mercoledì 27 gennaio 2016

Challenge di lettura 2016 - Celyan

MJ ha pubblicato la sua, io ora vi propongo la mia.
Dopo un anno di lettura abbastanza scarso (si è notato credo) in cui mi sono drogata di fanfiction su vecchie ship decedute -e non-, eccomi qui.
I buoni propositi dell'anno nuovo partono sempre così, con una lista. Insomma, la leggo e mi infervoro da sola immaginando di leggere il mondo, in realtà SO che tra un po' la frenesia cederà il passo a un ritmo più tranquillo ma costante. (Mi impegnerò perché sia costante. Autodisciplina, un altro dei buoni propositi del 2016.)

Come potete vedere qui accanto la reading challenge l'ha creata Pop Sugar -questa è più breve di quella del 2015 non si sa perché- ma in giro ne trovate molte altre,  c'è davvero l'imbarazzo della scelta.
Personalmente mi darò solo qualche indicazione generica da affiancare alla sfida, che tenterò di rispettare nonostante il mio approccio verso la Challenge non sia quello di: "prima controllo la lista e poi scelgo cosa leggere" -che sarebbe lo scopo e l'utilità della cosa- ma proprio il contrario: "libro che mi ispira e poi check della lista, se ho cu*o depenno un punto".
Ma fate così anche voi, vero? Vero??

Tornando alle indicazioni generiche... più classici. Punto uno. Che poi io li adoro, non è uno sforzo leggerli, ma essendo reduce da un anno fiacco anche questo diventa un punto da rispettare.

Almeno un paio di biografie, anche queste le amo, ma quando viene il momento di entrare in libreria e comprare finisco sempre per mettere le mani su altro. Generalmente saghe iniziate e che dovrei portare avanti prima di scordare passaggi fondamentali. (Pff, balla, li scordo lo stesso e poi devo andare a rileggere perché due paginette di "previously on" ancora non le hanno contemplate nei libri.O non in tutti, almeno.)

Terzo punto, finire almeno una saga. (O mettersi in pari con quanto pubblicato, se parliamo di Martin.) Tadadadan. Si, questa è ambizione mista a follia. La verità è che quando inizio non mi importa il numero di libri, ANZI, più la saga è lunga più sono galvanizzata e non vedo l'ora di iniziare a leggere. Fortunatamente anche io ho un minimo di vergogna e ho finalmente smesso di iniziarne di nuove quando ho ancora Martin, la Gabaldon, Heitz, e la Carey da finire. (In realtà anche Margaret Weis e Tracy Hickman, ma siamo realisti... se mai leggerò tutto quello che hanno scritto non lo farò in un anno, men che meno in questo.)

Quarto punto: non iniziare nuove saghe. No. Proprio no. No. Proibito. Codice rosso. No. Proseguire quelle sopraelencate. Solo quelle. (Ma se Virginia de Winter pubblica l'inizio di una nuova saga o il seguito di qualcosa, allora chissenefrega e facciamofintadiniente. Ah, ovviamente aspetto con ansia anche il terzo libro di Robert Galbraith -Career of evil- in italiano. Si, questo punto ha già preso una brutta piega, meglio che chiuda qui prima che mi venga in mente altro.)

Insomma questo è il sunto di quanto mi sono prefissa ma in definitiva, chissà!






Celyan

sabato 23 gennaio 2016

Winter reading tips #4


Eccoci tornate con la rubrica di consigli di lettura per questa stagione di gelo. Quest'anno si è rivelato più freddo del previsto e siamo tutti a rintanarci sotto strati di coperte dai colori imbarazzanti, stringendo tra le mani tremanti tazze fumanti di tè caldo, e cosa c'è di meglio, in queste situazioni, che contornare il tutto con una piacevole lettura? Ve lo dico io: niente. Non c'è niente di meglio.
Ecco quindi i consigli per le letture invernali di oggi: 


1Q84, Haruki Murakami.
Murakami è uno dei miei scrittori preferiti e questo non è un libro facile, non è un libro a cui è semplice approcciarsi; l'elemento onirico e la realtà si fondono ancora di più che in altri suoi romanzi e lo scrittore giapponese ci trasporta in un universo con due lune, in compagnia di due protagonisti molto particolari. 1Q84 è la storia di un viaggio, di una crescita interiore, è un racconto sulla scoperta del proprio io e sulla percezione del mondo, e di come questa cambi da persona a persona, è anche una storia d'amore, ma questo dovrete scoprirlo da soli. Ve lo consiglio perché è proprio quel genere di libro che si inizia in una giornata fredda e uggiosa e che piano, piano ti trascina verso la primavera.


Piccoli suicidi tra amici, Arto Paasilinna.
Se non avete mai letto Paasilinna sappiate che è una mancanza a cui dovete assolutamente sopperire; scrittore finlandese noto per la vena ilare dei suoi romanzi, ecco che il buon Arto ci si presenta con una delle storie più esilaranti di sempre. Un gruppo di Finlandesi depressi decide di noleggiare un autobus per andare a compiere un suicidio di gruppo, qualcuno ha detto Lemming? ESATTO! Esattamente come i lemming! Solo che niente andrà come previsto e dopo un folle e impevedibile viaggio attraverso l'Europa, quanti di loro avranno ancora voglia di suicidarsi? Vi invito a scoprirlo per ritrovare il buon umore, oltre al freddo e oltre al termosifone che funziona male ci può essere anche altro, tipo un bel sorriso. 


Michele Strogoff, Jules Verne. 
Sì, di Verne di solito si leggono altri libri, ma questo rimane uno dei miei preferiti in assoluto, sia per l'ambientazione - siamo in Russia alla fine del XIX secolo - che per i personaggi, vi innamoretete di Michele e di Nadia, ve lo prometto. Verne abbandona il suo tono didascalico per dedicarsi a quella narrativa più classica spesso in grado di conquistare il cuore di adulti e ragazzi. Michele Strogoff è un romanzo adatto a tutte le età, che racconta la storia di un corriere dello Zar e delle traversie che incontra nel tentativo di recapitare un messaggio di straordinaria importanza; è una di quelle storie che prendono di colpo e rimangono nel cuore, e non posso esimermi dal consigliarla per queste fredde giornate (tanto non avrete mai freddo come loro in Siberia, consolatevi).



Ne avete già letto qualcuno? Li conoscevate? 
Sperando di avervi almeno un po' incuriosito, me ne torno allo studio (sigh).
 

Maryjane

 
 

mercoledì 20 gennaio 2016

Shadowhunters, The mortal instruments - L'epopea continua


Perché epopea? E' presto detto. Dopo una saga cartacea, un film, uno show televisivo, il massive recast e i pareri discordanti che fioccano senza sosta, il termine mi sembrava più che adatto.
Premessa: ho letto i libri e con questa saga ho un rapporto conflittuale piuttosto semplice: trovo sia stata scritta in modo quasi imbarazzante, non ho tollerato Simon per almeno la metà del tempo -a tratti è riuscito a eclissare anche la fastidiosità di Clary-, a un certo punto il plot ha seriamente rischiato di farmi venire l'ulcera e non parlerò di Cassandra Clare e i suoi precedenti come autrice di ff solo perché non voglio che ci piombino gli elicotteri del FBI sul tetto di casa. In sintesi, trovo che il trash dei libri sia stato fedelmente riprodotto nella serie televisiva. Per contro, mi sono affezionata velocemente a quasi tutti i personaggi e, considerato che a me il trash fa ridere, quando il plot e la scrittura hanno iniziato a starmi stretti ero ormai troppo innamorata di determinati personaggi e relazioni per mollare tutto.

 
Detto ciò...
Partirò dicendo che, onestamente, non capisco. Non capisco la problematica che aleggia attorno a questa saga per cui qualsiasi trasposizione televisiva risulta essere una ciofeca agli occhi di una parte consistente del fandom.
Ci sono show che sono stati cambiati in modo molto più radicale, l'unica differenza è che in questo caso la saga cartacea era già molto popolare anche prima della trasposizione televisiva.
Isabelle è adorabile, ma sembra pronta per il turno di notte sulla statale. E non mi aspettavo nulla di diverso perché è così anche nei libri.
Clary cambia stile di vita e guardaroba in tempo zero. Ma ero preparata, è così anche nei libri.
Jace a Clary in modalità flirt già da subito? Certo, sono così anche nei libri.
Lo show è trash, ma non è una sorpresa, perché lo sono anche i libri.
Ebbene si. Stiamo parlando di una saga YA con vari elementi trash e un tipo di scrittura che non grida "livello avanzato" da nessun poro, ma ci si passano ugualmente pomeriggi divertenti senza troppi pensieri.
Parlando dei personaggi, invece, direi che possiamo soffermarci su Clary già da subito.
Qualcuno mi spieghi perché corre così. Chi glielo ha consigliato? E' come se avesse una stecca in mezzo alle natiche e l'obiettivo della corsa fosse il non farla cadere, altrimenti 10 punti in meno a Tassorosso. (Sia chiaro, nonostante i capelli io questa non la metto a Grinfondoro.)
Sono perplessa. Ma lo confesso, è una delle cose che più mi fa ridere dello show. Un po' come Chernobyl e l'aura da piccolo chimico con problemi mentali data a Valentine. E non parliamo di Jace e la sua camminata stile macho man, lo vedrei benissimo in mimetica a guidare un carroarmato nel centro di Falluja.
Ripeto, queste sono tutte cose che mi fanno ridere al pari delle battute di Simon che, però, alla seconda volta che mi dice "Clary, andiamo alla polizia" mollerei già uno sganassone perché non puoi continuare a essere così ottuso dopo tutto quello che hai visto. Non puoi. E' contro la legge.
L'attore, invece, Alberto Rosende è carinissimo. Mi sono cercata dei video di interviste al cast perché considerato quanto la loro recitazione mi ha impressionata avevo almeno bisogno di sapere che fossero brave persone. Simpatiche, persino. (Vi consiglio di fare lo stesso.)
Su Isabelle non ho molto da dire, mi sembra un po' plasticosa. Sarà il latex. Ma so cosa accadrà, quindi aspetto che arrivino momenti migliori per lei e Simon. E per momenti migliori intendo momenti vagamente introspettivi dove per almeno 30 secondi le battute sarcastiche vengono lasciate da parte. Ma questo lo aspetto un po' per tutti.
Come aspetto un approfondimento sul legame parabatai di Jace e Alec, una delle mie cose preferite nei libri e che, però, viene lasciata un po' così... Allo sbando.
Daddario e Harry Shun mi hanno convinta, sia individualmente che come aspettativa della ship che deve venire a crearsi, quindi posso dire senza vergogna che sono la cosa che aspetto con più trepidazione.
No shame.
Sugli effetti speciali e i demoni -più simili ad alieni che altro- non mi pronuncio.
Insomma, è lo stesso network di Ouat, non serve dire altro.
Fa tutto parte del fascino e, in fin dei conti, diamo loro tempo di crescere. Anche perché ho bisogno di una ship che sostituisca quelle che ho perso, quindi questo show in qualche modo deve andare avanti.
Ho bisogno dei Malec.
Poche storie.

(Ti aspettiamo al varco, Magnus.)


Celyan



martedì 19 gennaio 2016

Top Ten #6 - Top Ten Books I've Recently Added To My TBR

Eccoci di nuovo all'appuntamento con la rubrica creata dal blog The Broke and the Bookish, il tema selezionato oggi dal blog di origine sono i libri che abbiamo aggiunto di recente alla nostra TBR. 
Siccome qui è una continua scoperta di nuovi libri, come dire di no ad una lista così interessante? Chissà poi che anche voi abbiate qualche suggerimento di lettura a cui non avevamo pensato.


Top Ten Books I've Recently Added To My TBR


Partiamo subito senza indugio con i libri scelti da Maryjane:

1. La Valle dell'Eden, John Steinbeck - Nel paese di Nod, a est del giardino dell’Eden, dove la progenie di Caino andò a vivere secondo la leggenda biblica e che nel romanzo di John Steinbeck corrisponde simbolicamente alla valle percorsa dal fiume Salinas nella California settentrionale, si intrecciano le storie di due famiglie, gli Hamilton e i Trask. Protagonisti della saga, che va dalla Guerra civile alla Prima guerra mondiale, da una parte il vecchio Samuel Hamilton, immigrato dall’Irlanda; e, dall’altra, Cyrus Trask insieme ai figli Adam e Charles, e ai nipoti Aron e Caleb, gemelli nati dalla misteriosa Cathy Ames, reincarnazione di Eva e di Satana allo stesso tempo, emblema del male nel mondo, con il quale tutti nel corso della lunga vicenda devono misurarsi. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1952 e ora riproposto nella nuova traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini, La valle dell’Eden è il romanzo in cui Steinbeck ha creato i suoi personaggi più affascinanti e ha esplorato più a fondo i suoi temi ricorrenti: il mistero dell’identità, l’ineffabilità dell’amore e le conseguenze tragiche della mancanza d’affetto.

Ho comprato questo libro verso la fine dello scorso anno ed è quindi nella mia TBR da molto meno di altri che sono lì a vegetare da diversi mesi. Ho amato con tutto il cuore Furore e anche Uomini e topi, iniziare un nuovo libro di Steinback per me non è che un invito a scoprire ancora una volta un romanzo che mi porterò nel cuore. Quindi sì, è lì e aspetta di essere letto, cosa che spero avvenga il prima possibile. 

2. La gigantesca barba malvagia, Stephen Collins - Su un'isola moderna e tranquilla, la vita scorre metodica e ordinata, secondo alcuni anche troppo ordinata, fino al giorno in cui Dave, calvo tranne per un singolo capello, non viene assalito e sopraffatto da un'inconsueta... mostruosità. Né l'esercito né i migliori parrucchieri sembrano potere nulla contro l'espansione della barba più esuberante della storia dell'umanità. Cosa devono fare di Dave gli isolani? E come si salveranno dalla gigantesca barba malvagia? Il primo libro della nuova stella del fumetto inglese, "La gigantesca barba malvagia" è una sorprendente fiaba sulla vita, la morte e il significato della barba.

Eccoci con la prima delle Graphic Novel di questa top ten, come potete capire si tratta di un volume unico dalla trama apparentemente non troppo impegnativa; non fatevi ingannare perché da quanto ho letto e sentito in giro in questo fumetto dall'aria accattivante presenta rivolti molto più profondi di quanto non possa apparire ad una prima occhiata! 

3 The red rising, Pierce Brown - La terra sta morendo. Darrow è uno dei Rossi, un minatore che vive sotto la superficie di Marte. Il suo obiettivo è di estrarre una quantità sufficiente di materiali preziosi per avere un giorno la possibilità di riconquistare la superficie del pianeta e permettere agli esseri umani di viverci. I Rossi sono l'ultima speranza dell'umanitò. O almeno così sembra, finché un giorno Darrow non scopre che è tutta una menzogna. Marte diventato abitabile - ed è stato abitato - da generazioni, da una classe di persone che si fa chiamare gli Oro. Una classe di persone che considera Darrow e i suoi compagni come fossero schiavi, e che li spinge - senza remora alcuna - a lavorare fino a farli morire di fatica. Questo fino al giorno in cui Darrow, con l'aiuto di un misterioso gruppo di ribelli, camuffatosi da Oro e infiltratosi nella scuola di comando, non cerca di distruggere i suoi oppressori lavorando dall'interno. La scuola di comando, però, è un campo di battaglia e Darrow non è l'unico studente con uno scopo. Rompere le catene. Vivere per qualcosa di più.

Non so nemmeno dire se questa trama mi ispiri o meno e sinceramente non me ne frega una ceppa. L'altro giorno ho fatto una scoperta: l'istagram di Pierce Brown. MADONNA SANTA DEL CARMINETO DI LOURDES, GRAZIE PER QUESTI DONI. Davvero, grazie. Quest'uomo è così bello che io comprerò tutti i suoi libri per partito preso e se vuole lo sposo anche avremmo dei figli bellissimi. Il mio vero problema è che temo sia gay e che quindi mi stia gasando di nuovo per un uomo con cui non c'è trippa per gatte. Comunque sì, questo libro è in TBR per solide motivazioni (e Mel mi dà ragione).

4. Beautiful you, Chuck Palaniuk - Mettiamo che uno scrittore voglia raccontare la favola di Cenerentola e mettiamo che questo scrittore sia Chuck Palahniuk, quale storia ci capiterebbe tra le mani? La storia di Penny Harrigan, giovane impiegata dall'aspetto scialbo e i desideri opachi che passa le sue giornate a servire caffè in un ufficio di avvocati. E lì che un giorno incontra Cornelius Linus Maxwell, bellissimo, ricchissimo, divorziatissimo. Sorprendentemente Maxwell la invita a cena e a un dopo cena nella suite di un albergo da miliardari ed è qui che, taccuino alla mano, le fa sperimentare il più alto grado di piacere. Tutto magnifico, vero? Non esattamente, perché Penny scopre presto di essere la cavia per il collaudo di una linea di "sex toys only for ladies" che Maxwell sta per lanciare, chiamata "Beautiful you". È un successo planetario dalle conseguenze devastanti: famiglie distrutte, bambini abbandonati, uomini ignorati, donne inchiodate alla dipendenza pressoché ininterrotta dai fantastici, e micidiali, giocattoli di Maxwell. E Penny? Deciderà di essere complice del più grande spacciatore di piacere mai esistito o proverà a salvare il mondo dalla sua dipendenza cieca da prodotti genialmente confezionati?

Non ho mai letto Palaniuk, ma l'altro giorno passeggiavo allegramente in libreria e la copertina mi ha catturato l'occhio, come a dire "Ehi, sono qui!", così ho letto la trama e me lo sono segnato perché sembrava intrigante e mi irritava meno rispetto ad altri suoi libri. O meglio, rispetto alla trama di altri suoi romanzi, quindi credo che possa essere la volta buona che riesco ad accostarmici. 

5. FABLES deluxe#1, Bill Willingham - Immaginate che tutti personaggi delle fiabe più amate siano reali e vivano tra di noi, con tutti i loro poteri intatti. Come ricuscirebbero a sopravvivere nella nostra realtà mondana e priva di magia? La risposta in "Fables", la rivisitazione di Bill Willingham del classico canone delle fiabe. Da Biancaneve al lupo cattivo, da Riccioli d'Oro a Cenerentola, tutti i personaggi delle favole ritornano come gruppo di esiliati che vive a Favolandia, un quartiere di New York magicamente mimetizzato al resto del mondo.

Ho iniziato da poco a giocare a The Wolf Among Us, videogioco ispirato a questa serie di fumetti, così ho pensato che fosse il momento giusto per incominciare a leggerla e ho comprato il primo volume del formato Deluxe. Non appena finirò il gioco inizierò la lettura!



6. Il caso Mersault, Kamel Daoud - “Ti riassumo la storia prima di raccontartela: un uomo che sa scrivere uccide un arabo che quel giorno non ha neppure un nome – quasi l’avesse lasciato appeso a un chiodo prima di entrare in scena –, e poi comincia a spiegare che è tutta colpa di un Dio che non esiste e di ciò che ha capito sotto il sole e per il fatto che la salsedine lo costringe a chiudere gli occhi. Perciò l’omicidio rimane un atto assolutamente impunito e non è un delitto poiché non esiste legge fra mezzogiorno e le due, fra lui e Zoudj, fra Meursault e Moussa. E in seguito, per settant’anni, tutti si sono adoperati a fare sparire in gran fretta il corpo della vittima, a trasformare i luoghi dell’omicidio in un museo immateriale e a discorrere sul significato del nome dell’assassino. Che cosa significa Meursault? “Morto solo”? “Morto sciocco”? “Non muore mai”? Per mio fratello, invece, in tutta questa storia non è stata spesa neppure una parola. E tu, come tutti quelli prima di te, hai preso una cantonata. L’assurdo lo portiamo sulle spalle o nel ventre delle nostre terre io e mio fratello, non quello là.”

Che dire di questo libro? Non so come ci sia finito nella mia TBR, so solo che poco tempo fa sono andata a fare un salto in libreria e la copertina mi ha attirata come un magnete. Non ci ho nemmeno provato ad oppormi, ne ho letto una pagina e mi ha conquistata e ora è qui sullo scaffale che mi guarda e aspetta. 

7. Fine missione, Phil Klay - Forse nessuno torna da una guerra. Forse anche il ritorno a casa, per chi è stato bravo o fortunato a sufficienza, non è altro che un cambiare fronte, ingaggiare una nuova battaglia; forse non è altro che l'inizio di una nuova missione. La prima storia, che dà titolo al libro, è proprio questo: il ritorno a casa di un reduce. In Iraq ha fatto delle cose terribili: il ricordo di quando, la notte, andavano a caccia di cani che altrimenti avrebbero mangiato i cadaveri ai bordi delle strade non è nemmeno la piú atroce, tra le memorie che lo perseguitano. A casa, in mezzo a gente che non ha idea di dove sia Falluja, ritrova la fidanzata - tra loro una nuova, sconosciuta distanza e il vecchio cane. Ma l'animale è malato, non gli resta molto da vivere. Il marine ha ancora l'M16: a casa come al fronte dovrà uccidere un cane. In "Dopo l'azione" protagonista è il trauma, la traccia lasciata dalla violenza commessa che si attacca al carnefice e lo perseguita: e come un fantasma, una possessione, si trasmette di uomo in uomo. Quelle che racconta Klay sono storie che possiedono l'accecante lucore della verità. Sono storie che rivelano la complessa combinazione di burocrazia, noia, cameratismo e violenza che compongono la vita quotidiana di un soldato in guerra; e la solitudine, il rimorso, la disperazione che accompagnano ogni uomo nella vita in tempo di pace.

Non so cosa mi abbia colpito di questo libro, forse è stata la copertina, forse la prima frase della sinossi, ma nel momento stesso in cui l'ho visto ho capito che sarebbe venuto a casa con me. Ed è in casa da tipo quattro giorni, ma già sta urlando dal suo scaffale, lamentandosi per venire letto, chi glielo dice che ci sono libri che aspettano da ben prima di lui?

8. Appunti di un giovane medico, Michail BulgakovQuesti racconti tesi, asciutti, drammatici, percorsi da una vena sottile di umorismo narrano, in prima persona, alcuni episodi vissuti dall'autore in un angolo sperduto della provincia russa a contatto con un'umanità primitiva e superstiziosa. Essi sono la trasposizione letteraria della durissima "prova iniziatica" subita dal giovane Bulgakov, appena uscito dalla facoltà di medicina e spedito a dirigere un ospedale rurale e ad affrontare, da solo, casi clinici spesso sconvolgenti. Costituiscono inoltre il punto d'incontro della duplice personalità scientifica e artistica di Michail Afanas'evic e testimoniano il suo passaggio dall'attività medica all'attività di scrittore.

Sul pc ho da un po' la serie omonima con Daniel Radcliffe e John Hamm e solo di recente ho visto il primo episodio; la mia coinquilina poi sta facendo pressing perché si veda assieme la serie e allora a me è venuta voglia di capire prima da dove sia tratta, così mi sono presa il libro e visto che non sono più di duecento pagine prevedo sarà una delle prossime letture, così poi potrò godermi anche la serie!

9. Andromeda, Michael Crichton - Se in una bottiglia può trovar posto un numero di batteri dieci volte maggiore del numero degli abitanti del pianeta, allora è probabile che un eventuale incontro dell'uomo con una forma di vita extraterrestre avvenga su un piano ben diverso da quanto immaginato da certi scrittori affetti da romanticismo. Arizona, fine anni Sessanta. Un satellite, atterrato dopo aver compiuto la sua missione nello spazio, sparge una terribile, misteriosa malattia... La scoperta del ceppo Andromeda provoca un vero terremoto nella comunità scientifica: "quasi tutti gli interessati alternano momenti di brillante intuito a momenti d'inspiegabile stupidità". In gioco la vita stessa dell'uomo sulla Terra.

Sarò sincera: io questo libro l'ho già letto. È successo una vita fa, ero in campagna dai miei nonni ad annoiarmi e stavo curiosando nella biblioteca di mio nonno, grande lettore e collezionista disordinato di libri, quando mi imbattei per caso in questo volume. Fu il primo vero libro di fantascienza che lessi e mi piacque tantissimo. Qualche giorno fa stavo sistemando gli ebook e me lo sono vista passare davanti e ho sentito l'impellente necessità di rileggerlo perché lo ricordo solo a pezzi, così eccolo infilato immediatamente in TBR.

10. Fatherland, Robert Harris - Nel 1964 Berlino è la capitale di un impero che si estende dal Reno agli Urali. Il presidente degli Stati Uniti decide di recarsi in Germania per trattare con Hitler, ormai settantacinquenne e sempre al comando. Ma alla vigilia dell'incontro un gerarca nazista muore misteriosamente. Dalle indagini sul caso affidate a Xavier March, brillante investigatore berlinese, emerge il vivido ritratto di una società corrotta e scontenta, di un potere ancora forte, ma totalmente destinato alla disgregazione. Un thriller fantapolitico raggelante e grandioso. Un romanzo eccitante nato da un'ipotesi storica che fu sul punto di avverarsi e di cambiare il destino del mondo.

Non avrei MAI pensato di leggere questo libro, non ha niente che mi attiri. La storia non è il mio genere, la copertina è una di quelle photoscioppate cesse che guardi e dici "NOPE", e il setting è così poco convincente che levati. Allora perché è qui? Perché qualcuno me ne ha parlato bene. Stavo parlando di libri con questo mio amico e lui mi ha chiesto se avevo letto Fatherland - OVVIAMENTE NO - mettendosi poi a incensarlo, così ho pensato "Beh, se lui legge quello che gli consiglio, potrei farlo anche io, almeno per una volta". Così ecco come questo coso è arrivato nella mia TBR ed ecco come mai lo leggerò. Credo. 



CHE PARTO!
Ora che sapete i miei, quali sono i libri che avete aggiunto alla vostra TBR più di recente?


Maryjane





lunedì 18 gennaio 2016

Challenge di lettura 2016 - Evamordelamela Ѽ




Il 2015 è stato l’anno in cui ho macinato una quantità meravigliosa di libri, d’altronde – come non mi stanco mai di ripetere – il Kindle mi ha donato, da lettrice, una seconda vita. Ho scoperto nuovi e brillanti autori, ho esplorato generi che mai mi sarei sognata, ho completato tutta la bibliografia edita e disponibile di una delle mie scrittrici contemporanee preferite, ho ripreso seriamente in mano dei classici che al liceo guardavo con la diffidenza di una mente ottusa… insomma, negli ultimi dodici mesi, da viaggiatrice immobile mi sono data parecchio da fare.

L’anno appena iniziato non dovrà deludere le mie aspettative! Mi sono posta l’obiettivo modesto di 110 libri, e spero che saranno tutti qualitativamente validi. Sullo scaffale To-Read ho una scelta vasta, quasi imbarazzante, direi. Non cerco solo un libro che accompagni i miei momenti vuoti, cerco parole in grado di rovesciarmi il cuore, di scardinare la mia visione del mondo e di regalarmi spunti per delle riflessioni.

E dopo questa analisi generica delle premesse, passo a illustrare nel dettaglio le sfide a cui intendo sottopormi!

1. Gilmore Girls Complete Reading List – Sono eoni che rimando. Tra quelli elencati, ne ho letti solo 27. Quest’anno spero di leggerne almeno altri 20.
2. Letture neglette – Trattasi del Reparto Volumi Lasciati A Metà, che negli anni si sono accumulati e per me rappresentano più degli scheletri nell’armadio che dei libri impolverati sullo scaffale. Ci sono romanzi che non meritano questa incuria, e adesso, più per testardaggine e imperativo categorico kantiano che per altro, un libro lo finisco, anche se non mi piace. Un tempo non ragionavo così, ma soprattutto molti di quei titoli non sono riuscita ad apprezzarli come meritavano perché mi erano stati imposti dai professori. Orbene, tra questi, intendo leggerne la metà: per l’esattezza 42.
3. Letteratura russa – È arrivato il momento di farmi un’idea critica sullo stile sovietico, incoronato dalla più autorevole opinione pubblica. Ammetto di avvicinarmi ai grandi mostri sacri con reverenziale timore, malgrado abbia cercato di allontanare quanti più pregiudizi possibile, anche a livello di aspettativa. Da Dostoyevsky a Puškin, da Tolstoj alla stessa Aleksievič (che sì, ok, è bielorussa, ma quisquilie). Con questi volo basso: 4.
4. Non Sono Uno Stalker Giuro* – Per questa categoria sono ancora indecisa. Il 2015 è stato l’anno di Amélie Nothomb, il 2016 di chi? Al momento propendo per l’inglese Jonathan Coe. Produzione tradotta in italiano: 9 romanzi.
(*Il titolo è stato dato da Maryjane qualche anno fa, in occasione di una reading challenge del blog.)