un giovane rampollo nobile e ricco, assolutamente incapace di prendersi una responsabilità e di portarla a termine, annoiato e più interessato agli esponenti del gentil sesso che a tutto quello che gli succede attorno - NdA, la Seconda Guerra Mondiale.
Dall'altra abbiamo la Marina di Sua Maestà Britannica, impegnata nella lotta contro i nazisti ed in evidente difficoltà, che decide di arruolare tra le sue file il giovane Fleming perché è giunta loro voce  - da Winston Churchill in persona - delle sue "particolari abilità" (dove con particolari abilità si intendano "strafottenza", "amore per il rischio", "abilità nel mentire facile", "conoscenza del tedesco", "assoluta mancanza di amore per le regole") - ergo, Fleming, perché non entra a far parte della nostra disastrata Naval Intelligence? Bellissimo, lei è così scapestrato che possiamo mandarla in giro a farsi ammazzare.
Aggiungete due love interests per il protagonista e una ship appena accennata sullo sfondo ma non importa, di cui uno affascinante e pericoloso e l'altro dolce e premuroso, plus la Secondo Guerra Mondiale sullo sfondo, con tutte le problematiche del caso e la necessità di sconfiggere i nazisti nel gioco dello spionaggio, e avrete la trama di questa troppo breve serie tv.

A conti fatti, non si tratta di una serie tv politicamente impegnata o particolarmente difficile: se si perde una battuta per distrazione, la trama si capisce comunque. Si tratta di un biopic dedicata all'uomo che, mettendo per iscritto le sue piccole manie ed idiosincrasie, creò uno dei personaggi letterari e in seguito cinematografici più amati di sempre: alla fine dei quattro episodi, tra momenti di tensione, battute, fangirlismo, e geniale trovate militari, avrete visto una serie interessante e originale, volta ad introdurvi al personaggio di Bond, James Bond se non l'avevate mai incontrato, o a presentarvi come e perché è nato dalla macchina da scrivere di Fleming, Ian Fleming.

Da spettatrice e fan di James Bond, a questa serie mi sento di dare un buon 8/10.
I due punti che mancano sono andati persi a causa, secondo me, dell'eccessiva brevità della serie stessa: con tutto il materiale interessante che avevano in mano, con tutta la Secondo Guerra Mondiale da poter sfruttare, l'impressione è che sia sia corsi un po' troppo, dedicando poco tempo ai singoli avvenimenti. Ciò non toglie che sia una serie molto piacevole, un must se amate le storie di spionaggio!

Chapeau a BBC America.



Quattro pecorelle felici.
Insisto sul fatto che sia stata una serie troppo corta
 per me c'era materiale per una serie da 7-9 episodi.
Per tutto il resto, masterpiece!


Guardarlo sì: perché amate Bond, James Bond come la sottoscritta, sapete a memoria film e libri, e volete vedere quanto Fleming somigliasse alla sua creatura.
Perché ammirate qualcuno del cast, e volete constatare come sia il suo nuovo lavoro con occhi a cuoricino e le coronarie pronte ad esplodere.

Guardarlo no: perché Bond, James Bond vi sta antipatico già da film e libri, figuriamoci scoprire che il suo creatore era davvero così! Mio Dio! E perché, essenzialmente, una mini-serie su delle spie durante la seconda guerra mondiale non vi interessa.

Guardarlo sì-bonus: per i costumi, le ambientazioni e la fotografica. A mio modesto parere - sono una spettatrice affascinata, non un'esperta del settore - è tutto reso molto bene, ed è una delizia per gli occhi.
Also, Samuel West.  

giovedì 18 settembre 2014

Fictional boyfriend tag


Seguendo molti canali youtube mi è capitato diverse volte sotto gli occhi questo tag. (Creato originariamente dal canale RayKayBooks.
Premetto che io adoro i tag, spesso sono fatti di domande divertenti che ti permettono di citare/rivangare/riesumare tanti libri uno dopo l'altro, e fondamentalmente... cosa c'è di meglio?
Le domande sono dieci e tutte ruotano attorno al “boyfriend libresco” di turno.

1- Most romantic BF
2- Dark and Moody BF with a Good side
3- Paranormal BF
4- BF you want to tame
5- BF you friendzoned
6- Your soulmate
7- BF you want to elope with
8- BF you'd venture anywhere with
9- BF you want to be on a stranded island
10- Best badass BF

 La cosa è impegnativa e per una maggiore riuscita del tag sarebbe bene avere sott'occhio la libreria, in modo da individuare più candidati possibili (sebbene non siano escluse le doppie citazioni). E ovviamente non c'è limite di genere che restringa la scelta, dai classici al fantasy agli young adult è tutto lecito.


1- Most romantic BF
Dopo che la fortunata saga di Diana Gabaldon, Outlander, è approdata sul piccolo schermo con l'omonima serie, non si può non piazzare al primo posto Jamie Fraser.
Jamie è il protagonista maschile della saga, un highlander scozzese di una certa prestanza fisica (particolare che non guasta mai) e dotato di una dolcezza/innocenza a dir poco straordinaria.
Basta leggere di lui solo poche righe per essere perse e totalmente catturate da questa tipologia di protagonista che, di solito, non fa parlare di sé. Per una volta l'autrice va contro corrente, riuscendo a portare l'intero fandom con sé, mettendo in primo piano un personaggio si forte, ma al contempo sensibile e ancora in possesso di una buona dose di innocenza impossibile da ignorare.
Non si può pensare a Jamie Fraser senza sorridere o immaginare di abbracciarlo, ammettetelo.
Consiglio a tutte/i di procurarsi i libri il prima possibile.

 2-  Dark and Moody BF with a Good side
 Questa definizione è una di quelle che mi ha dato più da fare, fino a quando l'ovvietà della risposta mi è balenata davanti agli occhi con la copertina di un classico che finirà sicuramente a breve in rilettura: Jane Eyre, di Charlotte Brontë.
 Il dark e moody ma con un lato buono è sicuramente Sir Edward Fairfax Rochester.
 Oscuro, misterioso, guardato con sospetto e con timore, ma completamente innamorato di Jane e con alle spalle una storia che ha plasmato e temprato il suo carattere.
Non si può restare indifferenti, semplicemente no.

3- Paranormal BF
Come posso non piazzare un sempre classico Draco Malfoy? (Dopo tutto il tempo passato a fanfictionizzarlo, poi.)
 Un mago purosangue della saga di Harry Potter di cui suppongo non dover dire nulla, perché chi è che non lo sa collocare?
Si, probabilmente servirebbe una lezione di yoga al giorno per poter affrontare la giornata con pazienza, ma insomma... Draco Malfoy.

4- BF you want to tame
 E anche con questo non ci allontaniamo per nulla dal Potterverse, visto che la posizione di fidanzato da domare se la aggiudica Sirius Black.
Oddio, domare... non sono una fan di questa tipologia di pensiero, diciamo che gli sarebbe servito essere messo in riga quel tanto che bastava per salvargli la vita, senza sopprimere la sua essenza selvatica.

5- BF you friendzoned
Okay, mi sono venuti in mente due nomi per due interpretazioni diverse della domanda.
 Se si suppone che il fidanzato venga declassato ad amico, allora direi Will, IL lui di “Tutto ciò che sappiamo dell'amore”, scritto da Colleen Hoover.
Lo so, generalmente piace tanto, ma quando a lui scatta la poesia a me scatta il pisolino sul divano. Non poteva durare.
 Mentre se invece parliamo di qualcuno che è stato friendzonato (?) prima ancora di varcare la linea di confine che separa l'amico dal fidanzato, allora punterei su uno dei figli di Shakespeare: Romeo.
Ragazze, friendzonatelo. Vivrete meglio. O vivrete e basta, che è già qualcosa.

 6- Your soulmate
 Onestamente non credo di avere un opzione assoluta per questo, considerato che anche altri personaggi della lista potrebbero essere inclusi nella definizione di soulmate, così opterò per il più recente. Max Pesaro, il cacciatore di vampiri che nelle Cronache dei Gardella, di Colleen Gleason, si distingue decisamente dalla massa.
Max oltre a essere un personaggio molto forte sotto parecchi punti di vista è anche molto controllato, terribilmente onesto e poco incline alle smancerie. Ripeto, poco incline alle smancerie. Che non significa essere un robot, semplicemente ogni suo determinato gesto acquista poi un'importanza doppia. (E questo ci piace molto. Molto.)

 7- BF you want elope with
 Al momento propenderei per Gabriel Stuart Sinclaire.
Dall'apparenza fredda e irosa, è un ragazzo fedele e valoroso, qualcuno che non ha paura di perseguire i propri ideali anche quando la cosa non si dimostra affatto facile. Testardo, competente, coraggioso, bello... che altro serve? Ha carisma, non è affatto stupido e possiede delle ottime doti di comando, unite a un senso pratico che sfugge a molti.
Insomma, ha tutte le caratteristiche giuste per essere il soulmate di questo tag.
(Gabriel nasce dalla penna di Virgina de Winter e lo possiamo trovare in primo piano nei libri L'ordine della penna e L'ordine della croce.)

 8- BF you'd venture anywhere with
 Su questo non ho avuto dubbi: il duca della chiave, Rafael Valance. Anche lui nato dalla penna di Virginia de Winter, è uno dei personaggi più suggestivi de L'Ordine della Chiave.
Rafael è uno di quei personaggi che ti porti sempre dietro anche quando il libro finisce e ne inizi un altro, o che ricordi sorridendo quando ti capita in mano il suo libro, o ancora che metti un po' a paragone con qualche altro disgraziato che non può reggere il confronto.
Rafael è bello, astuto, fedele e pronto a tutto pur di proteggere coloro che ama, non tirandosi indietro di fronte a nulla. Senza contare che può vantare di essere fedelmente seguito da qualcuno come Damian Assange, un vampiro vagamente instabile di incredibile intelligenza e carisma. Quindi ammettiamolo, si potrebbe andare dovunque con loro. Non esiste situazione che non sarebbero in grado di gestire e la noia non sarebbe contemplata nel pacchetto.

 9- BF you want to be on a stranded island
Lo scenario di un'isola deserta mi porta a scegliere qualcuno che abbia almeno qualche possibilità di farci sopravvivere e divertire al tempo stesso, quindi chi meglio di Jamie Lannister? (Che nessuno mi faccia spoiler su di lui please, sono indietro con le cronache del ghiaccio e del fuoco.)
Jamie Lannister è Jamie Lannister (capiamoci), sa cavarsela e forse l'isola deserta potrebbe essere un buon modo per tenerlo lontano da sua sorella, no?

10- Best badass BF
Questa non è stata facile. Basta poco per perdersi tra i nomi o tra la loro totale assenza, quindi sono piombata in meditazione di fronte alla libreria fino a soffermarmi su uno dei famigliari mattoni (lo dico con amore) di Alexander Dumas: Il conte di Montecristo. E improvvisamente l'opzione mi è parsa del tutto ovvia. Nato come Edmond Dantès, Montecristo assume l'identità di nobile italiano per dare vita a un elaborato piano di vendetta contro coloro che hanno provocato la sua rovina.
Credo che Dumas abbia dato vita a uno dei personaggi più implacabili che esistano. Implacabile nella vendetta, nel rancore, nell'astuta freddezza con cui manipola gli eventi...
Insomma, chi non è stato dalla sua parte? Chi non ha mai goduto della sua fredda manipolazione? Chi non lo ha ammirato? Io certamente si, e tutti dovreste dargli una possibilità.

Dunque, ho cercato di essere il più possibile varia passando dai classici, al fantasy, al gotico. E in generale queste sono tutte letture che consiglio, indipendentemente dalla mia opinione sul personaggio (es. Romeo) o da quanto in generale un calcio nel sedere (o forse più) se lo sarebbero meritati tutti, almeno una volta. L'unica precisazione che sento in dovere di fare riguarda la precarietà degli abbinamenti, perché se dovessi rifare il tag tra un mese o un anno le carte sarebbero mischiate in modo diverso e, senza dubbio, ve ne sarebbero di nuove o di mancanti. (Es: Mr.Darcy, Wentworth, Alexander-Shura, ecc...) Ma è stato molto divertente, quindi vi invito a provare e a cercare di scegliere i vostri vari boyfriend, sarà un bel tuffo tra libri che avete al momento sul comodino o letture meno recenti!


Celyan

mercoledì 17 settembre 2014

W.W.W. Wednesday #9



Quanti secoli erano che non vi propinavo un W.W.W Wednesday?
Questa settimana vi propongo un'edizione particolare, non tanto perché diversa dal solito, quando più perché vi scrivo in diretta dalla Francia! Oh, yes!
Sono arrivata qui domenica pronta per cominciare un erasmus di nove mesi, i corsi iniziano lunedì prossimo e non sto nemmeno a dirvi quanto cazzo sono disorganizzati qui, e vado alla Sorbona non a Parigi sessantaquattrosticazzi, per dire. Ma me la caverò, più o meno, quando capirò che lezioni seguire, a che orari, dove, sì, insomma, avete capito come girano le cose. Per di più sono ancora in fase ricerca disperata dell'appartamento. 
Ma bando alle ciance, diamo inizio al W.W.W. della settimana!



What are you currently reading?



Sto leggendo, finalmente, I lupi del Calla, il quinto romanzo della Torre Nera di King. E NO, non è lo stesso che stavo leggendo mesi fa, giuro! Sono finalmente riuscita ad andare avanti e questo volume mi sta piacendo tantissimo al contrario di quello precedente che mi aveva troppo rallentato. Al momento non farei altro che leggerlo, inutile dire che non ho esattamente il tempo con tutto quello che dovrei fare.


What did you recently finish reading?
Mi sembra ovvio che ho finalmente, dopo secoli, preghiere in tutte lingue, maledizioni multiple, mia madre si finisce l'intera serie, finito La sfera nel buio, il quarto libro della torre nera. Yo-oh-oh! Senza la bottiglia di rum, perché quella non me la merito proprio. Che poi giusto per tenervi aggiornati, quest'anno ho davvero letto poco, principalmente per via di una serie di impegni universitari, tre traslochi, ripittura della casa, summer school intensive in inglese, corsi intensivi in francese, cazzi insomma, MA in queste poche letture ci sono stati I miserabili di Victor Hugo (Badum-tss! 1000 e passa pagine), la terza parte di 1Q84 di Murakami, un po' di Orson Wells, un po' di Roberth Galbraith, insomma, qualcosina ho finito prima di questo.


What do you think you'll read next?


Per ovvi motivi, leggi al momento dietro ho solo questi, probabilmente dopo leggerò Il neuromante di Gibson e The grat Gatsby di Fitzgerald. In realtà ho una vasta scelta di libri su kindle, ma per il momento avere un libro cartaceo tra le mani in italiano mi dà una certa sicurezza.




Maryjane