giovedì 18 luglio 2013

Battle Royale

 Battle Royale di Koushun Takami
O anche: cosa sarebbe successo se Orwell avesse scritto Il signore delle mosche.


Titolo: Battle Royale
Autore: Koushun Takami
Casa Editrice: Mondadori
Costo: 12,00 euro
Prima Edizione: 1999
Prima Edizione Italiana: 2009
Lingua Originale: Giapponese
ISBN: 978-8804586876
Generi: Narrativa, Splatter



Battle Royale è una storia ambientata nel 1997 in un Giappone alternativo governato da una sorta di sistema totalitario che prende il nome di "Repubblica della grande Asia". Ogni anno viene organizzato il "Programma" in cui gli studenti di una classe della terza media vengono prelevati a forza e portati su un'isola, o in un terrirorio isolato, dove dovranno fronteggiarsi e uccidersi a vicenda, finché non ne rimarrà solo uno che sarà il vincitore. Chiaramente non è che gli stanno a chiedere: "Ciao, senti, non è che vorresti venire a fare questo gioco dove devi ammazzare in modo brutale tutti i tuoi amici?", prima li stordiscono e poi li prelevano senza tanti complimenti e li obbligano a giocare piazzandogli un collare intorno al collo: se ti rifiuti di giocare il collare esplode (o ti sparano subito, as you wish), se non ci sono morti nelle prime 24h di gioco i collari esplodono, se non c'è un vincitore entro i tre giorni della durata del gioco i collari esplodono, se vieni beccato in una zona vietata (l'isola è divisa in settori e mano a mano che il gioco prosegue viene interdetto l'accesso ad alcuni di questi) il collare esplode, se cerchi di scappare il collare esplode.
O giochi o muori. E in realtà anche se giochi muori, ma questo è secondario.

Come potete capire si tratta di un libro molto violento, molto splatter e indubbiamente molto duro, insomma, se avete uno stomaco delicato e preferireste guardare un unicorno che vomita arcobaleni, forse, forse avete sbagliato libro. 
Questa violenza onnipresente, sfaccettata e poliedrica è quello che maggiormente viene criticato a Battle Royale: è disumano far combattere in questo modo dei ragazzini che si conoscono (ah, beh, invece se lo fanno in Hunger Games è cool?!) e soprattutto è grottesco descrivere certe scene così dettagliatamente.
Personalmente trovo che entrambe le cose siano due grandissimi punti di forza del libro. 
I personaggi di Battle Royale ci vengono presentati tutti, chi prima e chi dopo, ognuno di loro ha la sua storia, i suoi hobby, i suoi demoni e le sue debolezze, hanno tutti dei sogni e delle emozioni (beh, quasi tutti) e vogliono tutti sopravvivere. La cosa più interessante, e al tempo stesso anche struggente, è che questi ragazzini si conoscono, sono amici da anni, hanno stretto dei legami profondi, si fidano gli uni degli altri, si amano, si rispettano, si vogliono bene. 
Quanto può essere difficile scegliere in questo frangente? 
Uccidi o sarai ucciso, questo gli dicono, ma come puoi reagire a una cosa del genere? 
Come puoi davvero uccidere qualcuno a sangue freddo se quel qualcuno fino a ieri lo chiamavi amico? 
Takami dipinge un quadro di reazioni umane, un interessante esperimento sociologico che porta a chiedersi: Ehi, ma se infilassimo tot persone che si conoscono in un contesto del genere cosa accadrebbe? Quali sarebbero le reazioni possibili?
Le analizza e le prende in considerazione tutte, da chi decide di partecipare al gioco e uccidere senza scrupoli a chi sceglie di suicidarsi piuttosto che eliminare qualcuno a cui vuole bene. 
Non sono nemmeno d'accordo sul fatto che sia troppo violento. Battle Royale, al contrario di molti libri à la Hunger Games, non ha come target un pubblico di "giovani adulti", ma nasce come opera scritta e pensata per un pubblico adulto e maturo, in grado di sopportare l'immagine cruenta di morti descritte minuziosamente. Inoltre Takami scrisse questo libro perché voleva scuotere la società Giapponese, voleva mandare un messaggio, e si era reso conto che una bomba di questo tipo, scritta in una forma scioccante, dura, concisa e forte avrebbe avuto un impatto maggiore che dire semplicemente: Guardate che i nostri figli sembrano dei cavalli da corsa.
Lo scopo primario del libro era infatti di denuncia, l'autore voleva fare una metafora tra il Programma e il sistema scolastico Giapponese che spinge gli alunni a una competizione pressante e onnipresente, gli studenti sono spronati a dare il meglio in tutte le materie, in tutti gli sport, in tutte le attività culturali; devi dare il meglio perché devi essere il migliore, devi essere il migliore perché se il tuo vicino è più bravo di te è un dramma, è un disonore; stai certo che per essere migliore di te quel tizio laggiù e quello che ti sta di fianco non esiteranno a giocare sporco, perché quindi tu dovresti essere da meno?
Non si può dire che Battle Royale non riesca nel suo intento, quello di scioccare, colpire e rendere consapevoli del peso che viene caricato sulle spalle dei giovani fin dalla tenera età.

La mia humble opinion è che questo libro sia davvero geniale. Oltre ad essere scritto in un modo che ho adorato (ma vuol dire poco perché si tratta di una traduzione), è anche strutturato in maniera estremamente ben pensata, la trama è articolata e a chi dice che gira solo intorno al fatto che si ammazzano (e non come Hunger Games che c'è la Katniss che va a fare la rivolta) io rispondo: SAI COM'È QUELLA È LA TRAMA. Una trama che per avere un senso fa molto leva sull'analisi psicologica di ogni singolo personaggio, perché Takami non si limita ad analizzare i protagonisti, ma sceglie di approfondire la psicologia di tutti i i 42 studenti dedicando ad ognuno almeno un capitolo; i dialoghi sono altrettanto fondamentali, soprattutto quelli di Shogo e di Shinji ai rispettivi compagni, volti ad approfondire le dinamiche di questa "Repubblica della Grande Asia", un governo totalitario, fascista e assolutamente impenetrabile, di chiara ispirazione Orwelliana. La società è onnipresente, è iperprotettiva nei confronti del cittadino, ma al contempo gli dà l'illusione di essere libero di operare le sue scelte, libero di "infrangere" la legge, nel suo piccolo. Le piccole trasgressioni che il governo concede non sono che un contentino per il cittadino qualunque.
Quindi eccoci catapultati in un mondo distopico, in un universo che attinge da 1984 e da Il Signore delle Mosche per creare un romanzo che tiene incollati alle pagine dall'inizio alla fine.

Consigliatissimo.

giovedì 11 luglio 2013

W.W.W. Wednesday #1




Prima di partire con questa prima Rubrica un paio di NOVITA':
come potete vedere inauguriamo una nuova rubrica. Si tratta del classico "W.W.W. Wednesday" originario del Blog Should Be Reading che consiste nel fare un post rispondendo a queste tre domande:
What are you currently reading?
What did you recently finished reading?
What will you read next?
Siccome siamo in tre a gestire questa pagina sarà probabile che talune volte si abbiano più WWW alla settimana. Inoltre conoscendoci non escludo che l'argomento trattato possa variare, quindi vi potreste trovare di fronte non solo un WWW sui libri, ma anche su episodi di telefilm, film o altro. Non poniamo limiti alla divina provvidenza. 

Probabilmente molto presto inizieremo altre rubriche e cambieremo veste grafica al blog :)

What are you currently readinng?

Al momento sto leggendo tre libri, purtroppo vado molto lenta causa esami ancora in corso (ne ho uno il 17 e uno il 18, poi - finalmente - finisce la sessione).





Divergent di Veronica Roth,
iniziato a leggere for the sake of cazzegging, anche perché sotto esami non avevo voglia di leggere un libro impegnato. Non è niente di speciale, carino, scritto in un modo un poco banale, ma dalla storia abbastanza interessante e abbastanza ben costruita. Gli abbastanza pullulano, ma verranno spiegati quando recensirò il libro.

Battle Royale di Koushun Takami,
un evergreen dal sapore agrodolce. Lo splatter regna sovrano in ogni pagina, ma non pesa nemmeno un pochino viste le palesi doti scrittorie dell'autore. Ho un pdf per kindle, ma penso che appena finito andrò a comprarmi il cartaceo in libreria. Diciamo che per ora ne ho letto un quarto e non riesco a staccarmi dalle pagine, nonostante io debba studiare.

The new Hunger di Isaac Marion,
seguito/prequel di Warm Bodies che personalmente ho amato. Non sono ancora riuscita a proseguire nella lettura come avrei voluto, solo che ogni volta che arrivo a una delle parti con Nora e suo fratello mi sale la noia e mi blocco. Devo essere nel mood giusto per leggerlo, ma davvero mi attira molto. Anche perché ricordo ancora le frasi evocative persino nella traduzione del primo libro.


What did you recently finished reading?





 Odd e il gigante di ghiaccio di Neil Gaiman,
è un libro illustrato per bambini scritto da Neil Gaiman. Devo aggiungere altro? Davvero!?
Beh, tratta di miti nordici, ci sono Thor, Loki e Odino, un ragazzino e un gigante di ghiaccio. Di più non ha senso che dica a meno che non vogliate vedervi spoilerate le poche adorabili pagine di racconto.

L'autunno del Medioevo di Huizinga,
letto per l'esame di Arte Medievale, l'ho amato e l'ho odiato.
Penso che ne farò una recensione più avanti anche perché è un libro impossibile da capire in queste poche righe di WWW Wednesday.


What do you think you’ll read next?



  

Buona Apocalisse a tutti di Gaiman e Pratchett,
aka Good Omens.
Il più grande uomo scimmia del pleistocene di Roy Lewis,
aka alla scoperta degli uomini delle caverne.

Due libri leggeri e divertenti, che rimandono due evergreen e che penso mi risolevveranno il morale alla fine della sessione.

giovedì 4 luglio 2013

I classici della letteratura - Grandi Autrici

Il corriere della sera e le Grandi Autrici: Ragione e Sentimento.

Inizia oggi, Giovedì 04/07 la nuova collana del Corriere della Sera che ci presenta una raccolta di classici dellla letteratura. 
Questa volta ci troviamo di fronte a una collana di opere scritte da grandi Autrici, le donne quindi sono le protagoniste di questa serie di uscite, ma non donne qualsiasi bensì le "madri" della scrittura.
Dacia Maraini ci introduce in questo mondo fatto di parole per insegnarci ad amare quei personaggi che hanno segnato la storia del libro, una sorta di Virgilio in gonnella che ci guiderà lungo il percorso - lungo 22 volumi - per illustrarci come questa letteratura femminile risalente ad epoche diverse sia in realtà ancora di grande attualità.

Parliamo un po' di questi volumetti, il primo - come potrete notare dalla foto - è Ragione e Sentimento di Jane Austen.

 
 Il libro si presenta bene fin da subito. Con una copertina semirigida dall'impostazione grafica molto evocativa. L'immagine ricorda vagamente i romanzi della BUR, ma solo perché si tratta di un fiore, per il resto il contrasto tra il bianco della copertina e il rosa antico/grigio dell'immagine risulta molto pittoresco.
Il volume si compone di 428 pagine che comprendono una presentazione dell'opera E un'introduzione a cura di Dacia Maraini - mi raccomando! leggetela e non saltatela perché è scritta molto bene ed è illuminante, se per caso non avete mai letto questi libri (Disonore su di voi e sulla vostra mucca) allora forse vi conviene leggerla alla fine del libro. Dopo il libro vero e proprio abbiamo un breve riassunto in punti della vita di Jane Austen e l'indice.

Perché consiglio di comprare questa collana?
Principalmente perché è fatta bene, si nota in tutte le raccolte proposte dal Corriere una notevole attenzione ai dettagli e una particolare cura per le edizioni. Si tratta poi di grandi romanzi che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita, quindi se ve ne manca qualcuno vi consiglio di prenderlo in questa collana.
Il secondo motivo è il prezzo che va tutto è vostro favore: 7,90 sono un ottima cifra per una simile edizione, un costo più che economico per un volumetto che normalmente costerebbe almeno il doppio. Il primo volume - questo in foto - costa 1 euro soltanto.
E la carta di questa edizione ha un profumo che è qualcosa di afrodisiaco per un bookworm. Trust me.

Al Corriere schifava inserire il piano dell'opera completo, ma segnala già alcune delle prossime uscite, che in quest'ordine saranno le seguenti:
  1. Ragione e Sentimento - Jane Austen
  2. Cime tempestose - Emily Bronte
  3. Gita al faro - Virginia Woolf
  4. Canne al Vento - Grazia Deledda
  5. Jane Eyre - Charlotte Bronte
  6. L'età dell'innocenza - Edith Wharton
  7. La mia Africa - Karen Blixen
  8. Cheri - Colette
  9. Il ventre di Napoli - Matilde Serao
  10. La bella Storia di Silas Marner - Gerge Eliot
Vi ricordo che sono 22 volumi, uscita a cadenza settimanale di giovedì, se qualcuno fosse interessato a prenderli tutti. Io personalmente farò una selezione perché alcuni di questi li ho già e non mi interessa averli doppi (altri sì, ma di questo parleremo in alcune rubriche che inizieranno a Settembre).
Ora correte in edicola o Jane piange.

venerdì 3 maggio 2013

Tonari No Kaibutsu-kun

Tonari No Kaibutsu-Kun




Ho iniziato a vedere questo anime per caso un pomeriggio che non sapevo cosa fare, mi aspettavo uno shojo melenso, di quelli da ragazzina in piena fase ormonale, con lui e lei e gli altri che interferiscono, invece ho trovato Tonari No Kaibutsu-kun.
La storia racconta le vicende di Shizuku Mizutani, una ragazza particolarmente fredda e anaffettiva, senza amici, il cui obiettivo è essere la migliore in ambito scolastico. Per una serie di eventi conosce Haru Yoshida, il famigerato “bullo” della scuola, da tutti temuto e quindi emarginato, il quale, dopo essersi rivelato un impulsivo dall'animo ingenuo, si innamora di lei e decide di starle accanto. Col proseguire degli episodi a fianco ai due protagonisti compaiono altri personaggi: la bella e tonta Asako Natsume, il popolare membro della squadra di softball Sohei Sasahara, l'amico di Haru, Yamaken, e la rappresentante di classe, Oshima. Loro insieme ad altri personaggi minori (principalmente i membri delle famiglie dei personaggi) danno vita a una storia assolutamente senza senso.
Ebbene sì, senza senso, perché di fatto questo anime non ha una vera e propria trama, è solo la storia di due persone socialmente imbarazzanti che affascinate l'una dall'altra si vengono incontro. Se aggiungiamo che le sopracitate persone sono dei liceali la problematica è più ampia, perché siamo di fronte a ragazzi che si trovano per la prima volta a sperimentare emozioni con cui non hanno mai avuto a che fare e che si trovano in seria difficoltà non sapendo come gestirle.



Una delle cose che mi ha attirato di più di questa serie, oltre al fatto che mi sento molto vicina alla protagonista, sono i disegni. Nella loro particolarità mi hanno conquistata subito, i colori sono molto vividi e allegri e la fisionomia dei personaggi è molto precisa e caratteristica. Amo tantissimo le faccine buffe, in particolare le espressioni di Natsume (e anche Shizuku quando mangia i suoi onigiri salati); adoro come riescono a rendere espressivi i personaggi pur mantenendo uno stile di disegno così semplice.
D'altra parte l'anime è prodotto dalla Brian's Base, studio di animazione da cui ci aspettiamo un certo livello avendo questo già prodotto anime non indifferenti come Durarara!, Spice and Wolf II, Baccano, Penguindurum, e cazzi e mazzi.
Insomma io sono davvero contenta di averlo scoperto per caso perché mi ha fatto passare ore felici, si tratta solo di 13 episodi che scorrono velocemente, ma sono un modo piacevole per passare dei pomeriggi vuoti.

L'anime è stato tratto da un manga ancora in corso scritto e disegnato da Robico. Al momento i diritti sono stati acquisiti dalla GP publishing e la pubblicazione è iniziata a giugno 2012. Consiglio vivamente anche la lettura di questo manga, in quanto molto più complesso. Probabilmente, per essere lineari con la storia l'anime avrà una seconda stagione, ma aspettiamo conferme.

Sakamichi no Apollon

Sakamichi No Apollon
Kids on the slope.


Sakamichi no Apollon è un anime di 12 episodi uscito nel 2012.
Tratto da un manga del 2007-12 di Yūki Kodama, Sakamichi No Apollon racconta la storia di tre amici che affrontano assieme gli anni difficili del liceo.
E' il 1966, il Giappone è in fermento, a causa del lavoro del padre Kaoru si trasferisce a vivere con dei parenti a Yokosuka nella prefettura di Nagasaki; iscrittosi al liceo locale la sua vita si intreccerà con quella di Ritsuko e Sentaro che entreranno prepotentemente nella sua vita insieme al Jazz e la cambieranno completamente.


Quest'anime partiva con le migliori premesse e bisogna dire che è riuscito a soddisfare tutte le aspettative. Riuscire a trattare in soli dodici anni l'intera vita liceale di tre persone non è cosa facile, tanto più riuscire a farlo dando il giusto spazio a tutti i personaggi, senza lasciare da parte la musica e senza diventare ripetitivi.
Sakamichi no Apollon è prima di tutto un anime che parla di amicizia, di quel legame che si instaura tra le persone quando hanno una passione in comune, quando passano così tanto tempo assieme da riuscire a capirsi con uno sguardo; ma soprattutto è un anime che parla di musica, nello specifico di Jazz.
La musica è il filo conduttore di tutto l'anime e ci regala non solo una colonna sonora da paura, ma anche i migliori momenti della serie. Come dimenticare i pomeriggi passati nello scantinato di Ritsuko a suonare? E il festival scolastico?
L'adolescenza può essere faticosa e difficile, si cresce e si affronta la vita, ci si innamora e si viene respinti, ma tutto questo è la vita e in Sakamichi no Apollon la vita scorre veloce accompagnata dalla musica della batteria e del piano e i protagonisti si percorrono la stessa strada senza perdersi – quasi – mai di vista.




Ci troviamo di fronte a un piccolo capolavoro di animazione, che si fa notare non solo per la linearità e piacevolezza della trama, ma anche per tutto ciò che circonda l'impianto narrativo: disegni, musica e sceneggiatura.
Ma chi ha lavorato a questo anime?
Shinichirō Watanabe dirige la regia dell'anime, se vi state chiedendo “Ma lui non è quello che...”, sì, sappiate che è lui. E' il genio che ha diretto Cowboy Bebop e Samurai Champloo, nonché produttore delle musiche di Michiko To Hacchin. Ce lo ritroviamo di nuovo davanti dopo otto anni con questo capolavoro di serie che ci lascia deliziati per tutta la sua intera durata.
Il Chara Design è curato da Nobuteru Yūki che ricorderete sicuramente tutti per avere curato i disegni di Capitan Herlock, Paradise Kiss, Escaflowne, insomma un tizio che ha fatto giusto due o tre cosine di nessuna importanza.
Alle musiche abbiamo Yoko Kanno, che ricorderete sicuramente per avere curato il soundtrack di innumerevoli altre serie (Proteggi la mia terra, che se non avete visto forse è il caso di recuperare, Escaflowne, Cowboy Bebop, Wolf's Rain, Ghost in the Shell, Darker than Black, Macross Frontier), tra i suoi brani più famosi ricordiamo tutti Kiseki no Umi (Recordo of Lodoss War), Gravity (Wolf's Rain), Inner Universe (Ghost in the Shell: Stand Alone Complex), Rise (Stand Alone: 2nd GIG).
Insomma possiamo dire che alle spalle di questo anime abbiamo uno staff che davvero merita, se non li avete riconosciuti nemmeno dopo che vi ho detto cosa hanno fatto forse la vostra cultura necessita un ampliamento o forse dovreste buttarvi da un balcone.
In ogni caso quello che possiamo osservare è come alla fine l'anime risulti un'opera il cui target non deve essere necessariamente quello adolescenziale, ma che anzi mira a una fascia più matura, a delle persone più adulte e più in grado di cogliere i diversi sostrati che ci vengono proposti.




Personalmente ho adorato questa serie. Mi è rimasta nel cuore.
Prima di tutto credo di essermi un po' innamorata di Sentaro, del suo modo di fare un po' riottoso e ingenuo, della sua voglia di sorridere alla vita nonostante tutto quello che ha passato. Ho trovato la storia meravigliosa, gli intrecci che si creano tra i personaggi sono assolutamente realistici, riflettono l'adolescenza che abbiamo vissuto tutti e fanno tornare in mente gli amori non corrisposti e le giornate passate con le persone importanti a fare qualcosa che si ama. La musica poi è stato l'elemento decisivo che mi ha conquistata.
Non solo dà una carica positiva assurda, ma riesce anche a mettere di buon umore, a rilassare; le scene in cui i ragazzi suonano sono tra le più belle, trasmettono un senso di gioia infinito e un senso di pace che raramente una serie animata riesce a trasmettere.
Se non lo avete visto vi prego di guardarlo perché davvero merita.

Curiosità:

Il titolo “Sakamichi no Apollon” significa “L'Apollo del pendio” mentre il sottotitolo “Kids on the Slope” significa “Ragazzi sul pendio” che poi suonerebbe molto meglio un “Ragazzi sulla collina” ma Slope ha un'accezione vagamente diversa. In ogni caso si nota come venga messa in rilievo l'importanza della collina, sulla quale nella serie si trova la scuola dei protagonisti.

Per chi fosse interessato consiglio vivamente anche la lettura del manga, che non solo approfondisce le storie dei vari personaggi, dal padre di Ritsuko a Junichi e Yurika, con capitoli loro dedicati e flashback, ma approfondisce anche il finale, meno aperto di quello dell'anime e più conclusivo. Possiamo dire che il manga dà al lettore ciò che il lettore vuole.
Per la cronaca, la panini ne ha comprati i diritti quindi possiamo dire con una certa sicurezza che ben presto ce lo ritroveremo in fumetteria.
Quindi compratelo che merita! E se vi tira troppo il culo lo trovate sempre su mangareader.