Casa Editrice: Neri Pozza
Pagine: 374
ISBN: 978-8854506206
Prezzo: 18,00 euro
Trama: La prima volta che Mary Tryphena incontra il "Grande Bianco" non può sapere che quell'uomo nudo, puzzolente e dalla pelle chiarissima, diventerà suo marito. Mary è solo una bambina e l'unica cosa che le interessa è l'enorme balena che si è appena spiaggiata sulle coste del suo villaggio. È aprile, il giorno della festa di San Marco, ma il ghiaccio non accenna a sciogliersi. Gli orti marciscono sotto la pioggia incessante e i pescherecci tornano vuoti. In una tale carestia, quell'animale morente non può che essere un dono di Dio. Gli abitanti aspettano che la balena muoia per spartirla equamente, quando King-me Sellers si presenta in spiaggia dicendo che l'animale si è arenato sulla sua proprietà e perciò a lui spettano l'intero fegato e otto botti d'olio. Mentre per risolvere il contenzioso si attende l'arrivo della Vedova, matriarca temuta e rispettata, dotata di poteri soprannaturali, la balena muore e i pescatori si armano di coltelli, accette e seghe, scalano il dorso del leviatano e prendono a tagliarne le carni e a raccoglierne il grasso. Hanno appena iniziato quando sulla spiaggia risuonano le grida di un ragazzo: nel ventre della balena c'è un uomo nudo, dalla pelle chiarissima, che puzza di pesce marcio. Inizia così un racconto epico e ipnotico che schiude davanti ai nostri occhi il mondo del Newfoundland, in Canada, a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Pagine: 374
ISBN: 978-8854506206
Prezzo: 18,00 euro
Trama: La prima volta che Mary Tryphena incontra il "Grande Bianco" non può sapere che quell'uomo nudo, puzzolente e dalla pelle chiarissima, diventerà suo marito. Mary è solo una bambina e l'unica cosa che le interessa è l'enorme balena che si è appena spiaggiata sulle coste del suo villaggio. È aprile, il giorno della festa di San Marco, ma il ghiaccio non accenna a sciogliersi. Gli orti marciscono sotto la pioggia incessante e i pescherecci tornano vuoti. In una tale carestia, quell'animale morente non può che essere un dono di Dio. Gli abitanti aspettano che la balena muoia per spartirla equamente, quando King-me Sellers si presenta in spiaggia dicendo che l'animale si è arenato sulla sua proprietà e perciò a lui spettano l'intero fegato e otto botti d'olio. Mentre per risolvere il contenzioso si attende l'arrivo della Vedova, matriarca temuta e rispettata, dotata di poteri soprannaturali, la balena muore e i pescatori si armano di coltelli, accette e seghe, scalano il dorso del leviatano e prendono a tagliarne le carni e a raccoglierne il grasso. Hanno appena iniziato quando sulla spiaggia risuonano le grida di un ragazzo: nel ventre della balena c'è un uomo nudo, dalla pelle chiarissima, che puzza di pesce marcio. Inizia così un racconto epico e ipnotico che schiude davanti ai nostri occhi il mondo del Newfoundland, in Canada, a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Dico dell'estate perché avrei dovuto scrivere questa recensione ad agosto mapurtroppo non ho avuto tempo e quindi mi trovo a pubblicarla ora; dico estate perché l'ho puntato a luglio in libreria e sono riuscita a portarmelo a casa ai primi di agosto e l'ho divorato in una giornata in spiaggia.
Tutto di questo libro mi urlava
Comprami! Ti piacerò! L'immagine di copertina, la trama, il titolo e soprattutto la casa editrice – che nella mia testa è
sempre sinonimo di bel romanzo.
Così, ringalluzzita da quanto avevo
letto nelle recensioni su internet, sono partita per il mare
stringendomi al cuore la mia copia di Dal ventre della Balena, che da
questo momento chiamerò sempre col titolo originale inglese –
Galore – per una questione di brevità.
Volete sapere come l'ho trovato? Dopo
tutto ero partita con delle aspettative così rosee!
Beh, sappiate che non mi ha delusa,
nemmeno un po'.
Ho adorato questo libro, anche se
“adorato” non rende pienamente idea di quanto abbia amato
leggerlo. È stato come se una forza invisibile mi avesse trasportato
al suo interno, io ero lì, osservavo i personaggi, li ascoltavo parlare, guardavo le
generazioni susseguirsi senza posa.
Galore è una saga famigliare, ovvero racconta la storia intracciata di due famiglie partendo all'incirca dagli inizi dell'ottocento per arrivare alla prima guerra mondiale, più o meno sei generazioni di personaggi, di amori, odi, rancori, segreti e misteri. Da un lato abbiamo i Devine, immigrati irlandesi di religione cattolica, tra cui capeggiano le figure della Vedova Devine prima, e di Mary Tryphena dopo; dall'altro abbiamo i Sellers, immigrati inglesi di stampo protestante tra i quali spiccano prepotenti le figure di KingMe e Absalom.
La storia è ambientata nel
Newfoundland, in Canada, uno di quei posti ancora desolati e
inospitali dove l'uomo deve lottare ogni giorno con la natura per
sopravvivere e dove spesso l'inverno si porta via più anime di
quante ne rechi la primavera, qui, nei villaggi di Gut e Deep – o
come l'ha rinominato KingMe Sellers, Paradise Deep – si intrecciano
le vite dei protagonisti, personaggi a cavallo tra sogno e realtà,
in una terra di mistero, dove la superstizione e la religione sono
separate solo da una linea sottile e dove nemmeno la morte e la vita
sono ben definite.
Mary Tryphena ha solo 8 anni quando
sulla spiaggia si arena la balena che cambierà la sua vita, dalla
pancia dell'animale emerge infatti un uomo nudo, puzzolente e dalla
pelle chiarissima, è Il Grande Bianco, Giudeo. Figura che avrà un
impatto estremamente forte non solo nella vita di Mary Tryphena e di
suo fratello, ma anche nella vita di tutti gli abitanti dell'isola.
Il romanzo racconta le vite di sei generazioni: nonni, nipoti, figli,
figli dei figli.
Vorrei potervi raccontare tutto di questo libro, vorrei parlarvi della Vedova Devine, di KingMe Sellers, della giovane Mary Tryphena e di Giudeo, di Lazzaro, Absalom, Ether, Abel e tutti gli altri, perché questo romanzo mi ha conquistata, mi ha rubato il cuore per poi restituirmelo con un sorriso blando e trovarvi un posticino tutto suo.
Vorrei potervi raccontare tutto di questo libro, vorrei parlarvi della Vedova Devine, di KingMe Sellers, della giovane Mary Tryphena e di Giudeo, di Lazzaro, Absalom, Ether, Abel e tutti gli altri, perché questo romanzo mi ha conquistata, mi ha rubato il cuore per poi restituirmelo con un sorriso blando e trovarvi un posticino tutto suo.
È uno di quei libri che ti rapiscono, che ti rende impossibile staccarti dalla pagine perché vuoi saperne di più,
vuoi immergerti in quel mondo così diverso dal tuo.
Abbiamo quindi un confronto tra generazioni che vivono in epoche completamente diverse. Nella prima parte i personaggi sono circondati da un alone sovrannaturale, di mistero, alle volte non si capisce se quello che accade sia effettivamente reale o se sia solo un sogno. È un epoca in cui si vive di superstizioni e non esiste alcuna logica vera e propria a guidare i personaggi, a guarire dalle malattie è la Vedova Devine, che dirime le contese, scaccia il malocchio e che è molto simile a una sorta di vecchia saggia, quasi una strega di paese. Gli eventi si susseguono uno dopo l'altro e sono caratterizzati da un elemento soprannaturale che diventa quasi onnipresente in questa parte de romanzo, abbiamo pesche miracolose, uomini che escono da una balena, morti che ritornano, preti scomunicati e torbide maledizioni lanciate ai nemici.
Nella seconda
parte, invece, gli eventi sono più meccanici, si perdono le superstizioni
e la logica e la teconologia le sostituiscono, è il cambianento
geneazionale, l'evoluzione che avanza. Arrivano le grandi invenzioni, arriva il progresso, cambia tutto, insomma, dal modo di pensare al modo di relazionarsi con il prossimo e con la vita.
Questo è uno dei motivi per cui ho amato così tanto questo libro, non solo per il suo assomigliare - come genere - a Cent'anni di solitudine, ma proprio per questa linea evolutiva che percorre tutto il romanzo, evoluzione dei personaggi, del pensiero, della società; è un ritratto di vita e di storia e io non posso che amarlo per questo.
Inoltre la ringcomposition con cui questo romanzo si conclude è qualcosa di spettacolare: arrivi a capirlo da solo, arrivi a cogliere le sfumature che conducono a questa chiusura ad anello, ma quando alla fine la conclusione arriva davvero ti colpisce al cuore, anche se ti aspettavi quello che sarebbe successo.
Insomma, non voglio e non posso fare anticipazioni su questo libro, non sarebbe giusto. Vi dico solo leggetelo, leggetelo perché è bellissimo, perché l'ho amato e sono sicura che lo amerete anche voi. Lo stile e la capacita di Crummey di raccontare storie sono spettacolari, la trama e i personaggi sono così profondi da annegarci dentro e poi beh, leggetelo perché ne vale la pena.
Questo è uno dei motivi per cui ho amato così tanto questo libro, non solo per il suo assomigliare - come genere - a Cent'anni di solitudine, ma proprio per questa linea evolutiva che percorre tutto il romanzo, evoluzione dei personaggi, del pensiero, della società; è un ritratto di vita e di storia e io non posso che amarlo per questo.
Inoltre la ringcomposition con cui questo romanzo si conclude è qualcosa di spettacolare: arrivi a capirlo da solo, arrivi a cogliere le sfumature che conducono a questa chiusura ad anello, ma quando alla fine la conclusione arriva davvero ti colpisce al cuore, anche se ti aspettavi quello che sarebbe successo.
Insomma, non voglio e non posso fare anticipazioni su questo libro, non sarebbe giusto. Vi dico solo leggetelo, leggetelo perché è bellissimo, perché l'ho amato e sono sicura che lo amerete anche voi. Lo stile e la capacita di Crummey di raccontare storie sono spettacolari, la trama e i personaggi sono così profondi da annegarci dentro e poi beh, leggetelo perché ne vale la pena.
MJ
Fai venire una voglia incredibile di leggerlo xD ADORO le composizioni ad anello. Sul serio. Leggerei un libro anche solo per una struttura così fatta bene!
RispondiEliminaTi prego leggilo, è bellissimo, ti prometto che non te ne pentirai.
EliminaMi assumo la completa responsabilità <3
Bello scoprire nuovi blog libreschi <3 A presto
RispondiEliminaGrazie :3
EliminaCiao!
RispondiEliminaVolevo dirti che ho comprato questo libro qualche tempo fa dopo aver letto la tua recensione qui sul blog e mi è piaciuto da morire. Ha preso un posto speciale nel mio cuore, ed è entrato ufficialmente tra i miei libri preferiti di sempre. Sarà che io adoro questo genere di narrazioni, dove i confini tra reale e immaginario sono labili e spesso si confondono, sarà la capacità di Crummey nel descrivere personaggi e intrecciare trame così originali, devo dire che mi ha dato molto e non lo dimenticherò mai, quindi grazie veramente per il consiglio :).
Laura